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Psicologia e Guerra
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17 febbraio 2007

'Un incontro ulteriormente aspettato da quelle culture'

questo secondo il papa attuale il motivo del secondo lui mai accaduto genocidio delle popolazioni dell'america centrale e meridionale operato dai convertitori cristiani.

Eh sì, non è sempre una questione di scelta personale.

Ci sono anche gli 'incontri ulteriormente aspettati' ....

Papa Ratzinger, inoltre, ha parlato di quella che ha definito la "leggenda nera" degli abusi che sarebbero stati compiuti da missionari nell'opera di evangelizzazione dell'America Latina. Davanti ai nunzi apostolici, Benedetto XVI ha denunciato un uso strumentale delle ricostruzioni storiche che porta a conclusioni, per lui, del tutto erronee. "Ambienti culturali - ha spiegato - affermano che c'è contrasto tra le cultura precolombiane e la fede cristiana, presentata come alienazione per il popolo che ha accolto il Vangelo. Al contrario l'incontro tra queste culture e la fede in Gesù Cristo fu una risposta ulteriormente aspettata dalle cultura preesistenti".


(La Repubblica, 17 febbraio 2007)

La leggenda nera ....

Ebbè sì, proprio un papa nazista era ulteriormente atteso dall'umanità del Terzo Millennio.




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17 febbraio 2007

Il Carnevale di Vicenza

A Vicenza è in corso una bellissima e folkloristica festa di Carnevale.

Che ha origini antiche, Egizie in onore di Iside, e poi riscoperte da una Venezia regina dei mari che a quella dea non poteva mancare di rendere omaggio.

E Viva il Carnevale di Vicenza!

Se è vero il detto "una risata vi seppellirà" che si rida, per Bacco!

Da destra dicono che così si dimostra che la sinistra 'radicale', partecipando a quel carnevale, è ipocrita (con ciò accreditando uno dei non pensieri brigatisti, si noti bene)

In parte lo penso anch'io, ma da un altro punto di vista, che c'entra più con la politica 'bottegaia' di tutti i partiti, compresi 'quelli', che con argomentazioni di merito.

Nel merito, il Carnevale è festa, fantasia, sogno, mondo altro. E di questo c'è un enorme bisogno di tutti, di tornare (alla faccia della destra e delle br) a sognare, a sentirsi liberi di sognare, e rivendicare il diritto a farlo.

D'altra parte, io spero che i leader dei partiti di cui sopra, non ne approfittino per strappare la corda tirata nei confronti del 'loro' governo.

L'ho già scritto e lo ripeto: meglio un grande sogno oggi, con qualche piccolo passo verso la sua realizzazione, che un finto grande passo o fuga in 'avanti', che ci riporti in pasto a questa destra teocratica e da incubo, altro che sogno!




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17 febbraio 2007

Non sono Cristiano, mi va stretto perfino Essere Umano

Quando ero bambino ho iniziato, tardi perchè così voleva la mia famiglia, prima fascista e poi cattolica (con un prete in famiglia, bresciano, lui prima cattolico, e poi fascista, o meglio Italiano, ma a modo suo, perchè con i fascisti ci faceva a cazzotti)

Nella parrocchia che frequentavo, il parroco, un tipo burbero ed enorme, insegnava che:

esiste Dio Padre, c'è Gesù, che è suo figlio, ed è pure lui Dio, in quanto figlio di Dio

figli di Dio, come ha detto Gesù, sono tutti gli uomini, che sono tutti fratelli

la Madre di Gesù, essendo che Gesù, come tutti gli uomini, è figlio di Dio, è la Madre di Dio

E anche che l'Ultima Cena, la Comunione, è il ritrovarsi insieme a Tavola, a dirsi queste cose, e, come poi ho appreso frequentando Ebrei questa è tradizione antica, quando un certo numero di Esseri Umani si ritrovano insieme, lì c'è Dio. E a tenere viva la Memoria di quel Gesù, che per essersi rifiutato di affermare con la violenza le sue idee, che condensavano la saggezza, non solo ebraica, di millenni, è stato barbaramente ucciso, e coerentemente ha lasciato che lo uccidessero.

La chiesa parrocchiale, costruita ex novo alla fine degli anni '50, per volere dell'allora Arcivescovo di Milano, Montini, aveva una forma inusuale, quella di un 'abbraccio', con un corpo centrale e due ali ad angolo a simulare un essere accogliente tra le sue braccia aperte, e l'altare era. secondo il rito ambrosiano, rivolto verso il popolo, anzi nel bel mezzo dell'assemblea (che questo poi è il significato di 'chiesa').

Sono cresciuto prima fascista, per via dei genitori, ma anche del fatto che gli 'educatori' degli anni '50 erano tutti cresciuti durante il ventennio, o anche prima, poi cattolico, poi comunista, anarchico, radicale ...

A fine anni '60 il Concilio volgeva al termine, e nonostante la crescente ondata 'sessantottina' o forse proprio per questo, ondata cui hanno contribuito, vorrei ricordarlo, milioni di cattolici formatisi come me ad un umanesimo NON VIOLENTO, e questo forse ha fatto sì che il '68 NON sia stato, come insistono da 40 anni da più parti, un periodo di violenza (personalmente la prima volta che ho preso in mano un sampietrino, a 6 facce, l'ho poi subito deposto, e quando ho visto la prima molotov, ho preferito girare al largo), ma soprattutto un periodo di crescita personale e collettiva, la Chiesa si preparava a voltare le spalle ai Cristiani.

Fu l'epoca in cui me ne distaccai definitivamente, e come me fecero moltissimi altri.

Perchè uno poteva continuare a frequentare le chiese, le parrocchie, anche se la 'fede' non era più quella dettata dalle autorità ecclesiastiche, anche se sorvolava sui miracoli, anche se era consapevole che la Chiesa, abbracciando tutti, non poteva che contenere, anche forme di pensiero reazionario e anti cristiano, ma a tutto c'è un limite!

Ne discuto un po' con mio figlio, che va per gli 11 anni, e vorrebbe frequentare la parrocchia: dice che lì ci si puo' andare anche se non si è cristiani.

E proprio questo a me fa arrabbiare, e provo a farlo ragionare, per quel che puo' capire lui a quasi 11 anni, per ragionarci pure io.

A cosa serve, penso, un luogo di divertimenti con al centro un luogo di culto, cristiano, se  poi uno che ci va - a divertirsi - manco sa dove sta andando, in casa di chi?

Le parrocchie sono luoghi strani, da qualche decennio. Vi si predicano le 'teorie' più oltranziste della Chiesa Anti Cristiana Ufficiale, ma anche vi si pratica una 'tolleranza' distratta, cieca e un po' ottusa nei confronti di chi cristiano non è, non sa neppure cosa voglia dire, o pratica altre fedi.

Fedi che, come quella sempre più proposta e quasi imposta dalla Chiesa Ufficiale, all'interno delle famiglie e nei luoghi di culto a volte predicano l'odio tra culture, civiltà, religioni diverse...

(E dell'odio, delle sue radici, del fatto che è una delle 'leve' più potenti del sentire, pensare e agire umani, se ne deve pur parlare per poter ragionare di 'amore', cristiano o meno, agapico o erotico.)

Non è questo un luogo di cultura, un BRODO, come ripetono in tanti oggi, in cui CREARE DIPENDENZA, sempre più simile al Paese dei Balocchi di Collodiana memoria?

Perchè il ragionamento è: se non frequenti la parrocchia sei un isolato, se tagliato fuori, non vali nulla e non hai prospettive. Se vuoi farti amici, non ci importa come la pensi e in cosa credi, qui devi venire e restare, Se no, non hai alternative.

Ora, che nel mondo di oggi, non solo nelle grandi città, non esistano modi e luoghi alternativi alle parrocchie è innanzitutto FALSO.

Ma la cosa più preoccupante è che quel genere di dicorso è lo stesso che vale per qualunque 'addestramento' a dipendere da qualcosa: vale per la droga, per la piccola criminalità, il bullismo e anche il terrorismo, o la pratica politica violenta.

Io, per me, a conti fatti, faccio già fatica a riconoscermi come Essere Umano.

Poi, certo, trovo fondamenta del mio modo di pensare, sulle relazioni umane ad esempio, nella storia, nella filosofia, e anche nelle religioni, nei testi soprattutto - anche fossero leggendari non mi importa - da cui un certo pensiero si è affermato e diffuso.

Più in là non voglio andare, e mi piacerebbe che da questo piccolo, fragile, scoglio, che però ancora regge, muovesse anche mio figlio, e con lui i suoi amici coetanei.




permalink | inviato da il 17/2/2007 alle 13:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 febbraio 2007

Indicted (NYT)

Italy Indicts 26 Americans in C.I.A. Abduction Case

By IAN FISHER
Published: February 16, 2007

ROME, Feb. 16 — An Italian judge today ordered the first trial involving the American program of kidnapping terror suspects on foreign soil, indicting 26 Americans, most of them C.I.A. agents, but also Italy’s former top spy.

The indictments covered the episode in which a radical Egyptian cleric, Hassan Mustafa Osama Nasr, who disappeared near his mosque in Milan on Feb. 17, 2003, says he was kidnapped. The cleric, known as Abu Omar, was freed this week from jail in Egypt, where he says he was taken and then tortured.

Despite the indictment, issued by a judge in Milan, it is unlikely that any of the Americans will ever stand trial here.

All the operatives, which included the top two C.I.A. officials in Italy at the time, have left the country. Moreover, Italy has not requested their extradition, and if it did, there seems little chance the Bush administration would agree.

But the indictment nonetheless marked a turning point in Europe, where anger is high at the secret American program of “extraordinary renditions” that whisked away terror suspects in contravention of the law after the Sept. 11, 2001, terror attacks.

This week, the Swiss government approved an investigation into the flight that allegedly carried Mr. Nasr from Italy to Germany, across Swiss airspace. The plane reportedly left from an American air base in Germany to Egypt.

Late last month, a German court issued an arrest warrant for 13 people suspected of involvement in the kidnapping in Macedonia of a German citizen of Lebanese descent. There are also investigations into extraordinary renditions in Portugal and Spain.

Meantime this week, a European parliamentary committee issued a detailed report into what it said were “at least” 1,245 secret C.I.A. flights in Europe, some of them involving extraordinary renditions. The report, which awaits approval by the Parliament, is particularly sensitive because it suggested forcibly that a number of governments knew of the flights.

“We believe there has been either active collusion by several E.U. governments or turning a blind eye,” one member of the European Parliament, Baroness Sarah Ludford of Britain, said this week.

Here in Italy, the possible complicity of the government of then-Prime Minister Silvio Berlusconi is one of the most difficult issues in the case. Among the Italians indicted today were Nicolo Pollari, who was until earlier this year Italy’s chief of military intelligence, and his former deputy, Marco Mancini.

Mr. Pollari has denied responsibility, saying he cannot defend himself because he would need to use evidence that is classified as state secrets. The suggestion is that officials outranking Mr. Pollari, the nation’s chief spy, gave approval for the kidnapping.

“We are very disappointed by the decision of the judge, being convinced that the lack of proof and the acquisition of documents covered by secrets of state demonstrates Pollari’s innocence,” Mr. Pollari’s lawyer, Tittal Madia, said, according to the Corriere della Sera newspaper.

The case has snarled Italian politics with several complications. Earlier this week, the government of Prime Minister Romano Prodi asked the Constitutional Court to review whether the prosecutor in Mr. Nasr’s case, Armando Spataro, overstepped his bounds by wiretapping the phones of Italian agents.

Today, Mr. Spataro said in a statement that he was “astonished” by the government’s move, saying he had followed all the laws in gathering evidence.

Meantime, a member of Mr. Prodi’s government, Antonio Di Pietro, minister of infrastructure and a former corruption prosecutor, criticized the government for not having requested the extradition of the 26 C.I.A. agents.

Mr. Prodi’s government has not said whether it will make such requests. But the issue looms as one more source of conflict between Italy and the United States.

While both American and Italian officials say the relationship remains solid, it has been tested in recent months on several fronts. On Saturday, a big demonstration is being planned in Vicenza, in northern Italy, where the Americans have asked to enlarge an existing air base, and Italian officials have recently criticized American actions in Iraq, Lebanon and Somalia.

Earlier this month, an Italian court ordered an American soldier to stand trial for the death in Iraq of Nicola Calipari, an Italian secret service agent killed in 2005 while securing the release of a kidnapped Italian journalist. As with the C.I.A. agents, the serviceman is unlikely to be extradited to Italy.

New York Times





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16 febbraio 2007

Ma quanto brodo ... !

Ma sì, va, proviamo a metterla sul ridere, anche se tanto da ridere non è...

(e non è: continuano a dichiararsi 'prigionieri politici', dunque non sono un'invenzione mediatica...)

Le pallottole sono pallottole, c’è poco da scherzare chiunque sia a spararle. Ma qui stiamo parlando di gente che discuteva seriamente d’importare il maoismo in questo Paese, gente che pensava ancora di creare delle cellule nelle fabbriche quando ormai non ci sono più neanche le fabbriche, e quando ci sono non ci trovi i maoisti, ma direttamente i cinesi e gli africani, magari non tutti iscritti alla Fiom; parliamo di gente che per fare proselitismo studentesco ha pensato d’infiltrare un paio di matricole all’università, stiamo parlando di un autofinanziamento consistito sinora nel rapinare un bancomat ad Albignasego (Padova) il giorno prima di capodanno, di attentati politico-militari sfociati nell’aver annerito il portone della sede padovana di Forza Nuova il 30 novembre scorso (non il 22, come ha scritto l’Unità) e che come supremo ideologo aveva una specie di disadattato senz’auto e senza telefono che viveva a Raveno (Tolmezzo) in una casa senza riscaldamento dove dormiva su un divano sistemato in cucina, un capo che nel curriculum eversore vanta addirittura una rapina in banca diec’anni fa.

Gente, questa, “in grado di realizzare congegni esplosivi” (scrive il gip) perchè hanno trovato un manuale dell’esercito reperibile su internet, gente che ha fatto “esercitazioni militari belliche” sparando in quattro persone con in tutto due armi (un Kalashnikov e una Uzi peraltro difettosi) esercitandosi per un totale di dieci minuti dalle ore 17,50 alle 18.00 del 19 novembre 2006.

L’arsenale? Non è chiaro, non si è capito bene, si parla di una decina di kalashnikov nel parco dell’Agro di Rho, o forse uno solo a Gassino Torinese, o forse nel rodigino, roba che la Camorra in confronto sono i Marines.

Le temibili nuove Brigate Rosse (“una cosa seria” come ammonivano diversi quotidiani) erano composte da gente che il 18 gennaio scorso, a Milano, prendeva sette tram per fare mezzo chilometro, ignorava probabilmente l’esistenza delle intercettazioni mobili, poi due tizi si sono piazzati davanti alla palazzina di Libero e hanno cominciato a straparlare di saracinesche e vetrine che neppure ci sono, di una tipografia che non esiste, di benzina mischiata ad acido come i piromani della Sardegna, hanno parlano del temibile T4 (perchè loro parlavano: di base parlavano) salvo rilevare che un esplosivo del genere, due volte più potente del tritolo, tizio “non si ricorda dove l’ha messo”.
Accadeva davanti a una palazzina dove abita anche il finanziere Salvatore Ligresti, e dove sono appostate almeno due auto di scorta che gli eversori neppure hanno visto, come del resto non hanno visto il custode che non è un peruviano, ma un poliziotto.

E poi questi parlavano, parlavano sempre: giravano in tondo per ore, se in casa da soli tacevano, si buttavano sui treni prima che partissero, fantasticavano di furgoni e autobombe sotto una casa che hanno appreso solo più tardi essere di Berlusconi, hanno creduto che Pietro Ichino non fosse scortato quando invece lo è, si sono stupiti perchè all’Eni la notte ci sono delle sbarre e di giorno delle telecamere, hanno progettano un attentato contro il direttore della Fiera di Milano ma per mesi si sono appostati all’indirizzo di un benzinaio, e hanno preventivato fughe in canotto sulla Martesana che a cantarle ci vorrebbe Enzo Jannacci: ma poi qualcuno potrebbe credere che qui abbiamo voglia di scherzare, e non è così.

Il punto è proprio essere seri, perché le pallottole restano pallottole, un assassinio resta un assassinio, un pericolo resta un pericolo: ma si parli, a questo punto, di ordine pubblico, di reducismo impazzito, se volete di psichiatria, basta che in questo scenario non si racconti che in Italia c’era, e soprattutto permanga, la seria emergenza eversiva delle Brigate Rosse, il problema delle Brigate Rosse: e non un discreto numero di maldestri spiritati che ha deciso di prenderne il nome, “una nuova generazione di terroristi” che siano questi e non altri.

Gli esperti, gli analisti del dopo, i maniaci del “filo rosso” che collega sempre tutto a tutto, ci hanno già spiegato che peraltro non si tratterebbe neppure del filone residuale e dannato che uccise D’Antona e Biagi: gli arrestati sarebbero i presunti figli di quella “Seconda posizione” nata nel 1984 che è pure l’anno di nascita di alcuni arrestati, basti questo: e nel caso non saremmo neppure più alla tragedia che drammaticamente si è fatta farsa, saremmo alla surreale farsa della farsa.

Perchè siamo nel 2007, e c’è, si diceva un tempo, un altro brodo di coltura, un altro humus nei giornali, altri pericoli antiglobalisti o islamisti che siano, un presente e un futuro dove certi aratri squinternati e nostalgici non hanno più terra.
Non c’è da abbassare la guardia, ma neppure da distoglierla sbagliando orizzonte.


http://giuseppevinciguerra.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1367217

Il terribile arsenale delle nuove BR
Ci vorrà sempre più ferro per fare fucili che aghi per le bussole (Anonimo)

Grazie al TG abbiamo potuto visionare il terribile arsenale delle nuove BR. Contenuto in un fusto di quelli che si usano per trasportare la mozzarella qui al sud e la robiola lì al nord. Nascosto in un campo che ricorda lo spot del mulino bianco della barilla. Solo che il mulino è diroccato: vuol dire che sarà restaurato per farne meta di pellegrinaggio in un futuro giorno della memoria.

Le armi le hanno fatto vedere anche per come erano impacchettate, con il pluribboll e il nastro adesivo da imballaggio: roba che se uno avesse deciso di usarle, si sarebbe dovuto prima salutare con la famiglia, come si dice dalle mie parti, per poterle scartocciare. Ebbene, dai cartocci sono usciti:

1) un kalashnikov tipo parà

2) una pistola automatica UZI

3)una pistola automatica Skorpion

4) un revolver, forse 38 special, di quelli che si vendono nelle armerie

5) una semiautomatica, cal. 7.65, di quelle che si vendono nelle armerie

Vista la varietà, sembra più il campionario di un piazzista d’armi male in arnese che un arsenale di spiccata potenza offensiva.Per intenderci non come quelli in mano alla camorra, fatti di casse che arrivano sul litorale domizio con tanto di denominazione di origine controllata.

Oppure i reperti da mostrare agli studenti di un corso di oplologia moderna. E’ molto difficile che una pistola a tamburo possa convivere con una semiautomatica, in un disegno strategico dove l’arma viene scelta “a priori” per tipo e per modello perchè fa la differenza. Mica come il generale Patton che se ne andava in giro con una coppia di Colt Frontier dell’epoca del Far West.

Inoltre, forse in nome dell’Internazionalismo proletario, il campionario rappresenta una sorta di gemellaggio fra i popoli: l’AK47 russo insieme alla CZ Skorpion cecoslovacca (per dimenticare l’obbrobbrio dell’invasione di quarant’anni fa) e tutt’e due con l’UZI, che è israeliano. Come a dire comunismo e sionismo affratellati, sotto lo sguardo benevolo di zio Sam (il revolver) e della Vecchia Europa (la semiautomatica italiana).

Il cronista del servizio si è fatto scappare che esistono le registrazioni filmate, fatte dalla polizia, dei brigatisti che si esercitano al tiro. Come dire che erano tenuti d’occhio da tempo. Perchè li hanno presi proprio adesso?… I cartocci erano ancora integri…..

Postato Venerdì, 16 Febbraio 2007 alle 14:41 da R...


http://coen.blogautore.repubblica.it

PS L'ultima domanda me la sono posta anch'io, invero...




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16 febbraio 2007

La Differenza. Milano anni '50 (e successivi) e inizio del Terzo Millennio

In risposta a S***, qui

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Ciao S***, mi hai letto nel pensiero !!!!! Quando ho risposto al questionario di "Anno Zero" ho pensato subito dopo proprio quello che scrivi tu!

Care amiche e amici,
vorremmo sapere quali tra questi temi su cui stiamo lavorando vi piacerebbe che affrontassimo nella prima puntata di Annozero:
- La famiglia e i Dico, le convivenze civili.
- I rapporti di alleanza tra l'Italia e gli Stati Uniti.
- L'Islam e le donne.
- La discriminazione sessuale sui luoghi di lavoro.
- Suggerite un altro tema.
Un saluto,
Franco Simonetti
Ho risposto:
-La famiglia e i Dico, le convivenze civili-
in quanto da qui ciascuno puo' partire non solo per 'dire' la sua, ma per 'fare' qualcosa.
Sul resto, purtroppo, il singolo cittadino puo' fare troppo poco...

Ad esempio, non è mica tanto vero che oggi possiamo essere considerati veramente (anche dalla giurisprudenza) "individui", o soggetti (di diritto, ecc.), ognuno con un proprio modo di pensare e vedere le cose. Per quanto mi riguarda credo lo fossimo di più in passato.
Oggi mi sembra siamo costretti a pensare come tutti gli altri, anche nel privato. E questo magari determina quella strana insoddisfazione di base (lo noto sempre di più nelle persone). Come se lavorasse una sovrastruttura estranea-esterna/interna (che però non si avverte nettamente come tale e quindi da qui l'insoddisfazione senza oggetto, una specie di male interiore).



Citato da: S***
Ecco, rispondo al post in cui commenti un mio post... mamma mia...
Comunque... volevo semplicemente dire che non ho la minima idea di quello che ci aspetta e questo mi fa pensare un po' (nel senso proprio di riflettere).

Ora, non m'interessa criticare (nel senso di argomentare rispetto a) il liberismo, il liberalismo e compagnia bella, sinceramente (dato che non ho proprio intenzione di mettere su famiglia e quindi in un certo senso il futuro assume una importanza relativa, per me), quanto quello che sta accadendo e perché accade. Ad esempio, non è mica tanto vero che oggi possiamo essere considerati veramente (anche dalla giurisprudenza) "individui", o soggetti (di diritto, ecc.), ognuno con un proprio modo di pensare e vedere le cose. Per quanto mi riguarda credo lo fossimo di più in passato.
Oggi mi sembra siamo costretti a pensare come tutti gli altri, anche nel privato. E questo magari determina quella strana insoddisfazione di base (lo noto sempre di più nelle persone). Come se lavorasse una sovrastruttura estranea-esterna/interna (che però non si avverte nettamente come tale e quindi da qui l'insoddisfazione senza oggetto, una specie di male interiore).

E poi questo mutamento. In cosa consiste? Che razza di uomo è quello che ha un modo di pensare doppio?

- un modo di pensare come tutti gli altri e che è simile ad un virus (manifestazione esterna, manifestazione interna)

- l'altro che non ho ben capito se sia antagonista, doppio, complice, nettamente diverso, parzialmente diverso, simile, non simile, ecc.

E ancora: come è possibile che si sia impianto così stabilmente un virus (se possiamo considerarlo come tale) se il sistema immunitario non avesse ceduto da qualche parte? E perché avrebbe ceduto? Quando avrebbe ceduto?
Ma ha ceduto veramente? E' una illusione?

E poi, perché il sistema immunitario avrebbe permesso ciò, se già nella sua natura non ci fosse stata esattamente quella relativa al cedimento?

E' predisposto a cedere? Perché?

Che tipo di uomo abiterà la Terra, fra qualche anno?

(autoaiuto.forumup.it)

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Voglio dire anche un'altra cosa.

Ho vissuto i miei primi 15 anni a Milano, tra il 1948 e il 1963, e di quegli anni ricordo un atmosfera che è l'esatto opposto di quella attuale
(vale per chi si affanna a fare confronti tra oggi e il 1968)

A Milano, parlo da bambino di scuola elementare prima, e media poi, ho il ricordo di un'apertura mentale e sociale, umanitaria direi, da parte di TUTTi, voglio dire di ex fascisti, cattolici, partigiani, laici, ex deportati, reduci ecc. di cui oggi si sono completamente perse le tracce.

Nonostante quel che scrive Pansa, e con questo non voglio dire che sbagli a scrivere quel che scrive, sia chiaro, ho però il ricordo di un'assenza quasi totale di spirito di vendetta o carico di risentimenti. anche e soprattutto da parte di persone di sinistra e vittime del nazifascismo.

E la Chiesa, quella di Roncalli, di Turoldo, e anche del titubante Montini, era l'esatto rovescio di questa di oggi.

Non credo conti poco, nel 'fare la differenza'.

Quanto al privato che viene fagocitato dal sociale (bottegaio, direi io, non so se sei d'accordo S***, perchè tutto viene 'girato' in opportunità di guadagno, comprese le diete e le campagne contro l'anoressia, e anche sui diritti delle coppie conviventi penso che vaste schiere di professionisti stiano facendo il conto di quanto verranno a guadagnare in più da PACS/DICO)

quanto a questo, ricordi le discussioni con L*** sulla 'fecondazione assistita'?

Io lì son rimasto, tutto ciò che sa troppo di regolazione 'statale' della vita privata mi rende sospetto e guardingo, nonostante che, di principio, io dia per scontato che sul diritto a godere di diritti civili nessuno dovrebbe interporsi, anche e soprattutto se riguardano minoranze (di quella relativa alle convivenze faccio, o meglio facevo parte anch'io fino a pochi mesi fa)

------------------------------------------------------------

Dimenticavo di rispondere sul "futuro dell'uomo" (fino a 11 anni fa pensavo, mai figli per una nuova guerra... e sui PACS, soprattutto a-sessuali, non avrei avuto nessun dubbio.... adesso "lui" c'è, e al futuro ci devo pensare ... mah...)

Dunque:

Marte: foto dimostrano che vita è possibile
Immagini Nasa mostrano che l'acqua scorreva e ha eroso le rocce da tempo sufficiente a permettere a forme di vita di sopravvivere

Corriere della Sera


Aggiungo una postilla alla società bottegaia, va! E' Carnevale!

"Gran Bretagna, laurea in pompe funebri
per "l'industria del caro estinto"

La Repubblica




permalink | inviato da il 16/2/2007 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 febbraio 2007

Tante Memorie? Sì, ma innanzitutto DUE: la Shoah, e Hiroshima-Nagasaki.

Leggo da più parti che per superare il dualismo destra-sinistra, e per 'par condicio', al posto di un'unica Giornata della Memoria dedicata alla Shoah, se ne dovrebbe istituire una dedicata alle Memorie.

In questi giorni non mi è piaciuta affatto la riproposizione, anche da Alti Pulpiti, della tragedia delle Foibe come 'pendant' della Shoah.

Quella tragedia, quella delle Foibe, di cui è giustissimo RICORDARE TUTTO, è avvenuta, come altre - moltissime, in tutti i continenti, in un tempo di MASSIMA BARBARIE, al termine della II GM.

Viceversa, sia la SHOAH che le BOMBE ATOMICHE DI HIROSHIMA E NAGASAKI sono avvenute AL CULMINE della MASSIMA CIVILTA' DEL '900 , QUELLA GERMANICA, e al SORGERE DELLA MASSIMA CIVILTA' CONTEMPORANEA, QUELLA USA.

Non è differenza di poco conto.

Germania e Austria rappresentavano per più di mezza Europa LA Civiltà Occidentale prima della I GM, e la Germania ha continuato ad essere LA Civiltà di riferimento per tre quarti d'Europa anche DOPO la fine della I GM, e anche durante il Nazismo.

Che la SHOAH abbia potuto essere progettata, puntigliosamente pianificata, scientificamente studiata, dalle 'migliori' menti del Globo (per l'epoca) è QUESTO su cui non possiamo esimerci dal riflettere e ricordare a 60 anni di distanza.

Oltre al fatto che in quel modo estremamente sofisticato, anche dal punto di vista tecnologico, è stato pianificato l'ANNIENTAMENTO DI UN INTERO POPOLO, QUELLO EBRAICO, PROPRIO PERCHE' CONSIDERATO CIVILTA' CONCORRENTE E 'INCOMPATIBILE' CON LA CIVILTA' OCCIDENTALE ED EUROPEA.

E QUESTO INSIEME DI FATTI E' UNICO E SPECIALISSIMO NELLA NOSTRA STORIA RECENTE.

Identico discorso si puo' fare per HIROSHIMA E NAGASAKI, con l'aggravante che a pianificare in modo estremamente intelligente, sofisticato, il MASSIMO consentito dalla Cultura e dalla Scienza del '900, lo sterminio di due intere popolose città giapponesi, sia pure per abbreviare le sofferenze di una guerra già durata troppo, sono stati la Potenza Nascente degli anni 18-40, ovvero gli Stati Uniti d'America, alla fine rimasti l'unica SUPER POTENZA, NON SOLO SUL PIANO MILITARE, MA POTENZA DI RIFERIMENTO SUL PIANO SCIENTIFICO, TECNOLOGICO E CULTURALE -PROPRIO- IN RELAZIONE AI DIRITTI UMANI E AL DIRITTO INTERNAZIONALE.

Le due Memorie, vengono ricordate in due Giornate differenti, separate da alcuni mesi (Gennaio, la Shoah, Agosto Hiroshima e Nagasaki)

E io ritengo sia bene così.

Sposterei caso mai altre ricorrenze ad altra data: perchè non il 4 Novembre ad esempio? Data 'storica' dedicata alle Memorie Patrie...




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16 febbraio 2007

Rischiare la Pelle: Altrui.

Ecco quel che rende attuale il 'delirio' brigatista. Attuale, e forse destinato a non estinguersi per molti secoli ancora, è il tentativo (non solo 'brigatista', per la verità) di far passare per 'eroismo' e 'coraggio' (di vendere la pelle, ma quella altrui, e indiscriminatamente, colpendo a caso 'nel mucchio') quel che coraggio ed eroismo non sono

e di fare questo annegando il tutto (spesso confezionato in abiti logori e consunti e ammuffiti, come il gergo ipersemplificato 'marxi-maoista', ma vale lo stesso per chi ha riferimenti altri, religiosi o ideologici) in un mare di affermazioni di buon senso comune (o meglio, che di buon senso comune non sono, perchè il Potere non consente che lo siano.

Eccone un esempio, dai Commenti a Blog Trotter:

Cerco di rispondere a Nino mettendomi nella testa di un uomo che decide di passare alla lotta armata ( qualcuno ora dirà che sono un sanguinario brigatista ):

La percezione di essere privi di rappresentanza all’interno delle istituzioni.

Chi di noi aborre la guerra, chi di noi è sconvolto dallo smantellamento dello stato sociale, chi di noi si oppone allo sventramento del proprio territorio, chi di noi si oppone alla discriminazione razziale, chi di noi è colpito dal precariato, per dirne solo una piccola parte, a chi dovremmo fare riferimento?

A quelli che mandano i nostri figli ad uccidere i figli di un’altra donna o da loro farsi ammazzare? A chi muore nelle file degli uffici di collocamento o langue nella desolata terra dei contratti a tempo? A chi gestisce il nostro territorio come se fosse un bene infinito da sprecare senza scrupoli? A chi ordina i pattuglioni etnici in “ambienti islamici” e presidia i CPT?

Davvero è questo il meglio che la sinistra italiana può offrire?

Quando Prodi ordina ai suoi viceministri di astenersi dal partecipare alle manifestazioni, dice bene. Perché questi viceministri sarebbero tenuti a svolgere il loro lavoro in Consiglio dei Ministri, e quindi alla Camera ed al Senato.

Andare a passeggio dietro gli striscioni di qualche manifestazione non fa di loro dei referenti del movimento. Lo sarebbero se invece di farsi fotografare ai cortei dessero voce all’interno delle istituzioni alle istanze che quel movimento propone ed ha messo in cima alla liste delle priorità popolari.

Prodi ha detto una verità incontrovertibile: il governo, questo governo di “democratici compagni” ha votato per l’allargamento della base di Vicenza. Andare alla manifestazione, ad esibire galloni di pacifismo e patriottismo (perché chiedere agli stranieri in armi di andarsene dalla nostra terra è patriottismo) è pateticamente parassitario.

Per dirla tutta, sarebbe stato compito addirittura degli organizzatori della manifestazione dire loro di evitare di comparire. A loro, ai cosiddetti senatori pacifisti che per “solidarietà di coalizione” hanno votato il rifinanziamento delle missioni militari.

Cosa spinge delle persone normali, a decidere diprendere un’arma? Cosa fa si che siano pronti a battersi, a temere il momento dello scontro, ad essere terrorizzati dalla sola idea di uccidere.

A leggere i giornali si scoprono gli obiettivi. Berlusconi, Libero, Ichino, Eni, Sky. A chi non vede un progetto politico dietro questo elenco dico che è visibile.

Alcuni uomini e donne - giovani, laureati, operai, padri e madri di famiglia, cinquantenni, pregiudicati, disoccupati, precari – hanno individuato il nemico di classe con precisione: il monopolio dell’informazione, la stampa del peggior padrone, gli sfruttatori di risorse e popoli, i teorici del precariato.

E questi uomini e donne hanno scoperto di non avere nessuno che li ascoltasse, nessuno che dicesse: “Sono al governo per dare risposte giuste, non sono al governo per la mia parte politica, sono al governo grazie al popolo e per il popolo”.

Manca forse la tensione intellettuale degli anni 70, ma le tensioni sociali, oh, quelle ci sono tutte. Moltiplicate all’infinito. Perché la società dell’informazione è riuscita ad azzerare la capacità di elaborazione politica della critica dell’esistente, senza però spegnere le aspirazioni a volere di meglio. Con ogni mezzo necessario.

Una parte di questi compagni - come Sofri quando era Sofri, Liguori quando era Liguori, Lerner quando era Lerner e non erano ancora diventati organici al sistema da abbattere – ha scelto di dire di no.

Sono imbarazzanti? Forse. Non guadagnano miliardi come Totti, non hanno delle tette da paura come la velina di turno, non scopano in pubblico come i grandefratellastri, non vanno a ballare da Briatore tra un orfanotrofio e l’altro, non sfilano alle manifestazioni per la pace salvo poi votare per la guerra.

No, loro – dopo aver accertato che il voto non serve a niente, che le manifestazioni sono passerelle per quell’aborto che si insiste a chiamare sinistra radicale parlamentare – hanno deciso , sulla loro pelle, con gesto folle e temerario di passare ai fatti.

Perché?

Nessuna legge sul conflitto d’interesse, non dico ai tempi del primo governo Prodi, ma nemmeno ora. Le missioni vengono rifinanziate a raffica, il nostro territorio ceduto per consentire a truppe terroriste di continuare a seminare morte, guerre civili e a violare la nostra sovranità.

Abbiamo così completamente abdicato al nostro passato di combattenti per la libertà da mettere sullo stesso piano le stragi naziste alla resistenza comunista nei Balcani, e invece di tacere quando ce lo fanno notare, minacciamo di ostacolare l’ingresso in Europa della Croazia.

Certo, è vero, esiste un popolo in Italia che non si solleva in armi. E come alternativa non hanno un governo di sinistra ma il Gabibbo, compra a rate ciò che non può permettersi, lavorerà fino a 70 anni se ha un lavoro e non entrerà a lavorare fino a 40 se è disoccupato, che andrà in giro per il mondo ad uccidere o a farsi uccidere e che invece di vivere, continuerà a sopravvivere.

Postato Giovedì, 15 Febbraio 2007 alle 23:07 da molotov

Ci spiegasse 'molotov' in cosa è perchè dovrebbe essere più meritorio nascondersi in una 'fratta', e assassinare una o più persone indifese, giudicate 'degne' di pena di morte al di fuori di qualunque giustizia, proletaria o borghese, e fregandosene di e contraddicendo il  detto (poi magari a parole 'pacifisticamente' condiviso dallo stesso 'molotov') "Nessuno Tocchi Caino" ...




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16 febbraio 2007

Difesa della Razza e Lotta di Classe.

L'ho scritto, e continuo a ripeterlo, che il mio pensiero, messo qui, è provvisorio e contradditorio.

Non puo' che essere così, temo, per chiunque si provi 'a freddo', e cercando di sgomberare il terreno dalle 'palle', dalle mine ideologiche e fideistiche, a ragionare sulla Guerra, e sul suo presupposto originario: la Violenza interumana.

Ripensando all'articolo di Giorgio Bocca riportato qui ieri, mi viene ad esempio da chiedermi: considerare il popolo afgano (qualunque popolo) come 'intrinsecamente', 'storicamente', 'per natura' incapace di vivere senza la guerra, non è - questo - un PENSIERO RAZZISTA?

I montanari europei dell'uno e dell'altro versante delle Alpi si sono scannati per millenni, e da questo ne consegue che gli europei, o i singoli popoli alpini, sono 'per natura', 'per storia', 'intrinsecamente' incapaci di vivere senza spararsi addosso?

Certo, se si ragiona 'alla Sigmund Freud', non si puo' non tener conto della natura umana, della sua storia evolutiva, di pulsioni, istinti, inconscio, e difficoltà - ma di TUTTA L'UMANITA' - a lasciarsi 'imbrigliare' dalla Civiltà, e a risolvere 'pacificamente' l'erompere di angosce assassine e omicide (suicide).

Non è questo il contesto entro cui ragiona Giorgio Bocca, e chi come lui protesta contro la (nuova, ennesima, inutile) guerra.

In origine c'era la Razza, o l'Italianità, o la Slavità (non so se si dice così, ma ne ho sentito di tutte da chi si è in questi giorni arrampicato sui vetri per farci ingoiare l'amara pillola delle verità sulle Foibe istriane) e altre 'palle' simili, per un intero secolo perfino sostenute da una forzata lettura del Pensiero Scientifico (si pensi a Darwin), e da 40-50 anni, per nostra fortuna, senza più un briciolo di quel sostegno (nonostante periodici tentativi, anche attuali, di piegare la scienza, la genetica, le neuroscienze in senso razzista).

Di Razza Giorgio Bocca qualcosa sa, dal momento che ne ha scritto convinto in sua difesa da adolescente, cambiando poi coraggiosamente e saggiamente idea.

Per sostituirla con quale altra Idea?

L'Idea di Classe?

Classe, Sangue, Razza... non hanno però una matrice comune? Non sono state per secoli categorie comode a sancire e mantenere al Potere i gruppi sociali ed etnici 'vincenti' ? (all'epoca romana ad esempio, era 'classe' il sangue, ma è anche vero che Roma deve la sua stessa origine leggendaria a un'associazione multi etnica, e che gli Equites erano tali per meriti di guerra, e sui 'veterani' si è fondato per 500 anni l'Impero Romano)

E quando la Classe 'vincente' è diventata quella Operaia, è cambiato qualcosa? O non è invece successo che, come sempre, la vera Classe 'vincente' sia stata anche allora, in Russia prima, in Cina poi, quella dei capi militari che quella 'vittoria' avevano conseguito?

E a questo si dovrebbe prestare attenzione oggi che la Guerra è tornata a dominare il campo, a tutto campo.

Al suo 'generare' una 'classe' di Potere che quel potere incamera e detiene proprio in forza del suo 'saper' fare la guerra.

Chè oggi la Guerra è cosa molto simile alla ben nota (agli Italiani, specie al Nord) Grande o Prima Guerra Mondiale. perchè, oltre che inutile, è guerra aspra, di 'trincea', eterna, mai terminata (e 'quella' guerra infatti non fu vinta da nessuno, bensì perduta da tutte le Potenze partecipanti, a parte gli USA, e la 'sconfitta' di una parte così come la 'vittoria' dell'altra fu un fatto 'politico', non militare)

ma è anche guerriglia,

ma è anche guerra super tecnologica, dove la sproporzione tra la 'potenza' delle armi e dei sistemi di attacco-difesa, compresa l'Intelligence, 'occidentali' e quella di chi a loro si contrappone è abissale ...

... e però questo non toglie che sulle montagne afgane muoiano a migliaia dall'una e dall'altra parte (e chi muore non è il più sfortunato, perchè poi ci sono i mutilati di guerra e i 'reduci' (dopo la Prima Guerra Mondiale i principali sostenitori di Mussolini e di Hitler) e - come è regola dalla II GM in poi, la popolazione civile martoriata da bombe, autobombe e mine).

Quel che voglio dire è che neppure le argomentazioni di Giorgio Bocca sono completamente convincenti nel dirci PERCHE' OGGI NON DOVREMMO SOSTENERE UNA GUERRA CONTRO CHI (COL TERRORISMO, MA ANCHE 'SUL CAMPO') MINACCIA LE TRISECOLARI CONQUISTE DELLE DEMOCRAZIE (OCCIDENTALI, MA NON SOLO, BASTI PENSARE AL GIAPPONE).

e, nello stesso tempo, SONO ANCHE TROPPO CHIARE LE RAGIONI PER CUI LA GUERRA E' PIUTTOSTO DA RIFIUTARE CHE DA ACCETTARE E PROMUOVERE.

Resta il dubbio quando la GUERRA si presenta come INEVITABILE: perchè NON E' DEL TUTTO VERO che LA GUERRA NON HA MAI NELLA STORIA UMANA RISOLTO ALCUN 'CONFLITTO'.

Si potrebbe sostenere che senza la guerra e le guerre ci troveremmo ancora in pieno Medio Evo, come tante altre popolazioni e culture  del Globo.

Ma CHI giudica quando e perchè una guerra è inevitabile, oggi, in un mondo che si vuole 'democratico' ?

Un'idea - lo so - sciocca e ingenua, ma semplice - sarebbe che QUALUNQUE GUERRA, PRIMA DI ESSERE INIZIATA, VENISSE SOTTOPOSTA A REFERENDUM, E NON UNA, MA ALMENO DUE VOLTE, CON UN INTERVALLO TEMPORALE TRA L'UNA E L'ALTRA VOTAZIONE.

Dice: ma intanto 'quelli' la guerra la fanno a noi!

Vero (forse). Ma la Tecnologia oggi consente anche di guadagnare e tenere 'tempo' perchè si mediti bene quel che si fa, e non è -forse- necessario che quel tempo venga trascorso in trincee scavate in valli 'nemiche'.

Perchè QUESTO per me rimane il punto, dalla Prima Guerra del Golfo a oggi: che ci viene chiesto di partecipare, anche se 'per la pace' e per ora solo 'volontaristicamente', ma poi, a noi Cittadini di questa Repubblica (italiana e globale) viene negata ogni possibilità di esercitare fino in fondo il 'potere democratico' - una testa un voto - proprio quando sarebbe più necessario.

PS

Ho letto, e suggerisco di leggere Contrordine, compagni

E, PS al PS, finalmente ho capito come ragiona il segretario dei Comunisti Italiani (che come me fantastica sulla I GM), ma forse avrebbe preferito che a 'vincerla' fossero stati il Kaiser e Franz Joseph

“Sin quando si continuerà a voler parlare della Venezia Giulia come di una regione italiana, senza accettarne la realtà di un territorio abitato da diversi gruppi nazionali e trasformato in area di conflitto interetnico dai vincitori del 1918, incapaci di affrontare i problemi posti dalla compresenza di gruppi nazionali diversi, si continuerà a perpetuare la menzogna dell'italianità offesa e a occultare (e non solo a rimuovere) la realtà dell'italianità sopraffattrice”.

Qui: http://siro.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1366390




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15 febbraio 2007

Cari italiani siamo in guerra ...

Eccolo, lo cerco da questa mattina, nella rete:

articolo molto efficace quello di Giorgio Bocca, che vale secondo me molto più di tante parole al vento che si richiamano a 'parole d'ordine' di ideologie sparse

l'altra sera ascoltavo il segretario dei Comunisti Italiani sostenere che lui è d'accordo con le scelte dell'attuale governo, in tema di 'difesa', e che in Afganistan, ad esempio, i nostri soldati sono - certo- autorizzati a 'rispondere al fuoco' - se attaccati .... invece, non sono autorizzati, né lui vuole che lo siano, ad andare all'attacco contro i Talebani, al sud ...

... come se in GUERRA, difesa e attacco (e il bello è che quel segretario si mostrava esperto di guerre, addirittura da Alessandro Magno in qua) si potessero dividere e separare e non fossero tutt'uno, a seconda delle circostanze, appunto, di GUERRA....

... e infatti oggi il governo USA ci informa che per difendersi da prossimi attacchi talebani, preverrà quegli attacchi attaccando per primo...

Lapalisse.... si direbbe... e invece no,,,,

Io sono cresciuto con in testa i cori alpini della Prima Guerra Mondiale, e tutt'ora non riesco a passare dal Veneto e dal Trentino senza pensare che quelle montagne tuttora grondano sangue sparso invano da centinaia di migliaia di opposti COMBATTENTI. E infatti oggi, al mercatino di Brescia, per San Faustino, ho comprato un CD degli alpini da far ascoltare a mio figlio (10 anni) che di simile non ha mai sentito nulla.

Perchè forse ha ragione Giorgio Bocca, prima di parlare di GUERRA (ovunque venga combattuta e per qualunque più o meno nobile fine) sarebbe bene che ci ricordassimo, o apprendessimo da chi l'ha vissuta, COSA E' LA GUERRA.

--------------------------------------------------------------

L'ANTITALIANO

Cari italiani siamo in guerra

di Giorgio Bocca

Ecco il discorso che dovrebbe fare Romano Prodi:

'Siamo legati all'Alleanza e dobbiamo onorare i nostri impegni'
 
Romano Prodi appare in televisione per informare gli italiani che rinnoveremo il nostro contributo 'pacifico', dice, alla missione della Nato in Afghanistan.

La dizione è meditata e lenta: parole come pietre, le mascelle un po' contratte per dar forza alle parole, lo sguardo fermo e duro delle occasioni solenni.

Il tutto per recitare in pubblico una affermazione incredibile, smentita dai fatti e dal buon senso: che cioè il nostro contingente non è lì per partecipare alla guerra, per una operazione scopertamente militare. Basta guardare come sono vestiti e dotati i nostri soldati, per l'appunto da soldati e non da seminaristi, e li vediamo sfilare sugli schermi televisivi come dei robot bellici gonfi di uniformi, armi, cannocchiali, schermi agli infrarossi per combattere di notte, radiotelefoni, bombe a mano con manici tipo Wehrmacht.

E basta guardare le strade per cui camminano, anzi corrono, in fila indiana come chi sa che possono sparargli addosso. Strade su cui sostano carri armati o carrette militari, con sacchetti di sabbia antiproiettili agli ingressi delle case e bandiere mosse da venti tesi e carichi di sabbia sui pennoni, e ospedali da campo pieni di gente mutilata dalle mine anti-uomo e donne che passano rasente i muri, chiuse nei loro burka.

Basterebbe il solo nome Afghanistan per capire che si è in uno dei luoghi di guerra e di paure più sventurato del mondo, dove la parola pace è impronunciabile, assurda, visto che da sempre vi si combattono guerre tanto sanguinose quanto assurde.

Così stando le cose è davvero il caso di continuare in questi discorsi a cui non può credere nessuno che sia fornito di un minimo di ragione o dire invece cose credibili, oneste, coraggiose, anche se non si possiede l'alta retorica di un Churchill?

Per esempio: "Cari italiani è davvero penoso il compito di chiamarvi ancora alle armi dopo i massacri delle guerre mondiali, ma così vanno le cose di questo mondo. Dai tempi della guerra fredda ci siamo affidati agli Stati Uniti, il nuovo impero, per vivere come i ricchi della terra, protetti dai soldati e dalle armi Usa.


Ogni tanto l'impero ci chiede di partecipare alle sue spedizioni militari. Non sempre la richiesta è gradita, ma inevitabile e tutto sommato a buon prezzo.

Che deve fare un governo di questo strano Paese che vuole i vantaggi dell'alleanza, ma non gli oneri? Uscire dall'alleanza? Mettere in pratica il più assoluto neutralismo, tirare avanti come se fossimo padroni del nostro destino?

Ma siccome così non è, siccome siamo legati a filo triplo all'alleanza atlantica, cerchiamo di onorare i nostri impegni o di far finta, come spesso accade, di 'onorarli
'.

Non crede il capo del nostro governo che un discorso schietto, sincero, sarebbe più comprensibile dagli italiani, delle contorte argomentazioni sui nostri soldati che vanno armati di tutto punto sui campi di guerra, ma con intenti pacifici, che partecipano ai presidi del territorio, ai rastrellamenti dei terroristi, ai convogli per i rifornimenti bellici e magari anche a qualche strage di talebani, ma che continuano a dichiararsi pacifisti?

C'è un'Italia che si è stufata della Resistenza, che non capisce le nostalgie per la Resistenza. Eppure la ragione è semplice: quello è stato il periodo in cui gli italiani hanno rinunciato alle loro furbizie, ai loro giri di walzer, allo stare alla finestra, in cui si sono assunti le responsabilità delle loro scelte.

Ebbene oggi ci sembra che il Paese abbia perso la capacità di scegliere e che il suo governo sia costretto a mentire pur di durare. Eppure se siamo un Paese libero e sovrano è proprio perché allora abbiamo avuto il coraggio di scegliere.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Cari-italiani-siamo-in-guerra/1507240




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