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Se qualcuna proprio ha i fremiti vaginali di aiutare il prossimo ...

anche questo tocca leggere oggi sui commenti al Blog di Repubblica.it curato da Leonardo Coen: Anonymous Se qualcuna proprio ha i fremiti vaginali di aiutare il prossimo, non deve necessariamente andare in iraq. Abbiamo tantissimi italiani dimenticati dalle istituzioni. Barboni, anziani, anziani ospedalizzati. La gente bisognosa di aiuto in italia non manca. Anche nella scelta del destinatario del nostro aiuto, dimostriamo faziosità! l due simone erano faziose: secondo la zia della simona romana, questa considerava l'iraq la sua prima patria. Avevano già fatto le loro scelte: iraqeni buoni, occidente cattivo. L'embrago cattivo e la guerra ancora piu' cattiva. Si sentivano cosi' sicure da aver rifiutato l'aiuto dei militari italiani: avevano espressamente chiesto di non essere scortate. inviato il 09.09.2004 12:28:59 Però mi ci 'aggancio' per provare ad abbozzare un ragionamento. Intanto, penso che "Se qualcuna proprio ha i fremiti vaginali di aiutare il prossimo" non aiuta nè qui nè là. Ma una cosa a me sembra chiara: le ONG che operano per aiuti umanitari, in Italia (vedi MAFIA) come all'Estero, necessitano di 'protezione'. In Iraq, con Saddam, questa era 'garantita' dal regime dittatoriale, così come in Afganistan dai Talibani. Con l'intervento USA_UK_alleati e la disintegrazione del potere precedente, quella protezione o non puo' essere garantita (e allora l'Italia dovrebbe ritirare le truppe) oppure, se lo è, lo è dalle Forze Armate Italiane e dai famosi 'contractors' di cui si è tanto discusso in passato. D'altra parte, le ONG continuano ad affermare che NON se ne andranno. D'altra parte, Enzo Baldoni sarebbe probabilmente stato in Iraq anche senza la presenza delle Forze Armate Italiane D'altra parte Un Ponte Per... e Simonetta e Simona, stavano in Iraq dai tempi della prima guerra nel golfo. Ma allora ? O prevale il cinismo estremo e insultante (incivile e di fatto ostile ad ogni forma di solidarietà politica e sociale) del post che ho quotato, oppure ci si deve pur chiedere: a questo punto, chi vuole essere OVUNQUE, per lavorare, per portare il proprio contributo umano sotto qualunque forma (beninteso a favore e col consenso, se non con la richiesta, della popolazione residente) come puo' farlo senza rischiare la pelle e anche peggio? Ritiriamo le truppe dall'Iraq? Ma questo significa lasciare la protezione degli 'stranieri' in Iraq, Afganistan o altrove esclusivamente nelle mani dei 'famigerati' contractors... (E DEL PIU' FORTE DI TUTTI IN QUELL'AREA...) Manteniamo, anzi rafforziamo, la presenza armata col consenso e fin che dura la richiesta del Governo Iraqueno (e Afgano ecc) - che una qualche parvenza di legittimità ce l'ha pure - ma a quali condizioni ? Quelle dettate dalla 'legittima difesa' delle attività di (ri)costruzione in atto e 'umanitarie' (che significa: sanità, alimentazione, scuola ecc.) o quelle dettate da esigenze 'terze', ovvero gli interessi 'ciechi' delle Potenze del Pianeta e/o delle varie Mafie ?

Pubblicato il 9/9/2004 alle 13.31 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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