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I media rispettino verità e bene comune (stabiliti dalla Pax Vaticana)

Città del Vaticano, 20:58 La Repubblica: Il Papa: media rispettino verità e bene comune Nel giorno in cui la Chiesa ha celebrato la giornata mondiale delle comunicazioni sociali il Papa ha sottolineato la sua preoccupazione per un uso distorto dei media che diffondo modelli discutibili e dannosi per società e famiglie. Il Papa ha colto l’occasione per chiedere alle "istituzioni pubbliche" di varare "procedure di regolamentazione" affinché i mezzi di comunicazione "siano sempre rispettosi della verità e del bene comune". E ai genitori ha ricordato il loro "dovere" nel vigilare su quanto i figli vedono in televisione. "Grazie alle moderne tecnologie” ha osservato Papa Wojtyla domenica alla finestra del suo studio in piazza san Pietro “molti nuclei familiari possono accedere direttamente alle vaste risorse della comunicazione e dell'informazione, e trarne occasione di educazione, di arricchimento culturale e di crescita spirituale". Il Papa ha poi aggiunto che "i mezzi di comunicazione possono però arrecare grave danno alla famiglia, quando presentano una visione inadeguata o persino distorta della vita, della famiglia stessa, della religione e della morale". "Occorre pertanto” ha consigliato il papa Wojtyla “imparare ad usarli con sapienza e prudenza. E' un dovere che concerne anzitutto i genitori, responsabili di una educazione sana e equilibrata dei figli. E' compito che investe altresì le istituzioni pubbliche, chiamate ad attuare procedure di regolamentazione atte ad assicurare che i mezzi di comunicazione sociale siano sempre rispettosi della verità e del bene comune". Soprattutto ... rispettosi della verità... quella unica... di cui si auto-proclama portavoce il Vaticano...


Scrive Leonardo Coen il 25 Maggio 2004 Ritorno al passato Domenica 23 maggio si celebrava la giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il Papa ne ha approfittato per lanciare un invito all'uso sapiente e prudente dei mass media che "possono arrecare grave danno alla famiglia quando presentano una visione inadeguata o persino distorta della vita, della stessa famiglia, della religione e della morale". Informazione controllata, dunque, a cominciare dai genitori "responsabili di un'educazione sana ed equilibrata dei figli" ed arrivare alle istituzioni pubbliche "chiamate ad attuare procedure di regolamentazione per assicurare che i mezzi di comunicazione sociale siano sempre rispettosi della verità e del bene comune". Il Papa sembra invocare un ritorno a leggi non dico autoritarie, ma certamente limitative, nei confronti dell'informazione. Forse avrebbe dovuto e potuto parlare di "automoderazione" e di "credibilità" dei mass media (come nella stessa giornata ha fatto invece Romano Prodi), perchè chiedere di limitarli tramite "procedure di regolamentazione" assomiglia tanto alla richiesta di imbavagliare, in qualche modo, l'informazione, la cui libertà è alla base della democrazia.

Pubblicato il 23/5/2004 alle 21.29 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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