.
Annunci online

 
lapsus 
lapsus psicologia e polis
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  EMERGENZE
Blog Trotter Monitor
Jerushalayim
Ajeeb
Iraki News Agency
Ha'aretz
PRAVDA forum
World Press Photo
English Dar Alhayat
Uri Avnery's News Pages
Paix Maintenant
Peace Now
Peace Now Israel
Palestine Chronicle
Shalom.it
Nonviolenti.org
Sigmund Freud e Albert Einstein
COPING WITH TERRORISM
The Phenomenology of Trauma and the Absolutisms of Everyday Life
Federal Emergency Management Agency
alzataconpugno
straripando
babi119
esperimento
barnaba
ricordiamocene
miele98
CounterPunch
olifante
stilgar
mises
controcorrente
marioadinolfi
maquiavel
arsenico
calimero
oiraid
nanamalefika
liberopensiero
celeste
notimenospace
shockandawe
sannita
prospettiva_cdv
titollo
panther
cassandra
leguerrecivili
bartleby
mipassaperlatesta.
più che puoi
napoorsocapo
yadoge
  cerca



 

Diario | Psicologia e Guerra | Altrove | Chi è chi | Politichese | Intrighi | Serendipity | Europa | Sviluppo (in)sostenibile | Biotecnologie |
 
Diario
1visite.

19 febbraio 2007

E se la smettessimo di pensare che gli Americani sono tutti imbecilli?

E se proprio tra gli Americani, e con gli Americani, molte istanze democratiche e contrarie alla guerra trovassero interlocutori, forse più che tra gli alti papaveri della sinistra 'radicale' e anche tra i 'sordastri' della sinistra-centro?

Washington starebbe pensando di fare concessioni sulla logistica della struttura
Il fronte della protesta fa però sapere che non è sufficiente: "Il nostro è un no netto"
Vicenza, Usa pronti a trattare i dettagli
Ma al movimento non basta: "Rinuncino"
"Questione di pacifismo, territorialità e democrazia: dovevano pensarci prima"

Vicenza, Usa pronti a trattare i dettagli. Ma al movimento non basta: "Rinuncino"

La manifestazione di sabato
VICENZA - Flebili segnali, mezze parole, piccoli spiragli. Dopo il successo della manifestazione di Vicenza, si fa timidamente strada la possibilità che gli Stati Uniti facciano parziale retromarcia, rivedendo i criteri e le modalità logistiche del raddoppio della base militare Dal Molin. Non per rinunciarvi, ma magari per spostarne la sistemazione, accogliendo alcune delle preoccupazioni espresse dalla popolazione vicentina che si oppone all'installazione.

L'idea che Washington possa correggere i suoi piani per ora è poco più di una suggestione, dettata dalle parole di Massimo D'Alema e Franco Giordano e rilanciata da alcuni indiscrezioni raccolte dal sito Affaritaliani.it. Se Romano Prodi ha ribadito che "le decisioni non si cambiano", al movimento anti-base il ministro degli Esteri ha concesso qualcosa di più. "L'unica cosa che si può fare - ha spiegato - è provare a concordare lo spostamento di qualche chilometro dal centro della città".

Ipotesi rilanciata dal segretario di Rifondazione comunista. "Confido nel fatto - ha commentato Giordano all'indomani della manifestazione - che questo movimento possa ottenere ciò che chiede, ovvero lo spostamento della base Usa fuori da Vicenza". Ma, per quanto tutta da verificare, questa possibilità potrebbe non essere sufficiente a far rientrare malumori e proteste.

"Gli americani pronti a trattare? Non ci crediamo", ha tagliato corto Giancarlo Albera, uno dei portavoce del Comitati del No. "Forse - ha aggiunto - lo sono sulle mitigazioni ambientali. Ma i 120 mila di sabato non vogliono la nuova base''. Il problema infatti per Albera non è risolvibile con qualche "ritocco" urbanistico. "Non vogliamo la base - ha ricordato - perché siamo contrari alla guerra".

Ancora più drastico Olon Jackson, un altro leader della protesta vicentina: "Che gli Stati Uniti siano disponibili a qualche concessione per smussare la conflittualità mi sembra molto plausibile, ma il nostro no alla base è netto, non è risolvibile con qualche aggiustamento: è una questione di pacifismo, di democrazia e di uso del territorio. Il movimento va infatti dai noglobal, alle suore, agli autonomisti. In nove mesi nessuno del governo si è preso la briga di venire qui a parlare con la città e capire quale era la situazione. Ora devono fare una scelta netta e decidere se quando saremo davanti alle ruspe in maniera pacifica ci vorranno cacciare a manganellate".


(19 febbraio 2007)

http://www.repubblica.it

Insomma, scriviamo e ragioniamo su Internet, che è il prodotto anche di menti americane, o no? E non è poi così male come spazio di libero confronto...

---------------------------------------------

Feb. 18, 2007 4:06 | Updated Feb. 18, 2007 4:08
Thousands protest US base expansion in northern Italy
By ASSOCIATED PRESS

(Continued from page 1 of 2)

A group of Americans ignored a warning by the US Embassy to avoid Vicenza and joined the protest behind a banner "Not in our name," receiving cheers by passing Italians who shook their hands and snapped their photos.

"The US should not build military bases, the US should think of its domestic problems," said John Gilbert, an American living in Italy for the past 25 years who was in a group of about 20 Americans who had traveled from Rome and Florence.

http://www.jpost.com

http://www.armytimes.com




permalink | inviato da il 19/2/2007 alle 14:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 febbraio 2007

E si trovò poco Amato

Milano, al convegno vietato l'ingresso agli studenti "per motivi di sicurezza"
Disagio del titolare del Viminale: "Perchè considerarli una categoria pericolosa?"
Amato e Padoa-Schioppa alla Statale
Ma all'Università l'Aula Magna è semivuota

Amato e Padoa-Schioppa alla Statale. Ma all'Università l'Aula Magna è semivuota

Il ministro dell'Interno Giuliano Amato
MILANO - Convegno blindato fino a risultare deserto oggi all'Aula Magna dell'Università Statale di Milano nonostante tra i relatori ci fossero due ministri, Giuliano Amato e Tommaso Padoa-Schioppa. In aula non più di 150 persone, compresi giornalisti e i numerosi addetti alla sicurezza.

Il convegno aveva come tema 'La riforma delle autorità indipendenti'. Ed è stata proprio la presenza dei due ministri a spingere gli addetti alla sicurezza a vietare agli studenti l'ingresso nell'Aula Magna. Per loro era stata prevista la videoconferenza nell'aula 201. Ma nell'aula 201 non è venuto nessuno.

Di questo si è dispiaciuto in particolare il ministro Amato che all'inizio del suo intervento ha sottolineato il proprio "disagio" come professore universitario. "Come professore, mi mette a disagio parlare all'Università senza la presenza di studenti. Mi mette a disagio il fatto che vengano considerati una categoria pericolosa". Amato ha aggiunto che avrebbe "cercato di capire il perchè" di questa scelta organizzativa.


(19 febbraio 2007)

http://www.repubblica.it




permalink | inviato da il 19/2/2007 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

18 febbraio 2007

'Solidarieta' ai compagni carcerati'

dirlo è ormai considerato un reato, e questo basterebbe a dimostrare quanto profondi sono i guasti che il brigatismo determina, e a ritrovarci tutti, in effetti, in grande difficoltà a 'solidarizzare'.

Ancora una volta, mi vien da dire, ci tocca solidarizzare con chi intenzionalmente distrugge le fondamenta stesse della 'solidarietà'.

Però, Un però c'è, e pare nessuno lo veda, in questi giorni.

Quando si ascolta e si legge che a Vicenza quelli che gli slogan "Solidarieta' ai compagni carcerati" mettevano in bella mostra, nascondendo il volto alle telecamere, ad esempio di LA7, facendo finta di non sapere di essere ripresi da tutti i lati da innumerevoli altre telecamere...

... quando si legge che sono 'annegati' nel corteo delle decine di migliaia di altri manifestanti, che sono 'passati oltre' come se 'quelli' non esistessero...

a me vien da pensare che qualcosa di molto grave  stia succedendo, anzi sia già successo.

Quando qualche anno fa, in occasione della morte di un brigatista, e dell'arresto dei suoi complici, ne ho discusso con alcuni blogger di Blog Trotter, mi è stato detto che preoccuparsi di quei personaggi era inconcepibile, assurdo.

Pochi isolati fanatici, per di più infiltrati da chi sa chi... solidarizzare (nel senso di 'preoccuparsi di')  con chi?

E in effetti, non è del tutto sbagliato questo ragionamento. Però...

Quando a Genova anni fa è successo che una pacifica (fino a un certo momento, ricordo che la seguivo 'in diretta' su Radio Popolare) manifestazione degenerasse in una terribile bolgia infernale, con gli esiti che tutti conoscono, ricordo che i leader 'no global' dicevano un po' la stessa cosa nei confronti dei 'cattivi' che a loro dire si erano infiltrati nel corteo, e invocavano interventi delle forze dell'ordine e dell'intelligence.

E, in apparenza, è certo più semplice e 'chiaro' così. Mica siamo più ai tempi dei "compagni che sbagliano", ci siamo emancipati, sappiamo che 'quelli' compagni non sono , anche se si proclamano tali, e anzi contro i compagni cospirano, forse anche  appoggiati o eterodiretti da chi con i compagni non ha proprio nulla a che fare, ma piuttosto con servizi segreti di chi sa quale potenza straniera.

Però.

Però tra gli arrestati dei giorni scorsi ci sono molti giovanissimi, compagni di un certo numero di altri giovanissimi, che - come ho sentito ora su Italia1, che tra l'altro faceva 'le pulci' a Dario Fo e Franca Rame (quelli del Soccorso Rosso) - considerano la 'stella a 5 punte' un simbolo di libertà ecc.




Dario fo e Franca Rame Ecco il comizio mai visto ...
'annunciato' qui: http://www.studioaperto.mediaset.it/inostriservizi.shtml
( mms://video.jumpy.it/adstudioaperto/2007/02/18_4s.wmv?v=adstudioaperto/2007/02/18_4s.wmv )

Mi domando quanti siano questi altri. E anche se conti il numero.

Mi domando se non sia 'strana' una generazione che quando un compagno di strada viene scoperto essere, per dirla alla Epifani, una 'mela marcia', segue la regola del 'tirare dritto' e far finta di non aver visto niente.

E questo, con l'incoraggiamento degli alti papaveri dei movimenti di altri tempi.

Dunque, siamo passati dai Cattivi Maestri, che avevano secondo alcuni l'arcano potere di instillare in modo magico, plagiatore, le loro elucubrate teorie sulla rivoluzione o sui tempi moderni

ai Buoni Maestri, che sarebbero quelli che insegnano che la 'solidarietà' è roba da vecchi bacucchi, e conta invece la faccia: che sia pulita,  sbarbata, scoperta e in ordine.

Il resto sono parole, che come tali nulla hanno a che fare con le azioni, e neppure le ispirano.

Dunque...

in questi giorni viene considerato del tutto normale che un adolescente che si prende a cuore la sorte di un suo coetaneo, metti pure fosse quello che lo voleva morto, sia considerato  colpevole di REATO.

Non sono ingenuo, eh! Lo so bene che qualunque solidarietà puo' 'fare il gioco loro' , dei brigatisti, dei terroristi, dei 'nemici'...

Ma in nome di cosa - togliendo di mezzo la solidarietà - tutta questa brava gente ritiene di portare avanti una qualunque battaglia IDEALE?

-----------------------------------------------------------

PS

Leggo e riporto dal blog di Beppe Grillo (che non frequento spesso, perchè spesso mi fa solo incazzare):

Farsi qualche domanda può aiutare a capire perchè nella CGIL si annidassero dei pericolosi brigatisti. O più semplicemente delle persone che, sbagliando, non vedevano altre vie.
Capirne 20 per evitarne 100.000.


http://www.beppegrillo.it/2007/02/brigate_cgil.html




permalink | inviato da il 18/2/2007 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 febbraio 2007

Un Buon Maestro contro il Bullismo: Giordano Bruno.

L'annuncio su "Repubblica" di oggi a 407 anni dalla morte del filosofo
L'iniziativa nata dal dibattito sui Dico al classico "Manno" di Alghero

Necrologio dal liceo per Giordano Bruno

"Ricordiamo il martire del libero pensiero"

Due classi hanno discusso a lungo, poi hanno deciso e si sono tassate
Il professore (di formazione cattolica): "Un pensiero modernissimo"
di VALERIO MACCARI

ALGHERO (SASSARI) - Chi ha aperto La Repubblica, oggi, alla pagina dei necrologi, potrebbe avere avuto, per una volta, una sorpresa piacevole. Un annuncio ricordava l'anniversario della morte di Giordano Bruno "vero filosofo, profeta dell'infinito, martire della libertà di pensiero" scomparso ben 407 anni fa.

L'idea è venuta alle seconde classi del Liceo Classio Manno di Alghero. Che hanno voluto tributare un omaggio al filosofo morto sul rogo il 17 febbraio del 1600. "Volevamo ricordare a tutti un vero filosofo - spiega Gianni Piras, il professore di filosofia della classe - Bruno è stato un pensatore straodinario, la cui vicenda umana impressiona profondamente. E l'idea dell'annuncio nella pagina dei necrologi de "la Repubblica" ci è venuta durante una discussione in classe. Stavamo studiando Bruno, e i ragazzi si sono resi conto di quanto la sua filosofia, oltre ad essere poetica, fosse modernissima. L'iniziativa è stata sostenuta con entusiasmo da tutta la classe: il testo dell'annuncio non lo ho scritto io, ma i ragazzi. Che hanno anche voluto pagare. Ogni alunno ha speso di tasca sua circa 8 euro, per un totale di 229 euro e ottanta. Un po' caro".

Ma che bisogno c'è di ricordare Bruno, adesso? "In Italia c'è un ritardo culturale. Non abbiamo ancora metabolizzato qualcosa che il resto d'Europa ha imparato nel 1700 e che Bruno ha sempre predicato: la diversità fra atteggiamento religioso e atteggiamento scientifico. Non incompatibilità, solo diversità. E mi sembra proprio che, attualmente, ci sia bisogno di ricordarlo. C'è bisogno di offrire sitmoli per riattivare i nostri proccessi culturali".

Si riferisce alle polemiche sui Dico?
"In classe ne abbiamo discusso, con la prudenza doverosa dell'insegnante che ha un ruolo pubblico. Inoltre, io ho un'educazione profondamente cattolica. E ho portato ai ragazzi l'esempio di una mia esperienza familiare. Mio zio era prete, e mia zia era la sua perpetua. Quando è morto, se non fossi intervenuto io, mia zia avrebbe perso tutto. La discussione che ne è nata in classe è stata molto vivace e stimolante. Da lì l'idea di un tributo a un martire della libertà di pensiero."

Ma che cosa si aspettavano i ragazzi?
"Sicuramente più partecipazione. Quando hanno visto che c'era solo il loro annuncio sono rimasti un po' delusi. Come mai uno solo? si sono chiesti. E, confesso , anch'io mi sono sentito un po' deluso. Solo un liceo di Alghero, alla periferia dell'impero, ha voluto ricordarlo. Ma confido che sia perché l'anniversario non era proprio tondo. Mi auguro che il 17 febbraio del 2010, quando saranno passati 410 anni dalla morte, ce ne sia qualcuno di più". Ai miei ragazzi dico sempre che la storia è un fiume formato di molti rivoli. Nessuna esperienza, tantomeno quella di Bruno, è fine a se stessa."

E i ragazzi mostrano interesse in questo genere di iniziative?
"Ma sì, glielo ho detto. I ragazzi di oggi non sono solo quelli degli episodi di bullismo. Ne abbiamo discusso anche in classe. Sembra che a scuola vengano solo i teppisti. Non è così. E comunque, la responsabilità non è loro, ma è degli adulti. in molte famiglie manca il principio di autorevolezza. I miei alunni, per esempio, hanno famiglie responsabili ma aperte." E come hanno preso l'iniziativa di Bruno? "Sa una cosa? Sono stati contenti. Oggi il padre di uno di miei ragazzi mi ha fatto i complimenti e mi ha confessato di aver comprato "la Repubblica" apposta. Ed è uno che vota Udc."

(17 febbraio 2007)

http://www.repubblica.it




permalink | inviato da il 17/2/2007 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 febbraio 2007

'Un incontro ulteriormente aspettato da quelle culture'

questo secondo il papa attuale il motivo del secondo lui mai accaduto genocidio delle popolazioni dell'america centrale e meridionale operato dai convertitori cristiani.

Eh sì, non è sempre una questione di scelta personale.

Ci sono anche gli 'incontri ulteriormente aspettati' ....

Papa Ratzinger, inoltre, ha parlato di quella che ha definito la "leggenda nera" degli abusi che sarebbero stati compiuti da missionari nell'opera di evangelizzazione dell'America Latina. Davanti ai nunzi apostolici, Benedetto XVI ha denunciato un uso strumentale delle ricostruzioni storiche che porta a conclusioni, per lui, del tutto erronee. "Ambienti culturali - ha spiegato - affermano che c'è contrasto tra le cultura precolombiane e la fede cristiana, presentata come alienazione per il popolo che ha accolto il Vangelo. Al contrario l'incontro tra queste culture e la fede in Gesù Cristo fu una risposta ulteriormente aspettata dalle cultura preesistenti".


(La Repubblica, 17 febbraio 2007)

La leggenda nera ....

Ebbè sì, proprio un papa nazista era ulteriormente atteso dall'umanità del Terzo Millennio.




permalink | inviato da il 17/2/2007 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 febbraio 2007

Il Carnevale di Vicenza

A Vicenza è in corso una bellissima e folkloristica festa di Carnevale.

Che ha origini antiche, Egizie in onore di Iside, e poi riscoperte da una Venezia regina dei mari che a quella dea non poteva mancare di rendere omaggio.

E Viva il Carnevale di Vicenza!

Se è vero il detto "una risata vi seppellirà" che si rida, per Bacco!

Da destra dicono che così si dimostra che la sinistra 'radicale', partecipando a quel carnevale, è ipocrita (con ciò accreditando uno dei non pensieri brigatisti, si noti bene)

In parte lo penso anch'io, ma da un altro punto di vista, che c'entra più con la politica 'bottegaia' di tutti i partiti, compresi 'quelli', che con argomentazioni di merito.

Nel merito, il Carnevale è festa, fantasia, sogno, mondo altro. E di questo c'è un enorme bisogno di tutti, di tornare (alla faccia della destra e delle br) a sognare, a sentirsi liberi di sognare, e rivendicare il diritto a farlo.

D'altra parte, io spero che i leader dei partiti di cui sopra, non ne approfittino per strappare la corda tirata nei confronti del 'loro' governo.

L'ho già scritto e lo ripeto: meglio un grande sogno oggi, con qualche piccolo passo verso la sua realizzazione, che un finto grande passo o fuga in 'avanti', che ci riporti in pasto a questa destra teocratica e da incubo, altro che sogno!




permalink | inviato da il 17/2/2007 alle 16:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 febbraio 2007

Non sono Cristiano, mi va stretto perfino Essere Umano

Quando ero bambino ho iniziato, tardi perchè così voleva la mia famiglia, prima fascista e poi cattolica (con un prete in famiglia, bresciano, lui prima cattolico, e poi fascista, o meglio Italiano, ma a modo suo, perchè con i fascisti ci faceva a cazzotti)

Nella parrocchia che frequentavo, il parroco, un tipo burbero ed enorme, insegnava che:

esiste Dio Padre, c'è Gesù, che è suo figlio, ed è pure lui Dio, in quanto figlio di Dio

figli di Dio, come ha detto Gesù, sono tutti gli uomini, che sono tutti fratelli

la Madre di Gesù, essendo che Gesù, come tutti gli uomini, è figlio di Dio, è la Madre di Dio

E anche che l'Ultima Cena, la Comunione, è il ritrovarsi insieme a Tavola, a dirsi queste cose, e, come poi ho appreso frequentando Ebrei questa è tradizione antica, quando un certo numero di Esseri Umani si ritrovano insieme, lì c'è Dio. E a tenere viva la Memoria di quel Gesù, che per essersi rifiutato di affermare con la violenza le sue idee, che condensavano la saggezza, non solo ebraica, di millenni, è stato barbaramente ucciso, e coerentemente ha lasciato che lo uccidessero.

La chiesa parrocchiale, costruita ex novo alla fine degli anni '50, per volere dell'allora Arcivescovo di Milano, Montini, aveva una forma inusuale, quella di un 'abbraccio', con un corpo centrale e due ali ad angolo a simulare un essere accogliente tra le sue braccia aperte, e l'altare era. secondo il rito ambrosiano, rivolto verso il popolo, anzi nel bel mezzo dell'assemblea (che questo poi è il significato di 'chiesa').

Sono cresciuto prima fascista, per via dei genitori, ma anche del fatto che gli 'educatori' degli anni '50 erano tutti cresciuti durante il ventennio, o anche prima, poi cattolico, poi comunista, anarchico, radicale ...

A fine anni '60 il Concilio volgeva al termine, e nonostante la crescente ondata 'sessantottina' o forse proprio per questo, ondata cui hanno contribuito, vorrei ricordarlo, milioni di cattolici formatisi come me ad un umanesimo NON VIOLENTO, e questo forse ha fatto sì che il '68 NON sia stato, come insistono da 40 anni da più parti, un periodo di violenza (personalmente la prima volta che ho preso in mano un sampietrino, a 6 facce, l'ho poi subito deposto, e quando ho visto la prima molotov, ho preferito girare al largo), ma soprattutto un periodo di crescita personale e collettiva, la Chiesa si preparava a voltare le spalle ai Cristiani.

Fu l'epoca in cui me ne distaccai definitivamente, e come me fecero moltissimi altri.

Perchè uno poteva continuare a frequentare le chiese, le parrocchie, anche se la 'fede' non era più quella dettata dalle autorità ecclesiastiche, anche se sorvolava sui miracoli, anche se era consapevole che la Chiesa, abbracciando tutti, non poteva che contenere, anche forme di pensiero reazionario e anti cristiano, ma a tutto c'è un limite!

Ne discuto un po' con mio figlio, che va per gli 11 anni, e vorrebbe frequentare la parrocchia: dice che lì ci si puo' andare anche se non si è cristiani.

E proprio questo a me fa arrabbiare, e provo a farlo ragionare, per quel che puo' capire lui a quasi 11 anni, per ragionarci pure io.

A cosa serve, penso, un luogo di divertimenti con al centro un luogo di culto, cristiano, se  poi uno che ci va - a divertirsi - manco sa dove sta andando, in casa di chi?

Le parrocchie sono luoghi strani, da qualche decennio. Vi si predicano le 'teorie' più oltranziste della Chiesa Anti Cristiana Ufficiale, ma anche vi si pratica una 'tolleranza' distratta, cieca e un po' ottusa nei confronti di chi cristiano non è, non sa neppure cosa voglia dire, o pratica altre fedi.

Fedi che, come quella sempre più proposta e quasi imposta dalla Chiesa Ufficiale, all'interno delle famiglie e nei luoghi di culto a volte predicano l'odio tra culture, civiltà, religioni diverse...

(E dell'odio, delle sue radici, del fatto che è una delle 'leve' più potenti del sentire, pensare e agire umani, se ne deve pur parlare per poter ragionare di 'amore', cristiano o meno, agapico o erotico.)

Non è questo un luogo di cultura, un BRODO, come ripetono in tanti oggi, in cui CREARE DIPENDENZA, sempre più simile al Paese dei Balocchi di Collodiana memoria?

Perchè il ragionamento è: se non frequenti la parrocchia sei un isolato, se tagliato fuori, non vali nulla e non hai prospettive. Se vuoi farti amici, non ci importa come la pensi e in cosa credi, qui devi venire e restare, Se no, non hai alternative.

Ora, che nel mondo di oggi, non solo nelle grandi città, non esistano modi e luoghi alternativi alle parrocchie è innanzitutto FALSO.

Ma la cosa più preoccupante è che quel genere di dicorso è lo stesso che vale per qualunque 'addestramento' a dipendere da qualcosa: vale per la droga, per la piccola criminalità, il bullismo e anche il terrorismo, o la pratica politica violenta.

Io, per me, a conti fatti, faccio già fatica a riconoscermi come Essere Umano.

Poi, certo, trovo fondamenta del mio modo di pensare, sulle relazioni umane ad esempio, nella storia, nella filosofia, e anche nelle religioni, nei testi soprattutto - anche fossero leggendari non mi importa - da cui un certo pensiero si è affermato e diffuso.

Più in là non voglio andare, e mi piacerebbe che da questo piccolo, fragile, scoglio, che però ancora regge, muovesse anche mio figlio, e con lui i suoi amici coetanei.




permalink | inviato da il 17/2/2007 alle 13:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 febbraio 2007

Indicted (NYT)

Italy Indicts 26 Americans in C.I.A. Abduction Case

By IAN FISHER
Published: February 16, 2007

ROME, Feb. 16 — An Italian judge today ordered the first trial involving the American program of kidnapping terror suspects on foreign soil, indicting 26 Americans, most of them C.I.A. agents, but also Italy’s former top spy.

The indictments covered the episode in which a radical Egyptian cleric, Hassan Mustafa Osama Nasr, who disappeared near his mosque in Milan on Feb. 17, 2003, says he was kidnapped. The cleric, known as Abu Omar, was freed this week from jail in Egypt, where he says he was taken and then tortured.

Despite the indictment, issued by a judge in Milan, it is unlikely that any of the Americans will ever stand trial here.

All the operatives, which included the top two C.I.A. officials in Italy at the time, have left the country. Moreover, Italy has not requested their extradition, and if it did, there seems little chance the Bush administration would agree.

But the indictment nonetheless marked a turning point in Europe, where anger is high at the secret American program of “extraordinary renditions” that whisked away terror suspects in contravention of the law after the Sept. 11, 2001, terror attacks.

This week, the Swiss government approved an investigation into the flight that allegedly carried Mr. Nasr from Italy to Germany, across Swiss airspace. The plane reportedly left from an American air base in Germany to Egypt.

Late last month, a German court issued an arrest warrant for 13 people suspected of involvement in the kidnapping in Macedonia of a German citizen of Lebanese descent. There are also investigations into extraordinary renditions in Portugal and Spain.

Meantime this week, a European parliamentary committee issued a detailed report into what it said were “at least” 1,245 secret C.I.A. flights in Europe, some of them involving extraordinary renditions. The report, which awaits approval by the Parliament, is particularly sensitive because it suggested forcibly that a number of governments knew of the flights.

“We believe there has been either active collusion by several E.U. governments or turning a blind eye,” one member of the European Parliament, Baroness Sarah Ludford of Britain, said this week.

Here in Italy, the possible complicity of the government of then-Prime Minister Silvio Berlusconi is one of the most difficult issues in the case. Among the Italians indicted today were Nicolo Pollari, who was until earlier this year Italy’s chief of military intelligence, and his former deputy, Marco Mancini.

Mr. Pollari has denied responsibility, saying he cannot defend himself because he would need to use evidence that is classified as state secrets. The suggestion is that officials outranking Mr. Pollari, the nation’s chief spy, gave approval for the kidnapping.

“We are very disappointed by the decision of the judge, being convinced that the lack of proof and the acquisition of documents covered by secrets of state demonstrates Pollari’s innocence,” Mr. Pollari’s lawyer, Tittal Madia, said, according to the Corriere della Sera newspaper.

The case has snarled Italian politics with several complications. Earlier this week, the government of Prime Minister Romano Prodi asked the Constitutional Court to review whether the prosecutor in Mr. Nasr’s case, Armando Spataro, overstepped his bounds by wiretapping the phones of Italian agents.

Today, Mr. Spataro said in a statement that he was “astonished” by the government’s move, saying he had followed all the laws in gathering evidence.

Meantime, a member of Mr. Prodi’s government, Antonio Di Pietro, minister of infrastructure and a former corruption prosecutor, criticized the government for not having requested the extradition of the 26 C.I.A. agents.

Mr. Prodi’s government has not said whether it will make such requests. But the issue looms as one more source of conflict between Italy and the United States.

While both American and Italian officials say the relationship remains solid, it has been tested in recent months on several fronts. On Saturday, a big demonstration is being planned in Vicenza, in northern Italy, where the Americans have asked to enlarge an existing air base, and Italian officials have recently criticized American actions in Iraq, Lebanon and Somalia.

Earlier this month, an Italian court ordered an American soldier to stand trial for the death in Iraq of Nicola Calipari, an Italian secret service agent killed in 2005 while securing the release of a kidnapped Italian journalist. As with the C.I.A. agents, the serviceman is unlikely to be extradited to Italy.

New York Times





permalink | inviato da il 16/2/2007 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 febbraio 2007

Ma quanto brodo ... !

Ma sì, va, proviamo a metterla sul ridere, anche se tanto da ridere non è...

(e non è: continuano a dichiararsi 'prigionieri politici', dunque non sono un'invenzione mediatica...)

Le pallottole sono pallottole, c’è poco da scherzare chiunque sia a spararle. Ma qui stiamo parlando di gente che discuteva seriamente d’importare il maoismo in questo Paese, gente che pensava ancora di creare delle cellule nelle fabbriche quando ormai non ci sono più neanche le fabbriche, e quando ci sono non ci trovi i maoisti, ma direttamente i cinesi e gli africani, magari non tutti iscritti alla Fiom; parliamo di gente che per fare proselitismo studentesco ha pensato d’infiltrare un paio di matricole all’università, stiamo parlando di un autofinanziamento consistito sinora nel rapinare un bancomat ad Albignasego (Padova) il giorno prima di capodanno, di attentati politico-militari sfociati nell’aver annerito il portone della sede padovana di Forza Nuova il 30 novembre scorso (non il 22, come ha scritto l’Unità) e che come supremo ideologo aveva una specie di disadattato senz’auto e senza telefono che viveva a Raveno (Tolmezzo) in una casa senza riscaldamento dove dormiva su un divano sistemato in cucina, un capo che nel curriculum eversore vanta addirittura una rapina in banca diec’anni fa.

Gente, questa, “in grado di realizzare congegni esplosivi” (scrive il gip) perchè hanno trovato un manuale dell’esercito reperibile su internet, gente che ha fatto “esercitazioni militari belliche” sparando in quattro persone con in tutto due armi (un Kalashnikov e una Uzi peraltro difettosi) esercitandosi per un totale di dieci minuti dalle ore 17,50 alle 18.00 del 19 novembre 2006.

L’arsenale? Non è chiaro, non si è capito bene, si parla di una decina di kalashnikov nel parco dell’Agro di Rho, o forse uno solo a Gassino Torinese, o forse nel rodigino, roba che la Camorra in confronto sono i Marines.

Le temibili nuove Brigate Rosse (“una cosa seria” come ammonivano diversi quotidiani) erano composte da gente che il 18 gennaio scorso, a Milano, prendeva sette tram per fare mezzo chilometro, ignorava probabilmente l’esistenza delle intercettazioni mobili, poi due tizi si sono piazzati davanti alla palazzina di Libero e hanno cominciato a straparlare di saracinesche e vetrine che neppure ci sono, di una tipografia che non esiste, di benzina mischiata ad acido come i piromani della Sardegna, hanno parlano del temibile T4 (perchè loro parlavano: di base parlavano) salvo rilevare che un esplosivo del genere, due volte più potente del tritolo, tizio “non si ricorda dove l’ha messo”.
Accadeva davanti a una palazzina dove abita anche il finanziere Salvatore Ligresti, e dove sono appostate almeno due auto di scorta che gli eversori neppure hanno visto, come del resto non hanno visto il custode che non è un peruviano, ma un poliziotto.

E poi questi parlavano, parlavano sempre: giravano in tondo per ore, se in casa da soli tacevano, si buttavano sui treni prima che partissero, fantasticavano di furgoni e autobombe sotto una casa che hanno appreso solo più tardi essere di Berlusconi, hanno creduto che Pietro Ichino non fosse scortato quando invece lo è, si sono stupiti perchè all’Eni la notte ci sono delle sbarre e di giorno delle telecamere, hanno progettano un attentato contro il direttore della Fiera di Milano ma per mesi si sono appostati all’indirizzo di un benzinaio, e hanno preventivato fughe in canotto sulla Martesana che a cantarle ci vorrebbe Enzo Jannacci: ma poi qualcuno potrebbe credere che qui abbiamo voglia di scherzare, e non è così.

Il punto è proprio essere seri, perché le pallottole restano pallottole, un assassinio resta un assassinio, un pericolo resta un pericolo: ma si parli, a questo punto, di ordine pubblico, di reducismo impazzito, se volete di psichiatria, basta che in questo scenario non si racconti che in Italia c’era, e soprattutto permanga, la seria emergenza eversiva delle Brigate Rosse, il problema delle Brigate Rosse: e non un discreto numero di maldestri spiritati che ha deciso di prenderne il nome, “una nuova generazione di terroristi” che siano questi e non altri.

Gli esperti, gli analisti del dopo, i maniaci del “filo rosso” che collega sempre tutto a tutto, ci hanno già spiegato che peraltro non si tratterebbe neppure del filone residuale e dannato che uccise D’Antona e Biagi: gli arrestati sarebbero i presunti figli di quella “Seconda posizione” nata nel 1984 che è pure l’anno di nascita di alcuni arrestati, basti questo: e nel caso non saremmo neppure più alla tragedia che drammaticamente si è fatta farsa, saremmo alla surreale farsa della farsa.

Perchè siamo nel 2007, e c’è, si diceva un tempo, un altro brodo di coltura, un altro humus nei giornali, altri pericoli antiglobalisti o islamisti che siano, un presente e un futuro dove certi aratri squinternati e nostalgici non hanno più terra.
Non c’è da abbassare la guardia, ma neppure da distoglierla sbagliando orizzonte.


http://giuseppevinciguerra.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1367217

Il terribile arsenale delle nuove BR
Ci vorrà sempre più ferro per fare fucili che aghi per le bussole (Anonimo)

Grazie al TG abbiamo potuto visionare il terribile arsenale delle nuove BR. Contenuto in un fusto di quelli che si usano per trasportare la mozzarella qui al sud e la robiola lì al nord. Nascosto in un campo che ricorda lo spot del mulino bianco della barilla. Solo che il mulino è diroccato: vuol dire che sarà restaurato per farne meta di pellegrinaggio in un futuro giorno della memoria.

Le armi le hanno fatto vedere anche per come erano impacchettate, con il pluribboll e il nastro adesivo da imballaggio: roba che se uno avesse deciso di usarle, si sarebbe dovuto prima salutare con la famiglia, come si dice dalle mie parti, per poterle scartocciare. Ebbene, dai cartocci sono usciti:

1) un kalashnikov tipo parà

2) una pistola automatica UZI

3)una pistola automatica Skorpion

4) un revolver, forse 38 special, di quelli che si vendono nelle armerie

5) una semiautomatica, cal. 7.65, di quelle che si vendono nelle armerie

Vista la varietà, sembra più il campionario di un piazzista d’armi male in arnese che un arsenale di spiccata potenza offensiva.Per intenderci non come quelli in mano alla camorra, fatti di casse che arrivano sul litorale domizio con tanto di denominazione di origine controllata.

Oppure i reperti da mostrare agli studenti di un corso di oplologia moderna. E’ molto difficile che una pistola a tamburo possa convivere con una semiautomatica, in un disegno strategico dove l’arma viene scelta “a priori” per tipo e per modello perchè fa la differenza. Mica come il generale Patton che se ne andava in giro con una coppia di Colt Frontier dell’epoca del Far West.

Inoltre, forse in nome dell’Internazionalismo proletario, il campionario rappresenta una sorta di gemellaggio fra i popoli: l’AK47 russo insieme alla CZ Skorpion cecoslovacca (per dimenticare l’obbrobbrio dell’invasione di quarant’anni fa) e tutt’e due con l’UZI, che è israeliano. Come a dire comunismo e sionismo affratellati, sotto lo sguardo benevolo di zio Sam (il revolver) e della Vecchia Europa (la semiautomatica italiana).

Il cronista del servizio si è fatto scappare che esistono le registrazioni filmate, fatte dalla polizia, dei brigatisti che si esercitano al tiro. Come dire che erano tenuti d’occhio da tempo. Perchè li hanno presi proprio adesso?… I cartocci erano ancora integri…..

Postato Venerdì, 16 Febbraio 2007 alle 14:41 da R...


http://coen.blogautore.repubblica.it

PS L'ultima domanda me la sono posta anch'io, invero...




permalink | inviato da il 16/2/2007 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

16 febbraio 2007

La Differenza. Milano anni '50 (e successivi) e inizio del Terzo Millennio

In risposta a S***, qui

----------------------------------------

Ciao S***, mi hai letto nel pensiero !!!!! Quando ho risposto al questionario di "Anno Zero" ho pensato subito dopo proprio quello che scrivi tu!

Care amiche e amici,
vorremmo sapere quali tra questi temi su cui stiamo lavorando vi piacerebbe che affrontassimo nella prima puntata di Annozero:
- La famiglia e i Dico, le convivenze civili.
- I rapporti di alleanza tra l'Italia e gli Stati Uniti.
- L'Islam e le donne.
- La discriminazione sessuale sui luoghi di lavoro.
- Suggerite un altro tema.
Un saluto,
Franco Simonetti
Ho risposto:
-La famiglia e i Dico, le convivenze civili-
in quanto da qui ciascuno puo' partire non solo per 'dire' la sua, ma per 'fare' qualcosa.
Sul resto, purtroppo, il singolo cittadino puo' fare troppo poco...

Ad esempio, non è mica tanto vero che oggi possiamo essere considerati veramente (anche dalla giurisprudenza) "individui", o soggetti (di diritto, ecc.), ognuno con un proprio modo di pensare e vedere le cose. Per quanto mi riguarda credo lo fossimo di più in passato.
Oggi mi sembra siamo costretti a pensare come tutti gli altri, anche nel privato. E questo magari determina quella strana insoddisfazione di base (lo noto sempre di più nelle persone). Come se lavorasse una sovrastruttura estranea-esterna/interna (che però non si avverte nettamente come tale e quindi da qui l'insoddisfazione senza oggetto, una specie di male interiore).



Citato da: S***
Ecco, rispondo al post in cui commenti un mio post... mamma mia...
Comunque... volevo semplicemente dire che non ho la minima idea di quello che ci aspetta e questo mi fa pensare un po' (nel senso proprio di riflettere).

Ora, non m'interessa criticare (nel senso di argomentare rispetto a) il liberismo, il liberalismo e compagnia bella, sinceramente (dato che non ho proprio intenzione di mettere su famiglia e quindi in un certo senso il futuro assume una importanza relativa, per me), quanto quello che sta accadendo e perché accade. Ad esempio, non è mica tanto vero che oggi possiamo essere considerati veramente (anche dalla giurisprudenza) "individui", o soggetti (di diritto, ecc.), ognuno con un proprio modo di pensare e vedere le cose. Per quanto mi riguarda credo lo fossimo di più in passato.
Oggi mi sembra siamo costretti a pensare come tutti gli altri, anche nel privato. E questo magari determina quella strana insoddisfazione di base (lo noto sempre di più nelle persone). Come se lavorasse una sovrastruttura estranea-esterna/interna (che però non si avverte nettamente come tale e quindi da qui l'insoddisfazione senza oggetto, una specie di male interiore).

E poi questo mutamento. In cosa consiste? Che razza di uomo è quello che ha un modo di pensare doppio?

- un modo di pensare come tutti gli altri e che è simile ad un virus (manifestazione esterna, manifestazione interna)

- l'altro che non ho ben capito se sia antagonista, doppio, complice, nettamente diverso, parzialmente diverso, simile, non simile, ecc.

E ancora: come è possibile che si sia impianto così stabilmente un virus (se possiamo considerarlo come tale) se il sistema immunitario non avesse ceduto da qualche parte? E perché avrebbe ceduto? Quando avrebbe ceduto?
Ma ha ceduto veramente? E' una illusione?

E poi, perché il sistema immunitario avrebbe permesso ciò, se già nella sua natura non ci fosse stata esattamente quella relativa al cedimento?

E' predisposto a cedere? Perché?

Che tipo di uomo abiterà la Terra, fra qualche anno?

(autoaiuto.forumup.it)

---------------------------------------------------------

Voglio dire anche un'altra cosa.

Ho vissuto i miei primi 15 anni a Milano, tra il 1948 e il 1963, e di quegli anni ricordo un atmosfera che è l'esatto opposto di quella attuale
(vale per chi si affanna a fare confronti tra oggi e il 1968)

A Milano, parlo da bambino di scuola elementare prima, e media poi, ho il ricordo di un'apertura mentale e sociale, umanitaria direi, da parte di TUTTi, voglio dire di ex fascisti, cattolici, partigiani, laici, ex deportati, reduci ecc. di cui oggi si sono completamente perse le tracce.

Nonostante quel che scrive Pansa, e con questo non voglio dire che sbagli a scrivere quel che scrive, sia chiaro, ho però il ricordo di un'assenza quasi totale di spirito di vendetta o carico di risentimenti. anche e soprattutto da parte di persone di sinistra e vittime del nazifascismo.

E la Chiesa, quella di Roncalli, di Turoldo, e anche del titubante Montini, era l'esatto rovescio di questa di oggi.

Non credo conti poco, nel 'fare la differenza'.

Quanto al privato che viene fagocitato dal sociale (bottegaio, direi io, non so se sei d'accordo S***, perchè tutto viene 'girato' in opportunità di guadagno, comprese le diete e le campagne contro l'anoressia, e anche sui diritti delle coppie conviventi penso che vaste schiere di professionisti stiano facendo il conto di quanto verranno a guadagnare in più da PACS/DICO)

quanto a questo, ricordi le discussioni con L*** sulla 'fecondazione assistita'?

Io lì son rimasto, tutto ciò che sa troppo di regolazione 'statale' della vita privata mi rende sospetto e guardingo, nonostante che, di principio, io dia per scontato che sul diritto a godere di diritti civili nessuno dovrebbe interporsi, anche e soprattutto se riguardano minoranze (di quella relativa alle convivenze faccio, o meglio facevo parte anch'io fino a pochi mesi fa)

------------------------------------------------------------

Dimenticavo di rispondere sul "futuro dell'uomo" (fino a 11 anni fa pensavo, mai figli per una nuova guerra... e sui PACS, soprattutto a-sessuali, non avrei avuto nessun dubbio.... adesso "lui" c'è, e al futuro ci devo pensare ... mah...)

Dunque:

Marte: foto dimostrano che vita è possibile
Immagini Nasa mostrano che l'acqua scorreva e ha eroso le rocce da tempo sufficiente a permettere a forme di vita di sopravvivere

Corriere della Sera


Aggiungo una postilla alla società bottegaia, va! E' Carnevale!

"Gran Bretagna, laurea in pompe funebri
per "l'industria del caro estinto"

La Repubblica




permalink | inviato da il 16/2/2007 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
gennaio   <<  1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6  >>   marzo