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2 maggio 2004

Donne e Guerra, dal soldato Jane al generale Janis Karpinski

Janis KarpinskiPer la prima volta una donna riesce ad essere ammessa, dopo un brutale addestramento, in un corpo scelto della marina: i SEAL. Il fatto che le donne stiano riuscendo a violare il sacrario maschilista dei corpi scelti dell'esercito le porta di diritto a infiltrarsi in un altro luogo sacro dell'immaginario maschile: il film di guerra. Demi Moore rasata a zero che fa le flessioni su un braccio solo è un simbolo destinato a suo modo a far epoca... (Il soldato Jane, di Ridley Scott, con Demi Moore, Viggo Mortensen, Anne Brancroft, Jason Beghe, Scott Wilson. USA, 1997. Distr.: Cecchi Gori) Washington, 2 mag. (Adnkronos) - Il generale americano Janis Karpinski, da cui dipendeva la gestione del carcere di Abu Ghraib, dove sono stati commessi gli orribili abusi nei confronti dei prigionieri iracheni da parte dei militari statunitensi, si difende e rilancia: non sapevo nulla delle violenze fino a quando non sono venute alla luce, sono ''nauseata'' dalle immagini delle torture, che sono state incoraggiate dalla Cia. In un'intervista telefonica con il New York Times [General Suggests Abuses at Iraq Jail Were Encouraged: ... Janis Karpinski of the 800th Military Police Brigade, said the special high-security cellblock at the Abu Ghraib prison, west of Baghdad, where the abuses took ...], il primo generale donna nella storia delle Forze armate americane, tornata adesso a fare la consulente privata, sostiene che la cellula di massima sicurezza 1A del carcere di Abu Ghraib era sotto il controllo diretto degli ufficiali dell'intelligence e non dei riservisti. La Karpinski - che, rivela il New Yorker, era stata formalmente ammonita in gennaio e poi sospesa senza troppa pubblicita' dal comando dell'800ma brigata della polizia militare - definisce ''cattiva gente'', che merita di essere punita, i riservisti colpevoli delle torture e degli abusi, ma afferma che loro agivano con l'incoraggiamento, se non agli ordini, delle unita' di intelligence militare che gestivano le unita' di massima sicurezza. Secondo il generale, spesso gli agenti della Cia partecipavano agli interrogatori nella prigione, anche se lei non sapeva se potessero in realta' avere accesso. La Karpinski spiega quindi al quotidiano americano di aver deciso di parlare perche', secondo lei, i vertici militari stanno cercando di dare la colpa di quanto successo esclusivamente a lei e ai militari coinvolti, sviando l'attenzione dalle responsabilita' dell'intelligence. Il generale tiene comunque a ribadire di non avere alcuna intenzione di difendere i riservisti e dice di essere rimasta ''nauseata'' quando vide le prime foto degli abusi: ''Ho abbassato la testa, perche' pensavo che avrei vomitato. E' terribile, la mia prima reazione e' stata: questa e' gente cattiva, perche' le loro facce rivelano quanto piacere provassero nel fare questo''. ''L'affermazione secondo cui ero a conoscenza di tutto questo ed e' continuato pur essendone io a conoscenza e' ben lontana dalla verita'. Non sapevo nulla, sono inorridita'', si difende ancora il generale, osservando che una delle foto che ritrae gli abusi sui prigionieri mostra le gambe di 16 soldati americani e questo dimostra ''chiaramente che altra gente stava partecipando, perche' io non avevo 16 soldati assegnati a quell'unita''' (la 1A). In un rapporto dell'esercito statunitense citato dal 'New Yorker', che e' riuscito ad impossessarsi del documento di 53 pagine, redatto dal generale Antonio M. Taguba lo scorso febbraio e interamente dedicato agli abusi commessi ad Abu Ghraib, si legge che i prigionieri iracheni sono stati sottoposti a numerosi ''abusi sadici, clamorosi e criminali'', tra cui atti di violenza e sodomia, da parte delle truppe americane. Dall'inchiesta di Seymour M. Hersh, pubblicata ieri sulla versione on line del settimanale, e' emerso come Taguba abbia elencato nel periodo tra ottobre e dicembre alcune delle torture denunciate, che consistevano nel versare sui detenuti il liquido fluorescente contenuto nelle luci chimiche o acqua gelata, nel picchiarli selvaggiamente e nel sodomizzarli con manici di scopa. Inoltre, la polizia militare era stata autorizzata a ricucire le ferite provocate dai maltrattamenti nelle celle. Intanto l'esercito britannico ha messo in dubbio l'autenticita' delle foto pubblicate sul 'Daily Mirror' che mostrano alcuni soldati torturare un prigioniero iracheno. Lo riferisce la Bbc, precisando che fonti vicine al reggimento 'Queen's Lancashire' (Qlr) ritengono che alcune immagini siano piuttosto sospette e che potrebbero non essere state scattate in Iraq. (Yahoo! Notizie, Adnkronos) Janis Karpinski ha spiegato di aver deciso di parlare perché ritiene che i comandanti militari stiano cercando di addossare esclusivamente a lei e ai suoi soldati la responsabilità di quanto avvenuto nella prigione, per non coinvolgere ufficiali dell'intelligence ancora operativi in Iraq. "Noi siamo spendibili - ha detto riferendosi all'atteggiamento dei militari nei confronti dei riservisti - Perché dovrebbero volere che il biasimo cada su gente in servizio attivo? Vogliono che la colpa cada sulla polizia militare, sperando che tutto passi". "Beh - ha proseguito - non passerà così". Il generale ha aggiunto che gli ufficiali dell'intelligence militare entravano e uscivano dal blocco di massima sicurezza "24 ore su 24", spesso per scortare i detenuti a un centro di interrogatori all'esterno del carcere, e per riportarli in prigione: "Erano lì alle 2 del mattino, ed erano lì alle quattro del pomeriggio". Non era certo un lavoro da impiegati, "dalle 9 alle 17", il loro, ha commentato. (La Repubblica, 2 maggio 2004) I cattivi soggetti, la CIA... ma nessuno mette in relazione quanto emerge in Iraq con il tipo di addestramento che le forze armate ricevono in USA, UK... e si suppone nell'intera NATO (il film sul soldato Jane ne è un esempio spettacolare)... e nessuno parla della donna Janis Karpinski ... Last September, during a visit by Defense Secretary Donald Rumsfeld, she displayed torture devices used there by Saddam's interrogators. The prison was one of the most notorious in Iraq under Saddam's regime. The acknowledgment that the soldiers did not receive in-depth training on international covenants regarding the handling of prisoners echoes complaints from Army Reserves Staff Sgt. Ivan "Chip" Frederick, one of the six facing court-martial, and his civilian lawyer in Washington, Gary Myers. Charges include dereliction of duty, cruelty and maltreatment, assault and indecent acts with another person. Some military officials privately said that training or no, the U.S. soldiers should have known better. In some photos from the prison, aired first on CBS' "60 Minutes II" and now around the world, two U.S. soldiers standing near the prisoners hammed it up for the camera. One of the photos showed a hooded prisoner standing on a box with wires attached to his hands. CBS reported the prisoner was told that if he fell off the box, he would be electrocuted, although in reality the wires were not connected to a power supply. (Associated Press)




permalink | inviato da il 2/5/2004 alle 22:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 maggio 2004

Europa 1914 - 2004 ... la stessa Europa ? Pacifismi di ieri e di oggi

Sono trascorsi 90 anni dal 1914, anno culmine di un periodo storico, quello dal 1870 al 1914, si puo' definire l'Età dell'Oro di un'Europa unificata dalla scienza, dalla cultura, dalla filosofia, dalla musica, dall'arte (The Golden Age, 1880-1930 THIS STORY COULD ALSO BEGUIN BEFORE, I870, IN LONDON: MONET AND PISSARRO DISCOVERING TURNER'S AND CONSTABLE'S PAINTINGS I871, IN PARIS, OR 1878, IN BERLIN (OR IN BOSNIA-ERZEGOVINA) AND THE END COULD BE 1929, IN NEW YORK 1933, IN BERLIN 1936, IN MADRID OR IN ADDIS ABEBA OR 1938, IN MUNIC (OR, WITH S. FREUD, FROM VIENNA TO LONDON) Era la Belle EpoqueBelle Epoque (Les années entre 1890-1914 qui ont précédé la première guerre mondiale sont aujourd'hui connues comme "la Belle Epoque", Durant cette période, le plaisir régnait, et la 'joie de vivre' caractérisait la vie quotidienne) Nel 1914 finiva (o iniziava la fine di) un sogno, ma anche di una realtà vissuta dai nostri nonni e bisnonni: dopo un secolo, il XIX, di Guerre di Indipendenza e Coloniali, per più di 40 anni l'Europa era in gran parte pacificata, gli spostamenti da un capo all'altro erano, per l'epoca, facili e frequenti: si spostavano venditori di mele, caldarroste o lupini, si movevano gruppi gitani, l'industrializzazione e la 'modernità' contribuivano a diffondere una 'patina' comune, di civiltà, in cui alle strade dell'Europa Romana si aggiungevano ferrovie e vie marittime a vapore, iniziava l'avventura aerea, si scoprivano le leggi dell'ottica, delle immagini in movimento, dei raggi X e dell'atomo. L'inquietudine serpeggiava, per innumerevoli ragioni, ma trovava modo di esprimersi da Parigi a Mosca, da Vienna a Berlino, da Roma a Londra, da Budapest a Varsavia, da Copenhagen a Praga ... nell'arte unificata e unificante dei balletti, delle opere liriche e del cinematografo: l'Età dei Lumi, giunta a maturità, si chiamava Fratelli Lumières ... strade e piazze si illuminavano grazie ai lampioni a gas ed erano attraversate dalle prime tramvie... Quasi come oggi... quali le differenze ? Le tensioni che hanno portato alla Prima Guerra Mondiale ed alla 'sperimentazione globale' del Socialismo Realizzato, del Fascismo, del Nazismo hanno rotto quel magico equilibrio per mezzo secolo, ed un altro mezzo secolo è occorso per tornare al... punto di partenza... Ma quel ritorno non è affatto pacifico. Pacifismo, per uno ad esempio come Romain Rolland (celui qui faisait sienne la devise d'Héraclite:" Avec les dissonances, construire la plus belle harmonie.") era nostalgia dell'unità europea perduta, e speranza di una ricomposizione della frattura in mille pezzi dell'Europa degli stati, ma anche delle menti degli europei, costretti a lotte fratricide e guerre civili Nel contributo da lui firmato a una raccolta di saggi in onore di Romain Rolland, nel 1926 Freud scrive: Uomo indimenticabile, quanta fatica e sofferenza deve aver patito per potersi innalzare a simili vertici di umanità! Già molti anni prima di incontrarLa, La stimavo come artista e apostolo dell'amore tra gli uomini. Anche io sono sempre stato un assertore dell'amore per il genere umano, non sulla base del sentimentalismo e dell'i-dealismo, ma per ragioni molto più concrete ed economiche: perché davanti alle pulsioni istintuali e al mondo così per come esso è, sono stato spinto a considerare questo amore come uno strumento indispensabile per la conservazione della specie umana, né più né meno, per così dire, di quanto lo sia la tecnologia (Freud, 1961, p. 365). (POL.it, Che tipo era Freud) La Prima Guerra Mondiale, con l'esplosione umana e territoriale della Vecchia Europa, e ancor più la Seconda, con Auschwitz, Hiroshima ed i Gulag, distrussero definitivamente l'ottimismo positivista e neo-positivista della fine dell'800 e dei primi decenni del '900. Dalle ceneri, si affermò vittorioso il Capitalismo Liberale, come unico sistema sopravvissuto e modello di sviluppo umano e sociale, oltre che economico, per l'Europa annientata e per il mondo intero. La fine dell'utopia comunista in Unione Sovietica, il crollo dei muri e delle ideologie, hanno spinto quel Capitalismo su posizioni sempre più estreme, ricreando, insieme all'Europa Unificata che oggi si riadagia nei suoi confini 'naturali', nuovi mostri: il Liberismo Esasperato, unito ad un Nuovo Imperialismo che approva e pratica le Guerre Preventive, ed il suo opposto nichilistico, che in Medio Oriente prende le forme del nazionalismo religioso radicale islamico, e in Occidente quello dei Movimenti Pacifisti e No Global MetropolisSarà per questo che quasi nessun media dà spazio all'entusiasmo per l'unità ritrovata in Europa, di per sè fatto enorme e di incalcolabile portata ? Rispetto ai nostri nonni e bisnonni, abbiamo ritrovato ed anche migliorato, in senso modernista, un enorme spazio non solo fisico ma mentale, ma questo ci lascia ancora più inquieti dei nostri nonni e bisnonni, e soprattutto ... aridi... indifferenti... L'arte è morta, la musica ha forse esaurito ogni spinta nuova almeno dalla fine degli anni '80 del '900, la scienza è guardata con sospetto: le si preferisce la para-scienza, le para-mitologie che tutto mettono in dubbio, anche la mitica conquista della Luna; la tecnologia unifica e globalizza, e non solo in Europa, ma ripropone una visione 'robotizzata' dell'essere umano (vedi Melfi, di questi giorni) appendice di macchine sempre più intelligenti e sofisticate che ne dettano ritmi di vita e di pensiero, in una Metropolis ancor più da incubo. Eppure soffia, canterebbe Pierangelo Bertoli... e allora Viva l'Europa Ritrovata ! Perchè, anche solo per ritrovarla, e tutta intera - libera, democratica, senza confini interni e soprattutto pacifica - c'è voluta l'utopia pacifista degli anni della Grande Guerra, ma è scorso anche troppo sangue e sono state necessarie troppe battaglie perchè il neo-pacifismo nichilista possa rinnegarne la portata: meglio sarebbe se un nuovo movimento per la pace raccogliesse le nuove sfide dell'oggi, perchè quel che è successo nel '900 non abbia mai più a ripetersi.




permalink | inviato da il 1/5/2004 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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