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Adriano Sofri: quiz e controquiz, a proposito di antisemitismo

Chiede Adriano Sofri, ai telespettatori del TG di LA7: "Quanti sono gli ebrei attualmente presenti in Italia? 3000? 30000? 300000? 12 milioni?" E si risponde: "circa 30 mila" Controquiz: su quale base una persona con nazionalità italiana viene conteggiata come ebreo ????? ANTISEMITISMO: ARRIVA ALL'EUROPARLAMENTO RAPPORTO EUMC (AGI) - Strasburgo, 31 mar. - Il controverso rapporto sul crescente antisemitismo in Europa che l'European Monitoring Center di Vienna aveva deciso di non pubblicare adducendo ragioni di ordine tecnico, e che ha suscitato violente polemiche tra il mondo ebraico e le autorita' europee, vede finalmente la luce. Il documento, nella sua versione aggiornata dopo un ulteriore lavoro di ricerca, sara' presentato domani al Parlamento Europeo di Strasburgo dal presidente dell'assemblea, Pat Cox, da Cobi Benatoff, Presidente del Congresso Ebraico Europeo, Beate Winkler, Direttrice dell'EUMC (Osservatorio Europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia), in una conferenza stampa per le 14.30. Seguira', alle 16.30 una Tavola Rotonda organizzata dalla Commissione delle Liberta' e dei Diritti dei Cittadini della Giustizia e degli Interni. Il rapporto conferma le conclusioni del documento precedente e giustifica quindi ampiamente il grido d'allarme lanciato dal Congresso Ebraico Europeo all'Europa. Dopo il successo del Seminario di Bruxelles, finalmente l'Europa prende coscienza della nuova-vecchia realta' dell'antisemitismo e si mobilita per contrastarlo. (AGI) . 311255 MAR 04 COPYRIGHTS 2002-2003 AGI S.p.A. E in Svizzera ? Antisemitismo? Un male ancora troppo spesso diffuso, anche se non nei media svizzeri. Questo è il risultato di uno studio realizzato dall’Università di Zurigo. L’immagine degli ebrei rispecchiata dai mezzi di comunicazione è tutto sommato positiva. Più problematico, per contro, l’approccio ai musulmani. Negli articoli e nei servizi dei media svizzeri che riguardano gli ebrei non è riscontrabile un antisemitismo palese. C’è tuttavia un’eccezione: da questo quadro positivo va stralciato il conflitto mediorientale. Abbastanza diffusa è l’immagine dell’ebreo che interpreta ogni critica nei suoi confronti come atteggiamento antisemita. Ma l’unico vero stereotipo negativo che si riscontra e quello dell’ebreo «influente», che appare soprattutto in relazione alla politica statunitense. swissinfo ha discusso del rapporto tra media e antisemitismo con Georg Kreis, presidente della Commissione federale contro il razzismo che ha patrocinato lo studio. swissinfo: Quali sono gli eventuali indizi di antisemitismo presenti nei media della Svizzera tedesca, la regione presa in esame? G.K.: Si può constatare che nei mezzi di comunicazione svizzeri regna una grande prudenza per quanto riguarda le informazioni che potrebbero ferire la comunità ebraica. Si potrebbe addirittura parlare dell’esistenza di un tabù. Se ciò sia un bene è un’altra questione. swissinfo: Quando i media parlano di quanto succede nei territori occupati, sono spesso sospettati di antisemitismo, anche se si tratta di due cose diverse. G.K.: È vero, i media dovrebbero essere un osservatorio critico e non lasciare che dei fattori esterni, positivi o negativi, influenzino il loro lavoro. Non mi sembra però il caso di allarmarsi di fronte alla prudenza. Prudenza e critica non devono necessariamente escludersi a vicenda. swissinfo: I mezzi d’informazione però non devono essere eccessivamente prudenti. Un giornalista deve essere oggettivo e tenere in considerazione le posizioni di tutte le parti in causa. G.K.: Certo, ma non deve nemmeno essere sempre aggressivo e comportarsi come un cane rabbioso. swissinfo: Lo studio ha analizzato solo i media della Svizzera tedesca. Non sarebbe opportuno realizzare uno studio su scala nazionale per vedere se ci sono delle differenze tra le regioni linguistiche del paese? swissinfo: In più casi si sono riscontrate delle differenze tra la sensibilità della Svizzera francese e quella della Svizzera tedesca. Lo si vede ad esempio nella questione del velo islamico. Da questo punto di vista sarebbe davvero auspicabile avere uno studio nazionale. Probabilmente i media della Svizzera romanda si comportano in modo diverso in merito all’antisemitismo. Questo perché si orientano più in direzione della Francia, dove al momento si trova un numero crescente di giovani musulmani impegnati in una critica militante ad Israele. swissinfo: Ma è possibile analizzare l’antisemitismo senza prendere in considerazione l’islamismo? G.K.: In Svizzera questi due aspetti hanno qualcosa in comune: nel nostro paese ebrei e musulmani sono delle minoranze. Ogni questione che riguarda una minoranza deve interessare anche le altre minoranze. Questo perché riflette un atteggiamento generalizzato, nel nostro caso della maggioranza cristiana, nei confronti delle minoranze. Constatiamo però che nei confronti dei musulmani c’è una distanza decisamente maggiore che nei confronti degli ebrei. Non è vero, come sostiene una minoranza di ebrei militanti, che la Svizzera sia cieca di fronte alle minacce rivolte ad Israele dai fondamentalisti islamici. swissinfo: Il messaggio dello studio è dunque il seguente: nella Svizzera tedesca non c’è nessun antisemitismo palese, ma è importante di tanto in tanto rispolverare la questione. G.K.: Giusto. Ed è proprio ciò che si fa. Un’organizzazione ebraica ufficiale ha già allestito un centro di osservazione dei media. Ma c’è bisogno anche di un osservatorio neutrale, che possa emettere dei giudizi indipendenti. swissinfo Sul tema, mises pubblica un interessante Le radici dell'antisemitismo di sinistra The Socialist Calumny Against the Jews by Ludwig von Mises [Posted March 31, 2004; written in 1944]

Pubblicato il 31/3/2004 alle 20.17 nella rubrica Altrove.

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