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Tutti a Bagdad

Vittorio Foa (noto disobbediente) cita, a L'Infedele, su LA7, Emma Bonino: "tutti in Iraq !" e dice che chiedere che l'ONU intervenga in Iraq significa appunto, secondo lui, "tutti in Iraq" misteri della disobbedienza E’ ORA DI DIRE: TUTTI IN IRAQ di Emma Bonino ... Da radicale, sin dall’inizio mi sono e ci siamo battuti perché l'Onu assumesse un ruolo nella vicenda irachena, e perché si scongiurasse il passaggio alla fase bellica dell'intervento militare anche giocando una carta, quella dell'esilio forzato del dittatore, altrove rivelatasi concreta e ragionevole (penso al caso liberiano). E a maggior ragione, con il nostro progetto di Organizzazione Mondiale della Democrazia, pensiamo a una riforma delle Nazioni Unite che faccia tornare a vivere lo spirito e la lettera della carta fondativa dell’Onu. Ma oggi occorre dire con molta chiarezza che, dopo le divisioni al Consiglio di sicurezza, e dopo la strage dei piu alti funzionari Onu a Bagdad, qualunque richiamo all'Onu rischia di essere un puro alibi retorico, se non è accompagnato da un altrettanto forte richiamo ai Paesi che continuano a stare alla finestra e agli stessi Stati arabi, affinché si decidano ad assumere responsabilità chiare, pesanti, serie. Insomma: al contrario, degli Zapateros la risposta adeguata dovrebbe essere «tutti a Bagdad», tutti determinati ad assumere responsabilità vere contro il terrorismo: solo così avrebbe senso e concretezza invocare l'Onu, e/o la Nato, quali espressioni, appunto, di responsabilità condivisa e non del noto «armiamoci e partite». Infine, abbandonare gli iracheni ( come i Checheni e ieri i bosniaci e tanti altri) nell'ora del bisogno e in un momento cosi decisivo oer il loro futuro, non ha nulla di nobile. Non è un comportamento di cui noi democratici, potremo mai andare fieri. ------- Di Emma Bonino, vedi anche Intervista ad Emma Bonino: Democrazia araba? Urge azione europea (Notizie Radicali - 17 mar 2004)

Pubblicato il 20/3/2004 alle 22.41 nella rubrica Diario.

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