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Paura del terrorismo? Si sconfigge coi sogni...

Si apre oggi all'università La Sapienza Roma un convegno internazionale sul Social Dreaming. Ben 250 psicologi di tutto il mondo a confronto sul racconto dell'onirico come metodo per superare i traumi sociali
Paura del terrorismo? Si sconfigge coi sogni
:: 06/06/2002 12.20.15 , di red.
 
Il sogno come terapia di gruppo per superare i traumi dell'11 settembre, i drammi dell'Intifada e dell'emigrazione, il mobbing. E' questa l'ipotesi analitica al centro del convegno internazionale "Sogno Mito e Gruppo" che si apre oggi al centro congressi dell'Università La Sapienza di Roma.
Un evento promosso dalla cattedra di Teoria e tecniche della dinamica di gruppo della facoltà di Psicologia, che vedrà confrontarsi 250 psicologi e psicoterapeuti di tutto il mondo. Primo fra tutti lo psicologo sociale inglese Gordon Lawrence, che per primo (negli anni Ottanta) ha teorizzato la dimensione e la funzione sociale del sogno, il cosiddetto Social Dreaming.
"Se fino a qualche tempo fa - spiega il professor Claudio Neri, della facoltà di Psicologia - c'era la tendenza a interpretare il sogno nel classico rapporto duale, adesso prevale il racconto del sogno nel gruppo, la sua condivisione e accettazione da parte degli altri, e in tale contesto la sua interpretazione di senso e significato". Si tratta quindi di un nuovo approccio analitico che supera quello classico freudiano con l'analista silenzioso e il paziente sul lettino che fa le sue associazioni mentali.
"Con la terapia di gruppo - continua Neri - c'è più partecipazione emotiva, un livello affettivo maggiore e ciò permette ai partecipanti di condividere le esperienze di altri. Il sogno diventa patrimonio del gruppo". Ed è così che si condividono sentimenti individuali che sono anche comuni, come le ansie e le fobie emerse dopo l'attentato alle Torri Gemelle e il conflitto arabo-palestinese, l'angoscia derivante dalle molestie sul lavoro o da alcuni fatti di cronaca.
I sogni, dunque, ci aiutano a comprendere la realtà sociale: grazie alla terapia di gruppo si portano alla luce forze, tensioni e ansie che da svegli non si è in grado di riconoscere e si superano così traumi collettivi che altrimenti sarebbero vissuti in solitudine.

Scarica subito dal Centro di documentazione il saggio del professor Claudio Neri "Introduzione al Social Dreaming"
 
http://www.clorofilla.it/articolo.asp?articolo=194

Pubblicato il 17/2/2003 alle 16.48 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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