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Cogne, ovvero l'abuso di bambini, uccisi, a Porta a Porta

Bruno Vespa seguita ad anticipare sentenze (di colpevolezza) col solito Crepet e gentildonne al seguito (che dormono usualmente con pigiama rovesciati) sul caso Cogne... Barbara Palombelli è una giornalista? è lecito che una giornalista si inventi il ruolo di pubblico ministero televisivo? ma che le ha mai fatto la signora di Cogne, perchè debba spararle addosso? e a Vespa? e se invece li pagano, e tanto, dato il numero di ore che la RAI ha dedicato al tutto, perchè li pagano? chi li paga? Leonardo Coen, in un commento ai comenti a Nella tana del mostro, BlogTrotter, 26 Aprile 2004 (Un silenzio spettrale ha accompagnato le 110 persone che dovevano fare il sopralluogo alla casa della morte di Marcinelle, dove Marc Dutroux teneva prigioniere le sue vittime e le seviziava.... ), scrive tra l'altro Un giornalista non è un giudice d'istruzione. prendo appunti... ! quel che mi chiedo fin dall'inizio del caso Cogne quel che mi chiedo è che credibilità (di imparzialità, obiettività ecc) abbiano i periti nel momento in cui compaiono per mesi in televisione (RAI1) per sostenere una tesi di parte (in questo caso fin dall'inizio contro la madre del piccolo ucciso, ma non cambierebbe se fosse il contrario) anche qui si parla di bimbi e uno psichiatra, Crepet, che si è fatto un nome 'in nome' dei diritti dei minori, ne ha tratto per mesi e ne trae spunto per sparare a zero su una donna che nemmeno conosce (e per USARE il bambino ucciso, come Vespa sta facendo a ripetizione) MA ALLORA, ANCHE IN TEMA DI PEDOFILIA, NON E' DA QUI CHE SI DOVREBBE PARTIRE? la stessa 'mafia' che fa la regia del caso Cogne, copre o scopre a piacere i 'mostri' (di solito scopre quelli che mostri non sono, ma tali li fa diventare, e ignora i responsabili reali, che mostri non appariranno mai, ma insospettabili persone miti e tranquille, buoni vicini di casa)

Pubblicato il 28/4/2004 alle 0.53 nella rubrica Intrighi.

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