Blog: http://lapsus.ilcannocchiale.it

W l'Italia. Destra, Sinistra? Ma non fateci ridere!

Stupenda questa puntata di 'W l'Italia', su RAI3, di questa sera!

Con una sottile vena, tanto per cambiare, di 'bacchettonismo' di sinistra, ovvero, sembra che il servizio lasci intendere che 'certe cose' succedono solo in Calabria, e solo a Catanzaro

TELEVISIONE- Programma "Wl'Italia" dedicato alle comunali di ...

UsCatanzaro.net - 3 mar 2007
Il viaggio comincia in Calabria, a Catanzaro, quando la citta' sta per scegliere il proprio sindaco, prosegue e si allarga a tutta la Regione per indagare ...


Postato da gennaro amoruso il Sabato, 03 marzo @ 19:59:06 CET
Contributo di gennaro amoruso

'W L'Italia', la serie di reportage d'inchiesta di Riccardo Iacona, torna su Raitre, da domani alle 21.30, con una serie di tre puntate dal titolo 'Pane e Politica'.
Il viaggio comincia in Calabria, a Catanzaro, quando la citta' sta per scegliere il proprio sindaco, prosegue e si allarga a tutta la Regione per indagare su sprechi e costi della politica e finisce a Roma, a Palazzo Chigi, quando il governo Prodi sta per affrontare la Finanziaria.
Iacona racconta come si sono formate le coalizioni a Catanzaro, quali sono le strategie adottate per conquistare il sindaco della citta', quali i patti con i capoelettori incaricati di spostare voti su quello o su quell'altro candidato.
Inoltre la crisi di rappresentanza dei partiti tradizionali e il venire avanti dei cosiddetti partiti-persona, vere e proprie macchine elettorali incardinate su persone in grado di poter coltivare il proprio elettorato.
E infine Iacona ci porta dentro la coalizione Prodi per cercare di capire quali conseguenze sulla selezione della classe dirigente ha avuto l'ultima legge elettorale.


ma non fateci ridere Cheesy

ad ogni modo, un'ottima fotografia della Politica italiana, e dell'Italia 'politica'.

Se non altro, nel caso del 'cartello' di Catanzaro, uno dice che chi lavora per il sindaco del cartello viene pagato, e non è in nero...

... sarà un progresso?

e del resto, non compaiono morti ammazzati e pizzi... lì raccolgono 'solo' voti, per la RES PUBLICA, ovvero GLI AFFARI DI TUTTI (i soci del cartello)

anche questo un progresso, no?

Qui lo dice meglio, con riferimento alle inchieste di un anno fa (sempre con un'ombra di 'bacchettonismo' di sinistra, Sembra che in Italia ormai il moralismo da 4 soldi abbia definitivamente preso il posto della morale, con buona pace di Eminens, e anche di Bertinotti, dei Verdi e dei Comunisti italiani...)

L’Italia? Una vera pena
Le inchieste di Riccardo Iacona, su Rai tre

Nel film di Nanni Moretti, Il caimano, uno dei personaggi, un produttore cinematografico polacco interpretato magnificamente dal cineasta Jerzy Sthur, parla del nostro paese definendola: "l’italietta berlusconiana". Una formula verbale amara, triste, che evidenzia con grande precisione la drammatica percezione dell’immagine dell’Italia da parte degli stranieri.
Se prendiamo come spunto questo passaggio dell’opera morettiana e cerchiamo di ribaltare il punto di vista, guardando l’Italia non dall’esterno ma da dentro, la situazione è ancora peggiore. Così, appare necessario sostituire il termine bonario di "italietta" con quello più rude di "italiaccia".
Un brutto paese, distrutto nei servizi e nelle strutture molto ben dipinto nelle tre importantissime inchieste di Riccardo Iacona, denominate W L’Italia.
Le tre puntate previste sono andate in onda su Rai Tre (un’ultima sarà una replica dedicata alla Ricerca) e sono state tre autentiche stilettate, tra veri e propri atti d’accusa nei confronti dello sfascio italiano, giunto ormai a livelli intollerabili.
Non si tratta di essere pessimisti. La questione è palesemente tragica, molto più di quanto si possa immaginare.

Iacona ha affrontato con stile moderno e vibrante un’ampia inchiesta tripartita sul tema del costo delle case, degli ospedali e dei tribunali. Il quadro che ne è uscito fuori ha veramente qualcosa di deprimente. Poveracci che vengono sbattuti fuori da case nelle quali le loro famiglie vivono da decenni, ospedali in condizioni vergognose, tribunali putridi e lerci, dove i fascicoli sono rifugi per topi. Insomma, in tre domeniche consecutive Riccardo Iacona ci ha presentato, senza censure, lo stato dell’Italia. Con il suo modo diretto, curioso, semplice ha raccontato un paese devastato che sembra avere, purtroppo, poche speranze.
Il giornalista ha saputo scoperchiare situazioni penose, portando le telecamere in luoghi dove di solito non entrano. Così, nell’enfasi dell’inchiesta gli è capitato anche di esagerare un pochino, come quando ha mostrato malati gravi sui loro letti di sofferenza. Eppure, nonostante qualche piccola eccessiva "esasperazione visiva", Iacona ha finalmente denunciato su un’emittente pubblica (Rai Tre) la condizione di questa disperata terra.

Evidentemente, un po’ di sano giornalismo di inchiesta e di denuncia in questa italietta patetica si può fare. Certo, si tratta di operare nell’unica nicchia mediatica disponbile ad ospitare simili programmi: Rai Tre. E per forza di cose, gli spazi non possono essere moltissimi.
Così, quando lo smarrito spettatore in cerca della realtà e della verità finisce casualmente, facendo zapping, nelle inchieste di Iacona, almeno può accorgersi di non essere solo in questo oceano di qualunquismo populista e trash che ha invaso i teleschermi nazionali e non solo.

David Arciere

&copyCultFrame 03/2006


http://www.cultframe.com/

Pubblicato il 4/3/2007 alle 23.13 nella rubrica Psicologia e Guerra.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web