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Chi è più volgare, l'autore o il fruitore?

Ma gli Italiani sono diventati tutti così bacchettoni e incapaci di distinguere tra Simbolo e Cosa (simbolizzata) ??????????? E specialmente 'a Sinistra' ? Pare ancora una volta di sì.

Uno come Pasolini, ai giorni nostri, verrebbe ucciso non una, ma una moltitudine di volte...

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«Via la pubblicità o vi boicottiamo». Anche Amnesty italiana è contraria
Dolce&Gabbana, attacco della Cgil
Il sindacato: «Messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne». Scuse ufficiali o l'8 marzo sarà sciopero dei consumi

MILANO - Prima Amnesty, ora la Cgil. SI allarga il fronte di chi si schiera contro la pubblicità di Dolce e Gabbana ( ¦ Guarda) e sottolinea che i due stilisti dovrebbero chiedere scusa a tutte le donne. Nel manifesto è rappresentato un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena. «La moda - afferma il segretario generale della Filtea-Cgil Valeria Fedeli - è innanzitutto cultura, etica, e veicolo di trasmissione di valori, sogni emozioni. È vergognoso che Dolce & Gabbana veicolino un messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne. Quel manifesto dovrebbe scomparire e gli stilisti devono chiedere scusa a tutte le donne. Se ciò non avverrà, l'8 marzo le donne proclameranno uno sciopero degli acquisti dei capi di Dolce & Gabbana».



AMNESTY - La campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana «rischia di rappresentare un'apologia dell'uso della violenza nei confronti delle donne ed è un contributo inaccettabile dei due stilisti alla vigilia della Giornata internazionale della donna». È la denuncia della sezione italiana di Amnesty International, che auspica il ritiro della pubblicità, come già avvenuto in Spagna. Dice il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury: «Dal 2004 la nostra associazione conduce la campagna mondiale "Mai più violenza sulle donne", per fermare un fenomeno che colpisce in molti Paesi due donne su tre e da cui l'Italia non è affatto immune, come denunciato dall'ultimo rapporto Istat». E aggiunge: «Il diritto delle donne a vivere libere dall'incubo della violenza ha bisogno di tutto, meno che di immagini come quelle di Dolce e Gabbana».
L'OCCHIO DI CHI GUARDA - I due stilisti sono intervenuti sul tema nel forum Italians con Beppe Severgnini difendendo la loro linea di condotta e chiudono con una provocazione: chi è più volgare, l'autore o il fruitore?


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/02/dolce.shtml

Un uomo a torso nudo tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre altri quattro osservano la scena: quest'immagine, appartenente all'ultima pubblicità di Dolce & Gabbana, ha sollevato un polverone in Spagna, dove associazioni di consumatori, l'Istituto della Donna, e semplici cittadini ne hanno chiesto il suo «ritiro immediato». A loro giudizio, mostra una scena di violenza 'machista'. Secondo l'Istituto della Donna, organismo autonomo del ministero del Lavoro, la pubblicità del marchio italiano incita alla violenza contro le donne. Da questa immagine «si può dedurre che è ammissibile l'uso della forza come un mezzo per imporsi sulle donne», sostiene. L'Istituto ritiene che questo tipo di immagini rafforzi «atteggiamenti che oggigiorno sono un reato, attentano contro i diritti delle donne e denigrano la loro immagine». Insomma, «non favoriscono per niente il lavoro svolto da molti anni per raggiungere la parità con gli uomini». Dolce & Gabbana, che non ha ufficio di rappresentanza in Spagna, non si è ancora espresso su questa polemica, spiega il giornale El Mundo nella sua edizione on line. L'Istituto della Donna ha chiesto ai mass-media e alle ditte di pubblicità di non accettarla né diffonderla. A questa denuncia si sono aggiunti la Federazione di Consumatori in Azione (Facua) e il partito dei Verdi, considerando che la pubblicità di Dolce & Gabbana viola l'articolo 3 della Legge generale sulla Pubblicità, che proibisce ogni spot che vada contro «la dignità della persona o violi i valori e diritti riconosciuti nella Costituzione».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/02_Febbraio/20/pop_DG.shtml

Questa è l'ennesima puntata dopo Quando il Corpo è il Nemico, 8 e mezzo, Lea Vergine

Pubblicato il 2/3/2007 alle 17.20 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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