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12 aprile 2007

Io non DICO, Faccio. Manifesto per l'Uguaglianza dei Diritti

matrimoniodirittogay.it  

I promotori e sostenitori del
Manifesto per l'Uguaglianza dei Diritti

sono lieti di invitarLa al Dibattito Pubblico


Io non DICO, Faccio


Trieste, 14 aprile 2007 ore 18 Teatro Miela
Piazza Duca degli Abruzzi, 3

Il riconoscimento della coppia di fatto,
il diritto al matrimonio civil
e indipendentemente dal sesso dei coniugi
e senza alcuna compressione dei diritti di genitorialità e adozione, può e deve essere garantito
da una legislazione analoga a quelle della Spagna, del Belgio, dei Paesi Bassi e del Canada.



Interverranno:

Clara Comelli, aderente al Manifesto e moderatrice del dibattito
Sergio Rovasio, ideatore e co-promotore del Manifesto
Francesco Bilotta, docente di diritto privato all'u
niversità di Udine
Christina Sponza,
aderente al Manifesto


all'iniziativa partecipano, tra gli altri:
Marco Gentili, membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani
Gianni Bertossi e Adriano Mazzucco, co-promotori Consulta triestina per la laicità delle istituzioni

-----

A seguire
in collaborazione con l'associazione culturale Acquolina
un rinfresco e lo spettacolo teatrale

La riserva

a cura di ACQUOLINA teatro

con Marilì Guassar, Scefranca Tacocorza, Clò Caramelli, Gela Razil-Onastavas
Realizzazione video Andaledam da Billaler

di Clara Comelli e Graziella Savastano

-----

PER SOTTOSCRIVERE IL MANIFESTO


 




permalink | inviato da il 12/4/2007 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 aprile 2007

Terrorismo spray

"A preoccupare - come scrive nell'editoriale di stamane l'Avvenire - è il brodo di coltura" nel quale cresce questo "terrorismo spray". "Monsignor Bagnasco è diventato un bersaglio sensibile - scrive il quotidiano di ispirazione cattolica - ma è mai possibile che viviamo in un Paese così eccitato ed eccitabile, così isterico e intollerante?"

http://www.repubblica.it/

Vero che non si smette mai di stupirsi e di imparare, anche nuovi abbinamenti di parole....

TERRORISMO .... SPRAY ....

Meno male che c'è chi la mette sul semiserio !!! Ovvero antologialiberale :

PERCHÉ SIAMO FAVOREVOLI AI MATRIMONI TRA CATTOLICI


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Como, circa un anno fa:

Como: si spara anche sui writer
by ansia Friday, Mar. 31, 2006 at 1:10 AM    mail:

GIOVANE FERITO DA VIGILE A COMO,IN CONDIZIONI DISPERATE.

E' appesa a un filo la vita di Rumesh xxx, 19 anni, originario dello Sri Lanka, da sei anni residente a Como con la famiglia. Un proiettile gli ha trapassato il cranio, dall'orecchio sinistro alla fronte: in serata e' entrato in sala operatoria in neurochirurgia, ma i medici non sanno se riusciranno a operarlo. Le sue condizioni sono considerate disperate.
Il giovane era alla guida di una Fiat Bravo che oggi
pomeriggio a Como e' fuggita all'intimazione dell'alt di una
pattuglia in borghese della polizia locale, di quello speciale nucleo creato dal Comune per combattere, in particolare, i writers, gli imbrattatori di muri. Non aveva la patente, il ragazzo, ma soltanto il foglio rosa, ed e' forse solo per questo che ha scelto di scappare. In macchina prima, a piedi poi. Ma il secondo tentativo e' finito in maniera drammatica: uno dei vigili, 39 anni, padre di famiglia, ha esploso un colpo con la pistola d'ordinanza e lo ha colpito alla testa. L'agente ha detto che il colpo gli e' partito accidentalmente, ma i carabinieri e il magistrato di turno, Mariano Fadda, da ore stanno ascoltando i testimoni, che delineerebbero un quadro quantomeno differente. Tanto che non e' escluso che il pm possa
prendere qualche provvedimento gia' nelle prossime ore.
Da quanto e' stato possibile ricostruire, l'inseguimento e' nato mentre l'auto con i cinque ragazzi - oltre al cingalese, c'erano quattro comaschi - scendeva verso la citta' lungo la statale per Lecco. I vigili avrebbero notato a bordo un giovane denunciato tempo fa per imbrattamento e avrebbero quindi deciso di fermare l'auto. Il 19enne alla guida, pero', non si e' fermato, e ha proseguito verso Como. All'incrocio con via Briantea, tuttavia, la Bravo ha dovuto fermarsi per il traffico, ed e' stata bloccata dall'auto dei vigili, che si e' scontrata con la loro. Gli agenti hanno fatto scendere i cinque e li hanno allineati contro il muro di un casa, ma Rumesh ha cercato di fuggire. Ha fatto pochi metri ed e' stato colpito.
''Sono molto scosso dall'accaduto - ha commentato in serata il sindaco Stefano Bruni - e sono molto vicino a due ragazzi (ferito e sparatore, ndr) ai quali in ogni caso la vita oggi e' bruscamente cambiata. Il controllo della sicurezza dei cittadini e del territorio e' costellato di rischi. Non conosco ancora la dinamica precisa dei fatti, ma nel grande dispiacere per l'accaduto esprimo, a nome mio personale e del Comune che rappresento, pieno sostegno agli agenti che quotidianamente operano sul territorio nell'interesse generale della convivenza civile''.(ANSA).


http://italy.indymedia.org




permalink | inviato da il 10/4/2007 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 aprile 2007

L'Incudine dello Stato (della Chiesa?) e la Stella a Cinque Punte (delle br?)

E' ormai acquisito da tempo un fatto sconcertante, e preoccupante.

Se qualcuno esprime opinioni contrarie alle Sante Alleanze (intese come quelle per fronteggiare Scontri di Civiltà e Guerre Sante di Altre Religioni)

e, come successo a Vicenza un mese fa, manifesta per disarmare queste Alleanze mettendone in discussione la Santità

puntualmente arrivano scoperte di covi e arresti e volantini e via col vento, con il Timbro a Cinque Punte

Come dire: questa è la Linea del Piave, cari signori Cittadini, la state superando, e Vi considereremo come Stranieri, rei di Insurrezione e Banda Armata.

Lo stesso si sta ripetendo in queste settimane, in un campo diverso, ma che col primo ha qualche punto in comune, il Fondamentalismo, che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana non manca di utilizzare come Marchio da applicare a Infedeli, o fedeli di altre religioni, atei e dissenzienti,

Se Alti Prelati, addirittura l'intera Conferenza Episcopale Italiana, intervengono a BOLLARE come CONTRO NATURA, E DUNQUE BESTIALI, CONTRO RAGIONE E DUNQUE FOLLI i comportamenti e le scelte di chi non si riconosce nel concetto di 'natura' e di 'genere' dettato dalla cattolica dottrina,

se questi stessi Altri Prelati arrivano a PRESCRIVERE, ventilando pene che, in puro stile mafioso, non vengono rese esplicite, ma lasciate intendere, A CHI, CATTOLICO, PRATICA LA POLITICA, PROFESSIONAL,MENTE O MENO, SCELTE, COMPORTAMENTI, OBIEZIONI DI COSCIENZA E QUANT'ALTRO

tutto ciò si iscrive, in un Paese Laico e Democratico, nella piena LIBERTÀ' PER TUTTI I CITTADINI, E PER CIASCUN CITTADINO DI ESPRIMERE IL PROPRIO PENSIERO.

Ma se a questo punto qualcuno protesta, replica ad alta e pubblica voce che quelle prescrizioni in stile mafioso sono una VERGOGNA

ecco che ad un Alto Prelato viene affiancata una SCORTA, mentre un giovane presunto gay muore suicidato dal bullismo idiota, e criminale, ispirato proprio a quelle prescrizioni

e vengono evocate Leggi e Articoli di Legge, che parlano di VILIPENDIO CONTRO LA RELIGIONE... e norme affini e correlate

Ma non basta! A dare man forte all'ORDINE giungono puntuali i volantini e le scritte con il BOLLO DI STATO (in effetti molto simile a quello dei Monopoli), ovvero la solita STELLA A CINQUE PUNTE.

Per cui, adesso sappiamo che anche solo pensare che la Chiesa (C. A. R. ) NON sia LA fonte (unica, assoluta, rivelata da un dio) scientifica, filosofica, e nemmeno religiosa o di fede, per decidere cosa è e cosa non è 'naturale' o 'razionale'

ci espone all'accusa di Insurrezione Armata contro lo Stato...

Quale Stato ???????????

Ma quello della Chiesa, mi sembra ovvio

http://www.repubblica.it

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Da Religione e Legge, Vecchi Reati Ritornano...




permalink | inviato da il 10/4/2007 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

9 aprile 2007

Dalle gole dei giornalisti a quelle dei medici

KABUL - Dopo aver ucciso Adjmal Nashkbandi, arrivano nuove minacce dai taliban. Un portavoce dei militanti islamici ha fatto sapere che quattro medici afgani e il loro autista saranno uccisi se il governo Karzai non rilascerà i due comandanti taliban di cui era già stata chiesta la liberazione per salvare la vita di Adjmal.

http://www.repubblica.it

Ma per il fondatore di Emergency continua ad essere vero solo che da attaccare sono i servizi di Kabul ("gentaglia, tagliagole, assassini e delinquenti ... mettere in giro simili calunnie")

http://www.repubblica.it

Il retroscena
I sospetti degli inglesi sul mediatore
I punti oscuri della trattativa. Kabul e Londra volevano l'azione di forza
   
ROMA — L'impegno del governo prevedeva che fosse Massimo D'Alema, al rientro dalla missione in Libia, a fare nuove pressioni sulle autorità afghane per ottenere la liberazione di Rahmatullah Hanefi. Ma poi la situazione è precipitata con l'uccisione dell'interprete Adjmal Nashkbandi e soprattutto con le accuse pesantissime rivolte da Gino Strada.
Dichiarazioni forti contro Prodi e Karzai che rischiano di mettere in ulteriore difficoltà proprio il suo uomo di fiducia e di minare ulteriormente i rapporti tra Roma e Kabul. Perché adesso Hanefi sarà probabilmente messo sotto accusa dagli afghani anche per il ruolo svolto durante il sequestro di Gabriele Torsello. E perché la credibilità nei confronti della diplomazia e dell'intelligence del nostro Paese non sembra aver mai raggiunto un livello così basso come quello attuale.

http://www.corriere.it/

Vedi anche

UN SOLO COMMENTO

a parte la rabbia e l’orrore e il dolore per l’ennesima morte atroce subita da un innocente: Gino Strada fa sempre più schifo. E si esprime sempre più secondo codici mafiosi.
e relativi commenti
da ilblogdibarbara




permalink | inviato da il 9/4/2007 alle 14:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 aprile 2007

No comment

Mastrogiacomo, accuse dai servizi afgani
"Il mediatore è coinvolto nel sequestro"

KABUL - Il portavoce dei servizi segreti afgani Said Ansari ha accusato oggi il direttore afgano dell'ospedale di Emergency a Kabul, Rahmatullah Hanefi - attualmente detenuto - di essere coinvolto nel rapimento del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo e dei suoi due collaboratori. Lo riferisce l'agenzia afghana Pajhwok. Ansari ha precisato che Rahmatullah consegnò gli ostaggi a Haji Lalai, un collaboratore del mullah Dadullah, il comandante militare dei taleban, nel distretto di Sangin, nella provincia meridionale di Helmand.

(8 aprile 2007)

http://www.repubblica.it

KABUL - "Adjmal Nashkbandi, l'interprete del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, è stato ucciso oggi. Lo abbiamo decapitato". Lo ha detto Shahabuddin Aatil, un portavoce del Mullah Dadullah - il capo militare dei taliban - in una telefonata all'agenzia di stampa Reuters, ribadendolo più tardi all'Ansa. Un drammatico annuncio rimasto per diverse ore privo di riscontri, sia da fonti del governo afgano, sia da quello italiano, come dalle associazioni umanitarie presenti in zona, a partire da Emergency. Poi, poco dopo le 19, la triste conferma del presidente del Consiglio Romano Prodi.

"Ho appreso con angoscia la notizia dell'uccisione dell'interprete che è seguita a quella dell'autista - ha affermato il premier - Deprechiamo con ogni forza questo delitto assurdo". "Ci uniamo alla famiglia in questo momento così brutto - ha proseguito il premier - anche per il concetto di umanità che abbiamo. E' inconcepibile che questo sia avvenuto". "Un delitto - ha affermato ancora - che non trova alcuna giustificazione ma non c'è giustificazione perché si approfitti di questo per speculazioni politiche".

Nel primo pomeriggio il portavoce di Dadullah aveva comunicato che Adjmal Nashkbandi era stato ucciso oggi, "intorno alle 15.05 (12.35 in Italia ndr)" - quindi 24 ore prima della scadenza dell'ultimatum - perché il governo afgano non ha liberato, in cambio dell'ostaggio, alcuni guerriglieri detenuti. "Abbiamo aspettato tanto - aveva detto il portavoce taliban Aatil - ma il governo non ha risposto alle nostre richieste, poco importa che sia oggi o domani, tanto sappiamo che non ci contatterà".

Secondo l'agenzia afgana Pajhwok, i taliban hanno anche indicato il luogo in cui si troverebbe il corpo di Nashkbandi: nella zona di Loya Wala, nel distretto di Hazarjusft. Sempre in giornata, i guerriglieri islamici hanno reso la situazione ancora più drammatica legando alla vicenda dell'interprete quella dei due cooperanti francesi sequestrati qualche giorno fa: "Finché il caso di Adjmal non sarà risolto non ci occuperemo di loro. Sono nelle nostre mani e decideremo la loro sorte una volta che avremo finito con Adjmal".

Per Gino Strada, fondatore di Emergency, l'uccisione di Nashkbandi è "una sconfitta per tutti", come sempre "quando si perde una vita umana".

Una "morte insensata", condannata duramente e "senza riserve" dal capo della missione Onu a Kabul, Tom Koenigs. E una dura condanna viene anche dalla Casa Bianca. Uno dei portavoce di Washington sottolinea che "questa morte barbara ci ricorda i motivi per i quali gli Usa e la Nato sono in Afghanistan".

Nashkbandi, 25 anni, era stato rapito lo scorso 5 marzo, nella provincia afgana di Helmand, insieme a Mastrogiacomo e all'autista che li accompagnava. Anche quest'ultimo era stato ucciso dai sequestratori. Venerdì scorso il presidente afgano, Hamid Karzai, nel corso di una conferenza stampa aveva affermato che non sarebbe più sceso a patti con i talebani, e che quanto accaduto con Mastrogiacomo (la liberazione di cinque guerriglieri in cambio del giornalista) era stata "un caso eccezionale".

(8 aprile 2007)

http://www.repubblica.it


Alle accuse degli 007 di Kabul il fondatore di Emergency Gino Strada ha replicato duramente. Quanto sostengono i servizi segreti afgani, ha detto, sono "calunnie" che arrivano da una "cricca di assassini". "Sono stufo - dice ancora Strada - di sentire gentaglia, tagliagole, assassini e delinquenti mettere in giro simili calunnie". Il chirurgo non è neppure sfiorato dall'idea che quanto sostenuto dai servizi afgani possa avere un fondo di verità.

"Sono una cricca di assassini - ripete - gli stessi a cui il nostro governo ha dato cinquanta milioni di euro per rifare il sistema di giustizia afgano". Quanto alle prossime mosse di Emergency, alla luce della piega che sta prendendo la vicenda, Strada non si esprime. "Ci penseremo e valuteremo", si limita a dire. Anche se nei giorni scorsi aveva prospettato l'ipotesi di abbandonare l'Afghanistan se Hanefi non fosse stato liberato.

(8 aprile 2007)


http://www.repubblica.it

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SONO una cricca di assassini, gentaglia, tagliagole, delinquenti è vero,

quelli che hanno ucciso autista e interprete di Daniele Mastrogiacomo.

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Adjmal, dolore
Mastrogiacomo

Il messaggio dell'inviato di Repubblica dopo l'uccisione dell'interprete
[8 aprile 2007]


http://multimedia.repubblica.it/home/645846




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2 aprile 2007

Il processo di Cogne continua ad essere politico, mediatico e impietoso.

E' da anni che assistiamo ad un accanimento degno di miglior causa contro una donna che ha perso il suo bambino, colpevole solo di manifestare il suo dolore e di proclamare la sua innocenza.

Fino a prova contraria. Ma in ogni caso quel dolore e quella difesa dovrebbero essere rispettati, in un Paese civile "normale".

L'ira del presidente. Il presidente della Corte ha contestato il comportamento dell'imputata: "Non consento - ha detto il giudice - ad Annamaria Franzoni di stare nei servizi. La signora in aula ha fatto sempre quello che ha voluto, ha reso dichiarazioni e ha lanciato proclami. Questo non lo consento. Può stare dentro l'aula o fuori dall'aula, ma nei servizi no: ci sono ragioni di sicurezza. Io devo tenere la disciplina", ha detto il giudice alzando la voce per la prima volta dall'inizio del processo.

Annamaria non guarda le immagini del figlio. Parole a cui l'avvocato ha replicato: "Mi rendo conto che in questi cinque anni la signora può aver fatto di tutto - ha detto Paola Savio - ma non aveva mai assistito alle foto della testa massacrata di suo figlio". A questo punto Annamaria e il marito sono rientrati in aula sedendosi dietro lo schermo dove sono proseguite ad apparire le immagini del figlio ucciso. Annamaria tiene la testa tra le mani; suo marito siede al suo fianco, silenzioso, con le braccia conserte strette al corpo.


http://www.repubblica.it




permalink | inviato da il 2/4/2007 alle 10:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 aprile 2007

Dalla Grande Piazza, del Patibolo, al Canal Grande

Sette poliziotti uccisi in uno scontro a fuoco nella provincia di Kandahar
Helmand, talebani impiccano tre afgani accusati di essere spie dei britannici
Afghanistan, agguati e imboscate
quattro bambini uccisi da autobomba
Una delegazione della Croce Rossa ha visitato Rahmatullah Hanefi
Corteo di Emergency a Venezia per la liberazione dell'interprete e del mediatore


http://www.repubblica.it

Piccolo dettaglio: a chiedere la liberazione dell'interprete, e quella del mediatore, sono le STESSE persone?

A me non pare...

Corteo di barche a Venezia. Strada: «Vogliamo Hanefi»

http://www.unita.it


E su questa, come su molte altre stranezze e ambiguità di questa storia, nessuno pare intenzionato a raccontare a noi poveri pirla - ops cittadini con solo diritto di voto - un solo briciolo di verità....

Afghanistan, agguati e imboscate, quattro bambini uccisi da autobomba

KABUL - Ancora una giornata di sangue in Afghanistan dove una nuova ondata di attentati ha colpito diverse zone del Paese, provocando numerosi morti, tra cui alcuni bambini. Intanto la Farnesina ha fatto sapere che una delegazione della Croce Rossa ha potuto visitare il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency Rahmatullah Hanefi.

La visita ad Hanefi, ha precisato la Farnesina, è avvenuta secondo rigorosi standard internazionali. Si tratta di un primo positivo riscontro, si osserva alla Farnesina, agli interventi effettuati dall'Ambasciata d'Italia a Kabul su istruzioni del governo italiano. Proseguono parallelamente le iniziative per ottenere elementi più diretti e certi sulle prospettive di liberazione di Hanefi.

Oggi a Venezia si è svolta una manifestazione a sostegno della liberazione di Hanefi e del giornalista Adjmal Nashkbandy, ancora ostaggio dei Talebani.

Una giornata di sangue
Quattro bimbi sono morti in seguito all'esplosione di un'autobomba che aveva per obiettivo un convoglio dell'esercito afgano, a circa 80 chilometri a est di Kabul. Lo ha detto la polizia, precisando che nell'attentato sono stati feriti anche tre soldati afghani e quattro civili. L'attacco è avvenuto nel villaggio di Ali Khalil, non lontano da una base americana, nella provincia di Laghman, ha detto Yar Mohammad Khan, capo della polizia locale. L'attentatore, alla guida dell'autobomba, è morto nell'esplosione.

Almeno sette poliziotti uccisi e quattro feriti è invece il bilancio di un'imboscata a opera di militanti talebani nella provincia meridionale di Kandahar. Lo ha annunciato la polizia precisando che l'attacco è avvenuto ieri nel distretto di Shobarak nel momento in cui gli agenti stavano andando a dare appoggio a compagni attaccati da combattenti dei talebani. Sempre secondo le stesse fonti lo scontro a fuoco che è seguito all'imboscata avrebbe fatto morti anche nelle file degli aggressori.

A Musa Qala, nella provincia meridionale di Helmand, tre afghani "riconosciuti colpevoli di spionaggio" al soldo del governo afghano e delle forze britanniche, sono stati impiccati in pubblico dai talebani. Lo ha detto un comandante della milizia integralista islamica, il mullah Nizam, riferendo che i tre sono stati "processati" e la loro esecuzione è avvenuta pubblicamente perché sia da "esempio". Un commerciante locale, Haji Mia Gul, ha raccontato che due sono stati impiccati ai due ingressi principali delle città, mentre il terzo è stato impiccato nel mercato centrale.

La manifestazione di Venezia
Intanto una manifestazione promossa da Emergency con una quarantina di imbarcazioni che hanno attraversato il Canal Grande si è svolta oggi a Venezia a sostegno della liberazione del giornalista Adjmal Nashkbandy e del responsabile afgano dell'ospedale di Emergency, Rahmatullah Hanefi. Due ritratti degli ostaggi sono stati esposti alle finestre della sede municipale di Cà Farsetti. Ieri un appello per la loro liberazione era stato lanciato dai network internazionali che hanno partecipato alla Vinc, la Venice international news conference, svoltasi in Palazzo Labia su iniziativa del Copeam (Conferenza Permanente dell'Audiovisivo Mediterraneo) e di Rai News 24.


(1 aprile 2007)




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