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Guerra, anno di grazia 2004: interrogativi senza risposta

Ma se la missione rimane umanitaria perché schierare anche l'Ariete, un carro armato che è il simbolo stesso della capacità offensiva di un esercito? (La Repubblica, 30 Maggio 2004) Perchè ha dovuto morire così? Si chiamava Antonio Amato, di 35 anni, residente a Giuliano in Campania, l'italiano rimasto ucciso nell' assalto terroristico di al Khobar. Lo rende noto la Farnesina. Giunto da poche settimane in Arabia Saudita, svolgeva mansioni di cuoco nel residence Oasis e non era registrato presso l'ambasciata. e perchè gli altri ? 11,28 - TRA VITTIME UN CITTADINO BRITANNICO. Il ministro degli Esteri del Regno Unito ha comunicato oggi che un cittadino britannico, Michael Hamilton, risulta "disperso, presumibilmente morto", in seguito all'attacco terroristico di ieri nella città saudita di Al Khobar. Secondo due settimanali, il Mail on Sunday e l'Observer, il corpo di un cittadino britannico ieri sarebbe stato trascinato per oltre un chilometro nelle strade della città, legato ad un autoveicolo. Citando fonti dei servizi di sicurezza sauditi, i due giornali sostengono che il corpo della vittima è stato scoperto a più di un chilometro e mezzo dal luogo dove sarebbe stato ucciso, davanti ai suoi colleghi, come lui tecnici di una società petrolifera britannica. 11,20 - SUPERSTITE: UN ITALIANO E ALTRI 8 OSTAGGI SGOZZATI. Un italiano ed altri otto degli ostaggi, di cui uno svedese e sette asiatici, sono stati sgozzati dai miliziani. Lo si apprende da uno dei superstiti, Nijar Hijazin, giordano, tecnico di computer, che ha raccontato all'agenzia France Presse che "i nove sono stati sgozzati dai sequestratori dopo che avevano tentato di scappare, stanotte, per le scale". I 25 ostaggi superstiti, fra i quali Hijazin e sette cittadini americani, sono stati tratti in salvo dal tetto dell'edificio. I 40 uomini delle forze speciali saudite sono stati calati sul tetto dell'edificio fra un fragoroso crepitio delle armi automatiche, poco prima delle ore 5.30 di stamane. Dopo l'assalto si sono uditi spari sporadici dall'interno dell'edificio, ma verso le sette tutto era finito. Prima dell'assalto, verso le tre di notte, si era udita una forte salva di armi automatiche, seguita da silenzio fino all'assalto finale. (La Repubblica, 30 Maggio 2004)

Pubblicato il 30/5/2004 alle 14.12 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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