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Psicologia e Guerra
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26 aprile 2007

Riscrivere la Storia, nel terzo Millennio non è più 'Orwelliano', è una Prassi

Lo rivela uno studio del ministero dell'Istruzione britannico

Gb, no Olocausto e Crociate in alcune scuole

Sono cancellate dai programmi di alcuni istituti superiori inglesi per paura della reazione degli studenti musulmani

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - La storia non viene ancora riscritta come in «1984» di Orwell. Ma semplicemente ignorata. Finendo, per evitare di parlare di argomenti controversi, di spiegare cosa è accaduto per interi secoli. E così si assiste allo spettacolo di insegnanti riluttanti a parlare della Shoah per paura di offendere gli studenti musulmani. Al punto da eliminarla dai programmi di storia per il Gcse, l'equivalente del nostro esame di maturitá. Succede in Inghilterra, dove alcune scuole secondarie hanno deciso di non affrontare l'argomento per non offendere i sentimenti degli studenti di religione islamica che negano l'Olocausto. A riverarlo è il Teaching Emotive and Controversial History, uno studio commissionato dal ministero dell'Istruzione inglese e diffuso dai maggiori quotidiani e siti web britannici.

Corriere della Sera




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25 aprile 2007

Shoah, Resistenza, Liberazione

Siamo la Repubblica nata dalla Resistenza, ogni anno viene ricordata la Shoah, e queste due Memorie sembrerebbero condivise da tutti gli Italiani: condivise e connesse, se è vero che la Liberazione determinò, col sostegno della Resistenza, la fine del nazismo e del fascismo, responsabili dello sterminio di milioni di ebrei, zingari, omosessuali, disabili, comunisti...

Ma:

1. Letizia Moratti

Lo spiacevole episodio del 25 aprile 2006

Il 25 aprile 2006, alla manifestazione in ricordo della Liberazione dal nazifascismo a Milano, la Moratti, che spingeva la sedia a rotelle del padre Paolo Brichetto, ex deportato al campo di concentramento di Dachau e militante della Resistenza, è stata duramente contestata con fischi e insulti da alcuni giovani di sinistra, prevalentemente legati ai centri sociali.


http://it.wikipedia.org/wiki/Letizia_Moratti

2. Dopo di lei ha preso la parola sul palco il presidente della Camera Fausto Bertinotti che si è schierato contro i fischi. "Non c'e' nulla da fischiare durante il 25 aprile perchè in questa data è stata conquistata la democrazia ed il modo migliore per farla vivere è il rispetto di tutti'' ha detto. 25 aprile come "luogo dell'accoglienza" per cui "avere qui su questo palco il sindaco di Milano è una vittoria della democrazia".

http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/politica/25-aprile/manifestazioni/manifestazioni.html

3. Ho letto bene: avere qui su questo palco il sindaco di Milano è una vittoria della democrazia .... ovvero sarebbe merito di Bertinotti se nell'anniversario della Liberazione la figlia di un ex deportato al campo di concentramento di Dachau e militante della Resistenza PUO' partecipare a testimoniarne la memoria?HuhHuhHuh?




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23 aprile 2007

Rahmatullah Hanefi: ha consegnato ai Talebani l'interprete?

Le autorità afghane: «Colpevole di un reato contro la sicurezza nazionale»

Mediatore di Emergency, accusa di omicidio

Hanefi accusato di concorso in omicidio: «Lasciò l'interprete di Mastrogiacomo ai talebani»

http://www.corriere.it
   
ROMA — È la contestazione che può pregiudicare definitivamente la soluzione della vicenda. Il sospetto più pesante. Perché Rahmatullah Hanefi, il mediatore di Emergency che ha negoziato il rilascio di Daniele Mastrogiacomo, adesso è accusato di concorso in omicidio. Secondo i servizi segreti afghani, che lo avevano arrestato per partecipazione al sequestro, sarebbe stato lui a consegnare ai talebani guidati dal mullah Dadullah, Adjmal Nashkbandi, l'interprete sgozzato dai terroristi venti giorni dopo la liberazione dell'inviato di Repubblica. Invece di portarlo in salvo come era stato stabilito, dicono, lo ha lasciato nelle mani della banda che alla fine lo ha ammazzato. «Si tratta di un reato che mette a rischio la sicurezza nazionale — hanno spiegato le autorità di Kabul alla nostra diplomazia — e per il nostro ordinamento in questi casi non è prevista l'assistenza di un legale».

Hanefi rischia la pena di morte. La scorsa settimana i responsabili dell'organizzazione guidata da Gino Strada hanno ribadito che chiuderanno gli ospedali e lasceranno definitivamente il Paese, se non sarà rilasciato. Ma anche loro sanno che di fronte a questo tipo di contestazioni difficilmente le porte del carcere potranno aprirsi. E lo sa il governo italiano che in queste settimane ha ribadito di aver fatto pressioni sul governo dell'Afghanistan, ma senza ottenere alcun risultato. La fase finale del sequestro Mastrogiacomo rimane un mistero. Il primo accordo siglato con i sequestratori prevede che in cambio del giornalista e del suo interprete, il governo scarcererà tre talebani. La consegna deve avvenire all'alba del 18 marzo. Ma poche ore prima accade qualcosa di imprevisto, i rapitori rilanciano chiedendo altri due detenuti, minacciano di sgozzare gli ostaggi. Di quelle istanze si fa portavoce proprio Hanefi che fino a quel momento ha tenuto i contatti tra le parti. Il governo italiano convince il presidente Hamid Karzai ad accettare le nuove condizioni. Quello stesso pomeriggio la Farnesina chiude la partita con una nota: «Tutte le condizioni sono state rispettate».

I detenuti sono già a disposizione di Emergency. Il patto è chiaro: cinque contro due. E i due sono Daniele e Adjmal. «Sul luogo dello scambio andiamo da soli — impone Strada — senza gli uomini dell'intelligence o altri». Va Hanefi, ma all'ospedale di Lashkar Gah riporta solo Daniele. «Anche l'interprete è libero — assicura subito il giornalista — gli hanno tolto le catene, l'ho visto andare via». In realtà due giorni dopo il mullah Dadullah fa sapere che Adjmal è ancora nelle sue mani. E per rilasciarlo vuole la scarcerazione di altri tre detenuti. «Non cederemo a nuovi ricatti», afferma pubblicamente Karzai. L'8 aprile, il giorno di Pasqua, l'interprete viene «giustiziato». Perché Hanefi non ha preteso la consegna di entrambi gli ostaggi? A questa domanda, che le autorità italiane continuano a porsi, il mediatore non ha mai potuto rispondere. Gli 007 di Kabul lo hanno arrestato la mattina dopo il rilascio di Mastrogiacomo e da allora non hanno consentito a nessuno, se non ad un funzionario della Croce Rossa che doveva verificare le sue condizioni di salute, di poterlo incontrare. «Non lo ha fatto perché era complice dei talebani», assicurano i servizi segreti afghani. In Italia a quest'accusa non sembra credere nessuno. Il governo gli ha dato piena fiducia concedendo ad Emergency totale autonomia e imponendo al Sismi e ai carabinieri del Ros di tenersi fuori dalla trattativa. Ma gli stessi uomini dell'intelligence non hanno mai espresso dubbi sul suo operato, spiegando che per poter garantire la sicurezza in quella zona a sud dell'Afghanistan bisogna essere in grado di dialogare con tutti anche con i talebani.


Fiorenza Sarzanini
23 aprile 2007




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9 aprile 2007

Dalle gole dei giornalisti a quelle dei medici

KABUL - Dopo aver ucciso Adjmal Nashkbandi, arrivano nuove minacce dai taliban. Un portavoce dei militanti islamici ha fatto sapere che quattro medici afgani e il loro autista saranno uccisi se il governo Karzai non rilascerà i due comandanti taliban di cui era già stata chiesta la liberazione per salvare la vita di Adjmal.

http://www.repubblica.it

Ma per il fondatore di Emergency continua ad essere vero solo che da attaccare sono i servizi di Kabul ("gentaglia, tagliagole, assassini e delinquenti ... mettere in giro simili calunnie")

http://www.repubblica.it

Il retroscena
I sospetti degli inglesi sul mediatore
I punti oscuri della trattativa. Kabul e Londra volevano l'azione di forza
   
ROMA — L'impegno del governo prevedeva che fosse Massimo D'Alema, al rientro dalla missione in Libia, a fare nuove pressioni sulle autorità afghane per ottenere la liberazione di Rahmatullah Hanefi. Ma poi la situazione è precipitata con l'uccisione dell'interprete Adjmal Nashkbandi e soprattutto con le accuse pesantissime rivolte da Gino Strada.
Dichiarazioni forti contro Prodi e Karzai che rischiano di mettere in ulteriore difficoltà proprio il suo uomo di fiducia e di minare ulteriormente i rapporti tra Roma e Kabul. Perché adesso Hanefi sarà probabilmente messo sotto accusa dagli afghani anche per il ruolo svolto durante il sequestro di Gabriele Torsello. E perché la credibilità nei confronti della diplomazia e dell'intelligence del nostro Paese non sembra aver mai raggiunto un livello così basso come quello attuale.

http://www.corriere.it/

Vedi anche

UN SOLO COMMENTO

a parte la rabbia e l’orrore e il dolore per l’ennesima morte atroce subita da un innocente: Gino Strada fa sempre più schifo. E si esprime sempre più secondo codici mafiosi.
e relativi commenti
da ilblogdibarbara




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8 aprile 2007

No comment

Mastrogiacomo, accuse dai servizi afgani
"Il mediatore è coinvolto nel sequestro"

KABUL - Il portavoce dei servizi segreti afgani Said Ansari ha accusato oggi il direttore afgano dell'ospedale di Emergency a Kabul, Rahmatullah Hanefi - attualmente detenuto - di essere coinvolto nel rapimento del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo e dei suoi due collaboratori. Lo riferisce l'agenzia afghana Pajhwok. Ansari ha precisato che Rahmatullah consegnò gli ostaggi a Haji Lalai, un collaboratore del mullah Dadullah, il comandante militare dei taleban, nel distretto di Sangin, nella provincia meridionale di Helmand.

(8 aprile 2007)

http://www.repubblica.it

KABUL - "Adjmal Nashkbandi, l'interprete del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, è stato ucciso oggi. Lo abbiamo decapitato". Lo ha detto Shahabuddin Aatil, un portavoce del Mullah Dadullah - il capo militare dei taliban - in una telefonata all'agenzia di stampa Reuters, ribadendolo più tardi all'Ansa. Un drammatico annuncio rimasto per diverse ore privo di riscontri, sia da fonti del governo afgano, sia da quello italiano, come dalle associazioni umanitarie presenti in zona, a partire da Emergency. Poi, poco dopo le 19, la triste conferma del presidente del Consiglio Romano Prodi.

"Ho appreso con angoscia la notizia dell'uccisione dell'interprete che è seguita a quella dell'autista - ha affermato il premier - Deprechiamo con ogni forza questo delitto assurdo". "Ci uniamo alla famiglia in questo momento così brutto - ha proseguito il premier - anche per il concetto di umanità che abbiamo. E' inconcepibile che questo sia avvenuto". "Un delitto - ha affermato ancora - che non trova alcuna giustificazione ma non c'è giustificazione perché si approfitti di questo per speculazioni politiche".

Nel primo pomeriggio il portavoce di Dadullah aveva comunicato che Adjmal Nashkbandi era stato ucciso oggi, "intorno alle 15.05 (12.35 in Italia ndr)" - quindi 24 ore prima della scadenza dell'ultimatum - perché il governo afgano non ha liberato, in cambio dell'ostaggio, alcuni guerriglieri detenuti. "Abbiamo aspettato tanto - aveva detto il portavoce taliban Aatil - ma il governo non ha risposto alle nostre richieste, poco importa che sia oggi o domani, tanto sappiamo che non ci contatterà".

Secondo l'agenzia afgana Pajhwok, i taliban hanno anche indicato il luogo in cui si troverebbe il corpo di Nashkbandi: nella zona di Loya Wala, nel distretto di Hazarjusft. Sempre in giornata, i guerriglieri islamici hanno reso la situazione ancora più drammatica legando alla vicenda dell'interprete quella dei due cooperanti francesi sequestrati qualche giorno fa: "Finché il caso di Adjmal non sarà risolto non ci occuperemo di loro. Sono nelle nostre mani e decideremo la loro sorte una volta che avremo finito con Adjmal".

Per Gino Strada, fondatore di Emergency, l'uccisione di Nashkbandi è "una sconfitta per tutti", come sempre "quando si perde una vita umana".

Una "morte insensata", condannata duramente e "senza riserve" dal capo della missione Onu a Kabul, Tom Koenigs. E una dura condanna viene anche dalla Casa Bianca. Uno dei portavoce di Washington sottolinea che "questa morte barbara ci ricorda i motivi per i quali gli Usa e la Nato sono in Afghanistan".

Nashkbandi, 25 anni, era stato rapito lo scorso 5 marzo, nella provincia afgana di Helmand, insieme a Mastrogiacomo e all'autista che li accompagnava. Anche quest'ultimo era stato ucciso dai sequestratori. Venerdì scorso il presidente afgano, Hamid Karzai, nel corso di una conferenza stampa aveva affermato che non sarebbe più sceso a patti con i talebani, e che quanto accaduto con Mastrogiacomo (la liberazione di cinque guerriglieri in cambio del giornalista) era stata "un caso eccezionale".

(8 aprile 2007)

http://www.repubblica.it


Alle accuse degli 007 di Kabul il fondatore di Emergency Gino Strada ha replicato duramente. Quanto sostengono i servizi segreti afgani, ha detto, sono "calunnie" che arrivano da una "cricca di assassini". "Sono stufo - dice ancora Strada - di sentire gentaglia, tagliagole, assassini e delinquenti mettere in giro simili calunnie". Il chirurgo non è neppure sfiorato dall'idea che quanto sostenuto dai servizi afgani possa avere un fondo di verità.

"Sono una cricca di assassini - ripete - gli stessi a cui il nostro governo ha dato cinquanta milioni di euro per rifare il sistema di giustizia afgano". Quanto alle prossime mosse di Emergency, alla luce della piega che sta prendendo la vicenda, Strada non si esprime. "Ci penseremo e valuteremo", si limita a dire. Anche se nei giorni scorsi aveva prospettato l'ipotesi di abbandonare l'Afghanistan se Hanefi non fosse stato liberato.

(8 aprile 2007)


http://www.repubblica.it

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SONO una cricca di assassini, gentaglia, tagliagole, delinquenti è vero,

quelli che hanno ucciso autista e interprete di Daniele Mastrogiacomo.

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Adjmal, dolore
Mastrogiacomo

Il messaggio dell'inviato di Repubblica dopo l'uccisione dell'interprete
[8 aprile 2007]


http://multimedia.repubblica.it/home/645846




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1 aprile 2007

Dalla Grande Piazza, del Patibolo, al Canal Grande

Sette poliziotti uccisi in uno scontro a fuoco nella provincia di Kandahar
Helmand, talebani impiccano tre afgani accusati di essere spie dei britannici
Afghanistan, agguati e imboscate
quattro bambini uccisi da autobomba
Una delegazione della Croce Rossa ha visitato Rahmatullah Hanefi
Corteo di Emergency a Venezia per la liberazione dell'interprete e del mediatore


http://www.repubblica.it

Piccolo dettaglio: a chiedere la liberazione dell'interprete, e quella del mediatore, sono le STESSE persone?

A me non pare...

Corteo di barche a Venezia. Strada: «Vogliamo Hanefi»

http://www.unita.it


E su questa, come su molte altre stranezze e ambiguità di questa storia, nessuno pare intenzionato a raccontare a noi poveri pirla - ops cittadini con solo diritto di voto - un solo briciolo di verità....

Afghanistan, agguati e imboscate, quattro bambini uccisi da autobomba

KABUL - Ancora una giornata di sangue in Afghanistan dove una nuova ondata di attentati ha colpito diverse zone del Paese, provocando numerosi morti, tra cui alcuni bambini. Intanto la Farnesina ha fatto sapere che una delegazione della Croce Rossa ha potuto visitare il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency Rahmatullah Hanefi.

La visita ad Hanefi, ha precisato la Farnesina, è avvenuta secondo rigorosi standard internazionali. Si tratta di un primo positivo riscontro, si osserva alla Farnesina, agli interventi effettuati dall'Ambasciata d'Italia a Kabul su istruzioni del governo italiano. Proseguono parallelamente le iniziative per ottenere elementi più diretti e certi sulle prospettive di liberazione di Hanefi.

Oggi a Venezia si è svolta una manifestazione a sostegno della liberazione di Hanefi e del giornalista Adjmal Nashkbandy, ancora ostaggio dei Talebani.

Una giornata di sangue
Quattro bimbi sono morti in seguito all'esplosione di un'autobomba che aveva per obiettivo un convoglio dell'esercito afgano, a circa 80 chilometri a est di Kabul. Lo ha detto la polizia, precisando che nell'attentato sono stati feriti anche tre soldati afghani e quattro civili. L'attacco è avvenuto nel villaggio di Ali Khalil, non lontano da una base americana, nella provincia di Laghman, ha detto Yar Mohammad Khan, capo della polizia locale. L'attentatore, alla guida dell'autobomba, è morto nell'esplosione.

Almeno sette poliziotti uccisi e quattro feriti è invece il bilancio di un'imboscata a opera di militanti talebani nella provincia meridionale di Kandahar. Lo ha annunciato la polizia precisando che l'attacco è avvenuto ieri nel distretto di Shobarak nel momento in cui gli agenti stavano andando a dare appoggio a compagni attaccati da combattenti dei talebani. Sempre secondo le stesse fonti lo scontro a fuoco che è seguito all'imboscata avrebbe fatto morti anche nelle file degli aggressori.

A Musa Qala, nella provincia meridionale di Helmand, tre afghani "riconosciuti colpevoli di spionaggio" al soldo del governo afghano e delle forze britanniche, sono stati impiccati in pubblico dai talebani. Lo ha detto un comandante della milizia integralista islamica, il mullah Nizam, riferendo che i tre sono stati "processati" e la loro esecuzione è avvenuta pubblicamente perché sia da "esempio". Un commerciante locale, Haji Mia Gul, ha raccontato che due sono stati impiccati ai due ingressi principali delle città, mentre il terzo è stato impiccato nel mercato centrale.

La manifestazione di Venezia
Intanto una manifestazione promossa da Emergency con una quarantina di imbarcazioni che hanno attraversato il Canal Grande si è svolta oggi a Venezia a sostegno della liberazione del giornalista Adjmal Nashkbandy e del responsabile afgano dell'ospedale di Emergency, Rahmatullah Hanefi. Due ritratti degli ostaggi sono stati esposti alle finestre della sede municipale di Cà Farsetti. Ieri un appello per la loro liberazione era stato lanciato dai network internazionali che hanno partecipato alla Vinc, la Venice international news conference, svoltasi in Palazzo Labia su iniziativa del Copeam (Conferenza Permanente dell'Audiovisivo Mediterraneo) e di Rai News 24.


(1 aprile 2007)




permalink | inviato da il 1/4/2007 alle 22:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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