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Giuseppe Garibaldi, la Tenacia Ottocentesca e la Memoria Elastica, Contemporanea

Ricorrono i bicentenari, tra cui quello della nascita di Giuseppe Garibaldi.

1807, dunque. Napoleone Bonaparte ancora vivo e Imperatore, la Rivoluzione Francese, di 20 anni prima, ancora 'recente' e attuale.

Dei personaggi dell'800 colpisce la tenacia, la tenuta, la capacità di creare e mantenere una 'staffetta' ideale, tra generazioni, ponte tra '700 illuminista e rivoluzionario, e '800 neoclassicista e romantico. Secolo delle Fondazioni, degli Stati Moderni.

Ci si stupisce oggi che in ambito islamico (e non solo) la Memoria corra indietro fino a 500 o anche 1400 anni fa. Cosa collega l'Età di Maometto, o di Turchi e Veneziani all''Oggi? Nulla, sembrerebbe.

OGGI le IDEE sono trattate alla stregua di OGGETTI BIOLOGICI, CHIMICO-FISICI, e INVECCHIANO, assai precocemente.

Nell'800 invece no.

Cito a memoria alcune date, alcuni anni: 1821, 1831, 1848, 1859, 1860, 1861, 1862, 1866, 1870 ...

Tra il 1821 ("Ei fu!") e il 1870 intercorrono quasi 50 anni. 50 ANNI!

Tra il 1848 e il 1861 ne intercorrono 13 ... come dal 1992 al 2005 ... e tra il 1848 e il 1870 addirittura 22, come tra il 1985 e il 2007 ...

E dicono che a quei tempi si invecchiasse prima, e che il tempo scorresse più lento!

Cosa faceva sì che nel 1830 qualcuno trovasse il 'coraggio' di ricollegarsi a 15 anni prima, o addirittura a 20-30?

E soprattutto di sperare che dopo 18 anni (tanti ne intercorrono tra il 1830 e il 1848) si potesse tornare a sperare e a lottare? E ancora, poi, dopo la disfatta, per altri 11 anni (1859)? E poi ancora per altri 11 (1870)?

Pubblicato il 25/2/2007 alle 15.16 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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