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La moda è innanzitutto cultura, etica ???

La decisione del Comitato autodisciplina pubblicitaria
D&G, vietata la pubblicità-scandalo
Motivazione: «Svilita l'immagine della donna». La decisione è del 21 febbraio e gli stilisti non hanno presentato ricorso. Da lunedì 5 va in vigore e deve essere osservate dai mezzi di comunicazione
    
MILANO - La pubblicità-scandalo di Dolce & Gabbana (che mostra una donna a terra bloccata da un uomo a torso nudo, con altri che assistono alla scena) è stata vietata da lunedì in tutta Italia. Lo rende noto il Comitato di controllo, organo deputato dall'Istituto di autodisciplina pubblicitaria a tutelare gli interessi dei cittadini-consumatori dopo le altre polemiche su una mostra fotografica sempre di D&G. Il 21 febbraio, il Comitato di controllo aveva emesso una «ingiunzione di desistenza» dopo le numerose proteste. D&G hanno fatto scadere il tempo per opporsi, quindi il provvedimento «ha acquisito efficacia di decisione definitiva il 5 marzo, e dovrà essere osservato da tutti i mezzi» del sistema pubblicitario. Ancora una volta, quindi, la moda italiana è sotto accusa per la sua volgarità dopo il duro recente attacco del «New York Times».

SVILITA LA DONNA - L'Istituto di autodisciplina pubblicitaria spiega che la pubblicità in questione è stata ritenuta «in manifesto contrasto con gli articoli 9 (violenza, volgarità, indecenza) e 10 (convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) del codice di autodisciplina. Il provvedimento sottolinea che la donna «è rappresentata in modo svilente, quale mero oggetto della prevaricazione maschile», ha «un'espressione alienata, uno sguardo assente», non fa percepire «né intesa né complicità» con uno dei tre. Anzi «nell'ambiguità del suo atteggiamento, trasmette l'impossibilità di sottrarsi a ciò che accade, in quanto immobilizzata e sottomessa alla volontà di un uomo, nonché agli sguardi impassibili, ma in qualche modo partecipi e di attesa, degli altri due». L'immagine «pur non riportando espliciti riferimenti alla violenza fisica», proprio per l'atteggiamento passivo e inerme «evoca la rappresentazione di un sopruso o l'idea della sopraffazione nei confronti della donna stessa».

06 marzo 2007


corriere.it

«La moda - afferma il segretario generale della Filtea-Cgil Valeria Fedeli - è innanzitutto cultura, etica, e veicolo di trasmissione di valori, sogni emozioni. È vergognoso che Dolce & Gabbana veicolino un messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne. Quel manifesto dovrebbe scomparire e gli stilisti devono chiedere scusa a tutte le donne. Se ciò non avverrà, l'8 marzo le donne proclameranno uno sciopero degli acquisti dei capi di Dolce & Gabbana».

corriere.it

Pubblicato il 7/3/2007 alle 1.58 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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