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Il presunto consenso scientifico attorno al riscaldamento globale sarebbe frutto di un’illusione ottica...

e se fosse così, quello che ho appena scritto, nel diario di oggi, varrebbe anche per una Ecologia possibile, implicita di una Sinistra possibile:

ovvero, una Sinistra dell'Impossibile, in questo caso 'ecologica', di fatto, spingendo oltre ogni limite lo spostamento del 'baricentro' politico economico globale, e utilizzando in tal senso, come 'mezzo', il terrorismo para scientifico mal suffragato da autodefinentisi 'esperti di climatologia o di quant'altro, finirebbe e finirà per produrre l'esatto OPPOSTO

ovvero, in assenza di verifiche, conferme e anche popperiane falsificazioni delle sue catastrofistiche ipotesi, finirà per ingigantire il menefreghismo globale sul clima, sul rapporto uomo-natura eccetera eccetera....

Riporto da happytrails.ilcannocchiale.it

Allarme preventiva sul clima in base a un rapporto che non c'è

Da Il Foglio, 3 febbraio 2007

Ieri è stata presentata a Parigi la sintesi della parte scientifica del quarto rapporto del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc). Per il contenuto e il momento in cui viene diffuso, il documento mette sotto ulteriore pressione i paesi occidentali. Esso afferma che, rispetto al passato (l’edizione precedente risale al 2001), è divenuto più chiaro il contributo dell’uomo all’effetto serra (ritenuto “molto probabile” per “la maggior parte” del riscaldamento osservato), e che i cambiamenti a cui stiamo assistendo sono preoccupanti e drammatici: “l’evidenza paleoclimatica suggerisce che il riscaldamento dell'ultimo mezzo secolo non ha termini di confronto almeno negli ultimi 1300 anni. L’ultima volta che la regione polare è stata significativamente più calda di adesso per un periodo di tempo abbastanza esteso (circa 125 mila anni fa) la riduzione del volume dei ghiacci artici ha portato a un aumento del livello dei mari tra 4 e 6 metri”. In assenza di interventi aumenterebbero intensità e frequenza degli eventi estremi: ma anche se la comunità internazionale si rimboccasse le maniche, “il riscaldamento antropogenico e l’aumento del livello dei mari continuerebbero per secoli a causa della scala temporale associata coi processi e i feedback climatici”.

La presentazione del documento è l’ultimo atto di una escalation allarmistica politico-mediatica che va dalla pubblicazione del rapporto Stern all’esordio cinematografico di Al Gore (addirittura candidato da due parlamentari svedesi al premio Nobel per la pace). Tuttavia, non sono mancati i critici. Qualcuno sottolinea come, a dispetto dei toni da fine del mondo, previsioni come quelle sull’innalzamento del livello dei mari abbiano ridimensionato le stime precedenti: si parla di 18-59 centimetri nel 2100, contro i 9-88 del rapporto precedente. Del resto, uno studio del Cnr mostra che, almeno in Italia, quest’inverno non è stato il più caldo ma è superato dal 1926 e 1987, e seguito dal 1898. Altri si concentrano sulle modalità perlomeno singolari di presentazione del documento: “il testo integrale del rapporto non sarà disponibile fino a maggio – attacca Steve McIntyre, lo studioso che assieme a Ross McKitrick ha demolito il famoso grafico a mazza da hockey, su cui si basano le previsioni più pessimistiche sull’aumento della temperatura globale – Quindi, non ci sarà alcuna possibilità per i lettori esterni di verificare la fondatezza di quanto viene detto”. In passato l’Ipcc è stato accusato di manipolare le sintesi politiche, enfatizzando gli aspetti più catastrofisti e sminuendo le incertezze. L’impossibilità di confrontare la sintesi col rapporto integrale proprio nel momento di massima esposizione mediatica è una mancanza di trasparenza senza precedenti.

Proprio le presunte distorsioni nel processo Ipcc – un organismo delle Nazioni Unite con seicento autori da quaranta paesi – hanno causato l’abbandono di scienziati come il meteorologo del Mit Richard Lindzen e l’esperto di uragani del Noaa Chris Landsea, e hanno attirato le dure critiche della Camera dei Lord, che al termine di un’indagine conoscitiva ha accusato l’Ipcc di faziosità. David Henderson, ex capoeconomista dell’Ocse, ha detto che “l’ambiente dell’Ipcc non è del tutto competente, né adeguatamente rappresentativo”. Insomma: l’Ipcc potrebbe essere una burocrazia autoreferenziale, i cui difetti vengono esacerbati dall’editing politico delle sintesi. Se questa accusa dovesse rivelarsi fondata, allora il presunto consenso scientifico attorno al riscaldamento globale sarebbe frutto di un’illusione ottica. La decisione di presentare la sintesi con tre mesi di anticipo sul rapporto non contribuisce a dissipare questo sospetto.

E poi: CHI E' RESPONSABILE DEL RISCALDAMENTO INTERPLANETARIO ?!?

Su Newton una ricerca sui cambiamenti degli altri pianeti
L'effetto serra? C'è anche su Marte
Temperature in crescita anche su Giove e Saturno, uragani e sconvolgimenti climatici: tutta colpa del Sole
   
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/02_Febbraio/02/newton.shtml

Pubblicato il 3/2/2007 alle 16.18 nella rubrica Sviluppo (in)sostenibile.

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