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Milioni di iracheni si sono recati alle urne oggi per le elezioni, sfidando i ribelli (Reuters)

Di tutte le analogie storiche ascoltate e lette in questi giorni, non ne ricordo nessuna che facesse riferimento alla unificazione e indipendenza dell'Italia, e di altre nazioni, dopo la Rivoluzione Francese e Napoleone I, anche e necessariamente col concorso delle Grandi Potenze dell'epoca (la Gran Bretagna e la Francia di Napoleone III). Eppure ce ne sarebbero! Per arrivare ai giorni nostri ci sono voluti 200 anni e l'intermezzo nazi-fascista... Auguro agli Iracheni tempi più brevi e, pur essendomi a suo tempo augurato che la Guerra contro Saddam non avesse luogo, e che almeno l'Europa intera se ne tenesse fuori, fuori anche da partigianerie (vedi pacifismo-filo-insurgents), mi entusiasma l'idea di MILIONI DI DONNE E UOMINI CHE NON SI SONO FATTI PIEGARE DALLE MINACCIE VIOLENTE E TERRORISTE, ed HANNO AFFERMATO IL PROPRIO DIRITTO a vivere in un paese civile: UN UOMO - UN VOTO. La Sinistra intera dovrebbe gioire, e contare i votanti, anzichè le bombe e i morti !!!!!!!! Reuters News, Sun January 30, 2005 2:20 PM GMT BAGHDAD (Reuters) - Milioni di iracheni si sono recati alle urne oggi per le elezioni, sfidando i ribelli che hanno ucciso 25 persone in una serie di sanguinosi attentati. Gli iracheni, alcuni inneggianti, altri nascondendo il volto per la paura, hanno votato in un numero superiore alle aspettative nelle prime elezioni libere in 50 anni, con una affluenza che secondo la commissione elettorale è arrivata al 72%, nonostante che nelle zone a prevalenza sunnite molti strade e seggi siano rimasti deserti. I militanti hanno colpito soprattutto a Baghdad, con nove attentati suicidi in rapida successione. Il primo ministro ad interim Iyad Allawi ha spinto i suoi connazionali a prendere in mano il loro destino e sfidare i ribelli votando. "Questo è un momento storico per l'Iraq, un giorno in cui gli iracheni possono tenere alta la testa, perché stanno sfidando i terroristi e iniziano a scrivere il loro futuro con le loro mani", ha detto il premier ai giornalisti, subito dopo aver votato nella cosiddetta Zona verde. Nonostante le straordinarie misure di sicurezza, diverse esplosioni hanno riecheggiato in tutta la capitale e ci sono state diverse esplosioni anche a Mosul e Baquba. L'attacco peggiore è avvenuto quando un attentatore suicida si è fatto esplodere mentre era in coda per votare, uccidendo almeno sei persone in un seggio nella zona est di Baghdad. Altri nove iracheni sono morti in altri attacchi, sempre in diverse zone della capitale Un'autobomba guidata da un kamikaze ha ucciso un poliziotto nei pressi di un seggio e almeno quattro persone sono morte nell'esplosione in un centro elettorale nella zona di Sadr city, roccaforte sciita. Un attentatore suicida ha ucciso tre persone su un bus che trasportava elettori a sud di Baghdad, secondo quanto riferito dall'esercito polacco che si trova nella zona. Un attacco a colpi di mortaio a sud di Baghdad ha ucciso almeno altre due persone, e altri colpi sono piovuti in diversi città, comprese Bassora, Mosul, Baquba e Hilla, dove è morta una persona. Il gruppo guidato dal capo di al Qaeda in Iraq, Abu Musab al-Zarqawi -- che aveva giurato di bombardare i seggi "infedeli" e di uccidere chiunque andasse a votare -- ha rivendicato oggi sul Web 13 attentati. "I leoni delle brigate martiri dell'organizzazione di al Qaeda per la guerra santa in Iraq hanno attaccato diversi seggi elettorali a Baghdad e altrove", si legge nella nota pubblicata su un sito islamico dal gruppo, che ha rivendicato anche gli attentati a Mosul. I seggi hanno aperto in una fredda e scura mattina alle sette ora locale (le 5 in Italia) e hanno chiuso alle 17 (le 15 in Italia). Il presidente Ghazi al-Yawar è stato uno dei primi a votare, all'interno della Zona verde, e ha detto di sperare che gli iracheni seguano il suo esempio.

Pubblicato il 30/1/2005 alle 17.3 nella rubrica Diario.

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