Blog: http://lapsus.ilcannocchiale.it

BR tra Attuale e Inattuale sul Blog Trotter

Uno dei luoghi virtuali dove la discussione, da anni, è più accesa (se la si puo' chiamare 'discussione') sui temi 'politici' è il Blog Trotter, di Leonardo Coen, sul sito Repubblica.it

Ne ho scritto ripetutamente in passato, ne ho fatto perfino un Monitor a suo tempo

Tanto per curiosità, mentre cerco l'articolo di Giorgio Bocca, su l'Espresso, mi limito a riportare l'articolo proposto alla discussione da Leonardo Coen, e il primo commento.

Citazione
Mercoledì, 14 Febbraio 2007
Memorie di un passato che incide sull’oggi

    Gli amici russi mi hanno chiesto: “Cos’hanno in comune queste “nuove” Brigate Rosse con le prime Brigate Rosse (salvo la scelta del terrorismo)?”. Loro sanno poco, ma in questi giorni la tv e i quotidiani hanno parlato molto degli arresti in Italia. Tuttavia, non sono sprovveduti, conoscono i nomi di Curcio e Franceschini, i fondatori delle Br, qualcuno ha visto persino il film sulla morte di Moro. Qui a Mosca mi ero portato il libro autobiografico di Prospero Gallinari, classe 1951, che s’intitola “Un contadino nella metropoli” (Ricordi di un militante delle Brigate Rosse), edito da Bompiani Overlook, 2006, Euro 17. Gallinari, indicato come secutore materiale del delitto Moro, venne catturato e ferito gravemente durante una sparatoria con la polizia nel settembre del 1979 (è stato condannato a tre ergastoli, dopo 17 anni ha usufruito delle detenzione domiciliare per ragioni di salute). Nella geografia dei brigatisti, Gallinari è sempre stato descritto come un “duro”, uno che non ha mai voluto rinnegare gli anni dell’esperienza “combattente”.

      Grazie all’operosità di un interprete, ho letto agli amici di Mosca un paginetta e mezza del libro di Gallinari. Ho scelto appena dopo l’inizio, quando Gallinari spiega come è diventato “di sinistra”: “Sono vissuto a Reggio, una città che non vive solo di agricoltura e lavoro. Anzi, Reggio è una città che ha attraversato il suo ‘900, come si dice, in grande stile. Le cooperative come primo organismo sociale e collettivo dei contadini, le lotte del bracciantato e dei mezzadri, la Resistenza alle pagine buie del fascismo e della guerra, la politica con la P maiuscola: significati e storie che sono state il latte con il quale questa terra ha nutrito i suoi figli. E con i quali sono stato allattato anch’io”.

     “Infatti, l’altro grande elemento di formazione della mia adoloscenza è legato alla relazione intrattenuta con quei vecchi comunisti che ho avuto la fortuna di incontrare e di conoscere”.

      “Tutte persone, vicini di casa o parenti che, nella maggior parte dei casi, erano ex combattenti partigiani. Forse faceva parte del mio essere, del mio DNa, del mio carattere, non so; ma sta di fatto che, in adoloscenza, i rapporti più intensi li ho vissuti proprio con persone di età ben differente dalla mia. Sembravano persone anziane, a me che ero bambino o appena ragazzo. Ma in realtà si trattava di uomini e donne che, allora, non avevano più di 40-50 anni”.

     “In ogni caso, erano prodotti della Resistenza. Soggetti che avevano combattuto in prima persona meno di vent’anni prima. Molti di loro risultavano ancora contadini, o passati da poco, con le trasformazioni economiche e sociali del dopoguerra, al mestiere dell’operaio. Altri, invece, avevano decenni di fabbrica sulle spalle, e portavano con sé glorie e disagi di un passato come operai delle Reggiane, la più grande industria metalmeccanica della regione emiliana che, sin dal primo dopoguerra, aveva vissuto anni di lotte durissime destinate a segnare la vita della città. E’ da lì, da queste relazioni e da questi rapporti, che ho conosciuto e avvicinato la politica. Avevo dodici anni e, secondo gli usi del tempo, iniziai come pioniere. Diffusore del “Milione”, giornalino dei giovanissimi del PCI, per passare poi alla distribuzione dell’”Unità”. Ero al termine delle elementari, allorchè iniziai a frequentare i compagni, non solo in qualità di amici o vicini di casa ma in quanto persone che incontravo nella sezione, o la Casa del Popolo. Spesso compagni molto giovani, ma pur sempre più grandi di me e già iscritti da tempo nella Federazione Giovanile, la FGCI. Avvicinarsi alla politica fra gli undici e i dodici anni è stato perciò (e penso lo sarebbe stato per chiunque a quell’età) quasi un gioco, un modo divertente per guadagnare un’identità e contrapporsi all’altra realtà qui da noi comunque viva e fulgida: quella della chiesa, della religione. Realtà che poi non era solo spirituale, ma anche politica, visto che, nella maggioranza dei casi, parrocchia significava anche luogo di propaganda e proselitismo democristiani soprattutto verso i giovani. Ovviamente, a causa della differenza di anni, la complessità politica e sociale di quella contesa era destinata a sfuggirmi. uel che restava era solo un a specie di versione giovanile dei racconti di Guareschi con i personaggi di Peppone, il sindaco comunista, e Don Camillo, il parroco democristiano. Ne era un esempio certamente la battaglia culturale che organizzavamo il sabato pomeriggio. Il giorno precedente la festa comandata, il parroco chiamava regolarmente i ragazzini alla confessione e alla comunione, mettendo a disposizione, come aggiunta allettante, il campo di calcio. Noi rispondevamo con le sale dei biliardini, con la proiezione dei film di Stanlio e Ollio, cercando in questo modo di contrapporci alla religione e alla chiesa. La tattica era quella di appendere le locandine dei film lungo le strade che, diretti, alla chiesa, i ragazzini erano obbligati a percorrere. L’obiettivo, manco a dirlo, era quello di deviare la loro meta, facendoli incontrare col divertimento laico e comunista. A volte si vinceva”.


Come mai su questo blog la qualità degli interventi si distingue da quella di diversi altri blog de La Repubblica lo capisco - diciamo che si tratta di magnetismo, presumo.
Tuttavia nel leggere i commenti si respira una lieve aura di inconfondibile sapore. In queste dolce e fresche acque, infatti, si coltiva proprio il seme del terrorismo brigatista. Un terrorismo intelligente, che chiama le strade di Bologna “territorio nemico” e i Vigili Urbani “forze ostili”. In questo Risiko da corsia della neurodelirii, persone che vogliono cambiare il mondo ispirate dai piu alti ideali pacifisti e anticapitalisti (dell’ epoca di Charles Dickens) si ritrovano in circa una dozzina a piantonare delle sonnachiose strade di Bologna per fare che? Sparare alla schiena alle spalle di un oscuro professore bolognese che va a giro in bicicletta, disarmato, e il cui ruolo nelle vite degli italiani era cotanto ciritco e decisivo che il suoi nome, prima che gli sparassero alla schiena, non c’era un solo italiano che lo conoscesse.
Portato agli altari della notorietà dal coraggio che lo ha impallinato alla schiena mentre se ne andava in giro incautamente disarmato, si ritrova in compagnia di un altro burocrate altrettanto sconosciuto che questa volta venne affrontato da una altra dozzina di brigatisti che ora, per far le cose meglio, gli spararono in due o tre, con due o tre armi.
Va da sè che queste truppe si pensano come “avanguardia del proletariato” - il che invero mi rammenta una frase de “Il Dio Che Fallì”: “ci credevamo avanguardie di una rivoluzione imminente, eravamo solo le retroguardie di una battaglia perduta”.
Cani sciolti bravi a sparare ad uomini disarmati presentandosi alle loro porte in diciotto.
E lo sapete da cosa desumono la ipotetica popolarità delle loro battaglie? Da ambientazioni e milieu proprio quali i commenti di questo forum.
Gli alti lai li sento. Ah ma non è vero che si è brigatisti se si è come noi. Certo che non è vero: voi siete le cheerleaders del brigatismo. Sventolando pennacchi a manifestazioni che ricordano quelle dei viados a Brasilia teletrasmesse in mUndovisione, fate il tifo per una partita che si svolge altrove e viene giocata da altri. Dove? Davanti ai vostri occhi.
Perchè certo, voi non siete preconcetti antiamericani: voi odiate solo il presidente eletto dal popolo americano, odiate solo il libero mercato su cui si basa la economia americana, odiate solo l’individualismo (in quanto “opposto” al comunismo, nella vostra percezione basata sulla VULGATA marxista) sul quale si basa la filosofia di vita americana, odiate solo i prodotti che vengono fatti dalle mani del popolo americano, odiate solo gli eserciti dove si arruolano uomini e donne americani, odiate solo il cibo che mangiano gli americani, odiate solo il modo in cui si veste il popolo americano, odiate solo il modo in cui parlano gli americani, e fra tutti gli incidenti al mondo che succedono ogni giorno voi vi ricordate solo di quelli che hanno coinvolto in due occasioni degli americani - ma che non si abbia a sospettare che, sol per questo, voi dobbiate essere fraintesi come antiamericani. Giammai.
Voi non siete antisionisti preconcetti: voi odiate solo Israele dove gli ebrei stanno, odiate solo l’esercito di Israele dove gli israeliani si arruolano, odiate solo i governanti democraticamente eletti dal popolo israeliano - ma non per questo siete anti israeliani.
Voi non siete per la dittatura - voi vi opponete alla pena di morte per Saddam Hussein, e il fatto che non vi ricordiate che ogni giorno vengono giustiziate decine di persone senza processo e non marciate affatto per loro non significa che la vostra è solo, parafrasando von Clausewitz, una prosecuzione della guerra con altri mezzi.
Voi invece siete pacifisti. E che non la si pensi diversamente osando dire che non lo siete solo perche ogni tanto distruggete qualche centro commericale, o perchè vi dimenticate che dopo la prima guerra mondiale Wilson, che le pose fine con sangue americano, e ritirò quelle truppe, lo fece solo per vedere che dopo 20 anni noi ne avevamo gia cominciata una altra di guerra mondiale. E gli americani rimandarono le truppe, e quando risolsero anche questa nostra altra guerricciola, stavolta non fecero come con Wilson, le truppe le tennero: o saremmo gia stati a farne una terza con la Russia. E se da quando le truppe tengono l’ Europa ha avuto sotto l’egida NATO i suoi UNICI 70 anni di pace perpetua dopo 4000 anni di guerre PERENNI sul suo suolo, in considerazione di questo le basi militari le si dovrebbe voler tenere se si fosse veramente pacifisti. Ma, voi dite, è proprio perchè siete pacifisti che non le volete. C’è sempre un altrove da incolpare: e mentre i brigatisti sparano alla schiena della gente e mandano volantini di rivendicazione, va da sè che i proiettili non erano loro, e i grilletti nemmeno: erano quelli della “strategia della tensione”, ottimo alibi spendibile per tutte le stagioni da coloro per il quale il sangue non basta mai per lavare le strade italiane.
E così voi non siete mica brigatisti. Voi inneggiate solo all’ odio verso l’oppositore politico, all’ odio verso gli Usa, all’ odio verso Israele, all’ odio verso il G8, all’ odio verso tutto ciò che non fa sciopero generale, all’ odio verso tutto ciò che la pensa diversamente, all’ odio verso le forze dell’ ordine, imbevete i vostri linguaggi di bestemmie e insulti. Ma che non si abbia a pensare che, facendo questo, voi coltivate il terreno di coltura brigatista. Giammai.

Postato Giovedì, 15 Febbraio 2007 alle 09:31 da A*********

PS

Riporto anche questo commento, sempre su Blog Trotter, che, avendo appena ascoltato su Tv.Repubblica.it come viene 'lanciato' l'evento mediatico di domani a Vicenza (roba da Circo Massimo, nell'Antica Roma, e poi c'è ancora chi 'si stupisce' o 'straluna') mi sembra 'calzante'

“Benvenuti in una nuova epoca della storia italiana del ventunesimo secolo. Un’epoca di ritorno. Benvenuti nella Nuova Strategia della Tensione. Il risultato elettorale, le accuse di brogli, le pressioni su Ciampi, l’arresto di Provenzano.
Era solo l’inizio.
Stanno tornando la conflittualità sociale, il brigatismo, il Varietà, la violenza negli stadi, le grandi tragedie, la cronaca nera, i politici ammazzati.
Una sola grande differenza, rispetto agli anni settanta. Al posto di quella cappa plumbea che ti toglieva il respiro come lo smog e che decolorava le giornate di allora, una lucentezza smagliante, un nitore da Mastro Lindo, un’immagine in 16:9, un’eleganza da Armani-Nobu.
Benvenuti nella Nuova Strategia della Tensione nell’era dell’intrattenimento.

Postato Mercoledì, 14 Febbraio 2007 alle 22:02 da a***

Pubblicato il 15/2/2007 alle 10.38 nella rubrica Psicologia e Guerra.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web