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prepararsi psicologicamente alla guerra

ha senso? dopo l'11 settembre 2001 erano comparsi siti e pagine web sia in lingua italiana sia in lingua inglese sul tema, in particolare sul modo di vivere le 'catastrofi' guerra e terrorismo.

proverò qui a rintracciarne i link e indicarne i contenuti

per ora in ordine sparso:

Psicologia e Guerra

http://www.ica-net.it/pascal/Guerra%20e%20pace/psicolog.htm

Questo nucleo tematico si occupa della concezione di pace e di guerra sotto il profilo psicologico e psicanalitico attraverso la trattazione delle tesi di alcuni tra i più noti pensatori del nostro secolo e di quello appena concluso.

Le posizioni che ho qui considerato appartengono a Freud, a partire dal confronto tra lo stesso Freud e Einstein nel carteggio del 1932; a Fromm attraverso il confronto con Fornari, a Fini.

Sono inoltre presenti due appendici sul rapporto psicologia-nonviolenza secondo un approccio comportamentale, e sul rapporto aggressività-violenza secondo una prospettiva comunicativa.

Psicologia della Guerra

http://www.homolaicus.com/economia/psicologia_guerra.htm

... Dire che la guerra è voluta prevalentemente dai soggetti violenti e individualisti, avrebbe senso solo all'interno della psicologia sociale, ma non ne avrebbe ovviamente all'interno del campo economico o politico. Taluni strati o classi sociali: piccola borghesia, professionisti, intellettuali..., che avvertono la loro condizione con frustrazione, perché si rendono conto che le contraddizioni sono sempre più acute e la loro capacità di risolverle sempre più scarsa, credono di trovare la loro realizzazione (almeno momentanea), la loro soddisfazione personale, affidandosi alla magia delle soluzioni unilaterali: guerre, colpi di stato, dittature militari, ecc. Credono in queste cose anche senza ricavarne un immediato o diretto vantaggio economico. I vantaggi sono più di tipo psicologico. Costoro cioè s'illudono che sia possibile un cambiamento delle cose. I più disonesti si servono proprio di tali soluzioni per non dover affrontare alcun problema, cioè per distrarre l'opinione pubblica, per deviare l'attenzione e gli interessi anche, se possibile, degli elementi sociali più coscienti...

La guerra e la psicoanalisi: lo scambio di lettere tra Freud e Einstein su "perché la guerra".

http://www.psicologiaonline.it/Einstein-Freud.htm

Pubblicato il 17/2/2003 alle 15.28 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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