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Rischiare la Pelle: Altrui.

Ecco quel che rende attuale il 'delirio' brigatista. Attuale, e forse destinato a non estinguersi per molti secoli ancora, è il tentativo (non solo 'brigatista', per la verità) di far passare per 'eroismo' e 'coraggio' (di vendere la pelle, ma quella altrui, e indiscriminatamente, colpendo a caso 'nel mucchio') quel che coraggio ed eroismo non sono

e di fare questo annegando il tutto (spesso confezionato in abiti logori e consunti e ammuffiti, come il gergo ipersemplificato 'marxi-maoista', ma vale lo stesso per chi ha riferimenti altri, religiosi o ideologici) in un mare di affermazioni di buon senso comune (o meglio, che di buon senso comune non sono, perchè il Potere non consente che lo siano.

Eccone un esempio, dai Commenti a Blog Trotter:

Cerco di rispondere a Nino mettendomi nella testa di un uomo che decide di passare alla lotta armata ( qualcuno ora dirà che sono un sanguinario brigatista ):

La percezione di essere privi di rappresentanza all’interno delle istituzioni.

Chi di noi aborre la guerra, chi di noi è sconvolto dallo smantellamento dello stato sociale, chi di noi si oppone allo sventramento del proprio territorio, chi di noi si oppone alla discriminazione razziale, chi di noi è colpito dal precariato, per dirne solo una piccola parte, a chi dovremmo fare riferimento?

A quelli che mandano i nostri figli ad uccidere i figli di un’altra donna o da loro farsi ammazzare? A chi muore nelle file degli uffici di collocamento o langue nella desolata terra dei contratti a tempo? A chi gestisce il nostro territorio come se fosse un bene infinito da sprecare senza scrupoli? A chi ordina i pattuglioni etnici in “ambienti islamici” e presidia i CPT?

Davvero è questo il meglio che la sinistra italiana può offrire?

Quando Prodi ordina ai suoi viceministri di astenersi dal partecipare alle manifestazioni, dice bene. Perché questi viceministri sarebbero tenuti a svolgere il loro lavoro in Consiglio dei Ministri, e quindi alla Camera ed al Senato.

Andare a passeggio dietro gli striscioni di qualche manifestazione non fa di loro dei referenti del movimento. Lo sarebbero se invece di farsi fotografare ai cortei dessero voce all’interno delle istituzioni alle istanze che quel movimento propone ed ha messo in cima alla liste delle priorità popolari.

Prodi ha detto una verità incontrovertibile: il governo, questo governo di “democratici compagni” ha votato per l’allargamento della base di Vicenza. Andare alla manifestazione, ad esibire galloni di pacifismo e patriottismo (perché chiedere agli stranieri in armi di andarsene dalla nostra terra è patriottismo) è pateticamente parassitario.

Per dirla tutta, sarebbe stato compito addirittura degli organizzatori della manifestazione dire loro di evitare di comparire. A loro, ai cosiddetti senatori pacifisti che per “solidarietà di coalizione” hanno votato il rifinanziamento delle missioni militari.

Cosa spinge delle persone normali, a decidere diprendere un’arma? Cosa fa si che siano pronti a battersi, a temere il momento dello scontro, ad essere terrorizzati dalla sola idea di uccidere.

A leggere i giornali si scoprono gli obiettivi. Berlusconi, Libero, Ichino, Eni, Sky. A chi non vede un progetto politico dietro questo elenco dico che è visibile.

Alcuni uomini e donne - giovani, laureati, operai, padri e madri di famiglia, cinquantenni, pregiudicati, disoccupati, precari – hanno individuato il nemico di classe con precisione: il monopolio dell’informazione, la stampa del peggior padrone, gli sfruttatori di risorse e popoli, i teorici del precariato.

E questi uomini e donne hanno scoperto di non avere nessuno che li ascoltasse, nessuno che dicesse: “Sono al governo per dare risposte giuste, non sono al governo per la mia parte politica, sono al governo grazie al popolo e per il popolo”.

Manca forse la tensione intellettuale degli anni 70, ma le tensioni sociali, oh, quelle ci sono tutte. Moltiplicate all’infinito. Perché la società dell’informazione è riuscita ad azzerare la capacità di elaborazione politica della critica dell’esistente, senza però spegnere le aspirazioni a volere di meglio. Con ogni mezzo necessario.

Una parte di questi compagni - come Sofri quando era Sofri, Liguori quando era Liguori, Lerner quando era Lerner e non erano ancora diventati organici al sistema da abbattere – ha scelto di dire di no.

Sono imbarazzanti? Forse. Non guadagnano miliardi come Totti, non hanno delle tette da paura come la velina di turno, non scopano in pubblico come i grandefratellastri, non vanno a ballare da Briatore tra un orfanotrofio e l’altro, non sfilano alle manifestazioni per la pace salvo poi votare per la guerra.

No, loro – dopo aver accertato che il voto non serve a niente, che le manifestazioni sono passerelle per quell’aborto che si insiste a chiamare sinistra radicale parlamentare – hanno deciso , sulla loro pelle, con gesto folle e temerario di passare ai fatti.

Perché?

Nessuna legge sul conflitto d’interesse, non dico ai tempi del primo governo Prodi, ma nemmeno ora. Le missioni vengono rifinanziate a raffica, il nostro territorio ceduto per consentire a truppe terroriste di continuare a seminare morte, guerre civili e a violare la nostra sovranità.

Abbiamo così completamente abdicato al nostro passato di combattenti per la libertà da mettere sullo stesso piano le stragi naziste alla resistenza comunista nei Balcani, e invece di tacere quando ce lo fanno notare, minacciamo di ostacolare l’ingresso in Europa della Croazia.

Certo, è vero, esiste un popolo in Italia che non si solleva in armi. E come alternativa non hanno un governo di sinistra ma il Gabibbo, compra a rate ciò che non può permettersi, lavorerà fino a 70 anni se ha un lavoro e non entrerà a lavorare fino a 40 se è disoccupato, che andrà in giro per il mondo ad uccidere o a farsi uccidere e che invece di vivere, continuerà a sopravvivere.

Postato Giovedì, 15 Febbraio 2007 alle 23:07 da molotov

Ci spiegasse 'molotov' in cosa è perchè dovrebbe essere più meritorio nascondersi in una 'fratta', e assassinare una o più persone indifese, giudicate 'degne' di pena di morte al di fuori di qualunque giustizia, proletaria o borghese, e fregandosene di e contraddicendo il  detto (poi magari a parole 'pacifisticamente' condiviso dallo stesso 'molotov') "Nessuno Tocchi Caino" ...

Pubblicato il 16/2/2007 alle 10.57 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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