Blog: http://lapsus.ilcannocchiale.it

Difesa della Razza e Lotta di Classe.

L'ho scritto, e continuo a ripeterlo, che il mio pensiero, messo qui, è provvisorio e contradditorio.

Non puo' che essere così, temo, per chiunque si provi 'a freddo', e cercando di sgomberare il terreno dalle 'palle', dalle mine ideologiche e fideistiche, a ragionare sulla Guerra, e sul suo presupposto originario: la Violenza interumana.

Ripensando all'articolo di Giorgio Bocca riportato qui ieri, mi viene ad esempio da chiedermi: considerare il popolo afgano (qualunque popolo) come 'intrinsecamente', 'storicamente', 'per natura' incapace di vivere senza la guerra, non è - questo - un PENSIERO RAZZISTA?

I montanari europei dell'uno e dell'altro versante delle Alpi si sono scannati per millenni, e da questo ne consegue che gli europei, o i singoli popoli alpini, sono 'per natura', 'per storia', 'intrinsecamente' incapaci di vivere senza spararsi addosso?

Certo, se si ragiona 'alla Sigmund Freud', non si puo' non tener conto della natura umana, della sua storia evolutiva, di pulsioni, istinti, inconscio, e difficoltà - ma di TUTTA L'UMANITA' - a lasciarsi 'imbrigliare' dalla Civiltà, e a risolvere 'pacificamente' l'erompere di angosce assassine e omicide (suicide).

Non è questo il contesto entro cui ragiona Giorgio Bocca, e chi come lui protesta contro la (nuova, ennesima, inutile) guerra.

In origine c'era la Razza, o l'Italianità, o la Slavità (non so se si dice così, ma ne ho sentito di tutte da chi si è in questi giorni arrampicato sui vetri per farci ingoiare l'amara pillola delle verità sulle Foibe istriane) e altre 'palle' simili, per un intero secolo perfino sostenute da una forzata lettura del Pensiero Scientifico (si pensi a Darwin), e da 40-50 anni, per nostra fortuna, senza più un briciolo di quel sostegno (nonostante periodici tentativi, anche attuali, di piegare la scienza, la genetica, le neuroscienze in senso razzista).

Di Razza Giorgio Bocca qualcosa sa, dal momento che ne ha scritto convinto in sua difesa da adolescente, cambiando poi coraggiosamente e saggiamente idea.

Per sostituirla con quale altra Idea?

L'Idea di Classe?

Classe, Sangue, Razza... non hanno però una matrice comune? Non sono state per secoli categorie comode a sancire e mantenere al Potere i gruppi sociali ed etnici 'vincenti' ? (all'epoca romana ad esempio, era 'classe' il sangue, ma è anche vero che Roma deve la sua stessa origine leggendaria a un'associazione multi etnica, e che gli Equites erano tali per meriti di guerra, e sui 'veterani' si è fondato per 500 anni l'Impero Romano)

E quando la Classe 'vincente' è diventata quella Operaia, è cambiato qualcosa? O non è invece successo che, come sempre, la vera Classe 'vincente' sia stata anche allora, in Russia prima, in Cina poi, quella dei capi militari che quella 'vittoria' avevano conseguito?

E a questo si dovrebbe prestare attenzione oggi che la Guerra è tornata a dominare il campo, a tutto campo.

Al suo 'generare' una 'classe' di Potere che quel potere incamera e detiene proprio in forza del suo 'saper' fare la guerra.

Chè oggi la Guerra è cosa molto simile alla ben nota (agli Italiani, specie al Nord) Grande o Prima Guerra Mondiale. perchè, oltre che inutile, è guerra aspra, di 'trincea', eterna, mai terminata (e 'quella' guerra infatti non fu vinta da nessuno, bensì perduta da tutte le Potenze partecipanti, a parte gli USA, e la 'sconfitta' di una parte così come la 'vittoria' dell'altra fu un fatto 'politico', non militare)

ma è anche guerriglia,

ma è anche guerra super tecnologica, dove la sproporzione tra la 'potenza' delle armi e dei sistemi di attacco-difesa, compresa l'Intelligence, 'occidentali' e quella di chi a loro si contrappone è abissale ...

... e però questo non toglie che sulle montagne afgane muoiano a migliaia dall'una e dall'altra parte (e chi muore non è il più sfortunato, perchè poi ci sono i mutilati di guerra e i 'reduci' (dopo la Prima Guerra Mondiale i principali sostenitori di Mussolini e di Hitler) e - come è regola dalla II GM in poi, la popolazione civile martoriata da bombe, autobombe e mine).

Quel che voglio dire è che neppure le argomentazioni di Giorgio Bocca sono completamente convincenti nel dirci PERCHE' OGGI NON DOVREMMO SOSTENERE UNA GUERRA CONTRO CHI (COL TERRORISMO, MA ANCHE 'SUL CAMPO') MINACCIA LE TRISECOLARI CONQUISTE DELLE DEMOCRAZIE (OCCIDENTALI, MA NON SOLO, BASTI PENSARE AL GIAPPONE).

e, nello stesso tempo, SONO ANCHE TROPPO CHIARE LE RAGIONI PER CUI LA GUERRA E' PIUTTOSTO DA RIFIUTARE CHE DA ACCETTARE E PROMUOVERE.

Resta il dubbio quando la GUERRA si presenta come INEVITABILE: perchè NON E' DEL TUTTO VERO che LA GUERRA NON HA MAI NELLA STORIA UMANA RISOLTO ALCUN 'CONFLITTO'.

Si potrebbe sostenere che senza la guerra e le guerre ci troveremmo ancora in pieno Medio Evo, come tante altre popolazioni e culture  del Globo.

Ma CHI giudica quando e perchè una guerra è inevitabile, oggi, in un mondo che si vuole 'democratico' ?

Un'idea - lo so - sciocca e ingenua, ma semplice - sarebbe che QUALUNQUE GUERRA, PRIMA DI ESSERE INIZIATA, VENISSE SOTTOPOSTA A REFERENDUM, E NON UNA, MA ALMENO DUE VOLTE, CON UN INTERVALLO TEMPORALE TRA L'UNA E L'ALTRA VOTAZIONE.

Dice: ma intanto 'quelli' la guerra la fanno a noi!

Vero (forse). Ma la Tecnologia oggi consente anche di guadagnare e tenere 'tempo' perchè si mediti bene quel che si fa, e non è -forse- necessario che quel tempo venga trascorso in trincee scavate in valli 'nemiche'.

Perchè QUESTO per me rimane il punto, dalla Prima Guerra del Golfo a oggi: che ci viene chiesto di partecipare, anche se 'per la pace' e per ora solo 'volontaristicamente', ma poi, a noi Cittadini di questa Repubblica (italiana e globale) viene negata ogni possibilità di esercitare fino in fondo il 'potere democratico' - una testa un voto - proprio quando sarebbe più necessario.

PS

Ho letto, e suggerisco di leggere Contrordine, compagni

E, PS al PS, finalmente ho capito come ragiona il segretario dei Comunisti Italiani (che come me fantastica sulla I GM), ma forse avrebbe preferito che a 'vincerla' fossero stati il Kaiser e Franz Joseph

“Sin quando si continuerà a voler parlare della Venezia Giulia come di una regione italiana, senza accettarne la realtà di un territorio abitato da diversi gruppi nazionali e trasformato in area di conflitto interetnico dai vincitori del 1918, incapaci di affrontare i problemi posti dalla compresenza di gruppi nazionali diversi, si continuerà a perpetuare la menzogna dell'italianità offesa e a occultare (e non solo a rimuovere) la realtà dell'italianità sopraffattrice”.

Qui: http://siro.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1366390

Pubblicato il 16/2/2007 alle 9.33 nella rubrica Psicologia e Guerra.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web