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24 marzo 2004

Nelle condizioni in cui vivono gli Israeliani

non sarebbe meglio enfatizzare il 32 per cento degli interpellati contrario all'eliminazione del leader spirituale di Hamas ed il 57 per cento degli intervistati che NON appoggerebbe un omicidio mirato anche contro il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Yasser Arafat ? L’opinione pubblica israeliana non sembra tuttavia essere condizionata dalle reazioni negative che ha suscitato l’attacco in tutto il mondo. Da un sondaggio commissionato da Yedioth Ahronoth, il quotidiano israeliano più diffuso, risulta che solo il 32 per cento degli interpellati è contrario all'eliminazione del leader spirituale di Hamas. In un diverso sondaggio, i cui risultati sono stati pubblicati sul quotidiano indipendente Maariv, risulta che il 43 per cento degli intervistati appoggerebbe un omicidio mirato anche contro il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Yasser Arafat. (Pace in Palestina, 24 Marzo 2004)




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24 marzo 2004

Nel 1996 fu presa in considerazione la possibilità di estradare negli Stati Uniti Bin Laden

dal Sudan, ma il ministero della Giustizia si oppose. Fu così che gli uomini di Al Qaida lasciarono il paese per l'Afghanistan, facendo sosta negli Emirati Arabi Uniti, senza che gli Usa prendessero in considerazione la possibilità di intercettarli... In Terrorismo, Bush si difende "Non potevamo prevedere", La Repubblica, 24 Marzo 2004 ... Chiarissime le parole di Thomas Kean, presidente della commissione d'inchiesta: "Se una serie di cose fossero andate diversamente forse l'11 settembre poteva essere prevenuto". Against All Enemies : Inside the White Houses War on Terror--What Really HappenedUna opinione rafforzata dalle rivelazioni pubblicate nel libro dell'ex consigliere per l'anti-terrorismo Richard Clarke, Against All Enemies : Inside the White Houses War on Terror--What Really Happened, nelle quali si accusa appunto Bush di aver ignorato la minaccia rappresentata da al-Qaeda perchè ossessionato dal desiderio di chiudere in conti con il regime di Saddam Hussein. Nel corso del programma, riguardante il suo libro in uscita oggi, Clarke ha accusato Bush di aver fatto un "lavoro terribile" di fronte alla minaccia terroristica. "Trovo oltraggioso che il presidente si candidi alla rielezione dicendo di aver fatto grandi cose sul terrorismo, L'ha ignorato. Ha ignorato il terrorismo per mesi, quando forse avremmo potuto fare qualcosa per evitare l'11 Settembre", ha detto Clarke alla Cbs. (Reuters) ... Anche due senatori repubblicani noti per le loro prese di posizioni indipendenti, John McCain e Chuck Hagel, si sono pubblicamente schierati a difesa del loro collega democratico [Richard Clarke], e come loro eroe del Vietnam, criticando duramente gli spot elettorali mandati in onda dagli strateghi di Bush accusano Kerry di non essere sufficientemente impegnato sul fronte della Difesa. (adnkronos, 23 Marzo 2004)


Sempre in CounterPunch leggo World's Greatest Country Do the Facts Lie? By M. SHAHID ALAM




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23 marzo 2004

non faccio lo stenografo

però Otto e Mezzo, su LA7, stasera mi induce a provare a fissare alcune posizioni e alcuni concetti. gad lerner: l'obiettivo è fare come Putin: annegare la questione palestinese dentro la questione islamica de michelis: perchè in questo momento? fiamma nirenstein: un gesto che fa parte della tragica, nuovissima, guerra contro il terrorismo... nella cornice del ritiro da Gaza... far vedere che Israele se ne va di sua volontà e non cacciato ---- nemer ammad: differenti fasi... fratelli musulmani, rifiutarono di entrare e furono contro l'OLP... e rifiutarono di entrare nella leadership della prima intifada... 1991, Madrid, Hamas ha attaccato l'OLP... Oslo, Hamas era contro... a Gaza situazione disastrosa al rientro di Arafat (generata da Hamas)... sono sempre stati due progetti: uno laico democratico (OLP) e uno islamico nel 94-95-96 dopo gli arresti di Hamas, dopo settembre 2000, razzi israeliani distrussero uffici polizia palestinese... IN QUEL PERIODO ABBIAMO LIBERATO TUTTI poi Hamas ha cominciato ad usare i kamikaze'... iniziata collaborazione di gruppi... --- de michelis: appeal aumentato di Hamas dopo assassinio di Yassin ------------------------------- fiamma nirenstein: Israele ha finanziato Hamas nella prima intifada e dunque ha le sue responsabilità ------------------------------- -------- gad lerner: conferma origini comuni e identiche finalità di Fratelli Musulmani (presenti anche in Italia) e Hamas Hamas era distinta da Al Qaeda: adesso si indebolirà apparentemente, ma di fatto confluirà con Al Qaeda Arafat chiama adesso Yassin 'eroe e martire', quando fino a poco tempo fa era deciso ad arrestarlo Sharon: strumenti lontani da una democrazia, seppur in guerra --- nemer ammad NON SERVE L'ESTREMISMO VERBALE, NEMMENO DEL TIPO 'SHARON ASSASSINO' --- (riflessioni mie nell'intervallo pubblicitario: Israele (Sharon) ha finanziato Hamas finchè andava bene per liquidare l'ipotesi 'Stato Palestinese' forse sperando che il Grande Islam gliene sarebbe stato riconoscente... poi, quando si è accordo che... niente Stato Paletinese = niente Israele... ha pensato bene di liquidare Hamas... e l'OLP...) --- nemer ammad: non è d'accordo con Hamas per uno stato palestinese religioso ma Sharon dice che non ci sono interlocutori povertà disperata umiliata combattere terrorismo è capire radici: dare speranza, ricostruire polizia palestinese, ------------------------- aiuto nel settore dello sport un campionato di calcio ------------------------- yassin: anziano, disabile, NON RESPONSABILITA' DIRETTA NELLE OPERAZIONI ---- fiamma nirenstein: gli europei faticano a prendere atto di una inevitabilità di difendersi è triste dirlo, tragedia: razzi su gaza = vittime israeliane da 50 a 20 glorificazione dei 'martiri' (terroristi suicidi) sui mezzi di informazione ANP (e non solo Hamas) ---- gad lerner: la democrazia di Israele rischia di 'perdere l'anima' omicidi mirati, senza processo, civili e bambini colpiti, 25 refusnik non cedere nulla della nostra natura, non abituarci a strumenti che non appartengono alla democrazia ---- de michelis: posizione minoritaria in europa e in Italia: il terrorismo deve essere combattuto anche con le armi in una guerra se uno è un bersaglio e muore... non è quello il punto ------------------------- tragico errore il momento ------------------------- questa guerra, per essere vinta e non solo combattuta come è inevitabile, lo puo' essere solo sul piano politico portare dalla nostra parte almeno una parte, palestinese, irakena... ----------------------- la scelta di Sharon come quella di Putin VANNO NELLA DIREZIONE OPPOSTA A QUELLA CHE PUO' FAR VINCERE LA GUERRA ----------------------- ---- Nemer Ammad a Fiamma Nirenstein: perchè distruggete i nostri ulivi ? ---- fiamma nirenstein terrorismo: scelta omnicomprensiva e ideologica, sempre coincidente con momenti significativi di possibile accordo la democrazia israeliana commette errori, fa esperimenti che nessuno vorrebbe fare, fa dolere il cuore e la mente ---- gad lerner effetto placebo dell'abolizione della politica giuliano ferrara: E' VERO CHE L'EUROPA HA FINANZIATO HAMAS ? de michelis: E' VERO --- nemer ammad nessuna confusione Hamas Al Qaeda Al Qaeda: da parte mia nessuna condivisione, odio, caos Hamas: lavora con la popolazione Errore considerare tutti i gruppi tra loro (es Algeria) Speranza: cercare soluzioni pacifiche tramite dialogo e trattativa Se le due parti da sole non possono perchè il 'quartetto' non inizia subito? - osservatori internazionali - ricostruizione polizia palestinese (aiuto di esperti USA o Europa) - ritiro israeliano - conferenza internazionale


Ho letto Worse Than a Crime; It is an Act of Stupidity, By URI AVNERY




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23 marzo 2004

Yassin, Bush, Sharon, Bin Laden hanno condotto e conducono battaglie etiche

e di etica si dovrebbe iniziare a parlare. Scrive alzatacolpugno: "Yassin non mi mancherà di certo. Il vecchio leader di Hamas - leggi, capo di un'organizzazione terroristica - mi ha sempre fatto pensare a quegli insegnamenti assurdi di una religione cattolica-bigotta (e per questo fuori anche dal reale spirito religioso) che indicavano i 'segnati da dio' come malvagi senza - o quasi - possibilità di redenzione." insegnamenti assurdi religione bigotta allora su questo io inviterei a riflettere: oltre alla categoria dell'economico-politico, oltre a quella dell'ideologico-filosofico, c'è la categoria della morale, dell'etica (nonostantechè Nietzsche ci abbia già indicato la via oltre il bene e il male, nonostante Schopenhauer e Kant) Qual'è l'etica di Bush ? quale quella di Sharon ? quale quella di Bin Laden ? quale quella di Yassin ? quale quella di Woytila ? quale quella di Berlusconi ? io vedo delle gerarchie di 'severità': il pensiero islamico (Ayatollah, Bin Laden, Yassin) esprime oggi il massimo di 'rigore etico', di assoluta prevalenza dell'etica su tutto il resto, economia, politica, vita incluse: piuttosto la morte il pensiero ebraico (così come quello cattolico) contemporanei sono molto più sfaccettati e variegati, ma il pensiero etico cristiano 'fondamentalista' cerca vanamente di recuperare un analogo rigore, dovendo però fare i conti con la modernità il pensiero ebraico, la sua etica così come trasmessa al mondo anche dei non ebrei da Buber, Freud, Canetti... Primo Levi ed anche da politici attivi nella storia del sionismo fine '800 - primi '900, è un pensiero alto, rigorista a suo modo perchè ha restituito al mondo, ancor prima della Shoah, l'idea della responsabilità personale, della non 'riducibilità' del cosiddetto perdono ad atti o gesti di 'buona volontà', della 'necessità umana di errare' - per cui 'peccare' è la condizione umana e non un'anomalia del comportamento umano, ma la sua regola. Ma quella stessa etica, ripassata in salsa neocon, è diventata e sta diventando 'ultra-rigorista': la vendetta da 'possibilità' diventa 'legittima difesa'; la non vendetta diventa vigliaccheria e tradimento... si rasenta l'etica mafiosa, per cui chi non ci sta o si tira fuori è un 'infame', tout court Questa etica israeliana (Yassin parlava di uno stato - Israele - in cui 'cittadino' e 'soldato' non si distingono più) militante si pone come concorrenziale rispetto a quella ancora (per poco?) più assolutistica islamica (non siamo ancora ai terroristi suicidi israeliani... ma l'assassinio di ieri di fatto 'candida' non solo - nelle parole di Sharon - tutti gli israeliani, ma tutti gli ebrei del mondo al 'martirio' per la causa...) Noi, io, sono per un'etica laica, possibilmente una non-etica (se per etica si intende un sistema chiuso di 'valori' che prevedono premi e punizioni, che in base a quelli si 'giocano' vita e morte, senza discussioni) Concludo dicendo che a mio avviso è tempo che questi modelli etici vengano impietosamente ma anche intelligentemente analizzati, tenendo certo anche nel giusto conto il 'rovescio della medaglia' (ovvero a chi e a cosa 'servono', in termini di equilibri locali e globali, quali interessi materiali coprono, difendono, si prefiggono)




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23 marzo 2004

e del resto quale forza

ci vuole per colpire un vecchio cieco tetraplegico dall'età di 10 anni ? Non conosco esattamente le condizioni di Yassin fino a ieri, e come abbia resistito per 53 anni alle difficoltà, sensoriali, motorie, neurovegetative, respiratorie, sessuali, ed ai dolori che la sua invalidità comportava. Ignoro i dettagli: quale reato puo' aver mai materialmente commesso se - letteralmente - non poteva muovere un dito? Colpendo lui è stata in sostanza COLPITA LA PAROLA, l'unica funzione corporea evidentemente non compromessa, e da chi? da un 'maestro della parola', la stessa biblica parola alla fonte della vendetta di Sharon e dell'odio di Yassin per i sionisti. Ma SI PUO' UCCIDERE LA PAROLA ? Si puo' uccidere il pensiero che quella parola generava? Credere di poterlo (legittimamente, per di più) fare è il segnale più preoccupante che l'intera 'operazione di liquidazione' di Yassin trasmette, non solo alle masse islamiche, ma al mondo. Un mondo in cui terrorismi speculari pretendono di azzerare il pensiero liquidando chi quel pensiero esprime con parole. QUESTA è la tragica riedizione del NAZISMO, da qualunque parte provenga. Incluso il razzismo omicida, perchè legare 'carne e sangue' a 'idee e parole' significa perpetuare l'infame nesso tra 'cultura' e 'genetica', significa ancora una volta 'reificare', 'cosificare' il pensiero, ridurlo a sangue e cromosomi, a popoli e razze. Scrive alzataconpugno Quando la realtà supera la fantasia/1 Yassin non mi mancherà di certo. Il vecchio leader di Hamas - leggi, capo di un'organizzazione terroristica - mi ha sempre fatto pensare a quegli insegnamenti assurdi di una religione cattolica-bigotta (e per questo fuori anche dal reale spirito religioso) che indicavano i 'segnati da dio' come malvagi senza - o quasi - possibilità di redenzione. Alla fine, temo, mancherà di più a Sharon che, non so con quanta consapevolezza, lo ha trasformato in un martire da venerare e 'onorare' (che espressione terribile) con nuovi attentati. La spirale della violenza è lungi dall'essere interrotta.




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23 marzo 2004

debolezza

... estrema debolezza, questo a me sembra il segnale lanciato da Sharon al mondo: proprio perchè Yassin rappresentava l'asso nella manica del governo israeliano, aver giocato quella carta anzichè essere l'affermazione di una forza, è la massima ostentazione di debolezza. Dopo Yassin, oltre Yassin... cosa ? Scrive Sandro Viola (La Repubblica): ... "Dovessi riassumere il momento psicologico in Israele", m'aveva detto l'altro giorno il filosofo Avishai Margalit, uno dei più prestigiosi intellettuali israeliani, "userei la parola scoramento. Oppure disperazione. Ma non la disperazione "attiva" di cui parla Kant, che bene o male contiene ancora una volontà, una capacità di reagire. No, qui si tratta ormai d'una cupa rassegnazione al peggio". Il peggio che poteva succedere. Perché l'omicidio dello sceicco Yassin è un altro calcio nel termitaio del terrorismo islamico, un altro fiammifero acceso di fianco allo zolfo del fanatismo fondamentalista. L'apertura dissennata d'un altro varco alle offensive della Jihad. Il silenzio che gravava nelle strade di Gerusalemme ieri sera (pochissime automobili in giro, caffè deserti, saracinesche abbassate nella parte araba della città, famiglie riunite attorno all'apparecchio televisivo per seguire i notiziari), era quello dei momenti di maggior tensione nella storia del conflitto israelo-palestinese. Ricordava le ore in cui ventun anni fa giunsero le notizie della strage di Sabra e Shatila, o le sere successive all'assassinio di Rabin. ... E' difficile capire quale calcolo abbia spinto Sharon a volere l'eliminazione del capo di Hamas. Perché Sharon conosce gli arabi, sa sino a che punto si sia andata islamizzando negli ultimi anni Gaza. E non poteva quindi ignorare l'effetto sconvolgente che avrebbe avuto tra i palestinesi di Gaza l'omicidio d'un vecchio paralitico in sedia a rotelle, all'uscita dalla moschea dopo la preghiera del mattino. Non poteva aver trascurato che proprio quei simboli, la vecchiaia, l'invalidità, l'uscita dalla moschea, avrebbero reso la morte dello sceicco Yassin un evento incancellabile, gravido di nuovo e tremendo odio, nella rivolta palestinese contro l'occupazione israeliana. ... C'è il bilancio di tre anni di governo. Fine d'ogni dialogo con i palestinesi, attentati spaventosi, crisi economica, rovina dell'immagine d'Israele nel mondo.




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22 marzo 2004

specula ...

ad essere onesti, una cosa è interessante, la risposta di Hamas dopo l' ATTO TERRORISTICO ISRAELIANO e cioè GUERRA ! (dedicato a tutti i pacifisti, da Candide)




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22 marzo 2004

My Meeting

with Shaikh Yasin By Faisal Bodi (aljazeera) Monday 22 March 2004, 15:33 Makka Time, 12:33 GMT I had the professional privilege of meeting Shaikh Ahmad Yasin in October 2000, just weeks after the outbreak of the al-Aqsa Intifada. To his enemies he was the epitome of evil, but the man I met was the embodiment of one of the most unequal struggles of our times. Sitting hunched in a wheelchair in his breezeblock Gaza home, the frail shaikh symbolised the Palestinians' apparently hopeless resistance against the Middle East's military superpower, Israel. Enfeebled by flu and straining to speak, the Hamas leader explained the second Palestinian uprising as a reaction to the failure of the Oslo peace accords in 1993 to change conditions in the Palestinian territories. However, the trigger for the popular uprising, according to Yasin, was now Israeli Prime Minister Ariel Sharon's intrusion into Al-Aqsa, one of Islam's three holy mosques, and the killings of Palestinians in protests that followed. Since those early days, the Hamas leader remained the inspiration behind the Intifada, refusing to accept what others felt was a road to collective suicide. Fighting from a much weaker position, the Palestinians must be prepared to accept much greater losses. ... Israel's grey area Israel's militaristic society, he said, had blurred the line between civilians and soldiers. "The peace that reinforces occupation and settlement and the exiling of the Palestinian people, that is not really peace" ... Our brief session ended with a call on Muslims worldwide to continue to help the Palestinians. Firm in his conviction that Israelis could not deliver a just peace he asked Muslims worldwide to "awaken inside themselves the intention for jihad and prepare for it in order to liberate al-Aqsa and Jerusalem when the time comes." His death has deprived him of witnessing that pleasure, but his legacy of unflinching resistance will inspire thousands in years to come. Faisal Bodi is a senior editor at Aljazeera.net




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22 marzo 2004

non ne facciamo un martire

scrive un Anonymous "Hamas e' un'organizzazione terrorista non un' associazione umanitaria, Yassin era un intralcio anche per Arafat." Ahmed YassinNoi no! Sharon ne ha fatto un martire. Se avessero ucciso Bin Laden non ci sarebbe tanto furore, e d'altra parte non è come scrive qualcuno che solo Hamas se ne avvantaggia, ma l'intero fondamentalismo islamico, con a capo appunto Bin Laden, ed i suoi 'discepoli' Hanno ucciso un tetraplegico dall'età di dieci anni, quasi cieco. L'immagine è atroce. Ma non hanno mai visto Guerre Stellari ?!? A che serve uccidere un vecchio invalido, se dalle sue ceneri nasceranno 100, 1000 fanatici che avranno come unico scopo quello di superare il 'padre' ? ... Disse che l'11 settembre era stato opera del Mossad... GERUSALEMME - Tetraplegico dall'età di dieci anni, quasi cieco, Ahmed Yassin, ucciso stamane dai missili di un elicottero israeliano a Gaza, era ritenuto responsabile di moltissimi attentati contro Israele. Lo sceicco aveva 63 anni ed era il fondatore e il leader spirituale del movimento integralista islamico Hamas. Nato a Ashkelon, nel Sud di Israele, nel 1936 a dieci anni ebbe un incidente, mentre giocava a calcio nel campo profughi di Chatti, a Gaza, che lo costrinse alla sedia a rotelle... Arrestato di nuovo nel maggio 1989, Yassin fu condannato all'ergastolo nel 1991 da un tribunale israeliano, per aver ordinato il rapimento e l'uccisione di due soldati. Lo sceicco fu quindi scarcerato nel settembre 1997 da una prigione di Tel Aviv in uno scambio di detenuti, due presunti agenti del "Mossad" arrestati ad Amman dopo che avevano goffamente attentato alla vita di Khaled Mashaal, il capo dell'ufficio politico di Hamas. Una settimana dopo la sua liberazione, lo sceicco fece un ritorno trionfale a Gaza accolto come un eroe da circa 15 mila palestinesi... Dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 Yassin è tornato alla ribalta per aver detto, durante una conferenza all'università islamica di Gaza, che gli attentati alle Torri Gemelle erano certo "opera del Mossad", il servizio di spionaggio israeliano... Il 6 settembre dello stesso anno era rimasto ferito a un braccio durante una incursione israeliana a Gaza. E il 19 gennaio di quest'anno il capo di stato maggiore israeliano generale Moshe Yaalon, dopo una ennesima operazione suicida palestinese, aveva detto che Yassin costituiva "un obiettivo per una operazione di liquidazione". (La Repubblica, 22 marzo 2004)




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22 marzo 2004

Ahmed Yassin, era lui il Genio del Male ?

All'articolo 31 si legge che Hamas "è un movimento umanistico che si occupa dei diritti umani e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. E' ostile solo a coloro che mostrano ostilità contro l'islam [...] e la pace e la sicurezza sono possibili solo all'ombra dell'islam, e la storia antica e quella recente sono i migliori testimoni di questa verità". (paceinpalestina.it Ahmed Yassin Nato nel 1938 quando la palestina era ancora sotto l'amministrazione inglese, lo sceicco Ahmed Yassin, dopo l'incidente che lo costrinse fin da bambino su una sedia a rotelle, dedicò la sua vita allo studio dell'Islam e studiò all'Università del Cairo, luogo di nascita della Fratellanza Musulmana. Fu in questi anni di studio che maturò la convinzione che la Palestina avrebbe dovuto essere consacrata all'Islam e che nessun leader arabo avesse il diritto di negoziare alcuna concessione territoriale in nome della pace. La sua figura emerge nel 1987 durante la prima Intifada, quando il movimento islamico palestinese prende il nome di Hamas ("zelo") di cui Yassin diventa leader spirituale. Nel 1989 viene arrestato dalla polizia israeliana e condannato all'ergastolo per l'uccisione di alcuni palestinesi accusati di collaborare con Israele. Nel 1997 fu liberato in uno scambio di prigionieri con la Giordania che aveva arrestato due agenti israeliani coinvolti nel tentativo di assassinare un leader di Hamas. Pur avendo mantenuto buone relazioni con la leadership politica palestinese e i governi arabi dell'area, Yassin rimane un falco. Più volte ha ripetuto che il processo di pace non significa rinunciare alla Jihad. Yassin è infatti una figura di riferimento per il terrorismo palestinese, una fonte di ispirazione per i giovani kamikaze convinti dalla sua dottrina che il martirio in nome del popolo palestinese sia un sicuro viatico per il paradiso eterno. www.rainews24.it - webnews24@rai.it Yasser Arafat ha proclamato tre giorni di lutto in tutti i territori e presso tutti i palestinesi "in esilio". Il presidente nello stesso comunicato ha definito l'accaduto "un crimine l'assassinio dell'eroe e martire Ahmed Yassin". Le manifestazioni di protesta valicano i confini palestinesi e si ha notizia di iniziative in alcune università egiziane. Non si fanno attendere neanche le minacce dirette in risposta al governo israeliano. Un portavoce delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah) ha emesso un comunicato in cui si afferma "che l'attentato a Yassin equivale ad un attentato al presidente Yasser Arafat". Anche le Brigate al-Aqsa minacciano dunque vendetta e precisano che "il nostro obiettivo è la testa di Ariel Sharon". (La Repubblica) Il progetto di Hamas in una parola: genocidio Da un editoriale del Jerusalem Post 7 agosto 2002 I capi di Al-Qaeda sono ricercati in tutto il mondo. Viceversa i capi di Hamas agiscono tranquillamente alla luce del sole e rilasciano interviste a chiunque le richieda. In una di queste numerose interviste, il quotidiano italiano "Corriere della Sera" [2.08.02] ha chiesto al leader "spirituale" di Hamas Ahmed Yassin, non in una grotta ma nella sua comoda casa nella citta' di Gaza, come mai Hamas colpisca intenzionalmente dei civili come gli studenti dell'universita'. Yassin ha spiegato: "Attacchiamo i civili israeliani perche' per noi e' come se fossero soldati nemici. Per noi ogni ebreo in Palestina e' un colono, un soldato dell'occupazione". Alla domanda se l'attentato all'universita' di Gerusalemme fosse la risposta all'uccisione da parte di Israele del capo terrorista Salah Shehadeh, Yassin ha risposto: "Noi non agiamo in questo modo, non si tratta di azione e reazione. Non si combatte per vendetta, ma per liberare la nostra terra". Infine, alla domanda se Hamas si accontenterebbe di un ritiro israeliano sulle linee pre-giugno 1967, Yassin ha dichiarato: "Israele e' nato con la violenza, non potra' che morire nella violenza". Al di la' della retorica rivoluzionaria e sulla giustizia, c'e' una sola parola che indica con chiarezza l'obiettivo di Hamas: genocidio. I capi di Hamas non solo declamano l'equivalente odierno del Mein Kampf e della Soluzione Finale di Hitler, essi la stanno anche attuando giorno per giorno: assassinano ebrei in quanto ebrei con l'obiettivo di annientare lo stato ebraico. Alla luce di questi propositi genocidi appare abbastanza grottesco e offensivo distinguere fra i capi "militari" e i capi "politici" o "spirituali" di Hamas. Che differenza avrebbe fatto se i nazisti avessero anche gestito delle mense popolari? Definire capo "spirituale" uno come Yassin significa forse portare rispetto alla religione in genere e all'islam in particolare? Muhammad Deif, il probabile successore di Salah Shehadeh, pare che se ne stia ben nascosto sapendo che Israele potrebbe tentare di colpirlo in qualunque momento. Invece Ahmed Yassin e altri capi e "guide" di Hamas vivono nelle loro case circondati da famigliari, consiglieri, sostenitori. E giornalisti. […]. (Jerusalem Post, 4.08.02) Scrive miele98 Gli aggiornamenti di questa notizia parlano di sette morti, fra cui quattro passanti. Ma questo mi pare il meno. Poi c’è il delirio delle dichiarazioni di Hamas: “faremo centinaia di morti tra i sionisti”, ''tutti i musulmani nel mondo islamico avranno l'onore di partecipare alla risposta a questo crimine”. Non che Yassin mi stesse simpatico, ma era proprio indispensabile? Perché lo so, in Israele si vive questa situazione. In Israele si muore prendendo l’autobus. Israele è l’unica democrazia del Medioriente. Però, scusatemi, in democrazia i criminali si catturano, si processano, eventualmente si condannano e, a seconda degli ordinamenti, si giustiziano o si fanno marcire in galera. Il gioco dei razzetti sulle auto, invece, fa molto giustizia sommaria. Una giustizia sommaria che alimenta la spirale dell’odio da entrambe le parti, senza la quale non avrebbero ragion d’essere gli estremismi da entrambe le parti. E blogorrea: Per Yassin non piangerò una sola lacrima. Spero di non doverne piangere molte per chi pagherà il prezzo di questa follia... Ennio sottolinea su BlogTrotter: Ci devono aver pensato qualche anno fà, quando Yassim era in galera in Israele e Barak lo ha fatto uscire, naturalmente per far le scarpe ad Arafat, scavalcandolo nell'estremismo e minando la sua autorità. Adesso che Arafat conta quanto il due di coppe, si puo' far fuori pure Yassim, con comodo. Dalla rabbia nell'odio (barnaba) Rancore di paglia secca gettata su di un fuoco già divampante di rabbia e disprezzo; questo è il valore dell'omicidio del leader di Hamas. Un nuovo martire ad incoraggiare i suicidi che si lasciano esplodere d' odio e tritolo; questa la sua utlità. L' innesco dell'atto finale di una tragedia che si consuma da anni; questo forse il cieco intento? E' una sciagura per queste due popolazioni non aver capito la gravità del dissacrante uso che fanno della vita, della loro e di quella degli altri. Sono nato e cresciuto sapendo di due popoli che insistono sulla stessa terra senza cavarne entrambi alcun frutto; lo irrigano col sangue. Di questo passo non c'è ragionevole speranza che la pace vi possa attecchire. Ho scritto, ina ltra occasione, della responsabilità dell'uomo per le sciagure che si consumano nell'epoca in cui vive; questa di cui parliamo oggi ne è una, solo una.(F.N.) Hamed Yasin. IN MORTE (INUTILE) DI UN CRIMINALE - III (ricordiamocene) Ci accalorammo, giorni addietro, attorno ad un losco figuro: Erich Priebke, un vecchio assassino in pensione. Di tale discutere - mi si dice - anche l'inserto odierno porta traccia. E oggi - per il solito rincorrersi di brutture che l'essere umani ci regala - parliamo di una cosa simile: Hamed Yasin, un vecchio assassino, fino a ieri in florida attività, e oggi a riposo. Eterno: frustato a sangue - piacerebbe sperare - da 72 vergini che nemmeno gliela fanno annusare. Ed io a chiedermi: se la coerenza è un valore e il mio pensare ha una struttura, cosa posso e devo dire su questo defunto, dopo aver detto quel che dissi di quel vecchietto teutonico ancora arzilluccio? Fermi tutti, subito: non sto facendo paragoni, non mi si dica che sto dicendo che Priebke e Yasin sono la stessa cosa. Non lo sono, non ai miei occhi. E però, una volta di più, siamo nel mezzo di quel circolo che lega la violenza - pregressa, presente e futura - al sistema degli stati democratici: agli e dagli stessi, talora, perpetrata. Giro a fatica e me ne accorgo: ma non riesco a non pensare che - prima e oltre la paura di cosa questa morte porterà ad Israele -, questa morte non si doveva operare. Hamed Yasin ne ha provocate tante, e tante ancora le seminerà la sua memoria: un misterioso taglione senza senso della misura muterà certo il suo sangue di vecchio in mille e mille rivoli di sangue "giudeo", orgogliosamente sparso, e di tutte le età. Secondo le schema del caos primordiale, della ferinità stimolata ed esaltata da ignoranza e miseria, dell'odio che la sola parola "democrazia" scatena in certi vissuti politici. Così sarà, temo, a dimostrare che la conquista della democrazia è processo lento, e la rinuncia alla vendetta di Stato cammino lungo e faticoso: la giustizia un orizzonte sempre lontano, misura della perfettibilità, non della perfezione: il tasso di legalità costante e che non si lascia scalfire la sua unica misura. Israele oggi ha liberato se stesso e il mondo da un assassino, che io non piango. Ma quell'orizzonte oggi, nell'unica democrazia del medioriente, è un poco più lontano. From Wikipedia, the free encyclopedia. Sheikh Ahmed Yassin Sheikh Ahmed Yassin (1936 - March 22, 2004) was the spiritual leader of the Palestinian Islamist group Hamas. Yassin founded Hamas in 1987, originally calling it the Palestinian Wing of the Muslim Brotherhood. As well as being nearly blind, he is a paraplegic and has been confined to a wheelchair since an accident in his youth. Yassin was born in 1936 near the town of Ashkelon, but he moved to Gaza after his village was destroyed in 1948, most probably as a result of the 1948 Arab-Israeli War. Yassin studied at Al-Azhar University in Cairo, Egypt following secondary school, despite his paralysis as a result of a childhood injury. The Muslim Brotherhood was founded at Al-Azhar, and the University was a hotbed of Islamism and Arab nationalism. Yassin joined the Brotherhood at some point during his studies at Al-Azhar. Yassin has repeatedly said that the land of Israel is "consecrated for future Muslim generations until Judgement Day. and that "The so-called peace path is not peace and it is not a substitute for jihad and resistance." [1]. In 1989 Yassin allegedly ordered the killing of Palestinians who he believed had collaborated with the Israel Defence Forces. He was also convicted of ordering the kidnapping and killing of two IDF soldiers. He was arrested by Israel for these crimes and sentenced to life imprisonment by an Israeli court. In 1997 Yassin was released from Israeli prison as part of an arrangement with Jordan following a failed assassination attempt of Khaled Mashal conducted by the Israeli Mossad in Jordan. Yassin was released by Israel in exchange for two Mossad agents who had been arrested by Jordanian authorities. Following his release, Yassin returned to his role as spiritual leader of Hamas. He immediately resumed his calls for resistance to Israeli occupation using tactics including suicide bombings against both Israeli military and civilian targets. During the various stages of the "peace process" between Israel and the Palestinian Authority, Yassin has been repeatedly placed under house arrest by the PA. Each time Yassin has been placed under house arrest he has eventually been released, often after extended demonstrations by his supporters. On June 13, 2003, Israeli sources announced that Yassin "is not immune" to assassination under the Israeli doctrine of targeted assassination. Three months later, on September 6, 2003, an Israeli Air Force (IAF) F-16 dropped a quarter-ton bomb on a building in Gaza City, the Gaza Strip. Yassin was in the building at the time and was lightly wounded by the assassination attempt. Israeli officials would later confirm that Yassin was a target of the attack. Yassin was treated for injuries sustained in the attack at Shifa Hospital in Gaza City. Following the assassination attempt, Yassin told reporters that "Days will prove that the assassination policy will not finish the Hamas. Hamas leaders wish to be martyrs and are not scared of death. Jihad will continue and the resistance will continue until we have victory, or we will be martyrs." [2] Yassin further said that Hamas would teach Israel an "unforgettable lesson" as a result of the assassination attempt [3]. Yassin was reported killed in another Israeli attack on March 22, 2004. PaceinPalestina.it quando e come è nato hamas Hamas significa "ardore" ma è anche l'abbreviazione di Harakat al-Muqawama al-Ilamiyya, movimento di resistenza islamico, fondato nel 1988 al tempo della prima Intifada da Ahmed Yassin. Sembrerebbe a prima vista un movimento giovane, vista la sua data di nascita, ma in realtà per comprendere l'ideologia di Hamas bisogna rifarsi all'organizzazione egiziana dei Fratelli Mussulmani nata negli anni Venti del secolo scorso. Infatti, l'islamismo radicale di Hamas affonda le sue radici storico ideologiche nell'organizzazione egiziana che univa l'azione religiosa a quella politica al fine di islamizzare la società per arrivare alla fondazione di uno Stato islamico governato dalla shari'a. Dopo la guerra dei sei giorni, Yassin rimproverò ai movimenti di stampo marxista raccolti nell'OLP di aver pensato prima alla rivoluzione armata piuttosto che ad una paziente islamizzazione dal basso della società. Qualche risultato però gli esponenti islamici lo raggiunsero: fra il 1967 e il 1987 le moschee nella Cisgiordania passarono da 400 a 750 mentre quelle nella Striscia di Gaza da 200 a 600. Nel 1978 Yassin creò la prima "Ong" a Gaza con il nome di "Associazione islamica" che operava attraverso una rete di scuole, università, mense, ospedali, moschee e tanti altri servizi. Hamas non ha mai voluto inglobarsi nella Olp, anzi ambiva a prenderne il posto. Con lo scoppio della prima Intifada il movimento si costituì ufficialmente stilando nel 1988 uno statuto di 36 articoli che conteneva la linea politica, i metodi e gli obbiettivi del movimento. Nello stesso anno (ciascuno consideri come vuole la coincidenza) in Algeria, il Consiglio nazionale palestinese proclamò simbolicamente la creazione di uno Stato palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza riconoscendo indirettamente il diritto di Israele ad esistere. Agli israeliani il movimento islamista non preoccupava molto, anzi, poteva servire a indebolire l'OLP, e così lo lasciarono espandersi nei Territori occupati. Fu per questo che Arafat e Mubarak pensarono che Israele avesse creato Hamas per contrapporlo all'OLP. Dallo statuto di Hamas emerge chiaramente l'idea che nessun compromesso è possibile con lo Stato di Israele perché la Palestina è considerata un territorio che si estende senza interruzione alcuna dal Mediterraneo al fiume Giordano. Hamas devolve gran parte dei suoi soldi in attività caritatevoli che sono finanziati per lo più da associazioni dei paesi arabi e mussulmani ma anche degli Usa e dell'Europa. Israele sostiene che attraverso queste organizzazioni di beneficenza si finanzino gli attentati terroristici in Israele. D'altronde il jihad, nello statuto di Hamas, è considerato un dovere per ogni mussulmano. All'articolo 31 si legge che Hamas "è un movimento umanistico che si occupa dei diritti umani e si impegna a mantenere la tolleranza islamica nei confronti dei seguaci di altre religioni. E' ostile solo a coloro che mostrano ostilità contro l'islam [...] e la pace e la sicurezza sono possibili solo all'ombra dell'islam, e la storia antica e quella recente sono i migliori testimoni di questa verità".




permalink | inviato da il 22/3/2004 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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