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Psicologia e Guerra
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30 maggio 2004

Guerra, anno di grazia 2004: interrogativi senza risposta

Ma se la missione rimane umanitaria perché schierare anche l'Ariete, un carro armato che è il simbolo stesso della capacità offensiva di un esercito? (La Repubblica, 30 Maggio 2004) Perchè ha dovuto morire così? Si chiamava Antonio Amato, di 35 anni, residente a Giuliano in Campania, l'italiano rimasto ucciso nell' assalto terroristico di al Khobar. Lo rende noto la Farnesina. Giunto da poche settimane in Arabia Saudita, svolgeva mansioni di cuoco nel residence Oasis e non era registrato presso l'ambasciata. e perchè gli altri ? 11,28 - TRA VITTIME UN CITTADINO BRITANNICO. Il ministro degli Esteri del Regno Unito ha comunicato oggi che un cittadino britannico, Michael Hamilton, risulta "disperso, presumibilmente morto", in seguito all'attacco terroristico di ieri nella città saudita di Al Khobar. Secondo due settimanali, il Mail on Sunday e l'Observer, il corpo di un cittadino britannico ieri sarebbe stato trascinato per oltre un chilometro nelle strade della città, legato ad un autoveicolo. Citando fonti dei servizi di sicurezza sauditi, i due giornali sostengono che il corpo della vittima è stato scoperto a più di un chilometro e mezzo dal luogo dove sarebbe stato ucciso, davanti ai suoi colleghi, come lui tecnici di una società petrolifera britannica. 11,20 - SUPERSTITE: UN ITALIANO E ALTRI 8 OSTAGGI SGOZZATI. Un italiano ed altri otto degli ostaggi, di cui uno svedese e sette asiatici, sono stati sgozzati dai miliziani. Lo si apprende da uno dei superstiti, Nijar Hijazin, giordano, tecnico di computer, che ha raccontato all'agenzia France Presse che "i nove sono stati sgozzati dai sequestratori dopo che avevano tentato di scappare, stanotte, per le scale". I 25 ostaggi superstiti, fra i quali Hijazin e sette cittadini americani, sono stati tratti in salvo dal tetto dell'edificio. I 40 uomini delle forze speciali saudite sono stati calati sul tetto dell'edificio fra un fragoroso crepitio delle armi automatiche, poco prima delle ore 5.30 di stamane. Dopo l'assalto si sono uditi spari sporadici dall'interno dell'edificio, ma verso le sette tutto era finito. Prima dell'assalto, verso le tre di notte, si era udita una forte salva di armi automatiche, seguita da silenzio fino all'assalto finale. (La Repubblica, 30 Maggio 2004)




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28 maggio 2004

Emergenze annunciate: «Maxi emergenza» per Bush

il manifesto - 28 Maggio 2004 - Codice 2 per Bush SARA MENAFRA Allertati tutti gli ospedali di Roma e infermieri da tutta Italia «Maxi emergenza» E' il livello di attenzione previsto per catastrofi naturali e attentati non convenzionali. A Roma non è mai stato usato SARA MENAFRA ROMA Allerta in tutti gli ospedali della città. Sale operatorie libere nei pronto soccorso. Posti letto a disposizione. Tutti i medici «in reperibilità», cioè disponibili ad essere chiamati a lavoro in qualunque momento. Raddoppio del personale sanitario, con l'ipotesi di far arrivare in città infermieri provenienti da altre regioni d'Italia. Raddoppio delle ambulanze a disposizione. Quattro elicotteri d'emergenza in volo. Punti di soccorso mobili dislocati nelle varie zone della città. Il nome tecnico è di quelli da film: «Codice 2». E' il livello di attenzione a cui si sta preparando il sistema sanitario della città di Roma in attesa della visita del presidente Bush e delle conseguenti manifestazioni di protesta in cantiere. Nella capitale prima di oggi non è mai stato utilizzato. E non a caso. Il «codice 2» è quello che si usa quando si prevede una catastrofe naturale come un uragano, o un terremoto. Oppure in caso di attentati terroristici «non convenzionali», cioè quelli con armi battereologiche o bombe biologiche. O, meglio, in un qualunque altro evento in cui si possa prevedere un alto numero di feriti e dei morti. Il «Codice 2» corrisponde al livello intermedio di una scala composta di tre gradini. Quello più basso, l'«1» è usato per tutte le manifestazioni di massa o per livelli di attenzione medio alta. Il «3» è il livello di allarme che scatta solo quando l'evento catastrofico accade. Per intenderci, un minuto dopo l'arrivo dell'uragano. In Italia l'organizzazione dei soccorsi in tre livelli di attenzione è piuttosto recente. Per uno strano gioco della sorte, fu Enzo Bianco quando era ancora a capo del ministero degli interni, a decidere di scrivere un decreto delegato sui «Criteri di massima per l'organizzazione dei soccorsi sanitari nelle catastrofi», firmato il 13 febbraio del 2001. Ovvero, pochi mesi prima della mattanza di Genova e giusto in tempo per gli allarmi terroristici che sarebbero piovuti dopo l'11 settembre. Nei fatti però, almeno a Roma, l'organizzazione dei soccorsi non è mai andata oltre il livello «1». Neppure quando, come durante i giorni di Pasqua, tutti si aspettavano un attentato terroristico. E invece per il prossimo 4 giugno il ministero dell'interno ha chiesto alla protezione civile, cioè al 118, di organizzarsi per questo livello di attenzione. Il rischio, hanno chiarito quelli dell'Antiterrorismo non è quello di attentati terroristici internazionali, considerati poco probabili. La conclusione è ovvia: i feriti da soccorrere potranno venire solo dalle piazze occupate da cortei e sit-in. I preparativi voluti dal Viminale sono ancora in via di organizzazione. In questi giorni verranno valutati gli ultimi particolari tecnici, mentre il 31 maggio, durante la riunione del Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico prefetto, questore e ministero potrebbero decidere di mobilitare personale sanitario proveniente dal resto d'Italia. Impossibile sapere quanti posti letto e quanti uomini saranno impegnati. «Se facessimo sapere il numero di persone che siamo capaci di usare o quanti posti letto avremo daremmo un enorme vantaggio ad eventuali attentatori. Dobbiamo tenerli riservati», dice il responsabile del 118 a Roma Mario Costa. Il problema, però, appunto è che di allarme terrorismo non si parla. E infatti a sentire gli operatori dei diversi servizi sanitari cittadini delle disposizioni per il 4 giugno non sa ancora nulla nessuno. «Al ospedale Policlinico non è arrivato ancora nessun segnale - spiega un infermiere - sicuramente un livello di attenzione ci sarà, ma sarà quello di sempre». Anche per altri cortei attesi come un po' «irrequieti» il ministero aveva allertato gli ospedali. «In genere tutto si svolge in modo abbastanza semplice - continua il dipendente del Policlinico - arriva un fonogramma di allerta, i turni di servizio vengono potenziati e un certo numero di sanitari e medici sono "reperibili" per emergenze. L'unica cosa che cambia in modo radicale è l'organizzazione delle ambulanze. Nei giorni "caldi" quelle di normale amministrazione vengono dirottate verso altri ospedali così che l'accesso ai pronto soccorso vicini ai cortei sia il più semplice possibile». L'ultimo esempio di manifestazione "movimentata" è il corteo dello scorso 4 ottobre, contro il vertice della Cig riunito all'Eur. Allora l'allerta per gli ospedali era «codice 1». Mobilitati gli ospedali della zona limitrofa alla manifestazione (Sant'Eugenio e Cto) e nessun cambiamento rilevante per tutti gli altri. Questa volta le cose funzioneranno diversamente. altre

  • Emergenze




    permalink | inviato da il 28/5/2004 alle 22:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
  • 23 maggio 2004

    I media rispettino verità e bene comune (stabiliti dalla Pax Vaticana)

    Città del Vaticano, 20:58 La Repubblica: Il Papa: media rispettino verità e bene comune Nel giorno in cui la Chiesa ha celebrato la giornata mondiale delle comunicazioni sociali il Papa ha sottolineato la sua preoccupazione per un uso distorto dei media che diffondo modelli discutibili e dannosi per società e famiglie. Il Papa ha colto l’occasione per chiedere alle "istituzioni pubbliche" di varare "procedure di regolamentazione" affinché i mezzi di comunicazione "siano sempre rispettosi della verità e del bene comune". E ai genitori ha ricordato il loro "dovere" nel vigilare su quanto i figli vedono in televisione. "Grazie alle moderne tecnologie” ha osservato Papa Wojtyla domenica alla finestra del suo studio in piazza san Pietro “molti nuclei familiari possono accedere direttamente alle vaste risorse della comunicazione e dell'informazione, e trarne occasione di educazione, di arricchimento culturale e di crescita spirituale". Il Papa ha poi aggiunto che "i mezzi di comunicazione possono però arrecare grave danno alla famiglia, quando presentano una visione inadeguata o persino distorta della vita, della famiglia stessa, della religione e della morale". "Occorre pertanto” ha consigliato il papa Wojtyla “imparare ad usarli con sapienza e prudenza. E' un dovere che concerne anzitutto i genitori, responsabili di una educazione sana e equilibrata dei figli. E' compito che investe altresì le istituzioni pubbliche, chiamate ad attuare procedure di regolamentazione atte ad assicurare che i mezzi di comunicazione sociale siano sempre rispettosi della verità e del bene comune". Soprattutto ... rispettosi della verità... quella unica... di cui si auto-proclama portavoce il Vaticano...


    Scrive Leonardo Coen il 25 Maggio 2004 Ritorno al passato Domenica 23 maggio si celebrava la giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il Papa ne ha approfittato per lanciare un invito all'uso sapiente e prudente dei mass media che "possono arrecare grave danno alla famiglia quando presentano una visione inadeguata o persino distorta della vita, della stessa famiglia, della religione e della morale". Informazione controllata, dunque, a cominciare dai genitori "responsabili di un'educazione sana ed equilibrata dei figli" ed arrivare alle istituzioni pubbliche "chiamate ad attuare procedure di regolamentazione per assicurare che i mezzi di comunicazione sociale siano sempre rispettosi della verità e del bene comune". Il Papa sembra invocare un ritorno a leggi non dico autoritarie, ma certamente limitative, nei confronti dell'informazione. Forse avrebbe dovuto e potuto parlare di "automoderazione" e di "credibilità" dei mass media (come nella stessa giornata ha fatto invece Romano Prodi), perchè chiedere di limitarli tramite "procedure di regolamentazione" assomiglia tanto alla richiesta di imbavagliare, in qualche modo, l'informazione, la cui libertà è alla base della democrazia.




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    23 maggio 2004

    Donne ... e sante (ovvero la Pax Vaticana al femminile)

    Scrive Roberta Carlini, su 'il manifesto' del 18 Maggio 2004: Sante donne In tempi di religioni in guerra, occorre fare attenzione a quel che fanno le religioni. Quella che abbiamo in casa domenica ha canonizzato la prima «santa sposata». La storia tragica di Gianna Beretta Molla è questa: madre di tre figli, scopre di avere un tumore all'utero quando è incinta del quarto figlio. Sceglie di non farsi curare per non compromettere il feto. La quarta figlia nasce, lei muore. Quarantatre anni dopo, Wojtyla la canonizza. I sopravvissuti - il marito novantaduenne, i figli - partecipano alla «festa della mamma». Con tutto il rispetto per il dolore, l'affetto e la fede di quell'anziano signore, di quelle figlie e di quei figli, quelle immagini domenicali da piazza San Pietro non avevano niente di festoso. Non è in discussione la scelta che allora fece Gianna Beretta Molla - muoio, pur di far crescere il feto e far nascere la bambina. Una scelta privata - ma qualche mese fa, di fronte alla privata decisione di una donna di morire pur di non farsi amputare un piede, si scatenò un finimondo. Né è in discussione la presenza di altre sensibilità e opinioni - come quella di chi, cattolico o laico che sia, pensa che una nascita in meno con madre viva sia preferibile a una nascita in più con quattro orfani. No, quello che è in discussione è il modello che, santificando quel suicidio, ci propone la chiesa di Wojtyla. Un modello che riguarda tutti, anche i non cattolici, e sul quale tutti possiamo interrogarci così come ci interroghiamo - e ci indignamo - su quelle religioni che partono dal corano e arrivano al burqa. Secondo il modello che si è visto domenica in piazza San Pietro, la donna è madre e gestante, serve finché fa questo e di questo può morire - anzi, è santa se muore. E' questa la cultura della vita e dell'amore della religione cattolica e dei vangeli? E' questa l'interpretazione diffusa oggi, tra le donne e gli uomini cattolici nel nostro paese?




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    20 maggio 2004

    Come la Velina Azzurra e Il Giornale interpretano 'Alzatevi! Andiamo'

    Miracolo: anche il Papa si è accorto che stanno arrivando gli infedeli La Velina Azzurra scrive - Ha raggiunto anche le teste più ottuse l’idea che siamo nel guado della terza guerra mondiale tra opposte civiltà La rivelazione che i governi tentano di negare: il conflitto di civiltà è scoppiato. Non facciamoci illusioni: ci aspetta un nuovo crudele tecnologico medio evo). Restano da convincere il ministro della difesa Martino, gli stati maggiori italiani e qualche parroco di campagna che, facendo -almeno lui- il suo mestiere, insiste nella speranza di una pacifica convivenza tra con l’Islam. Invece, l’evento sensazionale degli ultimi giorni è che il Vaticano si è finalmente schierato, ovviamente dalla parte dell’Occidente. Con tutto lo schifo per la nostra società edonistica, non aveva altra scelta. Ha scoperto che gli infedeli entrati nella fortezza Europa sono 17 milioni di cui il 5% -secondo i ministri degli interni- frequentano circoli e moschee nei quali si proclama la guerra santa. Significa la bellezza di 850 mila potenziali terroristi e martiri di Allah. Perciò la Chiesa cattolica ha abrogato l’utopia della società multiculturale e rovesciato la sua demenziale “cultura dell’accoglienza” con nuove norme per il trattamento degli islamici in terra cristiana, secondo il principio della “non equivalenza” delle due fedi. Il documento "Erga migrantes caritas Christi", firmato dal Papa Giovanni Paolo II il primo maggio scorso (primo giorno del mese della Madonna), contiene un pressante invito ad evitare i matrimoni misti specialmente con i musulmani, ritenuti "troppo rischiosi", e decreta il tassativo divieto di mettere "a disposizione" edifici sacri - chiese, parrocchie, cappelle - per il culto di altre religioni. Il Papa mette anche in guardia i cattolici sulle usanze inaccettabili dell’Islam, invitandoli a vigilare sullo "imprescindibile esercizio delle libertà fondamentali, dei diritti inviolabili della persona, della pari dignità della donna e dell'uomo, del principio democratico nel governo della società e della sana laicità dello Stato”. E’ la svolta che si attendeva, giunta con un ritardo di almeno 10 anni. La Chiesa ha fatto propria la base teologica e sociale del rapporto con l’Islam, anticipata dal cardinale di Bologna Giacomo Biffi, con un coraggioso testo di rottura sottoscritto dai vescovi dell’Emilia-Romagna nel novembre del 2000. Dieci mesi prima degli attacchi alle Torri gemelle, il cardinale venne quasi linciato dalla stampa e dagli schiavi del “pensiero unico”, per aver mobilitato i cristiani contro il pericolo incombente. Adesso i vertici della Chiesa hanno scoperto che Cristianesimo e Islam non sono equivalenti, non sono paragonabili. L’eresia post conciliare è finita. Il conflitto di civiltà ha messo a tacere per sempre la follia gesuitico-massonica del dialogo interreligioso con le altre fedi, la fase delle umilianti richieste di perdono della Chiesa. Il cardinale Martini, che ne era il grande architetto, è vivo ma è come se fosse morto. Le gerarchie cattoliche, dopo aver favorito per una ventina di anni l’ingresso in massa degli islamici, lucrato sulle enormi spese per l’accoglienza agli extracomunitari e trasformato i luoghi di preghiera in centri di solidarietà, hanno capito che se non si cambia, al posto dei cosacchi, saranno gli ulema a entrare in San Pietro, come il sultano Maometto II entrò a cavallo nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli-Istanbul, trasformandola in una moschea. Insomma le due religioni, nell’ambito delle rispettive civiltà, sono incompatibili. Nel testo pontificio si nota un perfetto e non casuale sincronismo con le recenti posizioni del nostro ministero dell’interno. Ormai la tendenza si è invertita, come potete leggere anche in un’intervista di Samuel Huntington, ospitata stamane (mercoledì) proprio da Repubblica. Il nuovo messaggio circolare è che gli stranieri debbono essere bene accolti solo se accetteranno di lasciarsi assimilare dalla nostra società, facendone proprie le leggi e le regole, senza tentare di contrapporre le proprie. In Italia e in Europa si dovrà sbarrare la strada alla lenta conquista aliena. Non saranno più ammesse concessioni e debolezze verso le identità altrui. La nostra civiltà spesso non piace neanche a noi, ma è la nostra civiltà e vogliamo tenercela. Questo dunque è il manuale, e questo è un Crocefisso, signori: se non vi stanno bene ve ne tornate a casa. Ed è la premessa per le espulsioni di quanti rifiuteranno di integrarsi, magari con la violenza. Espulsioni che, nel peggiore degli scenari, potrebbero diventare di massa. L’Europa si sta svegliando. Questa è la notizia. (GIORNALE.IT 19 Mag 2004)




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    20 maggio 2004

    Finalmente alla Croce Rossa Internazionale hanno regolato l'orologio sul... presente!

    Baghdad, 20 Maggio 2004, 10:13 Iraq, 40 morti; Cicr denuncia uso eccessivo della forza Il Cicr, Comitato internazionale della Croce Rossa, ha denunciato "l'uso eccessivo della forza" da parte dell'esercito americano dopo la morte di quaranta iracheni. Secondo i media iracheni si è trattato di una strage a un matrimonio, per fonti della Difesa americane era invece un assembramento di sospetti guerriglieri. (La Repubblica E, ieri, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato le azioni israeliane a Gaza, 14 a 0 (USA astenuti) Ma oggi: L'Onu approva una risoluzione per cessare le violenze Tel Aviv risponde: "Le operazioni andranno avanti" Rafah, continua il massacro sei morti nella notte I tank d'Israele nel campo profughi della striscia di Gaza (La Repubblica, 20 Maggio 2004)




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    20 maggio 2004

    Allonsenfants: democrazia è assunzione di responsabilità, personale

    riposto qui - con qualche aggiunta e correzione, l'esternazione di un mio stato d'animo che dura da giorni (e che tra l'altro è espresso dalle riserve sulla 'svolta' su cui sta per dibattere il Parlamento) Bush, Berlusconi, Annan, Bertinotti, Pannella, il Vaticano... TUTTI !!!!!!!!!!!!... stanno a spaccare le palle su "è la guerra? non è la guerra? e con l'ONU (e le garanzie di pace eterna vaticana) è meno guerra? è più guerra?" QUANDO LA DOMANDA - CUI - NESSUNO - RISPONDE È COME si combatte contro il terrorismo E si difende la sicurezza degli Iracheni (altrove: di Israele E dei Palestinesi) ?

  • CON DECINE DI MORTI AL COLPO PER BOMBARDAMENTI E CANNONATE E MISSILI 'PER ERRORE' RESPONSABILI DELLA MORTE DI DONNE E BAMBINI ?
  • CON GLI INTERROGATORI COERCITIVI (LEGALIZZATI DALLA CHIESA (che se ne intende) O DALL'ONU) = TORTURE ? (ancora ieri sera Bertinotti ripeteva PER COMBATTERE IL TERRORISMO CI VUOLE PIU' INTELLIGENCE: DA ALMENO UN MESE SAPPIAMO BENE COSA SIGNIFICA 'PIU' INTELLIGENCE', SIGNIFICA PSYOPS, 'TORTURE', AUTORIZZATE SULLA PIU' VASTA SCALA POSSIBILE) NELLA II GM POCHI AVEVANO MODO DI DECIDERE SE FOSSE GIUSTO O MENO BOMBARDARE INTERE CITTA', ANCHE CON BOMBE INCENDIARIE, V2, ATOMICHE OGGI NO! SIAMO TUTTI - TUTTI - RESPONSABILI QUESTA È LA DEMOCRAZIA MA ALLORA: SIAMO DAVVERO E CONSAPEVOLMENTE SICURI DI VOLERCI RENDERCI RESPONSABILI DI CRIMINI DI GUERRA (ACCIDENTALI O MENO) PER UNO SCOPO CHE (ACCETTIAMO PURE CHE SIA 'IDEALE' MA SAPPIAMO TUTTI CHE LA POSTA IN GIOCO È - ANCHE - LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE ENERGETICHE DEL GLOBO, IN IRAK, COME NEL CAUCASO E IN AFRICA - VEDI SUDAN E SENEGAL) NON SAPPIAMO NEMMENO SE CON QUESTI MEZZI VERRA' RAGGIUNTO ? IO NO ! Insisto su questo punto perchè a me sembra fondamentale: IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI, IL FINE -SONO- I MEZZI Chi,
  • sia tra coloro che appoggiano la guerra in Irak (e la sua matrice Israelo-Palestinese) convinti di 'esportare la democrazia',
  • sia tra coloro che si sono appellati per mesi all'ONU,
  • sia tra coloro che credono in una posizione 'di garanzia' del Vaticano (lo stesso che ospitava poco più di un anno fa il macellaio Tarek Aziz) oscillante tra la crociata anti-islamica ed il pacifismo arcobaleno,
  • sia tra coloro che sostengono fino in fondo posizioni anche estreme della 'resistenza' irachena e dell'intifada palestinese non si vuole rendere conto che SI ASSUME UNA PERSONALE RESPONSABILITA' RIGUARDO AI MEZZI IMPIEGATI, ALLE VITTIME PROCURATE, AI BAMBINI USATI E UCCISI, ALLE DONNE RIDOTTE AL RANGO DI UTERI ESPLOSIVI E, SE HA POSIZIONI PUBBLICHE, DA POLITICO O OPINION LEADER, INDUCE ALTRI AD ASSUMERSI LE MEDESIME RESPONSABILITA' chi così ragiona e opera io lo considero un PERICOLOSO INVASATO, E VISCERALMENTE LO MALEDICO ! Assumiamoci FINO IN FONDO e PERSONALMENTE le responsabilità che competono alle scelte che ciascuno di noi predilige BASTA CON GLI INGANNI, LE MEZZE VERITA', GLI ALZATEVI, ANDIAMO! SIAMO UOMINI, O CAPORALI ? inviato il 20.05.2004 09:43:21 nei Commenti a BlogTrotter, Bollettino di pace




    permalink | inviato da il 20/5/2004 alle 10:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
  • 19 maggio 2004

    allonsenfants e la pax vaticana

    dunque non avevo le traveggole ! non facevo l'esaltato 'mangiapreti' due giorni fa... Tarcisio Bertone, Arcivescovo di Genova - Porta a Porta - a domanda risponde, e CHIARO! 1. matrimoni misti cristiani-islamici: NO perchè potrebbero convertirsi (i cristiani, anzi le cristiane, all'Islam - POTENZA DELLA FEDE!) 2. luoghi di preghiera islamici? NO in quelli della Chiesa Cattolica perchè diventerebbero "proprietà di Allah" (noto collega del nostro amatissimo PdC)... se ne deduce che ovunque gli islamici pregano il patrimonio aumenta... DOVE SI ANDRA' A FINIRE ??????? 3. ritiro dall'Iraq? PERICOLOSO E allora: Alzatevi! ANDIAMO ! E questa è la stessa Chiesa Cattolica, lo stesso Papa delle richieste di perdono a tutti, e della pace arcobaleno !!!!!!!!! Dimenticavo: l'Arcivescovo Bertone (cardinale, ergo "papabile") ricorda un MIRACOLO, UNA PREVEGGENZA: QUATTRO MESI PRIMA DELL'11 SETTEMBRE 2001 IL PAPA PREGO' IN UNA MOSCHEA IN SIRIA... PREVEGGENZA ????? MIRACOLO ??????? E poi c'è chi chiama alle armi contro arabi e islamici in nome della 'superiore civiltà' !!! Ma qualcuno si rende conto??????????????? PS adesso sì che posso dormire sonni tranquilli !!!! L'INCONTRO BERLUSCONI-ANNAN "L'ONU tornerà protagonista" "00:13 - BERLUSCONI: "ONU TORNERA' PROTAGONISTA". "Esco dall'incontro con il segretario generale dell'Onu Kofi Annan incoraggiato - ha detto Berlusconi al termine dell'incontro aL Palazzo di vetro - La decisione delle Nazioni Unite di essere un protagonista assoluto e di avere un ruolo reale nella vicenda è una cosa certa". La Repubblica, 19 Maggio 2004 ALZATEVI ! ANDIAMO (A DORMIRE !)




    permalink | inviato da il 19/5/2004 alle 0:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

    18 maggio 2004

    allonsenfants, pensieri sparpagliati

    nei commenti a BlogTrotter

  • giusto, a.fan. infatti quel lagunare è tornato in Iraq, sapeva cosa rischiava e ha messo in gioco la sua vita però forse ti sfugge il dettaglio che quella vita è stata spesa invano, perchè tradita sia dalle 'regole d'ingaggio' PERFETTAMENTE ADEGUATE ALLA SITUAZIONE (bande armate in giro per Nassiriya, ospedale occupato ecc ecc - bella sicurezza per gli Iracheni e per i 'nostri'), sia da un IGNOBILE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO che denomina 'Forza Italia' la sua formazione politica, ma mentre muore un Italiano se ne fotte e celebra il proprio trionfo da Pirro II, quello scemo inviato il 17.05.2004 13:32:04
  • (qualcuno ha scritto "... patrioti"...) patrioti? ma di quale Patria? il Milan? QUI SIAMO ALLO SCONCIO ASSOLUTO! inviato il 17.05.2004 13:42:22
  • l'unica cosa positiva di questo SCHIFO è che proprio i paladini della Patria e della Nazione (Forza Italia e Alleanza Nazionale) abbiano mostrato come - nonostante imbellettamenti, revisionismi, pellegrinaggi in Israele - del FASCISMO sia loro rimasta attaccata addosso la parte peggiore, la più ciarlatanesca e ignobile (compresa la complicità occulta e occultata con i responsabili USA dei metodi coercitivi di interrogatorio dei prigionieri iracheni( inviato il 17.05.2004 13:49:29
  • (in riferimento a quanto scritto da Leonardo Coen in Occasioni perdute) e a proposito di TORTURE mi piacerebbe sapere cosa ne pensano "coloro che affollano le tappe di partenza e di arrivo, ... i sindaci e gli assessori di queste località..." inviato il 17.05.2004 13:52:58
  • perchè è evidente a tutti ormai che MODIFICARE LE REGOLE D'INGAGGIO ha a che fare con il tipo di armamento il tipo di operazioni militari consentite (es obiettivi civili) il tipo di 'intelligence' inviato il 17.05.2004 13:54:48
  • (ad un anonimo che scriveva "... i vostri amici arabi") i vostri amici arabi, i vostri amici americani, i vostri amici ebrei, i vostri amici cinesi boh. io faccio già fatica a identificarmi come "terrestre" (ed a desiderare intimamente che sia tutto un sogno e che sia solo "in prova")! quello che gli aspiranti massacratori di ambo le parti, compresi quelli tra-vestiti di arcobaleno o di nero clericale, fanno fatica ad accettare è un'analisi obiettiva, per quanto possibile, di tutta, tutta, la realtà attuale e in Italia, il 99% delle forze politiche (tutte, caro A., anche i Bertinotti, i Diliberto, i Pecoraro Scanio, i Rizzo e le animucce candide a casacca double face Agnoletto e Strada) STANNO DI FATTO CONCORDANDO SU TUTTO a me questo pare qualcosa su cui riflettere: quando in una democrazia (e cfr USA e UK) maggioranza e opposizioni sono concordi al 99% qualcosa non quadra A C., che scrive "Grazie alle forze Italiane, che pur non essendo da voi considerate, hanno risolto una crisi senza inutili spargimenti di sangue con il sacrificio ed il buon senso." dico che, contrariamente ad A., CONCORDO. Ma questo fa a pugni con le REGOLE D'INGAGGIO. In una logica puramente militare, il nostro contingente si sta comportando più che bene! Il punto è che dovrebbe essere lì per DIFENDERE E GARANTIRE LA SICUREZZA DEGLI IRACHENI, E QUESTO NON STA SUCCEDENDO SE UNA BANDA DI MILIZIANI PUO' ARRIVARE IN QUALSIASI MOMENTO A NASSIRIYA E TENERE IN OSTAGGIO LA POPOLAZIONE PE GIORNI Lo capisci questo? inviato il 18.05.2004 16:58:08
  • su cosa concordano ? l'avevo scritto sopra: 1. un Governo iracheno reale, 2. l'ONU a mettere i cappelli giusti, 3. l'altisonante biasimo per il perfido Ramsfeld se ti leggevi ieri i titoli di agenzia, le TRE CONDIZIONI dell'opposizione si confondevano con le TRE CONDIZIONI del governo, al punto che uno arrivava a pensare di aver letto male cosa proporrei io come alternativa? non lo so! lascerei tanto per incominciare parlare a. la Costituzione Italiana b. la Carta dell'ONU c. la Convenzione di Ginevra d. la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e ciò che non concorda NON SI FA chiederei alla Santa Madre Chiesa di starsene fuori dalla politica, almeno da quella della Repubblica Italiana chiederei a Ciampi - Presidente della Repubblica Italiana, nonchè di conseguenza Comandante Supremo delle Forze Armate - viceversa, di parlare chiaro e nel rispetto di quanto sopra (il Cav era a festeggiare il Milan, ok, ma il Capo dello Stato chi l'ha visto due sere fa, mentre a Nassiriya soldati italiani (e civili) erano sotto attacco e un Italiano moriva?) inviato il 18.05.2004 17:15:27
  • (in risposta ad A.) Ti devi essere perso qualche agenzia...! Guarda che la Lega Araba ha già dato ieri la sua disponibilità a mandare truppe (su quanto 'pesino' effettivamente ti rimando a Magdi Allam) "No, credo tu sia male informato: la sinistra radicale non vuole soldati in Iraq *nemmeno* con la copertura (o cappello) dell'Onu, a meno che almeno: a) non partecipino forze di paesi che hanno partecipato alla guerra, Usa in testa b) Ci sia una maggioritariapresenza di paesi arabi." Sulla non partecipazione USA (nemmeno sotto cappello francese, tedesco, belga, turco o che so io) MA CHI VUOI CHE CI CREDA? E se vincono i Democratici ? nemmeno? Allora dovevano dire MAI, COMUNQUE, visto che la condizione a) è INESISTENTE inviato il 18.05.2004 17:36:50
  • per chi si ostina a difendere Israele a oltranza: 1. Israele costruisce un muro a propria difesa. OK. ma poi lo fa fuori dai confini + o - riconosciuti del '67. questo NON E' OK 2. Israele distrugge case e spiana spazi e scava fossati sul confine egiziano della striscia di Gaza, per distruggere tunnel e impedire l'introduzione di armi attraverso i medesimi. OK. Ma gli ABITANTI di quelle case DOVE LI SISTEMA ??? Israele ha nè più nè meno lo stesso problema dell'Italia a Nassiriya, da questo punto di vista. Nei Territori, Gaza inclusa, finchè ci sta E' TENUTA A GARANTIRE, OLTRE ALLA PROPRIA, LA SICUREZZA DELLA POPOLAZIONE IVI RESIDENTE. E STA FACENDO L'ESATTO OPPOSTO. Allora, anche lì, anzi forse A PARTIRE DA LI', che SI RIPRISTINI LA LEGALITA' lasciando perdere CONSIDERAZIONI RAZZISTE che servono solo ad alimentare antisemitismo (quello vero) e posizioni semplicistiche contro lo stesso diritto di Israele ad esistere E Israele DEVE - POTER - ESISTERE ! COME DEMOCRAZIA! MA NON PUO' ESSERE IL GOVERNO ISRAELIANO, TANTO MENO PER BOCCA DI UN QUALUNQUE L P. A DECIDERE COSA È O NON È DEMOCRAZIA, CONCETTO UNIVERSALE E RICONOSCIUTO INTERNAZIONALMENTE, NON DA UNA SOLA PARTE, E DA UN SOLO PARTITO, PER DI PIU' inviato il 18.05.2004 18:15:17




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  • 17 maggio 2004

    Perchè noi italiani siamo in Iraq (4) ? Pax Vaticana.... e sarin

    17.00 - CARD.RUINI, SERVE CAMBIAMENTO NETTO ED EVIDENTE, ITALIA SPINGA PERCHE' ABBIA SUCCESSO OPERA INVIATO DELL'ONU. In Iraq la situazione non deve "sfuggire completamente di mano" e per questo "si impone cambiamento netto ed evidente": si deve "progressivamente costruire una soluzione per la ripresa e l'indipendenza dell'Iraq". Lo ha detto il card. Ruini aprendo l'assemblea generale della Cei, aggiungendo che "anche da parte italiana" si deve aiutare il "successo" dell'inviato dell'Onu Lakhdar Brahimi." (La Repubblica, 17 Maggio 2004 Papa, si affida ad angelo custode (ANSA) - ROMA, 17 MAG - Fin da bambino Karol Wojtyla si e' sempre affidato all'angelo custode, recitando la preghiera tradizionale. Una presenza che si e' andata via via rafforzando, racconta lo stesso Giovanni Paolo II nel suo nuovo libro 'Alzatevi, andiamo!'. Il papa rivela anche un suo cruccio: gli sarebbe piaciuto andare in Iraq, andando alla ricerca delle origini di Abramo, in occasione del suo viaggio in Terra Santa nel 2000: ma le allora autorita' irachene non diedero il permesso. NO COMMENT ... se non... che segue a Pax Vaticana: evitare matrimoni misti con musulmani e luoghi di culto islamici Scrive Filippo Gentiloni su il manifesto, 17 Maggio 2004: Vaticano-Islam, questo matrimonio non s'ha da fare Dal Vaticano è uscito un documento piuttosto contraddittorio, su un tema particolarmente scottante, il rapporto fra i cattolici e gli immigrati di religione musulmana. Da una parte, grande apertura e accoglienza - come si evince anche dal titolo stesso del testo: Erga migrantes caritas Christi - dall'altra, attenzione ai rischi. Se ne individua, fra gli altri, uno in particolare, le nozze fra cattolici e musulmani. Meglio evitarle ( pare che in Italia siano già più di 1500 all'anno!). E meglio evitare anche di mettere a disposizione dei musulmani gli edifici di culto cattolici. Un documento, dunque, che dimostra un certo timore e un notevole imbarazzo. Non è una novità. Centinaia di incontri e dialoghi non sono serviti a granché. Così come non sono servite le continue dichiarazioni di pace e amore, nonchè di fede nell'unico Dio, anche se lo chiamiamo con nomi diversi. La storia racconta di grandi scontri come le crociate e di rari momenti di comprensione e di dialogo, come nella Spagna dei primi secoli del Medioevo. Ma oggi? Oggi il mondo cattolico è decisamente sulla difensiva. Basti pensare alla reazione dell'islam - quasi tutto - alle guerre americane di conquista e di imposizione di una democrazia che l'islam stenta ad apprezzare. Anche se non lo si dice e anzi lo si vuole negare, cristiani contro musulmani. Guerra «anche» di religione. Dall'Iraq alla Cecenia. Un po' dappertutto. Basti pensare all'Africa che per i cristiani nel corso dei secoli XIX e XX era stata una terra di facili conquiste missionarie e che oggi, invece, è terra di affermazione islamica. I cristiani fermati e spesso considerati succubi del colonialismo antico; l'islam più giovane e più genuinamente africano. Inutile ripetere in mille incontri che Dio, Jahweh, Allah sono la stessa persona. L'islam più giovane e forte non è d'accordo, anche là dove non prepara i kamikaze e anzi li condanna. Il Vaticano è imbarazzato anche perché, nonostante tutti dialoghi e le preghiere in comune, non incontra un interlocutore unico, autorizzato e riconosciuto da tutti i musulmani. Niente Vaticano islamico ma una infinita divisione e moltiplicazione che, oltre a rappresentare un ostacolo per il dialogo, è anche una forza, come si conferma quotidianamente in Iraq. Il Vaticano non trova un interlocutore valido, come non lo trova la polizia italiana in cerca di colpevoli. A complicare il presunto dialogo c'è anche il fatto che - tranne alcune eccezioni - l'islam non distingue il livello religioso dagli altri livelli, quello sociale e quello politico. Distinzioni difficili: anche il cristianesimo, specialmente quello cattolico, ha faticato. Dopo secoli di tentativi, ancora oggi negli stati a maggioranza cristiana, la religione stenta a evitare le confusioni. L'islam in genere identifica i diversi piani, e anche da questa identificazione - noi diciamo confusione - trae la sua forza. Il dialogo, così, non decolla. Il passaggio dalla teologia alle armi è facile. E il paradiso, comunque lo si chiami, è vicino a chi combatte e muore: la religione benedice questa politica e la premia. Il cristianesimo, con le sue distinzioni e le sue lontananze faticosamente conquistate e oggi irrinunciabili, ha lasciato il campo alla politica, per la quale si combatte e si muore più difficilmente che per una fede religiosa con il suo paradiso. Nessuna meraviglia se il cristianesimo oggi combatte in difesa. Nessuna meraviglia se il Vaticano è imbarazzato. Anche per un altro motivo che non può non toccare il Vaticano da molto vicino, il problema della terra «santa». Qui il Vaticano deve percorrere una via molto stretta, fra il sostegno - ormai tradizionale - alla causa palestinese e il rischio di contribuire ai diffusi rigurgiti di antisemitismo. L'imbarazzo è tale da condurre il Vaticano ad un atteggiamento che rasenta il silenzio anche quando una parola chiara - «evangelica» - sarebbe opportuna. Il momento è difficile, su tutto lo scacchiere mondiale e le grandi religioni, anche senza volerlo né desiderarlo, si trovano costrette ad assumere un ruolo da protagoniste. Il Vaticano cerca di evitarlo, in nome della distinzione fra religione e politica e anche in nome di un cristianesimo che ormai, dopo secoli di diffidenza, ha accettato il valore della democrazia. Nessuna meraviglia, però, se anche al suo interno le voci alla Oriana Fallaci si fanno sentire, soprattutto negli Usa, ma anche da noi. Voci che nei confronti dell'islam, chiedono meno dialogo e più condanna. Il primo sarebbe assolutamente inutile, la seconda, invece, garantirebbe meglio l'identità. Se non le armi, risorge almeno lo spirito delle crociate. Due diversi atteggiamenti, dunque, nell'ambito dell'imbarazzo cattolico nei confronti dell'imprevisto vigore dell'islam. Sembra che ambedue siano riscontrabili perfino negli ovattati corridoi dei palazzi apostolici. L'ultimo documento lo conferma. E intanto, in Iraq è esplosa la prima bomba al Sarin... (vedi Gas Nervini) Iraq,Usa dicono di aver trovato proiettile con sarin Lunedì 17 Maggio 2004, 17:27 BAGHDAD (Reuters) - Un piccolo quantitativo di gas nervino sarin è stato trovato in un proiettile che è esploso in Iraq. Lo ha riferito oggi l'esercito Usa, in quello che è il primo annuncio relativo alla scoperta di armi di distruzione di massa con le quali Washington ha giustificato la guerra in Iraq. Il generale di brigata, Mark Kimmitt, ha detto durante una conferenza stampa che la sostanza è stata trovata in una munizione all'interno di una borsa scoperta da un convoglio americano circa due giorni fa. Il proiettile è esploso, causando un debole rilascio della sostanza, ha aggiunto. "Il gruppo di rilevamento ha confermato oggi che è stato trovato un proiettile da 111(mm) contenente l'agente nervino sarin. Il proiettile era stato trattato come uno Ied (dispositivo esplosivo improvvisato), dopo essere stato scoperto da un convoglio delle forze americane", ha aggiunto, spiegando che i due artificeri sono stati curati per l'esposizione alla sostanza. Kimmit t ha detto che il proiettile, disegnato per mescolare il sarin in volo, apparteneva ad una classe di artiglieria che il governo di Saddam Hussein aveva detto di aver distrutto prima della guerra del Golfo del 1991. "E' un'arma che crediamo fosse immagazinata durante il periodo del regime, e si pensava che fosse un proiettile di artiglieria ordinaria da far esplodere come uno ied ordinario... quando è esploso si è visto che all'interno c'era del sarin". Gli ied sono bombe di solito messe al lato della strada che esplodono al passaggio dei veicoli della coalizione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra lo scorso anno all'Iraq, accusando l'allora presidente Saddam Hussein di stare sviluppando armi chimiche, biologiche e nucleari. Il non aver mai ritrovato armamenti del genere ha procurato molte critiche agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna, principale alleato Usa.




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