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Viviamo giorni di orgia mediatica sulle torture (9), risalendo le catene gerarchiche italiane

... Della situazione delle camere di sicurezza di Nassiriya - spiega [il colonnello Carmelo Burgio] - informò per tempo i suoi superiori gerarchici nel teatro di operazioni. Dunque, il comando della Task force a Nassiriya (il generale Chiarini), quello del contingente a Bassora (il generale Spagnuolo). Di più: stilò un primo rapporto scritto che consegnò alla magistratura irachena e di cui mise a conoscenza il generale Spagnuolo non appena questo assunse il comando, l'11 marzo scorso. Ancora: riferì in altro rapporto delle ragioni della sparatoria del 9 marzo tra carabinieri e polizia locale. A sostegno di quel che dice, Burgio consegna alla Procura militare "documentazione" definita "di interesse". In grado di far muovere l'indagine lungo la catena di comando che annoda Roma a Nassiriya. Di dare risposta ad una domanda che, oggi, sembra interpellare più la sfera della responsabilità politica ed etica (chi sapeva?), che non quella del codice penale militare di guerra cui gli uomini del nostro contingente sono soggetti. Aver assistito a torture della polizia locale e non averle impedite non è infatti un reato. E non lo è perché sebbene quella polizia sia addestrata dal nostro contingente, priva com'è di ogni nesso di subordinazione gerarchica nei confronti dei nostri militari, dei suoi atti risponde penalmente in maniera autonoma. Di fronte alla magistratura irachena. Una circostanza che, evidentemente, non chiude l'affare. Burgio informò i suoi superiori. Ora, Intelisano - e non solo lui evidentemente - vuole capire se e fin dove nella catena di comando italiana gli "obblighi di comunicazione ai superiori" vennero osservati. Il generale Spagnuolo dice a Repubblica: "E' vero, Burgio mi informò". Non sarà l'unico chiamato a rispondere alla domanda. (La Repubblica, 13 maggio 2004 - Il procuratore militare Intelisano indaga sulle relazioni del colonnello Burgio. E interroga la vedova Bruno "Ma sul carcere di Nassiriya i comandi furono informati", di CARLO BONINI)

Pubblicato il 14/5/2004 alle 22.10 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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