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Farsesca velleita', replicanti, disprezzo. E' Parlato.

Non cadere in tentazioni

Valentino Parlato

il manifesto, 13 Febbraio 2007

Oggi, è scontato, la maggioranza dei giornali italiani avrà in prima pagina il ritorno del terrorismo, delle Br e di tutto il resto. Ho la massima fiducia nei magistrati che conducono l'inchiesta, anche se il blocco di cinque giorni, prima dei quali gli imputati non potranno parlare con i loro avvocati, mi sembra un peggioramento dell'antica legge Reale, che già non era uno scherzo.

Ma interroghiamoci sul serio: è possibile e credibile nell'attuale contesto un ritorno alle Brigate rosse e della stagione del terrorismo? Non lo credo affatto e, rifacendomi a un vecchio detto che è diventato un abusato luogo comune, mi viene da dire che se la stagione delle Br e del terrorismo fu una tragedia, adesso siamo alla farsa. Una farsa che può anche minacciare uccisioni, ma solo e soltanto una farsa. Il contesto politico, sociale e anche culturale, non dà più spazio a speranze o velleità di uno stravolgimento dello stato delle cose esistente con la violenza, non di massa, ma di singoli o di gruppi che non sanno più in che anno viviamo.

Quindi? Quindi bene che i magistrati abbiano bloccato (spero sia davvero così) la farsesca velleità di violenza, che poteva e può anche essere omicida, ma teniamo la testa fredda e non ci facciamo catturare dai mediocri replicanti delle Br (e anche le Brigate rosse non erano gran cosa e furono estremamente dannose all'Italia e anche a quella che allora era la classe operaia). Certo alcuni di questi presunti o velleitari terroristi sono iscritti alla Cgil o alla Fiom, ma questo non può assolutamente ledere il prestigio della Cgil o della Fiom.

Teniamo la testa fredda e non diamo credito e spazio a questi presunti replicanti e ai veri nemici di classe, che faranno di tutto e anche il contrario di tutto per far pagare a chi lavora, al mondo vario e crescente del precariato la farsa dei nuovi terroristi.

Già oggi vedremo Berlusconi e i suoi accoliti chiedere ordine e disciplina. Chiederanno che a Vicenza dovrà esser proibita la manifestazione di protesta per ragioni di sicurezza. Chiederanno e faranno di tutto per imporre un blocco a tutte le manifestazioni di protesta. Viene da dire che quel che si sta facendo negli stadi sia solo - per le destre - una anticipazione di quel che si vuol fare in tutte le piazze d'Italia.

Da parte nostra è netta la condanna, e aggiungerei il disprezzo per i presunti epigoni di una stagione lontana e sconfitta; ma ancora più forte deve essere - come si diceva una volta - la vigilanza contro tutto quel che i poteri indeboliti, ma ancora forti, tenteranno di realizzare per limitare la libertà e le lotte.

Dall'attuale governo ci aspettiamo una presa di posizione chiara e netta: dia corso - ma nel rispetto delle regole democratiche, come la magistratura sia rispettosa del garantismo - all'accertamento delle responsabilità di coloro i quali si sarebbero stoltamente ubriacati. Ma non ceda un passo all'offensiva dei tanti che chiederanno più polizia e limitazioni delle libertà e dei diritti costituzionali. Ne va della tenuta democratica di questo paese, che di partecipazione e dissenso ha un'enorme bisogno.


http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/13-Febbraio-2007/art8.html

Pubblicato il 14/2/2007 alle 10.39 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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