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'Solidarieta' ai compagni carcerati'

dirlo è ormai considerato un reato, e questo basterebbe a dimostrare quanto profondi sono i guasti che il brigatismo determina, e a ritrovarci tutti, in effetti, in grande difficoltà a 'solidarizzare'.

Ancora una volta, mi vien da dire, ci tocca solidarizzare con chi intenzionalmente distrugge le fondamenta stesse della 'solidarietà'.

Però, Un però c'è, e pare nessuno lo veda, in questi giorni.

Quando si ascolta e si legge che a Vicenza quelli che gli slogan "Solidarieta' ai compagni carcerati" mettevano in bella mostra, nascondendo il volto alle telecamere, ad esempio di LA7, facendo finta di non sapere di essere ripresi da tutti i lati da innumerevoli altre telecamere...

... quando si legge che sono 'annegati' nel corteo delle decine di migliaia di altri manifestanti, che sono 'passati oltre' come se 'quelli' non esistessero...

a me vien da pensare che qualcosa di molto grave  stia succedendo, anzi sia già successo.

Quando qualche anno fa, in occasione della morte di un brigatista, e dell'arresto dei suoi complici, ne ho discusso con alcuni blogger di Blog Trotter, mi è stato detto che preoccuparsi di quei personaggi era inconcepibile, assurdo.

Pochi isolati fanatici, per di più infiltrati da chi sa chi... solidarizzare (nel senso di 'preoccuparsi di')  con chi?

E in effetti, non è del tutto sbagliato questo ragionamento. Però...

Quando a Genova anni fa è successo che una pacifica (fino a un certo momento, ricordo che la seguivo 'in diretta' su Radio Popolare) manifestazione degenerasse in una terribile bolgia infernale, con gli esiti che tutti conoscono, ricordo che i leader 'no global' dicevano un po' la stessa cosa nei confronti dei 'cattivi' che a loro dire si erano infiltrati nel corteo, e invocavano interventi delle forze dell'ordine e dell'intelligence.

E, in apparenza, è certo più semplice e 'chiaro' così. Mica siamo più ai tempi dei "compagni che sbagliano", ci siamo emancipati, sappiamo che 'quelli' compagni non sono , anche se si proclamano tali, e anzi contro i compagni cospirano, forse anche  appoggiati o eterodiretti da chi con i compagni non ha proprio nulla a che fare, ma piuttosto con servizi segreti di chi sa quale potenza straniera.

Però.

Però tra gli arrestati dei giorni scorsi ci sono molti giovanissimi, compagni di un certo numero di altri giovanissimi, che - come ho sentito ora su Italia1, che tra l'altro faceva 'le pulci' a Dario Fo e Franca Rame (quelli del Soccorso Rosso) - considerano la 'stella a 5 punte' un simbolo di libertà ecc.




Dario fo e Franca Rame Ecco il comizio mai visto ...
'annunciato' qui: http://www.studioaperto.mediaset.it/inostriservizi.shtml
( mms://video.jumpy.it/adstudioaperto/2007/02/18_4s.wmv?v=adstudioaperto/2007/02/18_4s.wmv )

Mi domando quanti siano questi altri. E anche se conti il numero.

Mi domando se non sia 'strana' una generazione che quando un compagno di strada viene scoperto essere, per dirla alla Epifani, una 'mela marcia', segue la regola del 'tirare dritto' e far finta di non aver visto niente.

E questo, con l'incoraggiamento degli alti papaveri dei movimenti di altri tempi.

Dunque, siamo passati dai Cattivi Maestri, che avevano secondo alcuni l'arcano potere di instillare in modo magico, plagiatore, le loro elucubrate teorie sulla rivoluzione o sui tempi moderni

ai Buoni Maestri, che sarebbero quelli che insegnano che la 'solidarietà' è roba da vecchi bacucchi, e conta invece la faccia: che sia pulita,  sbarbata, scoperta e in ordine.

Il resto sono parole, che come tali nulla hanno a che fare con le azioni, e neppure le ispirano.

Dunque...

in questi giorni viene considerato del tutto normale che un adolescente che si prende a cuore la sorte di un suo coetaneo, metti pure fosse quello che lo voleva morto, sia considerato  colpevole di REATO.

Non sono ingenuo, eh! Lo so bene che qualunque solidarietà puo' 'fare il gioco loro' , dei brigatisti, dei terroristi, dei 'nemici'...

Ma in nome di cosa - togliendo di mezzo la solidarietà - tutta questa brava gente ritiene di portare avanti una qualunque battaglia IDEALE?

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PS

Leggo e riporto dal blog di Beppe Grillo (che non frequento spesso, perchè spesso mi fa solo incazzare):

Farsi qualche domanda può aiutare a capire perchè nella CGIL si annidassero dei pericolosi brigatisti. O più semplicemente delle persone che, sbagliando, non vedevano altre vie.
Capirne 20 per evitarne 100.000.


http://www.beppegrillo.it/2007/02/brigate_cgil.html

Pubblicato il 18/2/2007 alle 18.48 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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