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5 marzo 2007

Sd'Oppiamoci !

Eh sì, è proprio il caso di sd'oppiarci, solo così la lingua sd'oppiata andrà finalmente d'accordo con la d'oppia vi(s)ta e col doppio MENTO.

Oggi inizia il dibattito alla Camera sul finanziamento delle missioni militari
Domani il voto. Un ordine del giorno di Verdi, Prc e Rosa nel Pugno
"Comprare l'oppio afgano per scopi sanitari"
L'idea della sinistra per uscire dal conflitto
Trasformare il papavero in morfina e metadone per la terapia del dolore
Parti dell'Unione insistono perché il governo "ripensi la missione"
di CLAUDIA FUSANI

"Comprare l'oppio afgano per scopi sanitari" L'idea della sinistra per uscire dal conflitto

Una coltivazione di oppio sugli altopiani afgani
ROMA - "Trasformare l'oppio afgano in morfina, codeina e metadone per soddisfare la domanda a livello mondiale, in gran parte inevasa, di farmaci per la terapia del dolore". In poche parole, acquistare oppio per venderlo alle industrie farmaceutiche per produrre antidolorifici. Potrebbe passare da qui il compromesso politico che mette d'accordo tutta la maggioranza. La sinistra radicale con la sinistra moderata, sulla missione in Afghanistan. L'uovo di Colombo che nei prossimi giorni potrebbe far passare la maggioranza indenne dal nuovo esame dell'aula chiamata a votare per convertire in legge il decreto sulla partecipazione italiana alle missioni militari umanitarie ed internazionali.

Repubblica.it




permalink | inviato da il 5/3/2007 alle 15:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 marzo 2007

W l'Italia. Destra, Sinistra? Ma non fateci ridere!

Stupenda questa puntata di 'W l'Italia', su RAI3, di questa sera!

Con una sottile vena, tanto per cambiare, di 'bacchettonismo' di sinistra, ovvero, sembra che il servizio lasci intendere che 'certe cose' succedono solo in Calabria, e solo a Catanzaro

TELEVISIONE- Programma "Wl'Italia" dedicato alle comunali di ...

UsCatanzaro.net - 3 mar 2007
Il viaggio comincia in Calabria, a Catanzaro, quando la citta' sta per scegliere il proprio sindaco, prosegue e si allarga a tutta la Regione per indagare ...


Postato da gennaro amoruso il Sabato, 03 marzo @ 19:59:06 CET
Contributo di gennaro amoruso

'W L'Italia', la serie di reportage d'inchiesta di Riccardo Iacona, torna su Raitre, da domani alle 21.30, con una serie di tre puntate dal titolo 'Pane e Politica'.
Il viaggio comincia in Calabria, a Catanzaro, quando la citta' sta per scegliere il proprio sindaco, prosegue e si allarga a tutta la Regione per indagare su sprechi e costi della politica e finisce a Roma, a Palazzo Chigi, quando il governo Prodi sta per affrontare la Finanziaria.
Iacona racconta come si sono formate le coalizioni a Catanzaro, quali sono le strategie adottate per conquistare il sindaco della citta', quali i patti con i capoelettori incaricati di spostare voti su quello o su quell'altro candidato.
Inoltre la crisi di rappresentanza dei partiti tradizionali e il venire avanti dei cosiddetti partiti-persona, vere e proprie macchine elettorali incardinate su persone in grado di poter coltivare il proprio elettorato.
E infine Iacona ci porta dentro la coalizione Prodi per cercare di capire quali conseguenze sulla selezione della classe dirigente ha avuto l'ultima legge elettorale.


ma non fateci ridere Cheesy

ad ogni modo, un'ottima fotografia della Politica italiana, e dell'Italia 'politica'.

Se non altro, nel caso del 'cartello' di Catanzaro, uno dice che chi lavora per il sindaco del cartello viene pagato, e non è in nero...

... sarà un progresso?

e del resto, non compaiono morti ammazzati e pizzi... lì raccolgono 'solo' voti, per la RES PUBLICA, ovvero GLI AFFARI DI TUTTI (i soci del cartello)

anche questo un progresso, no?

Qui lo dice meglio, con riferimento alle inchieste di un anno fa (sempre con un'ombra di 'bacchettonismo' di sinistra, Sembra che in Italia ormai il moralismo da 4 soldi abbia definitivamente preso il posto della morale, con buona pace di Eminens, e anche di Bertinotti, dei Verdi e dei Comunisti italiani...)

L’Italia? Una vera pena
Le inchieste di Riccardo Iacona, su Rai tre

Nel film di Nanni Moretti, Il caimano, uno dei personaggi, un produttore cinematografico polacco interpretato magnificamente dal cineasta Jerzy Sthur, parla del nostro paese definendola: "l’italietta berlusconiana". Una formula verbale amara, triste, che evidenzia con grande precisione la drammatica percezione dell’immagine dell’Italia da parte degli stranieri.
Se prendiamo come spunto questo passaggio dell’opera morettiana e cerchiamo di ribaltare il punto di vista, guardando l’Italia non dall’esterno ma da dentro, la situazione è ancora peggiore. Così, appare necessario sostituire il termine bonario di "italietta" con quello più rude di "italiaccia".
Un brutto paese, distrutto nei servizi e nelle strutture molto ben dipinto nelle tre importantissime inchieste di Riccardo Iacona, denominate W L’Italia.
Le tre puntate previste sono andate in onda su Rai Tre (un’ultima sarà una replica dedicata alla Ricerca) e sono state tre autentiche stilettate, tra veri e propri atti d’accusa nei confronti dello sfascio italiano, giunto ormai a livelli intollerabili.
Non si tratta di essere pessimisti. La questione è palesemente tragica, molto più di quanto si possa immaginare.

Iacona ha affrontato con stile moderno e vibrante un’ampia inchiesta tripartita sul tema del costo delle case, degli ospedali e dei tribunali. Il quadro che ne è uscito fuori ha veramente qualcosa di deprimente. Poveracci che vengono sbattuti fuori da case nelle quali le loro famiglie vivono da decenni, ospedali in condizioni vergognose, tribunali putridi e lerci, dove i fascicoli sono rifugi per topi. Insomma, in tre domeniche consecutive Riccardo Iacona ci ha presentato, senza censure, lo stato dell’Italia. Con il suo modo diretto, curioso, semplice ha raccontato un paese devastato che sembra avere, purtroppo, poche speranze.
Il giornalista ha saputo scoperchiare situazioni penose, portando le telecamere in luoghi dove di solito non entrano. Così, nell’enfasi dell’inchiesta gli è capitato anche di esagerare un pochino, come quando ha mostrato malati gravi sui loro letti di sofferenza. Eppure, nonostante qualche piccola eccessiva "esasperazione visiva", Iacona ha finalmente denunciato su un’emittente pubblica (Rai Tre) la condizione di questa disperata terra.

Evidentemente, un po’ di sano giornalismo di inchiesta e di denuncia in questa italietta patetica si può fare. Certo, si tratta di operare nell’unica nicchia mediatica disponbile ad ospitare simili programmi: Rai Tre. E per forza di cose, gli spazi non possono essere moltissimi.
Così, quando lo smarrito spettatore in cerca della realtà e della verità finisce casualmente, facendo zapping, nelle inchieste di Iacona, almeno può accorgersi di non essere solo in questo oceano di qualunquismo populista e trash che ha invaso i teleschermi nazionali e non solo.

David Arciere

&copyCultFrame 03/2006


http://www.cultframe.com/




permalink | inviato da il 4/3/2007 alle 23:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 marzo 2007

Chi è più volgare, l'autore o il fruitore?

Ma gli Italiani sono diventati tutti così bacchettoni e incapaci di distinguere tra Simbolo e Cosa (simbolizzata) ??????????? E specialmente 'a Sinistra' ? Pare ancora una volta di sì.

Uno come Pasolini, ai giorni nostri, verrebbe ucciso non una, ma una moltitudine di volte...

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«Via la pubblicità o vi boicottiamo». Anche Amnesty italiana è contraria
Dolce&Gabbana, attacco della Cgil
Il sindacato: «Messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne». Scuse ufficiali o l'8 marzo sarà sciopero dei consumi

MILANO - Prima Amnesty, ora la Cgil. SI allarga il fronte di chi si schiera contro la pubblicità di Dolce e Gabbana ( ¦ Guarda) e sottolinea che i due stilisti dovrebbero chiedere scusa a tutte le donne. Nel manifesto è rappresentato un uomo a torso nudo che tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi e altri uomini osservano impassibili la scena. «La moda - afferma il segretario generale della Filtea-Cgil Valeria Fedeli - è innanzitutto cultura, etica, e veicolo di trasmissione di valori, sogni emozioni. È vergognoso che Dolce & Gabbana veicolino un messaggio di violenza e sopraffazione nei confronti delle donne. Quel manifesto dovrebbe scomparire e gli stilisti devono chiedere scusa a tutte le donne. Se ciò non avverrà, l'8 marzo le donne proclameranno uno sciopero degli acquisti dei capi di Dolce & Gabbana».



AMNESTY - La campagna pubblicitaria di Dolce e Gabbana «rischia di rappresentare un'apologia dell'uso della violenza nei confronti delle donne ed è un contributo inaccettabile dei due stilisti alla vigilia della Giornata internazionale della donna». È la denuncia della sezione italiana di Amnesty International, che auspica il ritiro della pubblicità, come già avvenuto in Spagna. Dice il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury: «Dal 2004 la nostra associazione conduce la campagna mondiale "Mai più violenza sulle donne", per fermare un fenomeno che colpisce in molti Paesi due donne su tre e da cui l'Italia non è affatto immune, come denunciato dall'ultimo rapporto Istat». E aggiunge: «Il diritto delle donne a vivere libere dall'incubo della violenza ha bisogno di tutto, meno che di immagini come quelle di Dolce e Gabbana».
L'OCCHIO DI CHI GUARDA - I due stilisti sono intervenuti sul tema nel forum Italians con Beppe Severgnini difendendo la loro linea di condotta e chiudono con una provocazione: chi è più volgare, l'autore o il fruitore?


http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/02/dolce.shtml

Un uomo a torso nudo tiene una donna inchiodata a terra per i polsi, mentre altri quattro osservano la scena: quest'immagine, appartenente all'ultima pubblicità di Dolce & Gabbana, ha sollevato un polverone in Spagna, dove associazioni di consumatori, l'Istituto della Donna, e semplici cittadini ne hanno chiesto il suo «ritiro immediato». A loro giudizio, mostra una scena di violenza 'machista'. Secondo l'Istituto della Donna, organismo autonomo del ministero del Lavoro, la pubblicità del marchio italiano incita alla violenza contro le donne. Da questa immagine «si può dedurre che è ammissibile l'uso della forza come un mezzo per imporsi sulle donne», sostiene. L'Istituto ritiene che questo tipo di immagini rafforzi «atteggiamenti che oggigiorno sono un reato, attentano contro i diritti delle donne e denigrano la loro immagine». Insomma, «non favoriscono per niente il lavoro svolto da molti anni per raggiungere la parità con gli uomini». Dolce & Gabbana, che non ha ufficio di rappresentanza in Spagna, non si è ancora espresso su questa polemica, spiega il giornale El Mundo nella sua edizione on line. L'Istituto della Donna ha chiesto ai mass-media e alle ditte di pubblicità di non accettarla né diffonderla. A questa denuncia si sono aggiunti la Federazione di Consumatori in Azione (Facua) e il partito dei Verdi, considerando che la pubblicità di Dolce & Gabbana viola l'articolo 3 della Legge generale sulla Pubblicità, che proibisce ogni spot che vada contro «la dignità della persona o violi i valori e diritti riconosciuti nella Costituzione».

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/02_Febbraio/20/pop_DG.shtml

Questa è l'ennesima puntata dopo Quando il Corpo è il Nemico, 8 e mezzo, Lea Vergine




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2 marzo 2007

Ma la Rivoluzione Liberale non è (stata) una Rivoluzione Borghese?

Ieri sera, dopo Ferrara, Luttwak ed Emma Bonino che discutevano di GUERRA, seguiti dal film documentario di Mc Namara sulla GUERRA, presentata in stile 'pre Grande Guerra', come guerra tra Patrie, Nazioni, Potenze, alla vecchia maniera insomma, delle GUERRE inutili ma necessarie alla COMPETIZIONE TRA 'CAPITALI', sentivo Fassino che rivendicava a sè il compito espresso anni fa da Massimo D'Alema per la SINISTRA:

fare la Rivoluzione Liberale, che in Italia non si è mai compiuta, NON che 'non è mai stata fatta', come ha detto Fassino, il quale ha ripetuto che il Partito Democratico sarà un PARTITO DI SINISTRA, integrato nel Socialismo Europeo, e dunque

LIBERALIZZAZIONI!

che poi è il ritornello uguale e contrario a quello delle NAZIONALIZZAZIONI proposte con argomenti non dissimili negli anni '50 e '60 dalla Democrazia Cristiana.

Ma che necessità c'è che la SINISTRA faccia oggi la RIVOLUZIONE LIBERALE? Non è COMPITO DEI BORGHESI?

Magari non i tassisti, o gli edicolanti, o i benzinai, non singolarmente...

forse più verosimilmente i Borghesi della Finanza, delle Banche, dell'Industria, e anche, certo, i Professionisti e gli Artigiani, forse anche - perfino - gli Operai...

un po' meno i Precari, ad esempio, o i moderni Chierici Vaganti delle nuove tecnologie.

Ma forse quel che vogliono dirci Fassino, e D'Alema, è che ormai le Classi sono una sola, quella che detiene il potere, economico, industriale, militare, dove le LOTTE non avvengono più TRA CLASSI, ma DENTRO L'UNICA CLASSE AL POTERE.

Sono LOTTE DI FAZIONI, DI CARTELLI, DI LOBBIES, l'una contro l'altra armate, e internazionalmente connesse, anche mafiosamente connesse.

E questo chiarisce anche meglio i PERCHE' LA GUERRA, non di civiltà, non per la democrazia, non contro povertà e ingiustizie varie, ma TRA POTENZE, USA, RUSSIA, CINA, GIAPPONE, INDIA, IRAN, PAKISTAN, PAESI ARABI e anche il piccolo ISRAELE.

La GUERRA è resa necessaria perchè da qualche parte CONVIENE PUR STARE.

O da quella dell'Iran, con cui abbiamo ottimi rapporti DI AFFARI, e chissenefrega se c'è un'ombra di hitlerismo nella sua dirigenza, e dunque della Francia, della Spagna, della Germania, che nega i suoi soldati in soccorso di quelli NATO canadesi

o da quell'altra, degli USA, della Gran Bretagna ecc.

sempre che poi si possano ridurre le CONTESE DI AFFARI a due soli contendenti. Un terzo c'è sempre, e di solito, nelle guerre, è quello che a fine partita (ma CI SARA' POI UN FINE PARTITA DIVERSO DALLA FINE DELL'UMANITA' CHE CONOSCIAMO?) incassa il piatto.

Comunque, niente paura!


OTTAWA
- Come combattere il riscaldamento del pianeta e il cambiamento climatico ? Con le tecnologie degli Ufo. E' questa la bizzarra idea di un ex ministro della Difesa del Canada, l'83enne Paul Hellyer. «Bisogna convincere i governi del mondo a dire quello che sanno - ha affermato l'anziano uomo politico in un'intervista rilasciata al quotidiano canadese 'Citizen'-. Molti di noi ritengono che sappiano molto, e molti di noi sono convinti inoltre che quello che sanno potrebbe bastare a salvare il pianeta».

Corriere della Sera




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2 marzo 2007

Il Gesù 'Ebreo' di Augias e Pesce, una Caricatura di Gesù, e degli Ebrei

Monsignor Lanza a Repubblica TV dice quel che sostanzialmente ho scritto io (QUI e QUI): il libro è debole perchè usa come fonti per effettuare una critica storica della figura di Gesù ... gli stessi vangeli canonici, che la rappresentano nella tradizione cristiana 'ufficiale' ...

molto più semplice, dice in sostanza, è negare in toto l'autenticità delle fonti su Gesù... (e infatti! anche se negare l'autenticità delle fonti non implica liquidare 2000 anni di storia, né poter ignorare l'immagine di Gesù, pur frammentata in una molteplicità di pezzettini di uno specchio impossibile da ricomporre nella sua interezza)

aggiunge che il libro non rappresenta alcun pericolo, né per i 'credenti' né per i non credenti...

Augias si difende in sostanza 'da cattolico', non da 'non credente', chiede praticamente pubblicamente scusa per le domande scomode che si pone (dalla resurrezione all'omosessualità) e, sempre mettendo le mani avanti, conferma che Pesce, utilizzando le fonti ufficiali cristiane, smentisce di fatto ogni interpretazione non ufficiale dei vangeli.

Ma allora non si capisce più niente!

A quale scopo scrivere un libro di 'storia' su Gesù, per poi ricadere nell'interpretazione (una tra le tante tra l'altro) 'ufficiale' della figura trasmessa dal cristianesimo (cattolico) ?

E qual è lo scopo delle gerarchie ecclesiastiche attuali nel mettere 'all'indice' il libro di Augias e Pesce?

Suona tutto molto strano, contradditorio, confuso...

10:00 Ad maiorem Dei gloriam?

La Chiesa 'processa' libri accusati di mettere in dubbio il Vangelo. L'ultimo caso è quello di 'Inchiesta su Gesù', di Corrado Augias e Mauro Pesce

Atto di forza o di debolezza da parte delle gerarchie? Il dialogo tra cattolici e non credenti è diventato sempre più difficile, anche nel mondo della cultura?

Ne parliamo con Corrado Augias, giornalista e scrittore, Don Bernardo Estrada, prelato Opus Dei e professore alla pontificia università Santa Croce di Roma, e Benny Lai, vaticanista. In collegamento, Romano Penna, biblista e docente alla pontificia università lateranense, e Giulio Giorello docente di Filosofia della scienza all'Università degli Studi di Milano. Conduce Tiziana Testa

Contributi:
- Ad maiorem Dei gloriam? (la copertina)
- Gesù, fede e editoria (intervista a Monsignor Sergio Lanza, docente di teologia pastorale, responsabile del progetto culturale della diocesi romana)
- Il Cristo nella storia. Cosa la Chiesa rimprovera a 'Inchiesta su Gesù' (la scheda di Orazio La Rocca, vaticanista di Repubblica)
- Cosa pensano i fedeli (le interviste)
- Il grande complotto. Cosa la Chiesa rimprovera a 'Il codice da Vinci' di Dan Brown (la scheda di Orazio La Rocca, vaticanista di Repubblica)
10:30 Ad maiorem Dei gloriam? /2

http://tv.repubblica.it

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Riascolto: Corrado Augias dice che la teologia (le teologie) hanno 'complicato', e dunque 'tradito' la figura di Gesù, che era un uomo 'semplice'...

Tesi nietzschiana, ma che nel libro è contraddetta da Pesce, che al contrario ne mostra la cultura, la frequentazione di ambienti ricchi e 'alti' nell'Israele antico, cultura anche 'magica' come viene ricordato nel libro a proposito delle sue capacità 'terapeutiche'.

Un Gesù 'semplice', soltanto 'ebreo', ucciso da Ebrei... (dopo un 'processo' che viene 'riconfermato' sul dettato dei vangeli canonici, ma che per le sue circostanze e protagonisti contraddice le usanze ebraiche del tempo, e di questo non viene fatto alcun cenno)

mi riaffiora il dubbio, come ho scritto QUI e QUI, di un fondo antisemita, forse involontario e occulto agli stessi autori... (connotati peraltro tipici dell'antisemitismo)

In un certo senso, l'allarme per il libro di Augias e Pesce dovrebbe essere sollevato da Storici (e Filosofi, ma Giorello, che pure interviene, è più preoccupato a moderare i toni)

Perchè è un libro che pone molte domande e alla fine le 'castra', molto peggio di quanto possano fare le 'gerarchie cattoliche'...

Augias: La Chiesa vende male Gesù, se lo gioca male ...  Mah...

Gesù del cristianesimo non è il Gesù storico, dicono di volerci dire Augias e Pesce. Bene!
Ma chi sia poi il Gesù storico non ce lo dicono, né utilizzano le pur numerose fonti disponibili, e nemmeno ci dicono come sia stata 'costruita' la figura del Gesù 'cristiano'
Dicono invece che quel libro dovrebbe aiutare la Chiesa ('la' Chiesa, da intendersi evidentemente quella cattolica apostolica romana - e del resto nel libro anche Ario viene definito non come eretico cristiano, ma 'altra religione') a vendere meglio il 'prodotto' Gesù.
Operazione veramente strana, con alcuni aspetti preoccupanti, a me pare.

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Ore 14:30 circa del 2 marzo 2007: ho finitoooooooooo Cheesy

finito di leggere questo dannatissimo libro, che ha tradito la mia curiosità di ieri, irritandomi e delundendomi alquanto, anzicheno....

Due parole ancora sull'antisemitismo, che si conferma appieno nelle ultime pagine, sia di Pesce che di Augias

perchè l'ebraismo vi viene costantemente rappresentato come una caricatura, non per quello che è ed è stato, nella sua molteplicità e complessità

si parla di 'farisei', di 'ebraismo rabbinico', di un dio ebraico con cui gli ebrei non avrebbero 'confidenza' e di cui non si farebbero rappresentazioni...

come se sia Augias e Pesce non avessero MAI LETTO ALCUN LIBRO DI AUTORI EBREI  (Bibbia compresa)

Io non sono ebreo, l'ebraismo mi ha conquistato e affascinato ma non al punto di diventarne esperto, così come non lo sono di storia del cristianesimo.

Ma qualcosina ho letto, e questo libro invece mi lascia la bocca asciutta, anzi peggio, come piena di SABBIA.

La religione ebraica, nella formulazione rabbinica, dice "Tu adorerai Dio con tutte le tue forze"; i fedeli devono concentrare tutte le loro energie umane in Dio, adorarlo con tutto se stessi comprese le proprie risorse economiche, il denaro, cioè "Mammona": anche quello va usato secondo la sua volontà. Gesù invece afferma: "E' impossibile servire Dio e Mammona". (PAG. 218)

E' difficile concepire il volto di Dio, per gli ebrei è addirittura impensabile e blasfemo tentare di raffigurarlo. Com'era il Dio che nel roveto ardente consegnò a Mosè le tavole della Legge? Già nel porre la domanda si capisce che ogni risposta è impossibile (PAG. 243)

Appunto, Gesù l''Ebreo' di Augias e Pesce, è una Caricatura, di Gesù, e degli Ebrei.




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1 marzo 2007

Un Partito Democratico, di Sinistra e Radicale (altra cosa dalla 'sinistra radicale').

Lo scrive anche Adriano Sofri.

... Spero di non essere compatito come uno che si attardi nell’attaccamento a categorie stantie come la destra e la sinistra: in realtà, me ne sono staccato e via via riattaccato. Oggi mi sembrano di nuovo importanti: se non altro, per ridurre i danni. Ebbene, non ho mai dubitato che Marco e i radicali – coi quali ho a che fare da quasi quarant’anni – appartenessero alla sinistra, e a quella sinistra libertaria dei diritti e delle persone sulla quale io stesso faccio affidamento, contro la sinistra dogmatica, statalista e autoritaria. Ho pensato che la distanza crescente presa dai radicali rispetto alla battaglia nella sinistra fosse la reazione a un’esclusione pregiudiziale imposta dalla sinistra stessa, la comunista e la postcomunista in particolare...

... i radicali hanno condotto altre battaglie molto importanti, e hanno promosso la leadership delle tre donne nel partito – Rita Bernardini, Maria Antonietta Coscioni, Elisabetta Zamparutti – e Marco Cappato. C’è stata la decisione di Pier Giorgio Welby, e poi l’ottima puntata personale di Marco sulla pena di morte...


… Penso che un centrosinistra meno disattento ai diritti e alla lealtà di tutti dovrebbe riconoscere meglio la parte dei radicali: non per assicurarsi contro una eventuale dissociazione, ma perché lo meritano. Pannella non è affatto un corpo estraneo a una buona sinistra: al contrario. E non dico che non sia ingombrante, grande e grosso com’è, e con quella mania di “dare corpo” alle cose.

Radio Radicale, Partita Radicale




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1 marzo 2007

Il Partito Democratico che non vorrei, che non mi interessa, e quello che vorrei

e che potrebbe interessarmi, non tanto per arruolarmici, o 'aderirvi', la cosa non mi ha mai interessato, ma per potermici in qualche modo rispecchiare, come cittadino e dunque come elettore, fruitore ma anche attore della sua 'politica'.

Mi domando a cosa e a chi serva un Partito Democratico inteso unicamente come cartello elettorale, in grado (forse) di raccogliere il 30% dei voti, se poi quel partito risultasse dalla pura sommatoria di chi vi si iscrive, provenendo dai DS e dalla Margherita, più qualche rivolo sparso, perdendo per strada tutti i connotati LAICI e DI SINISTRA insieme a una parte dei DS e degli altri rivoli... per poi, come leggo stamani su Repubblica, allearsi con la destra democristiana...

... L'ex segretario dell'Udc, con la consueta chiarezza, ha parlato di "un ponte tra centro e sinistra" e dello strumento per coronare lo sforzo: "Il sistema di voto sul modello tedesco". D'Alema condivide: "Io non so quando ci arriveremo. Magari in un'altra fase, tra qualche anno o tra qualche mese. Ma nel futuro vedo come una necessità per il Paese un rapporto organico tra il centro e i riformisti". Che conferma anche la sua propensione per un proporzionale simile a quello della Germania...

Se posso essere d'accordo con  D'Alema  in questo passaggio

Centro e sinistra alleati: la Gagliardi se lo guarda e domanda preoccupata: "E noi comunisti secondo te dove andiamo?". D'Alema risponde con un sorriso amaro: "Beh, voi tornate da Turigliatto!".

lo sono in forza del fatto che i "comunisti" non sono, all'oggi, rappresentati (più) né dai DS né dal PRC o dal PdCI, che pur declamando e reclamando una rifondazione 'comunista', mi sembra navighino nella confusione più totale di ciò che intendono per "comunismo", passato, presente (Castro, Chavez... comunismo ???) e futuro. Lenin non è dei nostri giorni, e se in un futuro apparirà all'orizzonte un pensiero comunista possibile, non è dato saperlo oggi, non è in vista ... diciamo...

Penso anche che non 'sia bene' neppure per i Movimenti la totale mancanza di chiarezza di obiettivi, fini, strategie, che contraddistingue la 'mescolanza' tra pensiero riformista e pensiero noglobal, negazionista del 'sistema', dei suoi equilibri considerati fittizi e pericolosi, si tratti di pace/guerra, di risorse planetarie, di strade, ferrovie, ponti, infrastrutture, o di mercato del lavoro. Non fa bene al molteplice pensiero dei Movimenti costringersi e restringersi nelle gabbie ideologiche e negli steccati istituzionali, perchè in quel pensiero sta il sogno, l'utopia, la speranza soprattutto delle giovani generazioni.

Nello stesso tempo però, c'è bisogno, comunque, prescindendo dai 'comunisti', di una CHIARA, VISIBILE, COMPRENSIBILE, STABILE FORZA DI SINISTRA

Che questa forza sia "riformista" va da sè, è gioco forza lo sia. Ma per essere credibile non solo agli addetti ai lavori, deve allargarsi a comprendere tutte le forme di pensiero riformista (da quelle liberali, a quelle radicali, a quelle repubblicane e socialiste) che ESPLICITAMENTE SI PONGANO COME FORZE DI SINISTRA

Un pensiero riformista NON deve, a mio modo di vedere, essere un pensiero di RESA ALLA FORZA 'BRUTA', DATA 'IN NATURA' (per dirla alla Eminens) del 'mercato', dell'economia, delle logiche di potenza nel contesto internazionale.

Ma, anzi, se vuole darsi un 'fiato lungo', che si trasmetta ad almeno un paio di prossime generazioni, deve dotarsi di PENSIERI FORTI, AUDACI, AMPI, GRANDI, APERTI, E NON CHIUSI A FUTURI APPORTI, che devono essere RILANCIATI DA DONNE E UOMINI, che praticano la politica 'professionalmente', CAPACI DI TRASMETTERLI IN MODO EFFICACE.

Solo così, un PARTITO DEMOCRATICO esteso ma nello stesso tempo ben definito, DI SINISTRA, potrà dialogare e costruire alleanze con le forze alla sua 'sinistra' (ma dovrà essere anche in grado di controbattere che è esso stesso, in primo luogo, rappresentante a pieno titolo della 'sinistra') e con le forze, moderate, cattoliche o non cattoliche, alla sua destra.  






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1 marzo 2007

Negare una conoscenza razionale indipendente dalle fedi

significa condannare la nostra società a una radicalizzazione dello scontro tra credenti e non credenti o tra credenti di fedi diverse

1 marzo 2007

Ieri in Laterano il convegno su Dan Brown e Augias
"Ritengo che si capisca molto meglio proprio se si prescinde dalla fede"
"Io, processato dalla Chiesa per il mio libro su Gesù"
di CORRADO AUGIAS

"Codice da Vinci poco serio, l'Inchiesta su Gesù non tiene conto della fede"
Ieri a Roma la conferenza storico-religiosa voluta dal cardinale Ruini

Best seller religiosi. La"condanna" vaticana

di ORAZIO LA ROCCA




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