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Come la Velina Azzurra e Il Giornale interpretano 'Alzatevi! Andiamo'

Miracolo: anche il Papa si è accorto che stanno arrivando gli infedeli La Velina Azzurra scrive - Ha raggiunto anche le teste più ottuse l’idea che siamo nel guado della terza guerra mondiale tra opposte civiltà La rivelazione che i governi tentano di negare: il conflitto di civiltà è scoppiato. Non facciamoci illusioni: ci aspetta un nuovo crudele tecnologico medio evo). Restano da convincere il ministro della difesa Martino, gli stati maggiori italiani e qualche parroco di campagna che, facendo -almeno lui- il suo mestiere, insiste nella speranza di una pacifica convivenza tra con l’Islam. Invece, l’evento sensazionale degli ultimi giorni è che il Vaticano si è finalmente schierato, ovviamente dalla parte dell’Occidente. Con tutto lo schifo per la nostra società edonistica, non aveva altra scelta. Ha scoperto che gli infedeli entrati nella fortezza Europa sono 17 milioni di cui il 5% -secondo i ministri degli interni- frequentano circoli e moschee nei quali si proclama la guerra santa. Significa la bellezza di 850 mila potenziali terroristi e martiri di Allah. Perciò la Chiesa cattolica ha abrogato l’utopia della società multiculturale e rovesciato la sua demenziale “cultura dell’accoglienza” con nuove norme per il trattamento degli islamici in terra cristiana, secondo il principio della “non equivalenza” delle due fedi. Il documento "Erga migrantes caritas Christi", firmato dal Papa Giovanni Paolo II il primo maggio scorso (primo giorno del mese della Madonna), contiene un pressante invito ad evitare i matrimoni misti specialmente con i musulmani, ritenuti "troppo rischiosi", e decreta il tassativo divieto di mettere "a disposizione" edifici sacri - chiese, parrocchie, cappelle - per il culto di altre religioni. Il Papa mette anche in guardia i cattolici sulle usanze inaccettabili dell’Islam, invitandoli a vigilare sullo "imprescindibile esercizio delle libertà fondamentali, dei diritti inviolabili della persona, della pari dignità della donna e dell'uomo, del principio democratico nel governo della società e della sana laicità dello Stato”. E’ la svolta che si attendeva, giunta con un ritardo di almeno 10 anni. La Chiesa ha fatto propria la base teologica e sociale del rapporto con l’Islam, anticipata dal cardinale di Bologna Giacomo Biffi, con un coraggioso testo di rottura sottoscritto dai vescovi dell’Emilia-Romagna nel novembre del 2000. Dieci mesi prima degli attacchi alle Torri gemelle, il cardinale venne quasi linciato dalla stampa e dagli schiavi del “pensiero unico”, per aver mobilitato i cristiani contro il pericolo incombente. Adesso i vertici della Chiesa hanno scoperto che Cristianesimo e Islam non sono equivalenti, non sono paragonabili. L’eresia post conciliare è finita. Il conflitto di civiltà ha messo a tacere per sempre la follia gesuitico-massonica del dialogo interreligioso con le altre fedi, la fase delle umilianti richieste di perdono della Chiesa. Il cardinale Martini, che ne era il grande architetto, è vivo ma è come se fosse morto. Le gerarchie cattoliche, dopo aver favorito per una ventina di anni l’ingresso in massa degli islamici, lucrato sulle enormi spese per l’accoglienza agli extracomunitari e trasformato i luoghi di preghiera in centri di solidarietà, hanno capito che se non si cambia, al posto dei cosacchi, saranno gli ulema a entrare in San Pietro, come il sultano Maometto II entrò a cavallo nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli-Istanbul, trasformandola in una moschea. Insomma le due religioni, nell’ambito delle rispettive civiltà, sono incompatibili. Nel testo pontificio si nota un perfetto e non casuale sincronismo con le recenti posizioni del nostro ministero dell’interno. Ormai la tendenza si è invertita, come potete leggere anche in un’intervista di Samuel Huntington, ospitata stamane (mercoledì) proprio da Repubblica. Il nuovo messaggio circolare è che gli stranieri debbono essere bene accolti solo se accetteranno di lasciarsi assimilare dalla nostra società, facendone proprie le leggi e le regole, senza tentare di contrapporre le proprie. In Italia e in Europa si dovrà sbarrare la strada alla lenta conquista aliena. Non saranno più ammesse concessioni e debolezze verso le identità altrui. La nostra civiltà spesso non piace neanche a noi, ma è la nostra civiltà e vogliamo tenercela. Questo dunque è il manuale, e questo è un Crocefisso, signori: se non vi stanno bene ve ne tornate a casa. Ed è la premessa per le espulsioni di quanti rifiuteranno di integrarsi, magari con la violenza. Espulsioni che, nel peggiore degli scenari, potrebbero diventare di massa. L’Europa si sta svegliando. Questa è la notizia. (GIORNALE.IT 19 Mag 2004)

Pubblicato il 20/5/2004 alle 12.50 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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