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Emergency al bivio

Il chirurgo a capo dell'Ong lancia l'allarme per il mediatore
"Trasferito in un carcere della capitale"
Strada: senza garanzie su Rahmatullah
rivedremo la nostra presenza a Kabul
di ATTILIO BOLZONI

Strada: senza garanzie su Rahmatullah rivedremo la nostra presenza a Kabul

http://www.repubblica.it

ROMA - E' tornato in Italia ma i suoi pensieri corrono ancora verso Kabul. E' preoccupato per il suo amico Rahmatullah, lo vorrebbe libero subito. "E invece abbiamo appena saputo che lo hanno trasferito in una delle tre prigioni della capitale afgana", racconta Gino Strada, il chirurgo che dieci giorni fa ci ha riportato a casa Daniele Mastrogiacomo. Sta aspettando la grande manifestazione di sabato a piazza Navona, soprattutto sta aspettando un segnale dal governo di Kabul per il rilascio del capo dello staff di Emergency all'ospedale di Laskar Gah.

Quando è arrivato Rahmatullah Hanefi nelle carceri della capitale dell'Afghanistan?
"Da quel che ne sappiamo mercoledì pomeriggio su un convoglio di mezzi dell'Nsd, i servizi di sicurezza afgani. Abbiamo chiesto di vederlo, un nostro rappresentante a Kabul ci ha provato stamattina ma inutilmente: non gliel'hanno fatto incontrare. So che domani chiederà ufficialmente una visita in carcere anche l'ambasciatore Ettore Sequi".

Voi di Emergency ci riproverete per vederlo, per parlargli?
"Certo, già da domani. Fra l'altro il ministero della giustizia afgana ha firmato con noi un accordo preciso: c'è un protocollo che prevede che tutti gli ospiti delle carceri afgane vengano visitati dai nostri medici al momento dell'ingresso nel penitenziario. Tutti i detenuti, nessuno escluso. Ma in questo caso stanno violando il protocollo. E poi, paradossale veramente, proprio in quella prigione di Kabul Emergency ha anche una sua clinica. Così la posizione di Emergency è messa in discussione. E se così continueranno le cose, saremo costretti a rivedere i nostri piani in Afghanistan. Certo non chiuderemo gli ospedali, ma un ridimensionamento di Emergency ci sarà se non avremo garanzie di operare in serenità".

Ma il governo ci tiene molto che voi restiate...
"Lo ripeto: noi non ce ne andremo, dovremo forse però rivedere qualcosa".

Quanto tempo ci vorrà ancora per chiarire la posizione di Rahmatullah, per sapere perché all'alba di martedì 20 marzo è stato fermato dai servizi segreti?
"Non si può chiarire niente perché non c'è niente da chiarire, c'è solo da chiedere la sua liberazione immediata. Rahmatullah Hanefi è rinchiuso là dentro solo perché ha fatto quello che il governo italiano, attraverso Emergency, gli aveva chiesto di fare. E cioè offrire il suo aiuto per salvare Daniele Mastrogiacomo. Il nostro amico Rahmatullah ha praticamente fatto il volontario per il governo italiano. E dopo che lo stesso governo italiano aveva preso un accordo con quello afgano. Alla fine della vicenda, una delle parti ha deciso che il volontario doveva essere imprigionato".

Chi l'ha voluto secondo lei?
"L'altro giorno ho parlato a lungo con il ministro della Sanità afgano Amin Fatimie. Era un incontro ufficiale, c'era anche l'ambasciatore Sequi. Sai che mi ha detto il ministro? Mi ha detto che non si capiva perfettamente quello che stava accadendo, che c'era qualcosa di non molto chiaro, che c'erano - parole sue testuali - mani invisibili che si muovevano. Saranno anche mani invisibili, ma le divise che portano quei personaggi sono ben visibili e ben riconoscibili: sono quelle del servizio segreto afgano, quelle dell'Nsd. Un altro paradosso di questo caso: Rahmatullah nel 2001 era stato arrestato dalla polizia religiosa talebana. Quattro mesi di prigione si era fatto e per tirarlo fuori ci furono interventi e pressioni fortissime. Allora i Taliban l'avevano tenuto dentro tutto quel tempo, oggi l'hanno incarcerato ma per opposti motivi".

Emergency ha invece notizie su Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Daniele catturato con lui nell'Helmand?
"Purtroppo non siamo riusciti ad avere informazioni. L'unico che ce li poteva dare era Rahmatullah. Con lui in prigione...".

Cosa ne pensa dell'annuncio fatto dal mullah Dadullah a Sky Tg24? E' stato registrato prima della liberazione di Daniele o dopo?
"Non ho elementi per stabilire esattamente quando Dadullah ha parlato. Però c'è qualcosa di anomalo nel suo messaggio, di inedito quantomeno. Lui che non ha mai riconosciuto il governo di Karzai, adesso dice che deve trattare con lui per il rilascio di Adjmal. Dice che il governo afgano deve parlare con lui e deve liberare i due Taliban richiesti".

Il mullah Dadullah nella sua intervista torna anche sui giornalisti spia, su quegli altri che non raccontano tutto ciò che vedono giù in Afghanistan...
"Nei nostri ospedali in queste ultime settimane è arrivato uno spaventoso numero di vittime civili. La grande offensiva della Nato nelle province meridionali del paese sembra ignorata da tutti. Ci sono tanti morti, ci sono tantissimi feriti".


(30 marzo 2007)

Pubblicato il 30/3/2007 alle 11.19 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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