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Europa 1914 - 2004 ... la stessa Europa ? Pacifismi di ieri e di oggi

Sono trascorsi 90 anni dal 1914, anno culmine di un periodo storico, quello dal 1870 al 1914, si puo' definire l'Età dell'Oro di un'Europa unificata dalla scienza, dalla cultura, dalla filosofia, dalla musica, dall'arte (The Golden Age, 1880-1930 THIS STORY COULD ALSO BEGUIN BEFORE, I870, IN LONDON: MONET AND PISSARRO DISCOVERING TURNER'S AND CONSTABLE'S PAINTINGS I871, IN PARIS, OR 1878, IN BERLIN (OR IN BOSNIA-ERZEGOVINA) AND THE END COULD BE 1929, IN NEW YORK 1933, IN BERLIN 1936, IN MADRID OR IN ADDIS ABEBA OR 1938, IN MUNIC (OR, WITH S. FREUD, FROM VIENNA TO LONDON) Era la Belle EpoqueBelle Epoque (Les années entre 1890-1914 qui ont précédé la première guerre mondiale sont aujourd'hui connues comme "la Belle Epoque", Durant cette période, le plaisir régnait, et la 'joie de vivre' caractérisait la vie quotidienne) Nel 1914 finiva (o iniziava la fine di) un sogno, ma anche di una realtà vissuta dai nostri nonni e bisnonni: dopo un secolo, il XIX, di Guerre di Indipendenza e Coloniali, per più di 40 anni l'Europa era in gran parte pacificata, gli spostamenti da un capo all'altro erano, per l'epoca, facili e frequenti: si spostavano venditori di mele, caldarroste o lupini, si movevano gruppi gitani, l'industrializzazione e la 'modernità' contribuivano a diffondere una 'patina' comune, di civiltà, in cui alle strade dell'Europa Romana si aggiungevano ferrovie e vie marittime a vapore, iniziava l'avventura aerea, si scoprivano le leggi dell'ottica, delle immagini in movimento, dei raggi X e dell'atomo. L'inquietudine serpeggiava, per innumerevoli ragioni, ma trovava modo di esprimersi da Parigi a Mosca, da Vienna a Berlino, da Roma a Londra, da Budapest a Varsavia, da Copenhagen a Praga ... nell'arte unificata e unificante dei balletti, delle opere liriche e del cinematografo: l'Età dei Lumi, giunta a maturità, si chiamava Fratelli Lumières ... strade e piazze si illuminavano grazie ai lampioni a gas ed erano attraversate dalle prime tramvie... Quasi come oggi... quali le differenze ? Le tensioni che hanno portato alla Prima Guerra Mondiale ed alla 'sperimentazione globale' del Socialismo Realizzato, del Fascismo, del Nazismo hanno rotto quel magico equilibrio per mezzo secolo, ed un altro mezzo secolo è occorso per tornare al... punto di partenza... Ma quel ritorno non è affatto pacifico. Pacifismo, per uno ad esempio come Romain Rolland (celui qui faisait sienne la devise d'Héraclite:" Avec les dissonances, construire la plus belle harmonie.") era nostalgia dell'unità europea perduta, e speranza di una ricomposizione della frattura in mille pezzi dell'Europa degli stati, ma anche delle menti degli europei, costretti a lotte fratricide e guerre civili Nel contributo da lui firmato a una raccolta di saggi in onore di Romain Rolland, nel 1926 Freud scrive: Uomo indimenticabile, quanta fatica e sofferenza deve aver patito per potersi innalzare a simili vertici di umanità! Già molti anni prima di incontrarLa, La stimavo come artista e apostolo dell'amore tra gli uomini. Anche io sono sempre stato un assertore dell'amore per il genere umano, non sulla base del sentimentalismo e dell'i-dealismo, ma per ragioni molto più concrete ed economiche: perché davanti alle pulsioni istintuali e al mondo così per come esso è, sono stato spinto a considerare questo amore come uno strumento indispensabile per la conservazione della specie umana, né più né meno, per così dire, di quanto lo sia la tecnologia (Freud, 1961, p. 365). (POL.it, Che tipo era Freud) La Prima Guerra Mondiale, con l'esplosione umana e territoriale della Vecchia Europa, e ancor più la Seconda, con Auschwitz, Hiroshima ed i Gulag, distrussero definitivamente l'ottimismo positivista e neo-positivista della fine dell'800 e dei primi decenni del '900. Dalle ceneri, si affermò vittorioso il Capitalismo Liberale, come unico sistema sopravvissuto e modello di sviluppo umano e sociale, oltre che economico, per l'Europa annientata e per il mondo intero. La fine dell'utopia comunista in Unione Sovietica, il crollo dei muri e delle ideologie, hanno spinto quel Capitalismo su posizioni sempre più estreme, ricreando, insieme all'Europa Unificata che oggi si riadagia nei suoi confini 'naturali', nuovi mostri: il Liberismo Esasperato, unito ad un Nuovo Imperialismo che approva e pratica le Guerre Preventive, ed il suo opposto nichilistico, che in Medio Oriente prende le forme del nazionalismo religioso radicale islamico, e in Occidente quello dei Movimenti Pacifisti e No Global MetropolisSarà per questo che quasi nessun media dà spazio all'entusiasmo per l'unità ritrovata in Europa, di per sè fatto enorme e di incalcolabile portata ? Rispetto ai nostri nonni e bisnonni, abbiamo ritrovato ed anche migliorato, in senso modernista, un enorme spazio non solo fisico ma mentale, ma questo ci lascia ancora più inquieti dei nostri nonni e bisnonni, e soprattutto ... aridi... indifferenti... L'arte è morta, la musica ha forse esaurito ogni spinta nuova almeno dalla fine degli anni '80 del '900, la scienza è guardata con sospetto: le si preferisce la para-scienza, le para-mitologie che tutto mettono in dubbio, anche la mitica conquista della Luna; la tecnologia unifica e globalizza, e non solo in Europa, ma ripropone una visione 'robotizzata' dell'essere umano (vedi Melfi, di questi giorni) appendice di macchine sempre più intelligenti e sofisticate che ne dettano ritmi di vita e di pensiero, in una Metropolis ancor più da incubo. Eppure soffia, canterebbe Pierangelo Bertoli... e allora Viva l'Europa Ritrovata ! Perchè, anche solo per ritrovarla, e tutta intera - libera, democratica, senza confini interni e soprattutto pacifica - c'è voluta l'utopia pacifista degli anni della Grande Guerra, ma è scorso anche troppo sangue e sono state necessarie troppe battaglie perchè il neo-pacifismo nichilista possa rinnegarne la portata: meglio sarebbe se un nuovo movimento per la pace raccogliesse le nuove sfide dell'oggi, perchè quel che è successo nel '900 non abbia mai più a ripetersi.

Pubblicato il 1/5/2004 alle 10.13 nella rubrica Europa.

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