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Psicologia e Guerra
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23 febbraio 2007

Prodi I, il Governo delle Smentite

Fino a pochi minuti fa sul 'live' di Repubblica.it il senatore Pallaro veniva dato per sicuro ...

Ora leggo:

20:48

"Il senatore Luigi Pallaro smentisce categoricamente di aver già dato il suo sostegno ad un Prodi bis". E' quanto annuncia William Amorese, portavoce in Italia del senatore eletto dagli italiani residenti in Sud America. "Il senatore Pallaro - prosegue il portavoce - continua a rimanere favorevole a un governo di larghe intese".

A quanto si apprende Marco Follini ha sciolto la riserva e dovrebbe votare la fiducia al governo Prodi. Sarebbe stato convinto dai 12 punti di Prodi, soprattutto dalle novità su famiglia e infrastrutture. Sembra certo che al fianco di Follini possa aver deciso di votare la fiducia anche un altro senatore della Cdl. Il terzo "acquisto" del centrosinistra dovrebbe essere l'indipendente eletto all'estero Luigi Pallaro, convinto dall'ultima riga del primo punto del programma, laddove si parla di "incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all'estero". Con questi voti, e il recupero ormai certo dei due senatori dissidenti (che però non voteranno il decreto sull'Afghanistan) la maggioranza, al netto dei senatori a vita, dovrebbe contare su 159 senatori: uno in più del necessario contro i 155 voti complessivi su cui può contare l'opposizione, includendo l'indipendente Sergio De Gregorio.

Intanto, a Otto e Mezzo, Berlusconi si dice certo che Follini NON darà il suo sostegno a Prodi I ...

Corriere.it :

23 feb 19:51 Governo: Rossi, si' alla fiducia ma su Afghanistan mi riservo

ROMA - "Questo e' il mio governo e la mia maggioranza, la fiducia la voto ma sull'Afghanistan voglio un segnale di speranze e chiarezza e li' decidero'". Il senatore Fernando Rossi, ex Pdci, riconferma la sua posizione e si scaglia contro il segretario Pdci Oliviero Diliberto: "Lui parla di dignita', lui che diceva che gli americani hanno le mani grondanti di sangue e poi va in aula e annuncia che vota si'". "Se la conferenza di pace non si puo' fare me lo dicano - precisa Rossi - ma devo dare delle speranze concrete sulla discontinuita' perche' io possa giustificarmi con la gente". (Agr)

A sto punto, l'unica cosa certa è che HA DA PASSA' A' NUTTATA ... ma la famosa fermissima composizione del nascituro Governo di Prodi I ... NDO' STA ?

Leggo sul blog:

L'unione DEVE tornare a governare!

scrive Notes-bloc che riporta anche il pensiero di Pietro Ingrao. Interessante, ma CON CHI ???????????

I soliti sospetti ( aridatece Berlusconi ! )

leggo invece sul pensatoio e mi dà da pensare, specialmente l'ultima frase che dice "almeno... sai a chi sputare in faccia."


Ma insomma, è maleducazione...


Ma ecco I NOMI !!!!!!!

I NOMI - A 157 l’Unione arriva contando tutti i senatori eletti ad aprile nelle sue fila, più l’indipendente Pallaro (che però ha fatto sapere di non avere ancora deciso se dare ancora l'appoggio a Prodi), meno il transfugo ex Idv Sergio De Gregorio. Non è conteggiato neppure Franco Marini che, come presidente, non vota. In questi 157 si annoverano anche Fernando Rossi della Lista consumatori e Franco Turigliatto, ormai ex Prc, i due senatori che con il loro non voto sulla mozione di maggioranza hanno contribuito alla crisi. Per loro due, tuttavia, il problema si potrebbe riproporre in occasione del voto sull’Afghanistan. Nonostante i distinguo su Kabul, intanto, sono pronti a mantenere il sostegno a Prodi gli altri dissidenti: il Verde Mauro Bulgarelli, Fosco Giannini e Claudio Grassi del Prc, e anche la senatrice Idv Franca Rame che però, ha già annunciato che dopo aver votato il rifinanziamento della missione si dimetterà da palazzo Madama. Si arriva così a 157, il ché però si traduce in un pareggio con i 156 eletti nella Cdl e De Gregorio.
I SENATORI A VITA - Ma ci sono sempre i senatori a vita. Per toccare almeno quota 161 nel voto di fiducia si conta su Emilio Colombo, Carlo Azeglio Ciampi, Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro (anche se, sull’ex capo dello Stato, potrebbero pesare problemi di salute). E’ altrettanto chiaro che in questo calcolo non vengono considerati i tre senatori a vita che nella fatidica votazione sulla politica estera che ha spinto il professore alle dimissioni non si sono schierati a favore: Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Sergio Pininfarina (peraltro assai di rado presente in Aula).
GLI INCERTI - La maggioranza potrebbe contare anche su un ritorno, quello appunto di Sergio De Gregorio (che chiedeva il superamento della legge sui Dico, che infatti non è stata inserita nei 12 punti "non negoziabili"), e su un nuovo acquisto, ovvero l'ex segretario Udc, Marco Follini, attualmente a capo del movimento Italia di mezzo. Follini, secondo voci di corridoio, potrebbe portare con sè anche un altro imprecisato senatore ex centrista. Non è inoltre escluso un interessamento successivo da parte del leader del Movimento per le autonomie, Raffaele Lombardo.

Corriere.it , 23 febbraio 2007






permalink | inviato da il 23/2/2007 alle 21:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

23 febbraio 2007

La toppa costa

E già, costa! Scrive codadilupo.ilcannocchiale.it

Per cinque anni abbiamo parlato del conflitto d’interessi berlusconiano. Fino a inflazionarne l’impatto facendone ritornello d’appartenenza, d’identità, di retorica. Ma quel richiamo alla minaccia di un uomo che piega lo Stato alle sue smanie ci ha comunque scossi dal particulare. E ci scuote ancora sapere come certi incubi e certe derive possano ripresentarsi di nuovo e solo perché alcuni malpancisti, non dimentichiamolo espressione di aree più ampie del proprio dolore di rivoluzionari incravattati, hanno deciso di mettere la testa di Prodi sul piatto d’argento. Senza manco chiedere alla Salomè di Arcore d’accennare un passo di danza. L’alternativa è secca. Anzi tombale: riconsegnare l’Italia a un Berlusconi che dopo l’astinenza annuale arriverà al comando con la spada sanguinante o riparare l’abito ulivista con qualche toppa bruttina ma salvifica. La toppa costa. E abbiamo visto subito quanto: via i Dico dal programma. Per recuperare Andreotti e Cossiga. E imbarcare Follini. In coscienza dovrei dire no. E appellarmi alla coerenza. Fare il Turigliatto Laico che per orror di tonaca le lascia campo libero coi i clericaloni non devoti della Cdl. Invece no. Accetto il compromesso al ribasso, la coerenza violentata e l’ennesima delusione. Quando c’è da scegliere tra una palata di merda in bocca e un bicchiere d’orina quanto a disgusto scelgo il meno peggio. Come il vecchio Indro nel 1976: e allora mi turo il naso e avanti col Prodi bis. E avanti con Andreotti (guarda che brutta fine abbiamo fatto!) Per le anime salve si tratta di rinuncia. Ma io ci vedo solo buonsenso al cubo. E la moralità del buonsenso non fa mai una piega.

Buon senso, dice...

A me sembrava che il 'buon senso' stesse a metà strada tra la 'piazza' e il Parlamento, ovvero 'gli elettori'

Che di buon senso fosse stare nelle alleanze militari, ma attenti a non strafare, ripensandoci quattro volte prima di mandare nostri soldati a uccidere e farsi ammazzare

Che di buon senso fosse ascoltare i giovani, i giovanissimi, le donne, gli omosessuali, le comunità, locali e nazionali, non per farsi legare le mani, ma perchè la democrazia è questa

Che di buon senso fosse smetterla con le giaculatorie otto-novecentesche in gergo comunista, cattolico pre-porta-Pia e quant'altro

Che il buon senso fosse smetterla con le finte e inutili campagne salutistiche e pro fitness 'di Stato'

Che di buon senso fosse lasciar pure che i miliardari si godano le loro accumulate ricchezze, ma paghino le tasse, e spendano, spendano, ma che precari e pensionati siano messi in condizione di fare una vita più che decente.

Il buon senso nel tenere in piedi uno pseudo governo di centro-SINISTRA turandosi il naso, proprio non lo vedo,

Vanno verso una Grande Coalizione? Facciano pure, forse quello sì è buon senso, dati i numeri.

Ma che intanto la Sinistra batta un colpo, FACCIA QUALCOSA DI SINISTRA: SI DIMETTA!




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23 febbraio 2007

Prodi's New Age

Prodi's Resignation Could Open New Era

By VICTOR L. SIMPSON, Associated Press Writer, 8:22 PM PST, February 22, 2007
ROME — Romano Prodi couldn't live with them and couldn't live without them. The far-left fringe of his fragile coalition, they are the parties that noisily opposed the premier's U.S.-friendly policies on keeping Italian troops in Afghanistan and expanding U.S. bases in Italy.

Those tensions forced Prodi to resign Wednesday after he lost a key foreign policy vote in the Senate -- and threaten to usher in a new era of turmoil in Italian politics.

Prodi needed the leftists to edge out Silvio Berlusconi in elections in May 2006. But they have paralyzed his ability to govern.

"When you put even Trotskyites in parliament, this is the least that can happen," said Prodi's foreign minister, Massimo D'Alema, himself a former communist.

Prodi often said he expected a full-five year term, despite a razor-thin margin in parliament and a coalition ranging from communists to former Christian Democrats.

The foreign policy package, including a reaffirmation of Italy's military mission in Afghanistan, failed because of leftist defections -- toppling a government that had been in power for only nine months.

Now Prodi needs to scrape together a new coalition if he is to stay in power. Failure could pave the way for the return of the conservative Berlusconi, a figure the left dreads because of his friendship with President Bush and the immense power he wields at the top of a media empire.

"After months of pressure in parliament and in the streets, the ideological cord of extremism has broken, bringing down Prodi and reopening to Berlusconi the possibility of leading the country again," said Ezio Mauro, editor of the left-leaning daily La Repubblica.

If Prodi does not have enough reliable allies to put together another coalition quickly, Italians may have to go to the polls for the second time in a year. President Giorgio Napoletano began talks with political leaders Thursday in a bid to find a solution.

From the start, Prodi's government was fraught with friction, as it struggled to meet European Union demands to cut Italy's budget deficit and increase productivity while seeking to please its electorate by maintaining Italy's generous welfare state.

But foreign policy proved to be its downfall.

Prodi and D'Alema's efforts to raise Italy's profile in NATO and the EU while weaning the government away from Berlusconi's cozy relationship with Bush were not enough to please the more radical wing of the center-left alliance.

"I believe Italy is today the only country in the West where nearly 10 percent of the voters believe in an anti-American platform," said political analyst Stefano Folli. "This explains the aversion to foreign policy, which is an aversion to the alliance with the United States."

For example, Lidia Menapace, a member of the Senate's Defense Commission, says U.S. and NATO bases are an "infringement of Italian territory" and that after the fall of the Berlin Wall NATO should simply "dissolve itself."

While Prodi has tried to play a major role as a peacekeeper in Lebanon, his ally, Communist Party leader Oliviero Diliberto, returned from a visit to Lebanon and Syria and said Hezbollah was a "victim of stereotyping."

Pictured on his party's Web site wearing a Palestinian scarf, Diliberto assailed Israeli criticism of his visit as "offensive."

Another communist leader, Marco Ferrando, defended banners held up during a recent protest that called for the release of a group of Italians arrested on terrorism charges as Red Brigades suspects.

"I criticize terrorism not because it puts the established order under discussion but because its serves the ruling class as a way of silencing opposition," he told Corriere della Sera newspaper.

The protest, against expansion of a U.S. base in Vicenza authorized by Prodi, drew tens of thousands.

Prodi's aides have said he would only return to power with ironclad commitments from his coalition partners to support government policy.

Prodi met with his coalition allies later on Thursday and called on them to give him their firm support for another government. Leaders emerging from the summit indicated he had lined enough backing for a Parliamentary majority in his bid to quickly return to office.

"Let's hope that after this trauma, the radical left understands that political suicide is in nobody's interest," D'Alema said.

( Los Angeles Times )




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23 febbraio 2007

Egitto. Blogger 22enne condannato a 4 anni

ALESSANDRIA D'EGITTO - Il tribunale di Alessandria ha condannato a quattro anni di prigione un ragazzo di 22 anni, colpevole di aver scritto, nel suo blog, parole di critica al fondamentalismo islamico e al presidente Hosni Mubarak. I legali hanno già annunciato che ricorreranno in appello.

Protestano Amnesty e Reporter senza frontiere, "preoccupato" il dipartimento di Stato Usa


http://www.repubblica.it/

Egyptian blogger sentenced to four years in prison

Egyptian blogger Karim Amer
© AI
Amnesty International condemns the four-year sentence handed down by an Egyptian court against blogger Karim Amer, and calls for his immediate and unconditional release.

Amnesty International




Le blogueur "Kareem Amer" condamné à quatre ans de prison
22.02.2007 - Abdel Kareem Nabil Suleiman ("Kareem Amer") a été condamné, le 22 février, à quatre ans de prison pour avoir "incité à la haine de l’islam" et insulté le président égyptien sur son blog. "La condamnation de Kareem est un message d’intimidation adressé au reste de la blogosphère égyptienne, qui avait prouvé ces dernières années qu’elle constituait un contre-pouvoir efficace", a déclaré Reporters sans frontières.

Reporters sans Frontières




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23 febbraio 2007

Prodi I, Imperatore delle Italie



( ilmanifesto.it )

L'Unione sono io
La crisi della maggioranza si risolve in un vertice notturno in cui Romano Prodi gioca il tutto per tutto. Presenta un «un patto programmatico non trattabile per rilanciare l'azione del governo». Dodici punti, dalla conferma della missione afghana alla Tav, dal riordino del sistema pensionistico all'aumento dei fondi per le «famiglie regolari». E, soprattutto, l'ultima parola su ogni cosa sarà quella del premier, che invita anche ministri e partiti a parlare di meno. I segretari dell'Unione chinano la testa e accettano tutto.




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22 febbraio 2007

Sì TAV, sì Ponte, sì Base, sì Afganistan, NO DICO.... Il dodecalogo prodiano.

Se questa non è la "comica finale" come altro la si puo' definire? SI SONO VENDUTI TUTTO, TUTTO (E TUTTI) !!!!!!!

TAV, PONTE SULLO STRETTO, BASE USA A VICENZA, IT ARMY IN AFGANISTAN E WORLDWIDE, PENSIONI, DICO

Sì dell'Unione alle condizioni di Prodi per andare avanti

AVANTI! AVANTI! AVANTI! MA DOV'È CHE SI VA? MA DOVE VANNO?????

C'è da pensare che Prodi e i suoi sapessero a chi altro, al di fuori dei leader presenti, sono destinati questi punti che dovrebbero servire a garantire, al Senato, i voti che sono mancati l'altro giorno. Non a caso, a quanto si apprende, lo stesso Mastella, insieme a Enrico Letta, hanno incontrato poco prima, Marco Follini, discutendo con il leader di "Italia di mezzo" i punti di Prodi.

Nella riunione di maggioranza, i numeri sarebbero rimasti sullo sfondo, ma si parla di un "rientro" di Rossi e Turigliatto che avrebbero garantito il voto di fiducia e di "qualche piccolo acquisto al centro".

NON E' UNA BATTUTA MIA! STA SCRITTO PROPRIO COSI' !!!!!!!!!!!!!!!!!

La riunione dei leader della coalizione ha accettato i 12 punti posti dal premier per proseguire la sua esperienza di governo. Sarà però il presidente Napolitano a decidere se rinviare il presidente del Consiglio alle Camere dopo aver concluso domani le consultazioni iniziate oggi


23:23 D'Alema: "Mandato forte a Prodi"

FORTE, FORTISSIMO, FORTISSIMISSIMO....!

D'Alema: Prodi ha ricevuto dal vertice un "mandato forte per rilanciare l'azione del governo"
23:16 Mastella: "Dico diventano materia parlamentare"

"Da oggi i Dico diventano una materia parlamentare, che non ipotecano e non mettono in discussione il Governo come tale". Lo afferma il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, al termine del vertice dell'Unione. Per il guardasigilli "stasera il tempo è migliore rispetto ad oggi. Adesso, se è possibile, vedremo al Senato di allargare un pò il campo...".

23:14 Diliberto: "Cauto ottimismo dopo grande risultato"

Un "grande risultato". Così il segretario del Pdci Olviero Diliberto descrive l'approvazione dei 12 punti che dovrebbero consentire a Romano Prodi di tornare a guidare l'esecutivo. Lasciando Palazzo Chigi dopo il vertice della maggioranza Diliberto ha definito il testo dell'accordo come "un buon compromesso, Prodi prosegue, speriamo, naturalmente che vi siano alcuni altri esponenti del Senato che possano aderire alla proposta che Prodi ha avanzato: ma stasera, dopo due giornate complicate, possiamo mandare un messaggio rassicurante al nostro popolo che giustamente era traumatizzato da questa crisi". In altre parole "cauto ottimismo perché comunque si è raggiunto un grande risultato, ieri e stato una giornata tragica oggi possiamo tornare a sorridere".
23:12 Fassino: "Pieno accordo per fiducia a Prodi"

"C'è un pieno accordo per ribadire la piena fiducia al premier Romano Prodi e la piena condivisione di un sostegno leale e forte da parte di tutti i gruppi parlamentari". Così il leader dei Ds Piero Fassino commenta l'esito del vertice di maggioranza appena concluso a Palazzo Chigi. "Un pieno accordo - aggiunge Fassino - perché la maggioranza possa continuare l'attività e Prodi si presenti alle Camere e ottenga la fiducia e per uscire rapidamente dall'impasse di questi giorni". Il segretario dei Ds ha affermato che "sul memorandum di 12 punti tutti i gruppi si sono impegnati a un sostegno pieno e leale".
23:06 Non c'è provvedimento su Dico in punti Prodi

Nei 12 punti presentati da Prodi quale condizione per tentare di portare avanti l'eseprienza di governo e accettati dalla riunione dei segretari dell'Unione non c'è il provvedimento sui Dico, per il riconoscimento delle coppie di fatto.
23:03 Riduzione spese politica in punti Prodi

"Un'azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)". E' uno dei dodici punti programmatici del testo presentato questa sera da Romano Prodi al vertice di maggioranza.
23:02 Rilancio politiche famigliari in 12 punti Prodi

Un rilancio delle politiche a sostegno della famiglia "attraverso l'estensione universale di assegni famigliari più corposi ed un piano concreto di aumento significativo degli asili nido". Lo prevede il nono punto del documento programmatico, diffuso stasera dal premier Romano Prodi ai segretari dell'Unione per un rilancio dell'azione di governo.
23:00 Prodi: "Risultati importanti rovinati da litigiosità"

"Il governo in nove mesi di attività ha raggiunto obiettivi e risultati molto importanti per il Paese, completamente coerenti con il suo programma elettorale". Lo si legge nel documento sottoposto da Prodi ai leader dell'Unione. "Tuttavia, contemporaneamente, questi risultati e questi obiettivi non hanno avuto modo di essere percepiti dall'opinione pubblica in tutta la loro novità e di esplicare tutti i loro effetti perché il comportamento e le azioni dei singoli, ministri e forze politiche, hanno costantemente provocato una litigiosità e una strisciante contrapposizione di posizioni che ha oggettivamente logorato tutto il governo".

22:58 Nei 12 punti di Prodi anche proseguio liberalizzazioni

"Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni". E' uno dei dodici punti del documento programmatico che il premier Romano Prodi ha portato questa sera al vertice dei segretari dell'Unione.

22:57 Sircana: "Approvate le richieste di Prodi"

Le dodici condizioni poste da Prodi agli alleati per portare avanti l'esperienza di governo sono state accolte. Lo riferisce il portavoce del presidente del Consiglio, Silvio Sircana.
22:56 Anche Tav e riordino previdenza tra condizioni Prodi

Ci sono anche la realizzazione dell'Alta velocità e il riordino del sistema pensionistico tra le condizioni sottoposte da Romano Prodi ai leader delle forze dell'Unione nel corso del vertice a palazzo Chigi.
22:53 Tra condizioni Prodi "rispetto degli impegni internazionali"

"Per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al Presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto". E' questa l'ultima condizione posta da Prodi agli alelati per tentare di tenere in vita il suo governo. La prima è invece "il rispetto degli impegni internazionali e di pace".

SIAMO AL PRODI BONAPARTE, OLE'

A QUANDO L'INCORONAZIONE PAPALE?

DIMENTICAVO... ELEZIONI .... QUALI ELEZIONI ?????????

22:50 Prodi pone dodici condizioni

Sono dodici le condizioni "prioritarie e non negoziabili" poste da Prodi ai leader dell'Unione per ripresentarsi alle Camere.


http://www.repubblica.it

VOLETE LEGGERVELI PROPRIO TUTTI E 12? PER INTERO? LI TROVATE QUI

Corriere della Sera: «12 condizioni» di Prodi

ROMA - I dodici punti del documento presentati da Romano Prodi «sono prioritari e non negoziabili». Lo afferma lo stesso il premier nel documento diffuso ai segretari dell'Unione per il rilancio dell'azione di governo.
1. «Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali, derivanti dall'appartenenza all'Unione Europea e all'Alleanza Atlantica, con riferimento anche al nostro attuale impegno nella missione in Afghanistan. Una incisiva azione per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio rappresentato dalle comunità italiane all'estero».
2. «Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione».
3. «Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione). Impegno sulla mobilità sostenibile».
4. «Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori».
5. «Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni».
6. «Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno, a partire dalla sicurezza».
7. «Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica e della spesa legata alle attività politiche e istituzionali (costi della politica)».
8. «Riordino del sistema previdenziale con grande attenzione alle compatibilità finanziarie e privilegiando le pensioni basse e i giovani. Con l'impegno a reperire una quota delle risorse necessarie attraverso una razionalizzazione della spesa che passa attraverso anche l'unificazione degli enti previdenziali».
9. «Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l'estensione universale di assegni familiari più corposi e un piano concreto di aumento significativo degli asili nido».
10. «Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate».
11. «Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo».
12. «In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto».
22 febbraio 2007




permalink | inviato da il 22/2/2007 alle 23:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 febbraio 2007

Vergogna, Vergogna, Vergogna!

L'Onorevole Bertinotti non ha seguito il mio invito a dimettersi (va beh, io sono quasi invisibile, speravo che l'invito gli arrivasse da altri, numerosi, e che lo seguisse).

E' 'di sinistra', no? l'Onorevole Bertinotti, e dunque pensavo fosse interessato alle sorti della Sinistra nel prossimo secolo, non dico millennio.

E invece no, il PRC fa una manifestazione in piazza 'per sostenere Prodi'.

E intanto, i  'duri e puri' della (ex?) 'sinistra radicale' vanno a far la Spesa.

E mica si turano tanto il naso! Gli piace molto anche la gomma, quella del PONTE, che PRIMA era progetto demoniaco e palesemente MAFIOSO, adesso (miracolo!) è progetto buono e santo e comunista, compreso il suo promotore, e chi lo ispira.    Ma sì, un Ponte vale pure un DICO, o no?

Voto di scambio? Ma no! Si tratta di tanto, tanto, tanto, affetto.

E si sono sentiti pure rispondere che NO!

Ci avessero risparmiato, dopo la CADUTA, questo spettacolo indecente, si poteva almeno pensare che va beh, tornava al governo il centro destra, ma intanto si poteva resistere, i 200000 di Vicenza erano lì a dire che la sinistra è pur 'viva'. E anche dalla parte dei DS, va beh, avrebbero fatto il 'combino' per il Partito Democratico (Cristiano) ma insomma, una futura Sinistra, unita, avrebbe pur potuto provare a stabilire alleanze.

E invece no, Ci vogliono lasciare solo la vergogna, dall'una e dall'altra parte,

Mi scusi chi mi legge, ma ho lo stomaco sotto sopra, e non finirà presto.

19:05       Lombardo: "Non entreremo nella maggioranza"

"Abbiamo espresso al capo dello Stato la posizione del movimento per l'autonomia. Non entriamo in questo governo nè in questa maggioranza per dovere di lealtà verso gli elettori della cdl". Lo dice raffaele lombardo del movimento per l'autonomia, al termine dell'incontro con il capo dello stato. Lombardo però aggiunge che "il movimento apprezzerebbe da questo governo delle iniziative programmatiche che riguardino alcuni temi come la riforma dello stato, che punti sul federalismo, una riforma elettorale con la preferenza, iniziative legislative che affrontino il divario tra nord e sud del paese, la realizzazione del ponte sullo stretto, l'alta velocità e il risanamento ambientale". Per lombardo "una modificazione programmatica così importante ci costringerebbe a rivedere la nostra posizione e voteremmo questi provvedimenti. Ma siamo sicuri che non accadrà".

 18:52       Follini: "Non sono un kamikaze"

Ha sentito Prodi, Fini e D'Alema, ma non Berlusconi. Il più 'corteggiato' in questa crisi di governo è sicuramente Marco Follini, leader dell'Idm e ex leader dell'Udc, ma che con il partito di via Due Macelli condivide perfettamente la linea in questa situazione. "Io non sono un kamikaze - spiega ai suoi interlocutori - sono disponibile solo in presenza di un nuovo programma". Cioè, quella "fase nuova" auspicata da Casini, "perché a queste condizioni io non ci sto" e "non mi sembra che ci possano essere soluzioni possibili al momento né che qualcuno possa entrare in una maggioranza solo per alcuni mesi...".

 15:36       Mastella: "Dico vanno tolti da agenda politica"

"I Dico vanno tolti dall'agenda politica. Questo deve essere chiaro e mi sembra che sia stato capito. Vedrete cosa dichiarerò domani, dopo le consultazioni al Quirinale". Lo afferma il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, conversando con i giornalisti sugli sviluppi della crisi di governo.

 14:43       Finocchiaro: "Con Prodi confermato benvenuti i singoli voti"

"Prima bisogna confermare la maggioranza del governo Prodi. Poi, ovviamente, ciascuno di noi si augura un allargamento del consenso intorno al nostro governo e alla nostra maggioranza". Lo dice il presidente dei senatori dell'ulivo, Anna Finocchiaro, al termine di una riunione del gruppo che si è svolta a Palazzo Madama. E aggiunge: "non mi pare che ci siano all'orizzonte le condizioni per l'adesione di interi gruppi parlamentari, ma saranno benvenuti i singoli che si riconosceranno nel governo".


http://www.repubblica.it

Ammesso e non concesso, prima o poi dovranno pure mostrare la faccia questi misteriosi e prezzolati sostenitori "fermissimi" del bisgoverno Prodi...

e forse verremo pure a sapere qual è stato il prezzo pagato.




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22 febbraio 2007

Tra PACS e DICO c'è Guerra tra i Sessi?

Si puo' pure essere contro la guerra senza se e senza ma, ma la guerra continua a occupare ancora troppa parte della vita e delle menti dell'umanità.

E la guerra c'è, ci sarà, più crudele e più cruenta  che per il passato, e temo anche sempre più vicina ai nostri 'confini'.

Per questo penso e continuo a pensare che si puo' pure essere contro ogni guerra (tranne il solito caso di una guerra inevitabile, perchè ostinatamente portata da altri o perchè ritenuta indispensabile per troncare eccessive ingiustiizie e tirannidi)

Ma non ci si puo' limitare ad esorcizzare la guerra con il 'pacifismo' (che va bene solo nei termini di qualcosa che è sempre meglio di manifestazioni, come ce n'erano fino a pochi decenni fa, -per- la guerra, ma come tutti i fenomeni di massa incontrollati e 'spontanei' puo' mutare di segno in qualunque momento, e rovinosamente).

Alla guerra potremmo forse provare a 'prepararci', se non altro per saperla riconoscere quando dovesse bussare all'uscio di casa, e ci trovassimo nella condizione non di scegliere tra 'bene' e 'male', ma tra 'peggio' e 'ancora peggio'.

Mi chiedo: tra i Sessi, o Generi (ma non è la stessa cosa, credo) c'è, c'è sempre stata, c'è di nuovo, c'è oggi più di prima una Guerra?

Da ieri rifletto leggendo i titoli e sottotitoli d' grande allarme sui Grandi Quotidiani, e - già abbastanza rintronato dai misfatti della politica italiana nel suo insieme, sto qui a pensare: sarà tutto vero? è vero che "In un anno 74 mila stupri. Più di metà da partner o ex" ? e che "Solo il 5% delle vittime denuncia di aver subito una violenza"? (se non la denunciano, i dati da dove provengono?)

Voglio dire, fa ancora tutto parte di quella campagna salutistico - igienistico - ecologista (che un tempo, non molti anni fa, evocava nazismo, fascismo, eugenetica e affini, ed ora invece è segno di 'progresso') per la quale se non sei sano, se fumi, se ti mangi le unghie, se ti piacciono i dolci o vuoi una linea sottile, magari solo per entrare fisicamente negli abiti che trovi in commercio, se non vai in palestra, e dunque se LITIGHI IN CASA ... sei OUT, e tra un po' pure da noi ci saranno multe salate per chi poi chiederà di essere 'curato' per le conseguenze della sua condotta fuori linea?

Voglio dire una cosa molto semplice eh, non voglio fare io campagne negazionistiche, ci mancherebbe.

Se il dato è vero, c'è di che preoccuparsi, forse anche più che della Guerra in Afganistan o almeno altrettanto, forse hanno qualche punto in comune (anche perchè, senza donne, la Pace chi la fa? chi la trasmette?)

Se invece fosse gonfiato per "savonarolismo" montante, inizierei a trovare almeno un motivo di soddisfazione per il fatto che Prodi e il suo governo se ne siano andati a casa (loro), e la violenza - quella reale e/o da caccia alle streghe - torni ad essere considerata per quello che è: una brutta, bruttissima malattia umana, di 'destra' in quanto che la destra è sempre stata per definizione 'conservatrice', e di quella violenza io spererei che prima o poi l'umanità riesca a liberarsi, invece.

Non solo, ma mi domando anche se non ci sia anche qualcosa da non buttar via, nella "Guerra tra i Sessi", ovvero il "segno" della loro differenza, senza il quale non ci sarebbero più né agape né eros. E d'altra parte, se non si dia un po' troppo per "scontato" che "fare sesso" sia sempre una faccenda "pacifica".

Sempre che il "sesso" c'entri qualcosa, e non si tratti di violenza tout court, "scalata" in base alla prestanza fisica ed al potere di difesa/offesa dell'altra persona.

Un link? Qua, anzi due (il secondo farebbe pensare che purtroppo è vera la prima ipotesi)

Violenza su donne. Quasi 7 milioni di vittime in Italia. La quasi totalità non è denunciata
News del 22-02-2007

Sono poco meno di 7 milioni, 6 milioni 743 mila le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale e rappresentano il 31,9% delle donne di quella fascia di età; quelle che hanno subito violenza negli ultimi 12 mesi, invece, sono pari a 1 milione e 150 mila: ma, nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate.

E' quanto emerge da uno studio condotto dall'Istat sulla violenza alle donne presentato a Palazzo Chigi dal ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini, dal presidente dell'Istat Luigi Biggeri, alla presenza del capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della presidenza del Consiglio, Paolo Peluffo.

Insieme al report dell'Istat è stato presentato anche lo spot televisivo per sensibilizzare sull'argomento l'opinione pubblica, sui principale canali dai prossimi giorni.L'Istat, nella sua ricerca, condotta su un campione di 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni intervistate su tutto il territorio nazionale evidenzia come 5 milioni di donne (23,7%) hanno subito violenze sessuali, 3 milioni 961 mila (18,8%) violenze fisiche.
Circa 1 milione di donne, poi, (4,8%) ha subito stupri o tentati strupri.

In apertura della conferenza è stato quindi presentato uno spot televisivo che andrà in onda dai prossimi giorni sulle principali reti televisive, con il quale si vuole portare allo scoperto un fenomeno per il quale "non ci sono scuse".

La protagonista dello spot infatti, con evidenti segni di violenza fisica cerca scuse plausibili per giustificarli all'esterno.
Dal gioco con i bambini alla caduta accidentale, a una porta non vista di notte.


http://www.quaderniradicali.it

Lei lo lascia; dopo un mese lui la sequestra
Ragazza di 20 anni rapita dal suo ex all'uscita di una discoteca. Liberata dalla polizia dopo alcuni giorni. Arrestato il suo aguzzino


http://www.corriere.it/




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22 febbraio 2007

Una Modesta Proposta. Bertinotti si dimetta. Ora, o mai più.

Cadere è umano, in 'politica' poi, non è un dramma, specialmente se ci si è assicurati lucrose rendite di posizione, e per la terza età.

Perdere la testa, anche ...

Rialzarsi, dipende.

E allora, avanzo la mia piccola, insignificante proposta:

Bertinotti si dimetta da presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana.

Rialzi la testa lui, si faccia promotore di una sinistra di sinistra, senza altri aggettivi, e senza l'ossessione di rifondare alcunchè, semplicemente UNA - SINISTRA

Non lo farà? Non salverà né se stesso nè la 'sinistra radicale', contribuirà semplicemente alla definitiva (per un secolo almeno) scomparsa di una sinistra che abbia senso definire tale.

Definire 'di sinistra' un brodo allungato democristiano, con qualche reduce ex di sinistra a fare da crostino, è un insulto, e non penso solo nei riguardi della sinistra 'radicale'.

PS

Chi ha tempo da perdere, provi a leggere qui:

http://new.rifondazione.it/forumprc/viewforum.php?f=14




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22 febbraio 2007

I Re sono Nudi. E' troppo chiedere che la Sinistra faccia la sinistra, il Centro il centro, e la Destra la destra?

I due Re, Berlusconi e Prodi, sono palesemente NUDI.

E' chiedere troppo esigere che la politica torni a dire 'pane al pane e vino al vino'?

Iniziando da Sinistra:

la sinistra va dai No Global ad almeno un terzo dei DS, intercettando forse qualche socialista, cattolico o radicale

Togliersi dal gioco del governo? Tenere ferma la non violenza? Ribadire con forza le proprie posizioni su guerra, lavoro, scuola, sanità, diritti civili ? Non cedere al ricatto "o col Re Nero, o col Re Bianco"?

Il Centro. Ovvero i DS, i Cattolici sparsi, i Valor-osi ... che se ne stiano al Centro, e se non hanno, come non hanno, i numeri, che se li vadano a cercare nell'UDC, in FI, in AN, nella Lega

La Destra? Quella è già al potere, onnipresente e multi faccia. Che facciano come credono, tanto alla fine è al Centro che convergono, al Centro della Tavola dei Banchetti.

Una Sinistra, che magari allargata alla sua destra a comprendere i non teo democratici liberal, socialisti e radicali, si avviasse a costituire un polo socialista - assente in Italia, fermo e inamovibile rispetto alla non violenza e ai diritti civili, a chi fa paura, a sinistra? Non era lo stesso Massimo D'Alema a dire di volerla, non troppi anni fa?

Una Sinistra attenta alle persone, alle comunità, a quello che dovrebbe semplicemente chiamarsi comune buon senso in tema di guerra e di contrasto alle mafie, magari -anche - dotata di 'cervello' per non scambiare ogni volta lucciole per lanterne, a chi fa schifo?

Leggo quel che scrivono in tanti, sulla rete, e quel che capisco meno è come ci siano moltissime persone che ancora credono che si possa fare una politca 'progressista', 'democratica' ecc, ecc, con un (presunto) governo allargato all'UDC (e chissà a chi altro, qualche leghista? qualche forzista in libera uscita?)

Ma se non ha funzionato quando poteva e doveva funzionare come sperano tutte queste anime belle e  candide che ci riesca una maggioranza che conglobi dai noglobal a Casini?

E, anche funzionasse, anche se quel governo 'reggesse', in cosa "funzionerebbe", reggerebbe "cosa" ?

Mancano i numeri, sia al Re Nudo Nero, sia al Re Nudo Bianco, e non si cambiano, i numeri, dando i numeri, a me pare....

ecco qua: 

Crisi di governo, via alle consultazioni
L'Ulivo: sì all'entrata di singoli cdl

12:11       Verdi: "Nessuna pregiudiziale ad allargamento"

No comment.




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