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Yassin, Bush, Sharon, Bin Laden hanno condotto e conducono battaglie etiche

e di etica si dovrebbe iniziare a parlare. Scrive alzatacolpugno: "Yassin non mi mancherà di certo. Il vecchio leader di Hamas - leggi, capo di un'organizzazione terroristica - mi ha sempre fatto pensare a quegli insegnamenti assurdi di una religione cattolica-bigotta (e per questo fuori anche dal reale spirito religioso) che indicavano i 'segnati da dio' come malvagi senza - o quasi - possibilità di redenzione." insegnamenti assurdi religione bigotta allora su questo io inviterei a riflettere: oltre alla categoria dell'economico-politico, oltre a quella dell'ideologico-filosofico, c'è la categoria della morale, dell'etica (nonostantechè Nietzsche ci abbia già indicato la via oltre il bene e il male, nonostante Schopenhauer e Kant) Qual'è l'etica di Bush ? quale quella di Sharon ? quale quella di Bin Laden ? quale quella di Yassin ? quale quella di Woytila ? quale quella di Berlusconi ? io vedo delle gerarchie di 'severità': il pensiero islamico (Ayatollah, Bin Laden, Yassin) esprime oggi il massimo di 'rigore etico', di assoluta prevalenza dell'etica su tutto il resto, economia, politica, vita incluse: piuttosto la morte il pensiero ebraico (così come quello cattolico) contemporanei sono molto più sfaccettati e variegati, ma il pensiero etico cristiano 'fondamentalista' cerca vanamente di recuperare un analogo rigore, dovendo però fare i conti con la modernità il pensiero ebraico, la sua etica così come trasmessa al mondo anche dei non ebrei da Buber, Freud, Canetti... Primo Levi ed anche da politici attivi nella storia del sionismo fine '800 - primi '900, è un pensiero alto, rigorista a suo modo perchè ha restituito al mondo, ancor prima della Shoah, l'idea della responsabilità personale, della non 'riducibilità' del cosiddetto perdono ad atti o gesti di 'buona volontà', della 'necessità umana di errare' - per cui 'peccare' è la condizione umana e non un'anomalia del comportamento umano, ma la sua regola. Ma quella stessa etica, ripassata in salsa neocon, è diventata e sta diventando 'ultra-rigorista': la vendetta da 'possibilità' diventa 'legittima difesa'; la non vendetta diventa vigliaccheria e tradimento... si rasenta l'etica mafiosa, per cui chi non ci sta o si tira fuori è un 'infame', tout court Questa etica israeliana (Yassin parlava di uno stato - Israele - in cui 'cittadino' e 'soldato' non si distingono più) militante si pone come concorrenziale rispetto a quella ancora (per poco?) più assolutistica islamica (non siamo ancora ai terroristi suicidi israeliani... ma l'assassinio di ieri di fatto 'candida' non solo - nelle parole di Sharon - tutti gli israeliani, ma tutti gli ebrei del mondo al 'martirio' per la causa...) Noi, io, sono per un'etica laica, possibilmente una non-etica (se per etica si intende un sistema chiuso di 'valori' che prevedono premi e punizioni, che in base a quelli si 'giocano' vita e morte, senza discussioni) Concludo dicendo che a mio avviso è tempo che questi modelli etici vengano impietosamente ma anche intelligentemente analizzati, tenendo certo anche nel giusto conto il 'rovescio della medaglia' (ovvero a chi e a cosa 'servono', in termini di equilibri locali e globali, quali interessi materiali coprono, difendono, si prefiggono)

Pubblicato il 23/3/2004 alle 11.57 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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