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la farsa guerra

C'è una cosa che mi fa andare letteralmente fuori di testa negli ultimi mesi e negli ultimi giorni: la farsa intorno al fatto che la guerra ci sarà sì, ci sarà no.

Quel che appare chiaro (gli scongiuri sono d'obbligo, e non vale evocare Cassandra) è che tutto è già deciso da mesi, compreso il gioco delle parti (e degli interessi) di USA e Gran Bretagna da un lato, Francia, Germania e Russia, dall'altro.

I giochi sono già fatti, è stato tutto allestito per tempo, considerando anche la stagione e la fase lunare, ma il teatrino mediatico (ma?) va avanti imperterrito proponendoci finti dubbi, inesistenti ripensamenti e pentimenti sulla via di Assisi o di San Formigoni, marce per la pace e quant'altro (e delle marce per la pace ho un enorme rispetto, se non ci fossero sarebbe molto, ma molto peggio: perlomeno stanno a mostrare che moltissimi non si rassegnano).

Intanto i registi imperterriti, si chiamino Bush od Osama (il copione combacia in modo impressionante) mandano in onda sul teleschermo globale la nuova organizzazione mondiale di non si sa bene cosa.

Siamo tornati al medioevo: a che vale essere no global se la globalizzazione è legge di natura?

A che vale dire no alla guerra, se è nella natura delle cose?

Sarebbe come protestare perchè la terra è rotonda o quasi o perchè il giorno dura 24 ore e rotti minuti.

Dove, della natura torna a prevalere la totale imprevedibilità e capricciosità.

Perchè infatti, fuori dalla farsa cosa è davvero possibile prevedere oggi?

Cosa riusciamo a dire di come sarà il mondo tra 2 mesi? E dopo l'Iraq sarà la volta dell'Iran?

Verrà finalmente costruita la metropolitana veloce Londra-Bombay?

E il ponte sullo Stretto di Messina, servirà ancora?

Quel che è sconcertante dei fantasiosi politologi e uomini politici che si affannano e affollano sulle scene, è che non sappiano dirci nulla sul dopodomani, su cosa accadrà a marzo, ad aprile, l'anno prossimo...

O dobbiamo considerare fortunati Americani e Israeliani che almeno si preoccupano di diffondere kit e manuali per come affrontare le emergenze delle prossime settimane?

In concreto: una volta iniziata la guerra, non sapremo piu' cosa aspettarci d'altro, se non l'ineluttabilità del fatto: ha finalmente piovuto ci verrà di pensare.

Peccato che nessuno ci abbia nemmeno indicato dove trovare gli ombrelli...

Pubblicato il 14/2/2003 alle 15.23 nella rubrica Diario.

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