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26 marzo 2004

i sorprendenti titoli di coda in stile costruttivista

conflitti intimi, personalistici ai limiti della follia, persi dentro smisurati avvenimenti storici: è la traccia ricorrente di tutta l’opera di Annaud scrive Albanesi di Il nemico alle porte (questa sera su RAI3) Mentre Francesco Puglisi aggiunge Tratto dal libro di William Craig "Enemy at the gates" e sceneggiato dal regista insieme ad Alain Godard, il film ripercorre la storia dell'eroe russo Vassili Zaitsev, realmente esistito, e trasforma la Guerra tra i colossi europei Germania e Russia in una guerra "privata" tra due uomini. Dopo "Sette anni in Tibet" il regista Jean-Jacques Annaud, riprende in mano la seconda guerra mondiale, ma stavolta, e probabilmente sulla scia aperta da "Salvate il soldato Ryan" di Spielberg (a giugno uscirà anche "Pearl Harbor" di Michael Bay), mette da parte gli spiritualismi, e mostra in primo piano sangue, armi e patriottismo. Il risultato? Un film storico, che non ha come protagonisti gli americani, una volta tanto, e che regge la durata: 131 minuti circa di film, la maggior parte dei quali incentrati sui due protagonisti Law e Harris, sulla caccia che l'uno sferra sull'altro, e sulla storia d'amore che nasce tra Vassili e la soldatessa [ebrea] interpretata da Rachel Weisz.




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26 marzo 2004

Luigi P. (il libraio di antoniotombolini.com)

del tutto... serendippicamente... capito su Google, alla voce Luigi P. sul blog luigipasserino.splinder.it che, oltre a contenere interessanti 'post' come quello dal titolo Jung e la Gnosi, mi rimanda alla Bancarella dei Libri di Luigi Passerino dove vengo accolto da un invitante Ciao, sono Luigi (scrivimi!). la mia bancarella dei libri non è la solita libreria online. La mia bancarella è dedicata esclusivamente ai piccoli editori, quelli appassionati, che pubblicano quello che amano, che hanno un volto, con cui ci si può incontrare e discutere Personaggio importante, indubbiamente, visto che nella graduatoria delle letture marcata da Google il più noto Luigi Pirandello compare solo al secondo posto ! Di un misero 3° posto deve accontentarsi il Prof. Luigi P. Cordella, Dipartimento di Informatica e Sistemistica, Universita' di Napoli "Federico II" (di cui compare una scrittura privata, il che conferma come ormai nulla sfugga all'occhio e alla memoria del Google Fratello) Raffinando la ricerca con un Luigi P. Repubblica blog si trova un Luigi P., di professione fiorista, ma è solo alla voce Kataweb | BLOG - che si trova un Luigi P. familiare a chi frequenta i Blog de La Repubblica ... Dimenticavo... visto che questo è il primo 'post' della Rubrica 'Serendipity', non posso fare a meno di segnalare come anche per questa voce il motore di ricerca di Google si rivela... serendippico: Google Search: serendipity assegna il primo posto a www.serendipity.li, che così si definisce: Mostly this Serendipity website is a libertarian, anti-fascist, anti-war, anti-Zionist and anti-prison-planet website e solo con un po' di pazienza si arriva ad una Story of Serendipity ... ma nel senso del... TEA ! Non ci resta che il Dictionary per leggere finalmente Word History: We are indebted to the English author Horace Walpole for the word serendipity, which he coined in one of the 3,000 or more letters on which his literary reputation primarily rests. In a letter of January 28, 1754, Walpole says that “this discovery, indeed, is almost of that kind which I call Serendipity, a very expressive word.” Walpole formed the word on an old name for Sri Lanka, Serendip. He explained that this name was part of the title of “a silly fairy tale, called The Three Princes of Serendip: as their highnesses traveled, they were always making discoveries, by accidents and sagacity, of things which they were not in quest of....”


Aggiornamento... La vecchia volpe ha impiegato pochi minuti ad accorgersi di questo 'post' (per l'esattezza 8 !!! lo sfasamento è dovuto al fatto che Il Cannocchiale non tiene conto dell'ora legale) Luigi P. Comunque sia GRAZIE Danilo. Tu non ci crederai ma, nonostante tutto, l'serimento nel tuo blog è stato un gesto gradito! Lo considero un complimento. Con immutata stima Luigi. Ps segue foto con dedica autografa inviato il 26.03.2004 21:43:20 a Blogtrotter: Sciopero, Commenti Per chi volesse verificare, IP e dati vari di connessione mia DIFERISCONO... ! ehm... con due effe ...




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26 marzo 2004

Un sodalizio telematico del terrore

Così scrive Madi Allam (Corriere della Sera, 26 Marzo 2004)) Un proclama telematico annunciò l'11 marzo Nei messaggi sul web c'è il filo che lega le vittime di Madrid con i diplomatici spagnoli uccisi a Bagdad di MAGDI ALLAM Le vie del terrorismo globalizzato transitano, s'incontrano, si alleano e si coniugano in Internet. Basta viaggiare nei siti islamici per fare delle scoperte. Interessanti. Come l'uso, martedì scorso, dello stesso sito http://groups.yahoo.com/group/islamicmedia sia da parte di Hamas che di Al Qaeda per commemorare l'assassinio dello sceicco Yassin. O anche clamorose. Come la diffusione, lo scorso dicembre, tramite lo stesso sito http://aa.1asphost.com/iraq/book.doc , di due messaggi di Al Qaeda e della sedicente Resistenza irachena, che lasciavano entrambi presagire un prossimo attentato in grande stile contro la Spagna. Questo sodalizio telematico del terrore va ben oltre la semplice condivisione di uno strumento informativo e di una politica propagandistica. Di fatto consacra una collaborazione pratica nell'attività terroristica all'insegna della comune battaglia contro gli Stati Uniti e Israele. E delinea chiaramente la volontà di globalizzare Madrid: un poliziotto davanti a un cartello che riporta i nomi delle vittime dell'11 marzo (foto Afp) il più possibile la rete mondiale del terrorismo coinvolgendo tutte le forze estremiste che, al di là del colore della propria ideologia, credono nell'antiamericanismo e nell'antiebraismo. In quest'ambito l'Europa si presenta come la roccaforte del nuovo terrorismo globalizzato. Con il senno del poi la strage di Madrid dell'11 marzo scorso emerge come il battesimo di sangue della nuova strategia del terrorismo globalizzato. Nel «Messaggio al popolo spagnolo», diffuso dalla sedicente Resistenza irachena lo scorso 3 dicembre, si formula questa esplicita e circostanziata minaccia: «Se la scena delle sette spie non è stata sufficiente ad accendere i vostri sentimenti e a indurvi a salvare i vostri figli, ci spingeremo oltre ed accresceremo la nostra resistenza. I battaglioni della resistenza irachena e i loro sostenitori all'estero sono in grado di aumentare il dosaggio. E vi faranno dimenticare la sorte delle spie». Si tratta dei sette agenti dei servizi segreti spagnoli barbaramente trucidati lo scorso 29 novembre a Swaira, 45 km a sud di Bagdad. Ebbene quell'attentato è stato rivendicato da Ansar al Sunna, una sigla che è subentrata a Ansar al Islam, il gruppo terroristico curdo-sunnita legato a Al Qaeda. Significativo è l'uso in un comunicato di stampo laico del termine islamico al ansar, per indicare i «sostenitori all'estero». Al ansar erano le tribù arabe di Medina che si schierarono al fianco del profeta Mohammad (Maometto) dopo la sua fuga dalla città natale della Mecca nel 622. Da qui il significato di «partigiano» e «sostenitore». I nuovi al ansar sono probabilmente i sospetti terroristi autori della strage di Madrid. Sempre nel «Messaggio al popolo spagnolo» si legge: «Se il popolo spagnolo vuole salvare il sangue dei suoi figli, deve ritirarli dall'Iraq ora che sono vivi, prima che noi li rimandiamo cadaveri alle loro famiglie». E ancora: «Consideriamo chiunque aiuti gli americani un nostro nemico. Giudichiamo il governo spagnolo responsabile per la morte di ogni membro delle sue forze, dentro e fuori l'Iraq». La prospettiva di un attentato all'estero è sottolineata anche in un successivo passaggio: «Sarete responsabili di ciò che vi accadrà nella regione e in tutto il mondo. E' tempo che ognuno si assuma le sue responsabilità». L'intreccio mondiale della rete del terrore spicca nell'intervista in inglese concessa da Jabbar al-Kubaysi, leader della sedicente Resistenza irachena, al sito www.antiimperialista.com lo scorso 31 gennaio. Due i passaggi cruciali: «L'occupazione statunitense dell'Iraq è inestricabilmente legata a quella sionista della Palestina. Esiste un unico progetto imperial-sionista per opprimere il popolo arabo, contro cui la nazione araba deve lottare congiuntamente». E inoltre: «L'aggressione e l'occupazione dell'Iraq sono una tappa della grande strategia Usa volta a erigere un impero globale. Quindi la nostra battaglia è parte integrante di quella combattuta per difendere l'umanità dal suo principale nemico, gli Stati Uniti». La conclusione è: «Prenderemo le opportune misure per costruire un fronte arabo e internazionale per la liberazione della Palestina e dell'Iraq, e per sconfiggere l'impero americano». Ebbene è significativo che cinque giorni dopo la diffusione del «Messaggio al popolo spagnolo», lo stesso sito (che oggi risulta oscurato) abbia trasmesso l'8 dicembre scorso il documento programmatico di Al Qaeda «La Jihad in Iraq, speranze e rischi». Di cui il Corriere ha rivelato per primo il passaggio centrale che preannunciava una strage contro gli spagnoli in concomitanza con le elezioni politiche. Sempre Al Qaeda, nel messaggio di cordoglio per l'assassinio dello sceicco Yassin, invita Hamas a «allearsi per battere il vero nemico della nazione islamica, l'America e il serpente ebraico-crociato». Quasi a confermare l'unità di intenti e d'azione tra i militanti laici della sedicente Resistenza irachena e quelli islamici di Al Qaeda. Una realtà che è tangibile nella condivisione di siti che compaiono, spariscono e risuscitano con altri indirizzi. Affidati ad abili esperti telematici in grado di competere con i professionisti della Cia. Tutt'altro che «quattro beduini».




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25 marzo 2004

Israele - Palestina, una situazione... elettrica...

PA and Israel Agree on Cooperation in Energy Sector Friday, March 19 2004 @ 05:52 AM EST "Palestinians pay among the highest rates for electricity of any people around the world as prices are imposed on a monopolistic basis .." By Negotiations Affairs Department (NAD) The Palestinian Energy and Natural Resources Authority and Israeli Ministry of Infrastructure have today agreed on the outline of a Joint Energy Office that aims to facilitate coordination of energy matters and improve the electricity supply for the Palestinian population. The parties also began negotiations to streamline the supply and exchange of electricity as well as restructure the tariff of electricity to the benefit of Palestinian consumers. Palestinians pay among the highest rates for electricity of any people around the world as prices are imposed on a monopolistic basis, negatively affecting the development of the Palestinian electricity distribution sector. Palestinian electricity infrastructure is also substandard in relation to the sums of money paid for the electricity and in relation to the infrastructure in neighboring countries. The parties agreed to examine the priority projects for the supply of electricity in the Occupied Gaza Strip and emergency electricity infrastructure projects of common interest as identified in previous agreements. The European Commission intends to promote these projects for funding by international financial institutions. The aim of priority and emergency infrastructure projects is to increase the infrastructural capacity of the Palestinian electricity network in order to further the Euro Mediterranean Energy Ring. The benefits of the Euro Mediterranean ring will be an even cheaper and safer supply of electricity from different sources to Palestinian consumers. In light of these understandings, the Palestinian Authority’s Minister of Energy and Natural Resources, Azzam Shawa remarked, “The establishment of the Joint Energy Office and the commercial agreements negotiations are necessary steps towards rectifying the inequities faced by Palestinians and moving towards the development of infrastructure that will enable a future Palestinian state to ensure the supply of cheaper electricity to its consumers and businesses.” Palestine Chronicle




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25 marzo 2004

Settanta tra politici, intellettuali e membri di associazioni palestinesi hanno firmato un appello

chiedendo ai gruppi militanti di non vendicare la morte dello sceicco Ahmed Yassin, leader spirituale dell'organizzazione di hamas ucciso in un raid israeliano il 22 marzo scorso. Firmato da Yasser Abed Rabbo, membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, da Abbas Zaki, membro del comitato centrale del partito Fatah, dal governatore di Nablus, Mahmoud Aloul e dal membro del parlamento Hanan Ashrawi, l'appello e' stato pubblicato dal quotidiano 'al Ayyam' di Ramallah e chiede di tornare alla protesta pacifica e lasciare la lotta armata. ''Noi firmatari, politici, intellettuali e membri di gruppi sociali chiediamo alla nostra gente di agire in maniera diversa rispetto quella delle bande di occupazione criminale e di lasciare da parte la vendetta e tornare ad un'Intifada pacifica con l'obiettivo di inviare un chiaro messaggio'', si legge nell'appello. (Pab/Opr/Adnkronos) Ramallah. 25-MAR-04 15:45 Enough Assassination, Enough of the Occupation, Stop the Bloodshed March 25, 2004 By Palestinians from political, intellectual and social institutions We, the undersigned, are Palestinians from various political, intellectual and social institutions, united in our struggle for freedom, emphatically condemn and denounce Israel's blatant aggression and deliberate provocation. The cold-blooded murder of Sheikh Ahmad Yassin and his faithful companions by Sharon and his right-wing extremist government two days ago epitomizes Israel's criminal and insidious behavior. While we assert our people's rights, guaranteed by all international covenants, to defend themselves by all means available and despite being filled with pain at the rising fatalities and continued suffering endured under the occupation, we call upon our people, for the sake of our national interest and in order to bring an end to the occupation, to repress their rage and rise once again in a widespread popular Intifada, that is based on clear goals and constructive rhetoric, with the fate of our people steered by the masses. Such an Intifada would deny Sharon the opportunity to continue unleashing his assault against our people and would hinder his ability to impose his destructive agenda. We call for the resurgence of a well-coordinated and disciplined Intifada, with clear intentions and a political vision. We confirm our commitment to pursuing our just and legitimate demands and rights. We call for uniting ranks on grounds of national unity and a unified leadership that can effectively resist the occupation. Ibrahim al-Hafi, Ibrahim Musalam, Ahmad Jubara (Abu al-Sukkar), Ahmad Haless (Abu Maher), Ahmad Fares, As'ad Odeh, Amin Maqboul, Buthayna Duqmaq, Jad Ishaq, Jamal Dar'awi, Jamal Zaqout, Jamil Rushdi, Jihad Abu Zuneid, George Hazboun, Hassan Dweik, Hanan Ashrawi, Hakam Taleb Thiab, Haidar Awadallah, Khader Ayesh, Khalil al-Ateeri, Dimitri Dilyani, Rihab al-Isawi, Radwan al-Sameri, Riyad al-Malki, Zahirah Kamal, Ziad Hamouri, Suri Nuseibeh, Said Zidani, Salman Jadallah, Sameer Shihadah, Siham Thabet, Suhail Salim Abdel Fatah Salman, Shaher Sa'd, Shafiq Zeidieh, Shukri al-Radaydeh, Salah Hikmat al-Masri, Abbas Zaki, Aballah Hijazi, Abdallah al-Kiwani, Abdallah al-Atiri, Abdel Fatah Hamayel, Abdel Qader Faisal al-Huseini, Arafat al-Hidmi, Azzam al-Ahmad, Izat al-Rasini, Ikrama Tabet, Imad Abu Kishk, Imad Awad, Ali Hasasneh, Anan Atiri, Ghazi Hananiah, Ghassan al-Harami, Ghassan Hananiah, Fathi Salim Yassin Abu Zeid, Fadel Tahboub, Fahed Abu al-Haj, Cairo Arafat, Lusi Nuseibeh, Lily Feidy, Muhammd al-Rimawi, Muhammad al-Sha'bi, Mahmoud al-Aloul, Mahmoud al-labadi, Nasser Yunis, Nayef Sweitat, Nur Eldin Ibrahim Shehadeh, Hashem Abu Lafi, Yasser Abed Rabbo, Yusef Harb, Yusef Aref. Al Oufok, 25 Marzo 2004 http://www.miftah.org/Display.cfm ?DocId=3387&CategoryId=2 Dites NON au terrorisme d'État d'Israël contre le peuple Palestinien Signez et faites signez la pétition à l'adresse : http://www.PetitionOnline.com/nbvcx/


Sull'appello dei 60 (o 70?) ed il ragazzino-bomba, ecco cosa scrive su Il Manifesto Michele Giorgio: Ritorno all'intifada popolare 60 personalità palestinesi, fra cui Hanan Ashrawi e Abed Rabbo, per la resistenza civile Senza più alibi Togliere a Israele ogni pretesto così che si mostri per quello che è. Reazioni controverse. Unanimità invece nel rifiuto della barbarie del baby-kamikaze .... In casa palestinese ha generato incredulità e sgomento la vicenda di Husam Abdo, il 14enne di Nablus che intendeva morire da kamikaze, fermato mercoledì dai soldati israeliani al posto di blocco di Hawara. Non pochi hanno parlato di «fabbricazione israeliana», sulla base anche delle smentite giunte da vari gruppi armati palestinesi. Altri invece hanno accolto con dolore e preoccupazione l'accaduto. Dell'utilizzo di minorenni per azioni armate e di Intifada abbiamo parlato con Ahmed Maslamani, un sociologo e noto esponente della società civile palestinese.
Hussam fa tutto. Ripete la sola cosa che sa per certo, «non voglio morire!», finché la bomba non viene fatta brillare e lui non è portato via. Poteva ammazzare un bel po' di gente, dice il colonnello Guy che l'ha arrestato: «Ha capito però che sarebbero morti più palestinesi che soldati». Per evitargli il carcere, che in Israele è vietato ai minori di 12 anni, amici e parenti hanno provato a farlo passare perfino per un bambino di otto. Hussam è nato il 5 dicembre 1987, da dieci giorni s'era fatto la carta d'identità, in casa dicono che un po' simpatizza per Hamas, un po' ha manifestato col Fronte di liberazione della Palestina, ma soprattutto è uno sciocco manipolato. Il Corriere della Sera, 25 Marzo 2004




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25 marzo 2004

L'ex responsabile del controspionaggio dell'amministrazione Bush avvisò

UNA SETTIMANA PRIMA DEGLI ATTENTATI DELL'11 SETTEMBRE del rischio di un attentato terroristico che avrebbe potuto uccidere centinaia di americani, ma oggi ha detto che il presidente non considerò il terrorismo una questione urgente. WASHINGTON (Reuters, 24 Mar 2004 22:03) la Rice fu messa personalmente in guardia poco prima dell'11/09 che continuare a sottovalutare il pericolo di un attentato di al Qaeda avrebbe rischiato di provocare «centinaia di americani morti in patria e all'estero». Panorama: 25-03-2004, Psicodramma Americano [Richard Clarke] ha chiesto scusa ai familiari delle vittime per il fallimento dell'11 settembre 2001, se ne è assunto parte della responsabilità ... Clarke ha detto di essere stato preso «per pazzo» molte volte, nel corso degli anni, quando ha chiesto maggiori difese aeree sopra Washington o quando ordinò l'immediata protezione dei cieli di Atlanta nel 1996, all'ultimo minuto prima dell'inizio delle Olimpiadi, per il timore di attacchi dai cieli. «Mi chiedevano perchè ero cosi' ossessionato con Al Qaida», ha detto Clarke, che ha aperto la sua deposizione chiedendo scusa, con voce leggermente incrinata, alle famiglie delle vittime, «perchè il vostro governo ha fallito e io ho fallito».




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25 marzo 2004

Ma li avete visti

(qualche sera fa su RAI3) i campi di addestramento per bambini organizzati da Hamas ? dove bimbi dai 5-6 anni in su giocano al piccolo 'kamikaze' ????? Chi ha finanziato per anni quei 'centri umanitari' ? ISRAELE (o meglio i suoi governanti) e la UE Chi ha distrutto ogni altra prospettiva, compresa quella democratica (anche se magari in senso leninista e non weberiano) e laica e antirazzista di Al Fatah, utilizzando per demolirla (polizia inclusa) proprio Hamas ed il suo profeta Yassin, liberato ALL'UOPO nel 1997 ???????????????????????????????? In risposta ad Anonymous: "Quel ragazzino di ieri viveva con la madre in un campo profughi, dove era anche nato, mi spieghi che tipo di educazione puo' aver ricevuto quel bambino e migliaia di altri come lui? Chi ha creato questi mostri? inviato il 25.03.2004 14:02:36" 3-4 generazioni di guerra, e di indottrinamento centrato sull'odio, sempre più spostato dalla lotta per il ritorno e l'indipendenza a quella per la rivoluzione proletaria, all'immolazione per obbedienza ai maestri coranici il tutto con l'approvazione, il finanziamento, l'attiva collaborazione dell'altra parte inviato il 25.03.2004 17:13:30 a BlogTrotter, Tempi Difficili




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25 marzo 2004

Il velo? Ma non lo portavano anche le nostre nonne?

Finalmente, dopo 3 giorni, leggo una frase intelligente! E certo che lo portavano! Mia nonna aveva pure la veletta, due sorelle di mio nonno vestivano come la governante di Autodafè di Elias Canetti, per non parlare delle suore ! E ci voleva tanto a dirlo, a ricordarlo?


«Il mio velo? Come quello delle vostre nonne» Fatima, la maestra musulmana cacciata dall’asilo, avrà un altro posto. «Hanno vinto buonsenso e tolleranza» DAL NOSTRO INVIATO IVREA - «Ma non lo portavano anche le vostre nonne?». Che cosa, signora Fatima? «Il velo... Sì, insomma, il fazzoletto sulla testa». Sì, era molto diffuso. «E voi italiani, da piccoli, avete mai avuto paura delle vostre nonne?». Fatima Mouayche, 40 anni, musulmana praticante, due figli di 6 e 5 anni, indossa un velo chiaro, el higiab , chiuso sul collo con una spilla verde mare. Ha il viso rotondo, gli occhi grandi e neri che pare truccata («Ma non lo sono - arrossisce -, possiamo farlo solo in casa per i nostri mariti»), una camicetta arabescata, calzoni larghi, un sorriso mite, un italiano diretto. Sarebbe lei la «spaventa-bambini», quella che mai avrebbe dovuto e potuto lavorare nell’asilo-nido privato di Samone, borgo alle porte di Ivrea, perché - teoria di molti genitori del luogo, disgraziatamente fatta propria anche dai dirigenti della scuola - «con quel foulard che le copre il capo e le fascia il collo potrebbe spaventare e mettere a disagio i piccoli...». Che, per la cronaca, hanno da zero a tre anni. Fatima si è ribellata, ha trovato l’appoggio del sindaco ds di Ivrea Fiorenzo Grijuela, dell’intero consiglio comunale (Lega esclusa) e pure del ministro degli Interni, Beppe Pisanu. Caso chiuso: la signora continuerà il suo tirocinio in un altro asilo comunale. Portando il velo, naturalmente. La vittoria di Fatima? «La vittoria della tolleranza e del buonsenso, direi». Si sente ripagata? «Ho solo ottenuto ciò che mi spettava». Ma un po’ di rancore è rimasto. «Mi sento ferita, questo sì, per essere stata rifiutata da persone che nemmeno sapevano che faccia ho...». Razzisti? «No, a volte la paura dell’estraneo fa fare brutte cose, ci si condiziona a vicenda, credo sia andata così, spero...». Avrebbe problemi se la maestra dei suoi figli portasse un crocifisso al collo? «E perché mai? Rispetto ogni religione». Un caso del genere, rovesciato, sarebbe potuto avvenire in Marocco? «Non so, forse...». Chi è Fatima Mouayche? «Un’immigrata che ha avuto la fortuna di aver studiato. In Marocco mi sono laureata in legge e ho lavorato come funzionaria al ministero degli Interni, poi ho dovuto seguire mio marito in Italia...». E’ stata costretta? «Lui faceva l’operaio e io nel ’96 l’ho raggiunto». A malincuore, pare di capire. «Sì, mi è dispiaciuto lasciare il lavoro. Ma così vuole la mia religione: prima di tutto viene la famiglia». Ora dov’è suo marito? «Abbiamo divorziato, il Corano lo prevede, vivo sola con i miei due figli». Dove ha lavorato in Italia? «In un’impresa di pulizie e in un’azienda per ricambi di auto». Il velo le ha mai procurato problemi? «Qualche volta: quelli delle pulizie mi avevano consentito di portarlo a patto che fosse dello stesso colore della cuffia d’ordinanza. Mi sono adeguata e in cambio ho ottenuto la pausa-preghiera di due minuti una volta al giorno». E’ vero che, pur di lavorare in quell’asilo di Samone, era disposta a togliersi il velo? «Sì, ma solo nei momenti in cui mi fossi trovata sola con i bambini. Il Corano vieta alle donne di stare a capo scoperto davanti a maschi adulti che non siano il marito o parenti». E’ favorevole alla poligamia? «Il Corano dice che se un uomo è in grado di mantenere più donne, dando a ognuna di loro lo stesso affetto, le può avere. Penso sia giusto: meglio quattro mogli piuttosto che una moglie e quattro amanti...». Cos’ha provato di fronte alle immagini dell’11 settembre 2001? «Ci sono rimasta molto male». E di fronte all’attacco americano in Iraq? «Mi ha fatto ancora più male delle Due Torri». Una definizione di Al Qaeda. «Fuori dal Corano». Ha amici italiani? «Sì, alcuni vicini di casa». Mai andata a teatro o al cinema? «No, mi piacerebbe». Mai avuto voglia di indossare una gonna corta? Ride. Arrossisce. «Vengo da un’altra cultura...». Racconterà ai suoi figli questa vicenda? «L’ho già fatto. Mi hanno detto: "Ci hai sempre portato all’asilo e nessuno ha mai avuto paura"». Francesco Alberti Corriere della Sera, 25 Marzo 2004




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24 marzo 2004

Fiamma Nirenstein sosteneva ieri sera che è tragico

dirlo, ma da quando gli israeliani hanno iniziato a bersagliare Gaza con missili le vittime israeliane sono diminuite, in un rapporto da 50 a 20 allora mi chiedo: di quanto sono aumentate dal giorno della scarcerazione di Yassin (settembre 1997) al 22 marzo 2004 ?




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24 marzo 2004

Di quel bambino dovrà rispondere Sharon

e di quelli che seguiranno: NABLUS - Un ragazzo di quattordici anni che indossava un corpetto esplosivo pronto per l'uso è stato fermato al posto di blocco di Hawara, presso Nablus in Cisgiordania. Lo ha riferito la radio militare. L'emittente ha aggiunto che l'ordigno è stato neutralizzato da artificieri dell'esercito. "Era deciso ad immolarsi fra i soldati" ha riferito una fonte militare israeliana. Il bambino kamikaze bloccato "si è lanciato contro i soldati", riferisce il quotidiano israeliano Yediot Ahronot nel suo sito online Ynet. Quando i militari hanno fermato il bambino-kamikaze, aggiunge il sito, si sono accorti che indossava un corpetto. L'ordigno è stato rimosso con grande circospezione e neutralizzato. La zona dell'incidente è stata isolata. Secondo le prime informazione, dietro all'attentato sventato ci sarebbero le Brigate dei martiri di al-Aqsa, il gruppo armato oltranzista vicino ad al-Fatah. Una settimana fa, nello stesso posto di blocco, era stato fermato un bambino che trasportava un corpetto esplosivo in una borsa. (24 marzo 2004) (La Repubblica) Da BlogTrotter (Commenti) Anonymous: Quando capire te che continuate a chiaccherare di diritti, libertà e soprusi come fate voi, non è altro che produrre rumore??? Se non riuscite a capire che C'E' DIFFERENZA fra la cultura occidentale (quindi anche Israele) ed il resto, non potete far altro che continuare a vaneggiare. Questa è una guerra di civiltà. Speriamo di vincerla. P.S... considerato che i musulmani non sono TUTTI cosi cattivi.... avete mai sentito gridare, urlare, proclamare...da qualsiasi dei loro "capi" religiosi CHE IL CORANO NON DICE CHE IMMOLANDOSI CON UNA BOMBA CONTRO I CIVILI si raggiunge il PARADISO??? Avete mai sentito dire da Tutttttiiii i musulmani buoni che tagliare le gole ad intere famiglie è un GRAVE PECCATO ??? Io no. inviato il 24.03.2004 15:28:08 Candide: di quel bambino dopo l'assassinio di Yassinm CHI SI FARA' CARICO ??? Sharon il 22 marzo 2004 ha segnato un irreversibile punto di non ritorno qui non è più (soltanto) Sabra e Chatila Sharon si è assunto esplicitamente anche la responsabilità per quel bambino e altri che lo seguiranno, alimentando e fomentando il suo odio ALMENO QUESTO E' CHIARO ???????????????? inviato il 24.03.2004 15:32:51 Avnery ha definito STUPIDO l'assassinio di Yassin ed i criminali sono appunto, di regola, criminalmente stupidi inviato il 24.03.2004 15:42:51 Il servizio che Sharon, colpendo 'audacemente' con 3 missili da un elicottero un vecchio cieco tetraplegico (e non poliomielitico, ma da trauma, all'età di 10 anni) che per anni aveva finanziato che Israele aveva arrestato, processato e CONDANNATO ALL'ERGASTOLO che era stato in seguito liberato in cambio di 6 agenti del Mossad chiamando a correo gli ebrei di tutto il mondo (e non solo gli Israeliani) E' DI AVER RESO - DAL 22 MARZO 2004 - TOTALMENTE NON CREDIBILE SE STESSO E I SUOI COMPLICI compresi i vari Anonymous e Multi Nick che qui ancora si affannano a istruirci su cosa è stato il nazismo e l'antisemitismo MERDA, MERDA, MERDA qualcuno si ostina a spargere in questo blog dal primo giorno in cui Coen l'ha aperto. CERTO! GUERRA = MORTE = MERDA Ma dal 22 Marzo 2004 sapete a chi rivolgerla, a chi indirizzarla, a chi attribuirla, tutta la vostra (sempre che di più di un nick si tratti) merda. Non è in dubbio la vostra buona fede (che è sempre indecidibile, e sarebbe arbitrario negarvi) ma se oltre a buttar fuori quella merda, non volete sentirvi voi stessi merda, siete ancora in tempo, e vi troverete in buona compagnia Se invece insistete ad appiattirvi sulle scelte stupide e criminali di Sharon, non potrete che sentirvi (non arrivo a dire essere) davvero corresponsabili di quei crimini e di quelli da essi evocati: di quel bambino, di quei bambini, che sono NOSTRI BAMBINI, DI TUTTI NOI, dovrete rispondere, eccome se dovrete, almeno alla vostra coscienza, sempre che ne abbiate una. inviato il 24.03.2004 16:37:53 Fiamma NIrenstein chiedeva ieri sera a Nemer Ammad come mai ogni volta che le trattative internazionali arrivavano ad un punto di possibile accordo... arrivava l'attentato terroristico Sharon, il 22 marzo 2004, ha dato la risposta, chiarissima e inequivocabile Quelle trattative NON DOVEVANO ANDARE IN PORTO, non importa se per ottenere quell'obiettivo avrebbe dovuto stringere un patto col diavolo Yassin, e vendergli un bel po' di anime anche del proprio popolo, e aggiungerle all'olocausto della Shoah inviato il 24.03.2004 16:44:08 IL SIONISMO E' MORTO, LO HA UCCISO SHARON INSIEME A YASSIN inviato il 24.03.2004 16:49:39 Il Sionismo è stato un ideale, politico, sociale, nazionale, umanitario, liberatorio, di riscatto per il bimillenario esodo e la bimillenaria persecuzione contro gli Ebrei, di affermazione della Memoria di quel bimillenario, dell'intera storia ebraica, della Shoah, della Promessa fatta da D-o a Mosè sul Monte Sinai. Con l'assassinio di Yassin, a coronamento di tutto ciò che lo precede da parte dell'attuale e di precedenti governi dello Stato di Israele, è stato assassinato. Nessuno più al mondo dopo il 22 marzo 2004 potrà prestar fede a chi se ne proclama paladino in quanto seguace di Sharon. L'orrendo sigillo è stato posto sui resti di quella carrozzina da invalido. "Anonymous Candide non ti dimenticare dei bambini israeliani ammazzati, quelli saranno stati almeno innocenti spero inviato il 24.03.2004 16:58:31" eh già, perchè i bambini non ebrei di 8-12 anni caricati a 'kamikaze' non lo sono, vero? non ebrei ... ma anche ebrei, israeliani e non israeliani: tutti messi in conto al Satana Yassin, con cui Sharon ha stretto per anni l'infame patto, e con lui chi lo sostiene inviato il 24.03.2004 17:33:46 Anonymous: centinaia di studenti ebrei-israeliani e arabo-israeliani dell´università di gerusalemme hanno insieme dato il via ad una dimostrazione con slogan come:"sharon liquida la nostra sicurezza"."pace si occupazione no"."israele e palestina due stati due popoli".bello no...?che ne dite? inviato il 24.03.2004 17:49:42 Molto bello !!!!


E mercoledì, 24 marzo 2004, arriva anche Leonardo Coen, Occhio per occhio, dente per dente Si trova a Praga, per servizio. Città di grandi suggestioni. E di antiche leggende. Come quella della spada di San Venceslao che si dice sia infissa nella muratura del ponte di san Carlo. Nessuno sa dove sia. Però, se in Boemia le cose volgessero al peggio, così si racconta, a rimettere tutto in ordine ci penserà San Venceslao, alla testa dei cavalieri di Blanik: raggiungerà il ponte, il suo cavallo urterà una pietra, la pietra si rovescerà. e sotto apparirà la gloriosa spada e San Venceslao la agiterà tre volte sull'elmo e griderà: "A tutti i nemici giù le teste!". E d'un colpo tutti i nemici della terra boema perderanno la testa, mozzata dalla spada invincibile dell'implacabile San Venceslao e "la terra di Boemia vivrà in tranquillità e in pace per tutti i secoli dei secoli". San Venceslao come Sharon?




permalink | inviato da il 24/3/2004 alle 16:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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