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Fecondazione proibita: un appello su repubblica.it

L'APPELLO "Questa legge è sbagliata" Le nuove norme sulla Fecondazione Assistita negano il diritto alla scelta delle coppie che hanno difficoltà ad avere figli. Facciamo appello al Parlamento e alle forze politiche perché mettano al più presto in atto ogni tipo di iniziativa per correggere o cancellare la legge 40, pericolosa per la salute delle donne, repressiva delle libertà personali e scientificamente sbagliata PER FIRMARE L'APPELLO

  • leggi tutte le firme Le nuove norme, dopo il caso-Catania, scatenano la protesta dell'Ordine dei medici. Appello degli intellettuali Fecondazione, sale la polemica: "Quella legge va cancellata" di MARIA NOVELLA DE LUCA, La Repubblica, 27 Maggio 2004 ROMA - Referendum o revisione, Parlamento o Corte Costituzionale, quello che conta è correre ai ripari. Lo chiedono tutti nell'opposizione, lo chiedono molti nella maggioranza, ora che una cosa normale come la semplice applicazione della norma, ha mostrato tutti i difetti della legge 40 sulla Fecondazione assistita. La sentenza del giudice di Catania che ha imposto ad una coppia talassemica l'impianto di un embrione pur nel dubbio che si trattasse di un embrione malato, ha fatto riesplodere con violenza le polemiche sulla legge approvata il 10 marzo scorso. Con un panorama di spaccature e alleanze che, a due mesi dal sì "blindato" di Camera e Senato, mostra un'impalcatura fragilissima, attaccata, in primo luogo, dai diretti interessati e cioè dai medici. "Il caso di Catania impone una attenta riflessione sulla opportunità di correggere la legge sulla procreazione assistita - afferma il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Giuseppe Del Barone - È difficile accettare che in presenza di gravi patologie o malattie ereditarie non venga consentito il ricorso a tecniche di diagnosi in grado di prevenire nuovi casi. Siamo costretti a disattendere il Codice di deontologia, che impone la conoscenza e l'uso dei nuovi mezzi diagnostici e terapeutici per di garantire la salute psico-fisica dei propri assistiti". E si mobilita la società civile. Dalle pagine di "Repubblica" un gruppo di scienziati e intellettuali si appella alle forze politiche perché la legge 40, "iniqua e repressiva, venga cancellata o corretta". Le crepe sono forti, evidenti. Nella maggioranza, o tra chi dell'opposizione ha votato a favore, affiorano ripensamenti e dietrofront. Si allea a una lista di senatori del centrosinistra la leghista Rossana Boldi, mentre Giuseppe Palumbo e Flavio Tredese, Forza Italia, parlano di "modifiche indispensabili", e il ministro Prestigiacomo chiede "correttivi alla legge". Schierata contro tutta la sinistra, ma le posizioni "di battaglia" sono ben diverse tra di loro. Da una parte c'è il referendum radicale che propone l'abrogazione completa, con 70mila firme già raccolte. Emma Bonino: "Questa sentenza dimostra che la via giudiziaria è impercorribile". Dall'altra ci sono i partiti. Tra i ds prevale l'idea di un referendum "parziale". Spiega Giovanna Melandri: "E' giusto ricorrere al referendum per cancellare le norme peggiori di questa legge, senza però però tornare al far west e all'assenza di regole". Diverso il pensiero di Livia Turco che propone la strada parlamentare. "Stiamo lavorando ad un disegno di legge che corregga i punti più critici. Potrebbe trovare consensi persino nel centrodestra". L'ex ministro della Sanità Rosy Bindi, pur avendo votato sì alla legge, oggi parla di patti non rispettati. "Il governo definisca le linee guida rispettando le indicazioni dell'ordine del giorno, che prevedevano la possibilità per la donna di revocare il consenso all'impianto. Solo la forzatura ideologica della maggioranza aveva impedito di migliorare già in aula la legge". (27 maggio 2004)

    Pubblicato il 27/5/2004 alle 12.32 nella rubrica Biotecnologie.

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