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Altri LIEVITI. Socialdemocrazia (che la sinistra sia - anche?!?! - questo?)

l'Unità, 18.01.2005 Cresce la rosa sotto la Quercia di Simone Collini Che al congresso di febbraio i Ds cambino nome e simbolo è ormai più che una semplice ipotesi. Il documento che chiede la modifica per rendere più stretto e visivamente immediato il riferimento al socialismo europeo è stato presentato l'estate scorsa dall'ex vicesegretario del Psi Valdo Spini, da anni deputato della Quercia. Finora è stato sottoscritto da oltre 600 iscritti e nei congressi di federazione in cui è stato presentato ha incassato un consenso trasversale alle quattro mozioni. A sostenerlo all'assise di Roma saranno, oltre a Spini, personalità di primo piano come Bruno Trentin, Alfredo Reichlin, Giorgio Ruffolo, Giorgio Benvenuto, Pasqualina Napoletano. Adesioni sono arrivate anche dal Correntone, a partire da Pietro Folena, e dalla minoranza di Cesare Salvi, che dopo quella che il senatore diessino definisce «l'offensiva rutelliana» ha rotto gli indugi, annunciando: «Voteremo la proposta al congresso di Roma. Serve per riaffermare l'identità socialista e democratica nel momento in cui viene messa in discussione». La posizione di Piero Fassino, poi, va ben al di là del cauto «non ha dato segnali di contrarietà» riferito dallo stesso Spini. Non a caso Vannino Chiti, nell'archiviare con un secco «caso chiuso» la polemica con Francesco Rutelli, ha nello stesso tempo ribadito la centralità della socialdemocrazia, che «oltre ad aver segnato lo sviluppo» delle democrazie europee nel secolo scorso, è ancora oggi «impegnata in un progetto per il rinnovamento della società». Ragioni per cui, ha anticipato il coordinatore della segreteria Ds, il congresso «potrà introdurre un riferimento ancora più chiaro al socialismo europeo nello statuto e una maggiore evidenziazione nel simbolo». Se il percorso sarà quello auspicato dai firmatari del documento, che martedì si sono incontrati a Palazzo Marini per fare il punto della situazione, al congresso di Roma verranno modificati due articoli dello statuto del partito, e dal 6 febbraio ci saranno nuovo simbolo e nuovo nome. Pronti, nelle intenzioni dei promotori dell'iniziativa, per essere utilizzati già alle prossime elezioni. Al Botteghino è iniziato a circolare il bozzetto: non c'è più, piccolo e in basso, l'acronimo Pse, ma compare nella corona, in alto e per esteso, «Partito del socialismo europeo». «Democratici di sinistra» è invece in basso, scritto più piccolo. La Quercia rimane delle stesse dimensioni e al centro, ma la maggior parte del tronco viene coperta dalla Rosa, che cresce fino quasi a toccare la chioma verde. «Non si tratta di espungere dal nome e dal simbolo del partito l'appellativo Ds, che ha fatto la sua strada», spiega Spini. «Si tratta di dare nel nome e nel simbolo la prevalenza al riferimento al Partito del socialismo europeo». A quel punto, il nuovo acronimo sarebbe Pse-Ds. La questione non riguarda semplicemente i nomi, sottolinea Giorgio Ruffolo lamentando comunque il fatto che l'Italia fa eccezione in Europa, visto che da noi il più forte partito della sinistra non si chiama socialista o socialdemocratico. «L'identità va cercata non nelle parole, ma nella storia e nel progetto», spiega l'ex ministro dell'Ambiente. «La proposta non è nominalistica, non si vuole semplicemente occupare uno spazio politico, come qualcuno oggi sta cercando di fare, ma ritrovare la nostra radice e costruire il progetto da proporre all'Alleanza e al paese». Chi sta occupando spazio, «schiacciando i Ds in una tenaglia molto pericolosa», sono secondo il professor Massimo L. Salvadori da una parte Rutelli, dall'altra Bertinotti: «Entrambi vogliono che i Ds spezzino ogni legame con la sinistra socialista». Il primo per «espungere la sinistra socialista dalla direzione della nascente Federazione», il secondo per «far passare i Ds per una componente del moderatismo centrista, lasciando alla sinistra radicale il ruolo di unico vero rappresentante della sinistra». Secondo lo storico, che ha partecipato ai lavori del gruppo promotore dell'appello per il nome socialista, se i Ds non si affretteranno a rispondere nel modo giusto, questa «offensiva sarà seguita da fenomeni di pericolosità crescente».

Pubblicato il 19/1/2005 alle 12.5 nella rubrica Politichese.

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