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I cosiddetti miti delle origini favoriscono l'approccio del bambino al dato scientifico, e a Darwin

Il ministro dell'Istruzione fa marcia indietro e nega che ci sia stata la volontà di escludere l'evoluzionismo dai programmi La Moratti: "Darwin si studierà fin dalle scuole elementari" "Con la riforma non esistono più programmi rigidi" Nasce una Commissione presieduta dalla Montalcini [Il seguito di I cosiddetti miti delle origini favoriscono l'approccio del bambino al dato scientifico ?] La Repubblica 28 Aprile 2004 ROMA - Il ministero dell'Istruzione e dell'Università fa marcia indietro: l'insegnamento delle teorie di Darwin, che doveva essere eliminato, sarà invece assicurato sin dalle elementari. Lo annuncia in una nota la stessa Letizia Moratti. E nega che "il ministero abbia escluso dall'insegnamento nella scuola primaria di primo e secondo grado le teorie evoluzionistiche". Queste teorie, al contrario, potranno entrare nei programmi di studio. E' chiara a proposito la nota del ministro: "La discussione delle teorie darwiniane, fondamento della moderna scienza biologica, è assicurata nella formazione di tutti i ragazzi dai 6 ai 18 anni, secondo criteri didattici graduali". Sulla decisione di eliminare le teorie evoluzioniste dai programmi scolastici erano insorti gli scienziati e in ultimo anche i membri dell'Accademia dei Lincei, decisi a scrivere una lettera al ministro perché tornasse sulle sue decisioni. L'appello pubblicato su Repubblica.it ha raccolto un'ondata di adesioni, quasi 50 mila in pochi giorni. Una vera e propria levata di scudi dal mondo scientifico. Per il ministro, invece, si è trattato in realtà di un grande equivoco. Un equivoco scaturito dal tipo di riforma scolastica in atto. "Con la riforma della scuola che stiamo attuando - scrive la Moratti nella nota - non esistono più programmi rigidi, ma indicazioni nazionali che fissano principi fondamentali di insegnamento, lasciando ai docenti la libertà di adattare i percorsi educativi al contesto in cui operano e al quadro psicologico degli allievi". Se insegnare o meno le teorie evoluzionistiche darwiniane, sembra di capire, è dunque una scelta lasciata ai singoli docenti. Saranno loro a decidere se inserirle o meno nei programmi. "Voglio a questo proposito ribadire - ha aggiunto il ministro Moratti - che obiettivo principale della riforma della scuola è proprio quello di creare coscienze libere, sviluppando il senso critico degli allievi sin dai primi anni del percorso scolastico. Vogliamo assicurare ai nostri ragazzi, sotto la guida degli insegnanti, una pluralità di fonti e di opinioni, in modo che attraverso il confronto possano formarsi una propria coscienza critica". Per quanto riguarda le teorie evoluzioniste, la Moratti è decisa ad andare fino in fondo, tanto da aver nominato una Commissione di studio che lavorerà con lo stesso ministro "per dare precise indicazioni che costituiranno la base di tutti i percorsi educativi". La Commissione è presieduta da Rita Levi Montalcini, senatore a vita e Premio Nobel per la Medicina, ed è composta da Carlo Rubbia, Nobel per la fisica, Roberto Colombo, professore di neurobiologia e genetica all'Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e Vittorio Sgaramella, professore di Biologia molecolare all'Università della Calabria. (28 aprile 2004)

Pubblicato il 28/4/2004 alle 21.47 nella rubrica Serendipity.

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