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Verso il Nuovo Centro Centro Centro (Sinistra)

Leggo che Follini ha accettato di spostare il baricentro del governo di Prodi I.

Reciprocamente questo significa che tutti i partiti e parlamentari del precedente governo hanno accettato

di collocare la palla al centro.

Niente di scandaloso, o per cui stracciarsi le vesti. Anzi, il fatto che ad allargare il governo sia una forza di centro ben riconoscibile è un elemento (finalmente!) di chiarezza e di uscita da doppiezze e ipocrisia.

L'asse del prossimo governo di Prodi I è ora più largo e più saldo.

Alla Sinistra ora sta dimostrare di esserci e di contare oltre le proclamazioni di intenzioni e le purghe e le scazzottate contro i 'dissidenti'.

La Sinistra ha lo stesso difficile compito che, nell'opposto schieramento, ha la Destra: tenere insieme tutti, anche i più irriducibili, purchè non violenti, perchè tutto (tutti) resti (restino) all'interno del 'sistema', in qualche modo, anche se molto 'tirato', vi si riconoscano, per lasciare meno spazio possibile alla cosiddetta 'antipolitica'  

Tener dentro singoli, comunità locali, grandi ideali globali in un'unica cornice politicamente corretta e accettabile implica però l'esatto contrario di ciò cui abbiamo assistito negli ultimi giorni: che si rilassino! ora che stanno in sella un po' meno pericolanti, lascino perdere le paranoie e la propaganda da guerra dei pupi, e diano, ridiano voce e ascolto ai cittadini.

Anche perchè un'incognita ancora resta aperta, a tutti loro,: prima  o poi ci saranno altre elezioni, o no? E la partecipazione al voto, più che dove il voto si collocherà, sarà il segno che l'operazione è riuscita, o che viceversa lo spettacolo interessa sempre meno spettatori.

Oltretutto. sto scrivendo questo 'in rete' ed esistono oggi, globalmente, infiniti altri modi di partecipare e di 'esserci'. Lo capiscono ancora troppo pochi, si tratta indubbiamente di lasciar spazio agli anziani (la cui percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi decenni, e questo non lo si puo' ignorare) ma di darne, e a sufficienza, a giovani e giovanissimi (sempre che si decidano a dis-analfabetizzarsi!)

Pubblicato il 24/2/2007 alle 11.6 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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