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Questo. Condivido e sottoscrivo.

Quell'odierna etica borghese, il cui meccanismo social-umanista,
sempre molto comprensivo nei vandalismi ottemperati dai nuovi
nazisti, pretende, di imporre agli ebrei di perdonare o di non
combattere coloro che, anche oggi vorrebbero sterminarli, senza
comprendere che è possibile e sicuramente anche auspicabile, saper
perdonare quello che si riceve personalmente, ma quando questa arte,
questa politica! del perdono la si vuol imporre a un popolo, che è
stato assassinato, per 1/3 dei suoi componenti e, che oltretutto
ancora oggi viene oltraggiato sulla base razziale, e minacciato di
distruzione, allora ci si rende complici degli assassini, e come
tali si deve essere giudicati dalla storia.


http://italiasvegliati.ilcannocchiale.it

E anche questo:

Ricordiamo anche i 500.000 Rom e Sinti, uniti agli ebrei nell'orrore, torturati, gasati, bruciati insieme agli ebrei.
Gli unici tre popoli che in Europa non hanno mai fatto guerre, assassinati.


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E Fassino riprende le parole di Giorgio Napolitano:

«Occorre una battaglia culturale contro le nuove minacce a Israele che si esprimono nell'ostilità all'esistenza di Israele, nell'antisionismo, nell'antiebraismo, nel negazionismo storico di chi cerca di accreditare l'idea che la tragedia di 60 anni fa non sia mai avvenuta». «Sappiamo che questi fenomeni», ha aggiunto Fassino, «periodicamente riemergono e che le tragedie di 60 anni fa non hanno ammonito l'umanità a liberarsi definitivamente dalla mala pianta dell'antisemitismo. Abbiamo il dovere di far sì che il popolo ebraico non si senta più oppresso e perseguitato come è stato nel corso di troppi secoli».

http://www.corriere.it

Pubblicato il 27/1/2007 alle 12.29 nella rubrica Diario.

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