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Ahmed Yassin, era lui il Genio del Male ?

All'articolo 31 si legge che Hamas "è un movimento umanistico che si occupa dei diritti umani e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. E' ostile solo a coloro che mostrano ostilità contro l'islam [...] e la pace e la sicurezza sono possibili solo all'ombra dell'islam, e la storia antica e quella recente sono i migliori testimoni di questa verità". (paceinpalestina.it Ahmed Yassin Nato nel 1938 quando la palestina era ancora sotto l'amministrazione inglese, lo sceicco Ahmed Yassin, dopo l'incidente che lo costrinse fin da bambino su una sedia a rotelle, dedicò la sua vita allo studio dell'Islam e studiò all'Università del Cairo, luogo di nascita della Fratellanza Musulmana. Fu in questi anni di studio che maturò la convinzione che la Palestina avrebbe dovuto essere consacrata all'Islam e che nessun leader arabo avesse il diritto di negoziare alcuna concessione territoriale in nome della pace. La sua figura emerge nel 1987 durante la prima Intifada, quando il movimento islamico palestinese prende il nome di Hamas ("zelo") di cui Yassin diventa leader spirituale. Nel 1989 viene arrestato dalla polizia israeliana e condannato all'ergastolo per l'uccisione di alcuni palestinesi accusati di collaborare con Israele. Nel 1997 fu liberato in uno scambio di prigionieri con la Giordania che aveva arrestato due agenti israeliani coinvolti nel tentativo di assassinare un leader di Hamas. Pur avendo mantenuto buone relazioni con la leadership politica palestinese e i governi arabi dell'area, Yassin rimane un falco. Più volte ha ripetuto che il processo di pace non significa rinunciare alla Jihad. Yassin è infatti una figura di riferimento per il terrorismo palestinese, una fonte di ispirazione per i giovani kamikaze convinti dalla sua dottrina che il martirio in nome del popolo palestinese sia un sicuro viatico per il paradiso eterno. www.rainews24.it - webnews24@rai.it Yasser Arafat ha proclamato tre giorni di lutto in tutti i territori e presso tutti i palestinesi "in esilio". Il presidente nello stesso comunicato ha definito l'accaduto "un crimine l'assassinio dell'eroe e martire Ahmed Yassin". Le manifestazioni di protesta valicano i confini palestinesi e si ha notizia di iniziative in alcune università egiziane. Non si fanno attendere neanche le minacce dirette in risposta al governo israeliano. Un portavoce delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah) ha emesso un comunicato in cui si afferma "che l'attentato a Yassin equivale ad un attentato al presidente Yasser Arafat". Anche le Brigate al-Aqsa minacciano dunque vendetta e precisano che "il nostro obiettivo è la testa di Ariel Sharon". (La Repubblica) Il progetto di Hamas in una parola: genocidio Da un editoriale del Jerusalem Post 7 agosto 2002 I capi di Al-Qaeda sono ricercati in tutto il mondo. Viceversa i capi di Hamas agiscono tranquillamente alla luce del sole e rilasciano interviste a chiunque le richieda. In una di queste numerose interviste, il quotidiano italiano "Corriere della Sera" [2.08.02] ha chiesto al leader "spirituale" di Hamas Ahmed Yassin, non in una grotta ma nella sua comoda casa nella citta' di Gaza, come mai Hamas colpisca intenzionalmente dei civili come gli studenti dell'universita'. Yassin ha spiegato: "Attacchiamo i civili israeliani perche' per noi e' come se fossero soldati nemici. Per noi ogni ebreo in Palestina e' un colono, un soldato dell'occupazione". Alla domanda se l'attentato all'universita' di Gerusalemme fosse la risposta all'uccisione da parte di Israele del capo terrorista Salah Shehadeh, Yassin ha risposto: "Noi non agiamo in questo modo, non si tratta di azione e reazione. Non si combatte per vendetta, ma per liberare la nostra terra". Infine, alla domanda se Hamas si accontenterebbe di un ritiro israeliano sulle linee pre-giugno 1967, Yassin ha dichiarato: "Israele e' nato con la violenza, non potra' che morire nella violenza". Al di la' della retorica rivoluzionaria e sulla giustizia, c'e' una sola parola che indica con chiarezza l'obiettivo di Hamas: genocidio. I capi di Hamas non solo declamano l'equivalente odierno del Mein Kampf e della Soluzione Finale di Hitler, essi la stanno anche attuando giorno per giorno: assassinano ebrei in quanto ebrei con l'obiettivo di annientare lo stato ebraico. Alla luce di questi propositi genocidi appare abbastanza grottesco e offensivo distinguere fra i capi "militari" e i capi "politici" o "spirituali" di Hamas. Che differenza avrebbe fatto se i nazisti avessero anche gestito delle mense popolari? Definire capo "spirituale" uno come Yassin significa forse portare rispetto alla religione in genere e all'islam in particolare? Muhammad Deif, il probabile successore di Salah Shehadeh, pare che se ne stia ben nascosto sapendo che Israele potrebbe tentare di colpirlo in qualunque momento. Invece Ahmed Yassin e altri capi e "guide" di Hamas vivono nelle loro case circondati da famigliari, consiglieri, sostenitori. E giornalisti. […]. (Jerusalem Post, 4.08.02) Scrive miele98 Gli aggiornamenti di questa notizia parlano di sette morti, fra cui quattro passanti. Ma questo mi pare il meno. Poi c’è il delirio delle dichiarazioni di Hamas: “faremo centinaia di morti tra i sionisti”, ''tutti i musulmani nel mondo islamico avranno l'onore di partecipare alla risposta a questo crimine”. Non che Yassin mi stesse simpatico, ma era proprio indispensabile? Perché lo so, in Israele si vive questa situazione. In Israele si muore prendendo l’autobus. Israele è l’unica democrazia del Medioriente. Però, scusatemi, in democrazia i criminali si catturano, si processano, eventualmente si condannano e, a seconda degli ordinamenti, si giustiziano o si fanno marcire in galera. Il gioco dei razzetti sulle auto, invece, fa molto giustizia sommaria. Una giustizia sommaria che alimenta la spirale dell’odio da entrambe le parti, senza la quale non avrebbero ragion d’essere gli estremismi da entrambe le parti. E blogorrea: Per Yassin non piangerò una sola lacrima. Spero di non doverne piangere molte per chi pagherà il prezzo di questa follia... Ennio sottolinea su BlogTrotter: Ci devono aver pensato qualche anno fà, quando Yassim era in galera in Israele e Barak lo ha fatto uscire, naturalmente per far le scarpe ad Arafat, scavalcandolo nell'estremismo e minando la sua autorità. Adesso che Arafat conta quanto il due di coppe, si puo' far fuori pure Yassim, con comodo. Dalla rabbia nell'odio (barnaba) Rancore di paglia secca gettata su di un fuoco già divampante di rabbia e disprezzo; questo è il valore dell'omicidio del leader di Hamas. Un nuovo martire ad incoraggiare i suicidi che si lasciano esplodere d' odio e tritolo; questa la sua utlità. L' innesco dell'atto finale di una tragedia che si consuma da anni; questo forse il cieco intento? E' una sciagura per queste due popolazioni non aver capito la gravità del dissacrante uso che fanno della vita, della loro e di quella degli altri. Sono nato e cresciuto sapendo di due popoli che insistono sulla stessa terra senza cavarne entrambi alcun frutto; lo irrigano col sangue. Di questo passo non c'è ragionevole speranza che la pace vi possa attecchire. Ho scritto, ina ltra occasione, della responsabilità dell'uomo per le sciagure che si consumano nell'epoca in cui vive; questa di cui parliamo oggi ne è una, solo una.(F.N.) Hamed Yasin. IN MORTE (INUTILE) DI UN CRIMINALE - III (ricordiamocene) Ci accalorammo, giorni addietro, attorno ad un losco figuro: Erich Priebke, un vecchio assassino in pensione. Di tale discutere - mi si dice - anche l'inserto odierno porta traccia. E oggi - per il solito rincorrersi di brutture che l'essere umani ci regala - parliamo di una cosa simile: Hamed Yasin, un vecchio assassino, fino a ieri in florida attività, e oggi a riposo. Eterno: frustato a sangue - piacerebbe sperare - da 72 vergini che nemmeno gliela fanno annusare. Ed io a chiedermi: se la coerenza è un valore e il mio pensare ha una struttura, cosa posso e devo dire su questo defunto, dopo aver detto quel che dissi di quel vecchietto teutonico ancora arzilluccio? Fermi tutti, subito: non sto facendo paragoni, non mi si dica che sto dicendo che Priebke e Yasin sono la stessa cosa. Non lo sono, non ai miei occhi. E però, una volta di più, siamo nel mezzo di quel circolo che lega la violenza - pregressa, presente e futura - al sistema degli stati democratici: agli e dagli stessi, talora, perpetrata. Giro a fatica e me ne accorgo: ma non riesco a non pensare che - prima e oltre la paura di cosa questa morte porterà ad Israele -, questa morte non si doveva operare. Hamed Yasin ne ha provocate tante, e tante ancora le seminerà la sua memoria: un misterioso taglione senza senso della misura muterà certo il suo sangue di vecchio in mille e mille rivoli di sangue "giudeo", orgogliosamente sparso, e di tutte le età. Secondo le schema del caos primordiale, della ferinità stimolata ed esaltata da ignoranza e miseria, dell'odio che la sola parola "democrazia" scatena in certi vissuti politici. Così sarà, temo, a dimostrare che la conquista della democrazia è processo lento, e la rinuncia alla vendetta di Stato cammino lungo e faticoso: la giustizia un orizzonte sempre lontano, misura della perfettibilità, non della perfezione: il tasso di legalità costante e che non si lascia scalfire la sua unica misura. Israele oggi ha liberato se stesso e il mondo da un assassino, che io non piango. Ma quell'orizzonte oggi, nell'unica democrazia del medioriente, è un poco più lontano. From Wikipedia, the free encyclopedia. Sheikh Ahmed Yassin Sheikh Ahmed Yassin (1936 - March 22, 2004) was the spiritual leader of the Palestinian Islamist group Hamas. Yassin founded Hamas in 1987, originally calling it the Palestinian Wing of the Muslim Brotherhood. As well as being nearly blind, he is a paraplegic and has been confined to a wheelchair since an accident in his youth. Yassin was born in 1936 near the town of Ashkelon, but he moved to Gaza after his village was destroyed in 1948, most probably as a result of the 1948 Arab-Israeli War. Yassin studied at Al-Azhar University in Cairo, Egypt following secondary school, despite his paralysis as a result of a childhood injury. The Muslim Brotherhood was founded at Al-Azhar, and the University was a hotbed of Islamism and Arab nationalism. Yassin joined the Brotherhood at some point during his studies at Al-Azhar. Yassin has repeatedly said that the land of Israel is "consecrated for future Muslim generations until Judgement Day. and that "The so-called peace path is not peace and it is not a substitute for jihad and resistance." [1]. In 1989 Yassin allegedly ordered the killing of Palestinians who he believed had collaborated with the Israel Defence Forces. He was also convicted of ordering the kidnapping and killing of two IDF soldiers. He was arrested by Israel for these crimes and sentenced to life imprisonment by an Israeli court. In 1997 Yassin was released from Israeli prison as part of an arrangement with Jordan following a failed assassination attempt of Khaled Mashal conducted by the Israeli Mossad in Jordan. Yassin was released by Israel in exchange for two Mossad agents who had been arrested by Jordanian authorities. Following his release, Yassin returned to his role as spiritual leader of Hamas. He immediately resumed his calls for resistance to Israeli occupation using tactics including suicide bombings against both Israeli military and civilian targets. During the various stages of the "peace process" between Israel and the Palestinian Authority, Yassin has been repeatedly placed under house arrest by the PA. Each time Yassin has been placed under house arrest he has eventually been released, often after extended demonstrations by his supporters. On June 13, 2003, Israeli sources announced that Yassin "is not immune" to assassination under the Israeli doctrine of targeted assassination. Three months later, on September 6, 2003, an Israeli Air Force (IAF) F-16 dropped a quarter-ton bomb on a building in Gaza City, the Gaza Strip. Yassin was in the building at the time and was lightly wounded by the assassination attempt. Israeli officials would later confirm that Yassin was a target of the attack. Yassin was treated for injuries sustained in the attack at Shifa Hospital in Gaza City. Following the assassination attempt, Yassin told reporters that "Days will prove that the assassination policy will not finish the Hamas. Hamas leaders wish to be martyrs and are not scared of death. Jihad will continue and the resistance will continue until we have victory, or we will be martyrs." [2] Yassin further said that Hamas would teach Israel an "unforgettable lesson" as a result of the assassination attempt [3]. Yassin was reported killed in another Israeli attack on March 22, 2004. PaceinPalestina.it quando e come è nato hamas Hamas significa "ardore" ma è anche l'abbreviazione di Harakat al-Muqawama al-Ilamiyya, movimento di resistenza islamico, fondato nel 1988 al tempo della prima Intifada da Ahmed Yassin. Sembrerebbe a prima vista un movimento giovane, vista la sua data di nascita, ma in realtà per comprendere l'ideologia di Hamas bisogna rifarsi all'organizzazione egiziana dei Fratelli Mussulmani nata negli anni Venti del secolo scorso. Infatti, l'islamismo radicale di Hamas affonda le sue radici storico ideologiche nell'organizzazione egiziana che univa l'azione religiosa a quella politica al fine di islamizzare la società per arrivare alla fondazione di uno Stato islamico governato dalla shari'a. Dopo la guerra dei sei giorni, Yassin rimproverò ai movimenti di stampo marxista raccolti nell'OLP di aver pensato prima alla rivoluzione armata piuttosto che ad una paziente islamizzazione dal basso della società. Qualche risultato però gli esponenti islamici lo raggiunsero: fra il 1967 e il 1987 le moschee nella Cisgiordania passarono da 400 a 750 mentre quelle nella Striscia di Gaza da 200 a 600. Nel 1978 Yassin creò la prima "Ong" a Gaza con il nome di "Associazione islamica" che operava attraverso una rete di scuole, università, mense, ospedali, moschee e tanti altri servizi. Hamas non ha mai voluto inglobarsi nella Olp, anzi ambiva a prenderne il posto. Con lo scoppio della prima Intifada il movimento si costituì ufficialmente stilando nel 1988 uno statuto di 36 articoli che conteneva la linea politica, i metodi e gli obbiettivi del movimento. Nello stesso anno (ciascuno consideri come vuole la coincidenza) in Algeria, il Consiglio nazionale palestinese proclamò simbolicamente la creazione di uno Stato palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza riconoscendo indirettamente il diritto di Israele ad esistere. Agli israeliani il movimento islamista non preoccupava molto, anzi, poteva servire a indebolire l'OLP, e così lo lasciarono espandersi nei Territori occupati. Fu per questo che Arafat e Mubarak pensarono che Israele avesse creato Hamas per contrapporlo all'OLP. Dallo statuto di Hamas emerge chiaramente l'idea che nessun compromesso è possibile con lo Stato di Israele perché la Palestina è considerata un territorio che si estende senza interruzione alcuna dal Mediterraneo al fiume Giordano. Hamas devolve gran parte dei suoi soldi in attività caritatevoli che sono finanziati per lo più da associazioni dei paesi arabi e mussulmani ma anche degli Usa e dell'Europa. Israele sostiene che attraverso queste organizzazioni di beneficenza si finanzino gli attentati terroristici in Israele. D'altronde il jihad, nello statuto di Hamas, è considerato un dovere per ogni mussulmano. All'articolo 31 si legge che Hamas "è un movimento umanistico che si occupa dei diritti umani e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. E' ostile solo a coloro che mostrano ostilità contro l'islam [...] e la pace e la sicurezza sono possibili solo all'ombra dell'islam, e la storia antica e quella recente sono i migliori testimoni di questa verità".

Pubblicato il 22/3/2004 alle 9.35 nella rubrica Chi è chi.

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