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La tripletta Vicenza, Kabul, Sigonella per far cadere il governo.

E Aprile mormorò: "Non passa lo Straniero!"

Prodi ha scavalcato anche Parisi che prospettava un referendum. Ha agito in modo autonomo scavalcando tutte le istituzioni e questa non è democrazia. Ha fatto cadere ogni fiducia in lui. Da oggi non è più credibile
Il suo modo di fare è totalitario come lo era quello di B
E ora?
Per Aviano si denunciò il governo USA, su una sentenza della Corte di Cassazione per cui un gruppo di cittadini può querelare il governo di un altro paese per violazione della sovranità
La nostra Costituzione consente infatti rinunce a porzioni di sovranità, ma “solo” se c’è reciprocità. Ma con gli USA non cìè mai stata reciprocità
(Quante volte ho sentito leghisti invocarla per le moschee, perché ora essa non vale per il territorio?)
La denuncia c’è stata e B l’ha messa in un cassetto, ma l’udienza è fissata a Pordenone per il 23 marzo 2007. Facciamo lo stesso per Vicenza! Noi cittadini italiani rivendichiamo la sovranità sul nostro territorio che Confindustria e Prodi hanno calpestato!

http://www.aprileonline.info/1459/basi-usa-raddoppiera-anche-sigonella

Ma se davvero la base dovesse raddoppiare c’è già un senatore pronto a votare «sì», cioè Francesco Cossiga: «Visto che l’Europa difende nessuno, neanche se stessa, meno male che ci pensano Usa e Gran Bretagna».

R. Zuc.
Corriere della Sera, 25 gennaio 2007

Già, l’Europa non (la) difende nessuno ...

Il punto è però capire qual è l'oggetto del contendere.

Personalmente, da quando ho iniziato a scrivere questo blog, all' inizio della seconda guerra in Iraq, ho sempre pensato e insistito a pensare che l'Italia, in funzione della propria recente storia bellica e fascista, e dell'Art. 11 della Costituzione che si è data dopo la Liberazione del 1945, e anche l'Europa, dopo mezzo secolo di guerre mondiali una più inutile e sanguinosa dell'altra, avrebbero fatto bene a dichiararsi, in ogni conflitto in atto sul Globo, NEUTRALI.

C'è un però... ed è quello che se una Democrazia vuole difendersi da chi la vuole distruggere (come sosteneva già Jean Jacques Rousseau) deve pur dotarsi di Forze Armate... e se l'attacco arriva... che fa? Manda a morire Americani e Inglesi?

E poi, diciamolo, non è che la neutrale Svizzera, modello eventualmente da imitare, goda di eccessive simpatie in Europa, e in particolare a sinistra.

Tener fermo l'Art. 11 della Costituzione, comunque, sarebbe stato e sarebbe un modo non estremistico (alla 'nessuno tocchi Caino') per tenersi fuori dai conflitti mondiali in corso e futuri, creando al tempo stesso un'area - italiana e in prospettiva europea - libera di muoversi a 360 gradi per promuovere la 'pace nel mondo'.

Nei confronti degli Usa, e dell'amministrazione repubblicana degli ultimi 6 anni in particolare, poi, ci sono una serie di più che legittime 'contestazioni': dalla strage del Cermis all'assassinio di Calipari.

E dunque, giusto sarebbe che un qualsiasi Governo italiano, di sinistra come di destra, bipartigianamente, decidesse di rinegoziare tutto ciò che concerne impegni militari comuni a Italia e Usa, ovunque nel mondo.

Ma è così? E' davvero questo l'oggetto del contendere e l'obiettivo della Sinistra 'radicale' ?

O non, piuttosto, come appare, una serie ininterrotta di veti, sempre più strillati, sempre più intimati? perfino sui PACS - che pure io vorrei vedere una volta per tutte approvati, e senza eccessive semplificazioni catto-politicamente corrette, - c'è un modo 'urlato' da parte della Sinistra 'radicale' che continua a 'sapere' sempre di più di bravata (nel senso dei 'bravi' di manzoniana memoria), di intimidazione (alla mafia anche ... ma con metodi mafiosi, parrebbe)

Ed il fine, lo scopo politico di tutto ciò quale sarebbe? Far cadere l'attuale governo avvicinerebbe il giorno della Pace nel Mondo? Avvierebbe una 'rinegoziazione' (che come dice la parola richiede un governo - in carica - che 'negozi' con la controparte)? Aiuterebbe l'Africa o sosterrebbe il popolo Palestinese, migliorerebbe le cose in Somalia (verso cui l'Italia ha più che pesanti responsabilità storiche) o in Libano (da cui, conseguentemente, la Sinistra 'radicale' chiederebbe - pure - il ritiro) ?

O non piuttosto servirebbe soltanto a coltivare il proprio orticello di proibizionismo spinto contro tutto e contro tutti, che 'sa' molto, troppo, di interdizione violenta a qualunque cambiamento, mentre al governo non resterebbe un indistinto 'partito democratico-neo-cristiano', o italo-con, ma il puro e semplice ritorno di un centro destra che ha già dato prova per 5 anni di cosa è capace?

Non sarebbe meglio allora battersi per l'effettiva nascita di un partito realmente democratico, comprendente tutte le anime della sinistra italiana, 'storica' e più recente, dandosi dei tempi e dei programmi che garantiscano una durata agli sforzi via via esercitati per conseguire obiettivi di giustizia, anche sociale, e di pace?

Anche questa è 'memoria', anche questo è, sarebbe, rispetto per la memoria. Senza durata, tutto svanisce nella pura virtualità, che non è mai stato, che io sappia, il valore fondante della sinistra, in Italia e altrove.

Pubblicato il 25/1/2007 alle 9.35 nella rubrica Psicologia e Guerra.

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