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Democrazia, Legge e Disagio

In Italia ancora vige la Democrazia, c'è una Legge, uguale per tutti, fondata su quella massima di Voltaire (non un 'perfetto', non un 'puro', un personaggio controverso, forse anche antisemita) citata recentemente da Benigni in TV DISAPPROVO QUELLO CHE DITE MA DIFENDERO' FINO ALLA MORTE IL VOSTRO DIRITTO DI DIRLO Nella rete italiana ci sono siti che offrono supporto al disagio e sollecitano il reciproco aiuto, consentendo il libero accesso a tutti Questo vuol dire che lì ci deve essere - nel rispetto della Legge (non di quel "diritto privato" che per secoli ha rinchiuso nelle case i 'mostri' e le mostruosità, e nemmeno quel diritto stile Istituzioni Totali, vigente negli scomparsi manicomi, per cui i panni non lavabili in casa venivano recapitati vita lì) la possibilità per tutti di esprimere liberamente e compiutamente il proprio pensiero. Un sito così è in genere abbastanza grande e ospita un numero sufficiente di utenti perchè ciascuno possa sperare di trovare il proprio interlocutore, i propri amici Contesto vivacemente l'idea che - se quello che scrive una persona fa star male, nel leggere, un'altra persona (a suo dire, o a dire di altre) - quella persona debba necessariamente tacere, se non per propria libera scelta. Il dolore altrui dovrebbe imporre il silenzo all'altro? e chi l'ha stabilito? chi ha stabilito che in quel che uno legge dello scritto di qualcuno sia davvero contenuto quel male che viene denunciato? Proprio perchè grande e frequentato, un sito così dovrebbe essere e potrebbe essere un sito in cui - finalmente - il diritto, con la d maiuscola - e la democrazia -idem- entrano nel mondo del disagio, da cui sono ancora troppo spesso assenti Negare questo, cacciare, allontanare, bannare, con l'infamia aggiunta del 'taci che quel che dice fa male a qualcuno' è VIOLENZA Fascismo, stalinismo e altri sistemi totalitari, anche religiosi, l'hanno sempre impugnata ed esercitata -sapientemente- Non si vuole sentire quel male? Quello scritto fa male a qualcuno? Basta non leggere, basta un clic (credo l'abbiano scritto molte delle persone che su quei siti allontanano, mandano affanculo, dicono 'quello NO') Un sito così dovrebbe essere e potrebbe essere un sito in cui - finalmente - il diritto, con la d maiuscola - e la democrazia -idem- entrano nel mondo del disagio, da cui sono ancora troppo spesso assenti, e lo sono stati da e per troppo tempo. Negare questo, cacciare, allontanare, bannare, con l'infamia aggiunta del 'taci che quel che dici fa male a qualcuno' è VIOLENZA, RICATTO MORALE Se ne discute nella sezione Senza Rete de Il Gioco della Vita Il motto di Gandhi, E ADESSO UCCIDETECI TUTTI! ripreso in questi giorni a Locri mostra oggi, in rete e fuori rete, la validità di un pensiero 'illuministico', nato nel 1700, ma indispensabile alla convivenza civile, ancor più là dove c'è qualcuno che soffre. Si potrebbe obiettare: sì, ma dopo Voltaire, Rousseau, ed anche dopo Gandhi, sono seguite ghigliottine, stragi, Terrore... Vero: la lotta al TIRANNO era giustificata dal proposito di abbattere un Potere che negava quell'assunto La Storia Umana non sa ancora come evitare il passaggio obbligato della Violenza 'giusta' Ma se vuole ripartire e non auto estinguersi, non puo' che non appena è possibile, fermare lotta, guerra, rivoluzione armata per tornare a quell'assunto, anzi a quei due DISAPPROVO QUELLO CHE DITE MA DIFENDERO' FINO ALLA MORTE IL VOSTRO DIRITTO DI DIRLO CE LO IMPEDITE? COL POTERE DELLA VOSTRA VIOLENZA? E ADESSO UCCIDETECI TUTTI! un passaggio obbligato... quello che è parso un passaggio obbligato Se milioni di persone avessero potuto, non dico soggettivamente voluto, andare in Kossovo, Afganistan, Iraq, Israele, a dire E ADESSO UCCIDETECI TUTTI! , qualcuno sarebbe morto, ci sarebbe stata lo stesso violenza, ma forse non saremmo al punto in cui l'umanità si trova oggi si sarebbero forse davvero fermati i tiranni, Milosevic, Saddam Hussein, Bin Laden, Bush, Sharon, Arafat ecc ecc

Pubblicato il 31/10/2005 alle 12.34 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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