Blog: http://lapsus.ilcannocchiale.it

It is as it was

La corrispondenza tra la passione dei Vangeli e “The Passion” di Mel Gibson è una rivendicazione costante dell’entourage di Giovanni Paolo II. Lo scorso dicembre, sia il suo segretario personale, l’arcivescovo Stanislaw Dziwisz, sia Navarro, attribuirono al papa in persona d’aver esclamato, dopo aver visto il film in anteprima: “It is as it was”, “È come è stato”. Poi sia l’uno che l’altro smentirono, obbedendo a un richiamo della segreteria di stato vaticana, alla quale preme tenere il papa fuori dalla disputa e non compromettere la preparazione di una seconda visita di Giovanni Paolo II alla sinagoga di Roma, prevista entro quest’anno. scrive Sandro Magister in Dal Gesù flagellato ai Vangeli sforbiciati: “The Passion” riscritta da Marcione Più che il dialogo con gli ebrei, il Vaticano vede in pericolo la fede nella storicità dei Vangeli. E teme il ritorno di un’antica eresia, che eliminava dalla Bibbia le pagine politicamente scorrette ... Insomma, né Cantalamessa né Di Noia l’hanno detto esplicitamente, ma in Vaticano si ritiene che dietro un certo modo d’intendere oggi la dualità tra lettera e spirito ritorni Tra Gnosi e Scienza Moderna, l'Androginol’eresia di Marcione. Marcione fu il filosofo e teologo greco del II secolo che eliminò dalle Sacre Scritture l’intero Antico Testamento e vari libri del Nuovo, perché a suo giudizio espressioni di un Dio violento e malvagio agli antipodi del Dio buono di Gesù. Sul tema è interessante leggere Tra Gnosi e Scienza Moderna, in Airesis La definizione di Gnosi di Princeton risale al 1969: è stata coniata da osservatori esterni colpiti da alcune analogie fra le idee degli studiosi di Princeton (e Pasadena) e quelle dell’antica setta gnostica, sorta tra il primo e il secondo secolo dell’era cristiana, nell’area medio-orientale, ad opera di Valentino, Menandro e Marcione. Essa si caratterizzava per un particolare sincretismo di idee, miti e simboli propri all’antichità religiosa, dal cristianesimo al neoplatonismo, all’Orfismo, reinterpretati alla luce di un cupo pessimismo. Infatti il Cosmo veniva visto come la creazione di un Dio malvagio, posto al di sotto, però, del Dio supremo contraddistinto da valenze positive, mentre la condizione umana era assimilata ad una prigionia (il corpo come carcere) dell’anima incatenata suo malgrado alla materia. Solo la conoscenza, appunto la gnosi, attraverso il ricordo della propria origine spirituale, poteva salvare, facendo conseguire la liberazione, il ritorno al Dio supremo. è interessante anche il capoverso seguente: L’anamnesi gnostica rivestiva, quindi, un ruolo centrale per poter percorrere efficacemente la via verso la trascendenza. Si potrebbe dire: senza memoria non c’è conoscenza, né, di conseguenza, salvezza, traguardo ambito che, però, secondo gli gnostici, poteva essere conseguito da pochi, da una élite. Per la maggioranza degli uomini, invece, non c’era possibilità di liberazione dalla materia. La loro concezione élitista li portava a disinteressarsi di tutto ciò che riguardava il mondo, la vita terrena. Gli antichi gnostici vivevano separati dalla società. quel che è singolare della Gnosi, è che 'mima' sia il pensiero ebraico, che quello platonico o neoplatonico, che quello di Zoroastro (vedi qui il tema MEMORIA)


La più chiara esposizione della contrapposizione tra Gnosi ed Ebraismo l'ho letta in Martin Buber, "L'eclissi di Dio". Edizioni di Comunità, 1961 IO, TU E ESSO: "Lo scopo della relazione è la sua stessa essenza, ovvero il contatto con il Tu; poiché attraverso il contatto ogni Tu coglie un alito del Tu, cioè della vita eterna. Chi sta nella relazione partecipa a una realtà, cioè a un essere, che non è puramente in lui né puramente fuori di lui. Tutta la realtà è un agire cui io partecipo senza potermi adattare a essa. Dove non v’è partecipazione non v’è nemmeno realtà. Dove v’è egoismo non v’è realtà. La partecipazione è tanto piú completa quanto piú immediato è il contatto del Tu. È la partecipazione alla realtà che fa l’Io reale; ed esso è tanto piú reale quanto piú completa è la partecipazione" (Io e tu).

Pubblicato il 9/4/2004 alle 23.7 nella rubrica Serendipity.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web