Blog: http://lapsus.ilcannocchiale.it

Deserti, avatar, Tartari, e mondi virtuali tridimensionali

Questo il mio commento a

Il Deserto degli Avatartari (Secondo Tempo)

e relativi commenti

"Mah, per una volta vorrei dissentire! Ci sono due ordini di considerazioni. Il primo riguarda la più che giusta, direi doverosa, diffidenza nei confronti di 'nuovi media', ormai nemmeno tanto nuovi, visti come nuove tecniche di dominio di massa da parte di chi detiene il potere nel mondo globale. In questo senso, direi che sarebbe bene non stancarsi di ripetere che la libertà di comunicazione ed espressione promessa da Internet e dai Mondi Virtuali, ha un prezzo salatissimo e spesso occulto, ovvero quello di ritrovarsi legati ad una pesante catena da cui non ci si riesce più a liberare, schiavi di un mezzo ancora più potente di quelli noti, carta stampata e tv.
Detto questo, la seconda considerazione mi porta però a diffidare anche di chi non accetta il 'nuovo' per principio, corporazione o casta (ed è quel che traspare dal testo di Ruffilli, un noioso e datato insieme di parole prive di senso, come tanti altri, dal lontano 1995, quando Internet sbarcò in Italia)
Second Life, le OpenSim, non sono secondo me da vedere come strani mondi per di più irraggiungibili per l'eccessiva complessità.
Sono invece, molto più semplicemente, la naturale e prevista da anni evoluzione delle tecniche dell'informazione, e della comunicazione, dell'interazione inter-umana, sviluppate in 3 dimensioni, tendenzialmente riassuntive di tutte le tecniche precedenti, e orientate a sviluppare un 'ambiente' capace di coinvolgere sempre più l'utente, nodo sempre più attivo e potenzialmente consapevole di una rete di soggetti anzichè di soli oggetti.
Così come Internet, nata per scopi militari, è arrivata a dimensioni tali da sfuggire al controllo di chicchessia, inclusi i militari che l'avevano pensata appunto come inattaccabile da qualunque nemico, così gli ambienti 3D, come Second Life e le OpenSim possono essere, e penso dovremmo preoccuparci tutti che diventino al più presto, strumenti per una vera liberazione della soggettività di ciascuno, unico vero antidoto al lasciarsi legare ad una qualunque catena."

Aggiungo che "la diffidenza va bene se non diventa un alibi per allontanarsi da qualunque strumento capace di favorire lo scambio di opinioni, alibi per incentivare ancora di più il già gravissimo e tragico distacco dell'italico popolo da qualunque discorso inerente la 'cosa pubblica'"

"Insomma, a proposito di deserti, quello che mi preoccupa di più è il deserto di idee e di presenza delle persone in un contesto mondiale di catastrofe climatica già in corso, e di guerra guerreggiata finale (nuova (?) tecnica di controllo delle nascite per scendere dagli attuali 8 miliardi di umani a 2-3 miliardi) e italiano di fascismo praticato da chi governa e da chi si 'oppone', nonchè, forse soprattutto, da chi supinamente accetta, fosse pure il 3 in condotta...
Disciplina perbacco!

O siamo Tartari?"

Pubblicato il 4/9/2008 alle 12.2 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web