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Psicologia e Guerra
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28 febbraio 2007

Inchiesta su Gesù, un attacco frontale alla fede cattolica?

Leggo oggi su Repubblica un articolo (che per ora non trovo in rete) dal titolo

"Sciocchezze, errori e falsità"
così la Chiesa processa i best seller

Gli "imputati": Codice da VInci e Inchiesta su Gesù


Oddio! Corrado Augias e Mauro Pesce ALL'INDICE??????????

Cosa avranno mai scritto di così eretico?

La cosa mi incuriosisce. Fosse per me non spenderei quegli euro, ma poi penso che lo stile piano e chiaro di Augias possa aiutare mio figlio,  di quasi 11 anni, a capire meglio la figura di Gesù.

Chissà. Forse il Vaticano per porre un contrappeso al Codice da Vinci sta di fatto 'promuovendo' il libro di Augias?

Che scrive:

Chi era davvero, nella sua fisicità di carne, sangue, muscoli, l'uomo che circa duemila anni fa percorse la terra d'Israele, parlò alle folle, guarì gli ammalati, lanciò uno straordinario messaggio di speranza e finì straziato su un patibolo infame?
Nell'ultimo mezzo secolo l'analisi filologica e nuove ricerche archeologiche hanno ampliato la possibilità di scoprire la vera personalità dell'uomo chiamato Gesù. Molte domande rimaste a lungo sospese hanno quindi oggi un'attendibile risposta: dov'è nato, da chi, quando, come; di che cosa fu accusato per meritare quell'atroce supplizio; quale ruolo ebbero nel suo "processo" il popolo di Gerusalemme, le gerarchie religiose ebraiche, le autorità romane con le loro truppe d'occupazione.
Su Gesù sono proliferate nei secoli molte leggende e alcune autentiche fiabe, segno della curiosità - ma forse si potrebbe dire dell'ansia - di sapere chi lui fosse veramente prima che il mantello della teologia lo coprisse, celandone allo sguardo la figura storica.
Corrado Augias ha dialogato su questo tema con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare.
Il profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un ebreo, liglio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che giudicava "superati" o "secondari", e, soprattutto, portatore di un progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce.
Il libro mette in luce alcuni degli aspetti meno conosciuti e più umani del profeta ebreo Yehoshua anche se, come dice Mauro Pesce, lo storico "rintraccia con maggiore o minore certezza eventi e documenti del passato mettendoli a disposizione dei suoi contemporanei. Sta poi a ciascuno valutarli, facendone l'uso che crede, sulla base delle proprie conoscenze e della propria libera volontà"


http://ebook.mondadori.com

In attesa di reperire in rete l'articolo di Orazio Bocca, su Repubblica, metto qui un altro link

Augias su Gesù, un attacco frontale alla fede cattolica

http://www.toscanaoggi.it

Coninua QUI e QUI




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28 febbraio 2007

Italians have the worst psychological health in Europe

Filippo Ceccarelli, su Repubblica di oggi, commenta quanto ha scritto sul Financial Times il Prof. Andrew Oswald. Eccone il testo originale.

By a large margin, Italians have the worst psychological health in Europe

By Andrew Oswald, ft.com

Published: February 26 2007 02:00 | Last updated: February 26 2007 02:00

From Prof Andrew Oswald.

Sir, You are right to point to Italy's economic problems ("Prodding Italy's centre towards a coalition", editorial February 23). But the best evidence that something has gone wrong inside that nation is not to be found with an economist's traditional weighing scales.

My colleague David Blanchflower and I have been examining the first data to measure consistently the quality of European countries' mental health from London to Berlin. This is clearly a complex task but one approach is to construct for each nation a so-called General Health Questionnaire score. A GHQ score is a measure of psychological distress, is commonly used by doctors and epidemiologists, and was designed originally for the early detection of psychiatric problems in individual patients.

We have done such a calculation for each country. The method amalgamates answers to a set of standardised GHQ questions that include: Have you recently lost much sleep over worry? Felt constantly under strain? Felt you could not overcome your difficulties? Been feeling unhappy and depressed? Been losing confidence in yourself? Been thinking of yourself as a worthless person?

Italy's numbers surprised us. It emerges by a large margin as the European country with the worst psychological health - namely, the most extreme GHQ distress score - out of the 16 nations on which we have large, random samples of citizens.

An equivalent point is visible elsewhere in the data. In Italy, only 11 per cent of randomly sampled people say they are very satisfied with their lives. This contrasts with the Danes at 66 per cent, the Dutch at 52 per cent, the Swedes at 38 per cent, and the British at 37 per cent.

Money can be useful to a country, but mental health seems a better benchmark.

Andrew Oswald,
Professor of Economics,  University of Warwick, Coventry CV4 7AL
Copyright The Financial Times Limited 2007




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27 febbraio 2007

E se l'antiamericanismo fosse di destra?

Cresciuto in una famiglia di fascisti, non pentiti, ma nemmeno nostalgici, e in epoca immediatamente successiva alla fine della II GM, quando chi insegnava nelle scuole era nato durante il ventennio, continuo ad avere il sospetto che l'antiamericanismo viscerale degli Italiani, negli ultimi '50 anni, abbia poco a che fare con la Sinistra, ancor meno quella che oggi viene definita 'radicale'

(E, a proposito di Partito Democratico, concordo su quasi tutto quel che leggo qui: Radicali liberi )

L'Italia uscita sconfitta dalla guerra, la Milano tra i cui ruderi passeggiavo dai 5 ai 15 anni, non amava quasi per niente l'America, anzi gli USA, o i Nordamericani, perchè la parola 'America' sottintendeva piuttosto il Sud America.

Gli Yankee non erano amati che al cinema, perchè anche nel mondo del lavoro, per chi se li trovava come datori di lavoro, di simpatia ne circolava poca.

Ancora su "il manifesto" di oggi, in Prima Pagina, leggo, nell'articolo di Roberto Silvestri dal titolo Hollywood estremista radicale:

Al Gore ... il pianeta sta morendo se tutti non fanno subito "la cosa giusta". E dice basta a questo modello di sviluppo capitalistico, ma per non esagerare troppo aggiunge: "se abbiamo sconfitto il comunismo riusciremo sicuramente ad avere la meglio sull'effetto serra". Tutto il mondo verde acclama, Pecoraro Scanio esige un film in prima serata tv, mentre Prodi torna dall'India con accordi salva Fiat avvelenando e incendiando il Bengala...


Ma questo sarebbe antiamericanismo di sinistra? Che affonda nella Guerra Fredda o trae le sue ragioni dal contrasto con l'unica potenza rimasta del pianeta?

O non è piuttosto la maschera di sinistra giustapposta ad un vecchio e rancoroso antiamericanismo di destra, di un'Italia a suo tempo giustamente sconfitta, sia perchè fascista, sia per la sua alleanza con la Germania nazista, col contributo della Resistenza?





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27 febbraio 2007

L'uomo senza qualità, nella Germania del 2007

Ancora in tema di rapporti tra Piano Simbolico e Piano di Realtà...

Hanno già quattro figli, di cui due disabili
Il caso d'incesto che divide la Germania
Patrick e Susan Stübing chiedono l'abolizione della legge che definisce criminale il matrimonio fra fratello e sorella

Corriere.it

LIPSIA - Sono fratello e sorella ma si amano e sono pronti a portare il loro caso davanti alla Corte Costituzionale tedesca affinchè l'antica legge che proibisce l'incesto sia abolita. E' la storia di Patrick Stübing e di sua sorella Susan, entrambi di Lipsia, rispettivamente 29 e 24 anni, che in questi giorni sono sulle pagine di molti giornali tedeschi: Patrick e Susan hanno iniziato una relazione nel 2000 e oggi hanno 4 figli, tre dei quali adesso sono in affidamento
STORIA - La loro storia d'amore non è così chiara e lineare, come potrebbe apparire in un primo momento: i due infatti hanno vissuto la loro infanzia divisi nella Germania dell'Est comunista e si sono conosciuti quando erano già grandi. Patrick fu adottato da un'altra famiglia e conobbe i suoi parenti biologici non prima del suo diciottesimo anno di età. Il suo vero padre era già morto, ma egli riuscì a trovare la madre, Annemarie e sua sorella Susan solo nel 2000. Sei mesi dopo la riunione la madre Annamarie morì per un attacco di cuore. Presto Susan e Patrick s'innamorarono e cominciarono ad avere una relazione
AMANTI - Adesso però i due amanti sono stanchi di essere trattati come criminali e hanno annunciato domenica scorsa che porteranno il loro caso davanti alla Corte costituzionale tedesca per cercare di far abolire una legge «vecchia di 100 anni» che dichiara crimine l'incesto: «Vogliamo che la legge che presenta l'incesto come un crimine sia abolita» ha specificato Patrick Stübing che ha passato due anni in carcere e adesso rischia un ulteriore pena proprio perchè non ha messo fine alla relazione con sua sorella. «Non ci sentiamo colpevoli di quello che è accaduto» hanno affermato tutti e due in una dichiarazione rilasciata ai media locali.
DIVISIONE - La storia ha diviso non solo la Germania, ma anche i Paesi vicini, come il Belgio, l'Olanda e la Francia, dove l'incesto non è proibito per legge. La maggior parte dei dottori che si è interessata al caso però ha sottolineato che sebbene la loro storia sia comprensibile è giusto rispettare le regole della natura: infatti come dimostra la loro storia i figli nati da fratelli e sorelle hanno maggiori possibilità di presentare malformazioni e malattie. Due dei figli di Patrick e Susan sono disabili. Tuttavia alcuni politici e esperti legali sono critici nei confronti della legge che era parte della politica «dell'igiene razziale» promossa dai nazisti: «Noi dobbiamo abolire una legge che appartiene al secolo scorso e che non ha più senso» ha detto Jerzy Montag, portavoce del Partito verde tedesco VITA - «Vogliamo vivere come una famiglia normale» hanno dichiarato i due amanti, mentre il loro legale, Endrik Wilhelm, che porterà il loro caso davanti alla Corte Costituzionale, dice che i due hanno buone possibilità di vincere la loro battaglia. Egli imposterà la sua linea di difesa specificando che nessuna legge tedesca proibisce a persone anziane o disabili di avere bambini, anche se queste corrono seri rischi di generare figli con malformazioni fisiche e mentali. Anche i fratelli e le sorelle, a questo punto, dovrebbero avere gli stessi diritti e non essere discriminati: «Questo è una questione che interessa sia i diritti della famiglia sia la libertà sessuale» afferma l'avvocato Wilhelm. «Susan e Patrick non hanno fatto del male a nessuno».

Francesco Tortora

27 febbraio 2007

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Robert Musil

Il suo capolavoro “Der Mann ohne Eigenschaften” ("L'uomo senza qualità")

Un capolavoro, questo è il giudizio unanime nei confronti di questo libro. Se vi scoraggia il titolo, se ve lo fa pensare una roba tediosa, scordatevelo, qui si sente vita in ogni riga. Sì perché contrariamente a quanto si può credere questo uomo di qualità ne ha fin troppe, ma non ha la determinazione necessaria per realizzarle, per metterle in opera. Manca di un centro che le accorpi e le attui. Questo è il punto da cui partire. Rappresenta il lavoro di una vita. Musil infatti comincia a pensare a un grande romanzo autobiografico, sia pure scritto in terza persona, negli anni della prima guerra mondiale. Il libro presenta una struttura particolare anche perché non è stato terminato dal suo autore e contiene tematiche storiche e filosofiche che lo fanno assomigliare ad un saggio. I primi due volumi del romanzo sono stati pubblicati a Berlino nel 1930 e 1933 dopo una gestazione più che trentennale. Altri capitoli sono stati pubblicati nel 1934 dopo la morte dell'autore insieme ad altri testi inediti.

Ulrich è il protagonista del romanzo. La vicenda si svolge a Vienna. Non si può parlare di una storia vera e propria perché manca di un inizio e di un epilogo. Si racconta che per festeggiare il settantesimo anniversario di regno dell'imperatore Francesco Giuseppe si è costituito un comitato politico, l'Azione parallela, di cui Ulrich è il segretario, uomo raffinato e asociale. Un intellettuale di formazione scientifica che si relaziona con la realtà in modo problematico: insoddisfatto della sua vita, che si fa scivolare addosso in modo indolente e passivo, è alla strenua ricerca di un centro di gravità permanente per dare un senso alla sua esistenza. Il suo essere senza qualità come ho già accennato sopra, non vuol affatto alludere ad una mancanza di doti, che anzi possiede in modo rilevante, ma in una difficoltà ad intrattenere un rapporto concreto con il mondo che lo circonda, che egli percepisce come un universo di convenzioni e di abitudini, anche mentali, ormai obsolete e prive di fondamento. Attorno a lui ruotano altri membri del comitato, appartenenti a diverse classi sociali di Vienna, tutti mirabilmente descritti nelle loro meschinità morali e materiali. Ulrich dovrebbe pervenire all'individuazione del fulcro che rappresenta la civiltà austriaca. Ma alla fine tutto si consumerà in prolisse discussioni inconcludenti. Quando nel 1914 scoppia la guerra, il comitato si scioglie. Il filo rosso che unisce la storia è rappresentato dalla fine dell'impero austro-ungarico, ossia il crollo di una civiltà e di una cultura che aveva permeato di sé milioni di persone. L'intreccio segue diversi rami, complessi da seguire, che raccontano le storie di diversi personaggi e toccano problematiche variegate.

In sintesi posso rammentare i personaggi: Clarisse, amica di Ulrich e infatuata di Moosbrugger, un pericoloso criminale che Clarisse vuole liberare; Gerda, ebrea che abbandona il benessere economico per seguire un movimento giovanile cristiano; Agathe, la sorella, che Ulrich ritrova dopo anni e con lei si separa dal mondo per vivere un esperimento esistenziale; Diotima multiforme animatrice di salotti mondani e anima dell'Azione parallela. Con la sorella tentano di raggiungere il "regno millenario", ovvero uno stato di assoluta perfezione interiore che porti alla fusione delle loro anime. Ognuno di questi personaggi offre lo spunto per effettuare considerazioni filosofiche, di critica a filosofie in voga e per approdare ad uno stato di assoluta perfezione interiore. Il testo incompiuto non permette di cogliere se l'esperimento con la sorella si risolva positivamente o sia solo uno dei tentativi attraverso cui Ulrich tenta di superare le sue intime contraddizioni, il marchio a una crisi che sfocerà di lì a poco nell'apocalisse della prima guerra mondiale. Ulrich non è definito dalle azioni che compie, né indagato in senso psicologico, egli muta costantemente in relazione ai rapporti che pone in essere. "Senza qualità" non significa inetto o incapace. Anzi è un uomo che coglie le connessioni misteriose che tengono unite le cose e perciò è di volta in volta creativo, ironico, scettico, mistico.

Musil intitola il quarto capitolo della prima parte "Se esiste il senso della realtà deve esistere anche il senso della possibilità" e aggiunge: " Chi lo possiede non dice, ad esempio: qui è accaduto questo o quello, accadrà, deve accadere; ma immagina: qui potrebbe, o dovrebbe accadere la tale o tal altra cosa, e se gli si dichiara che una cosa è com'è, egli pensa:" beh, probabilmente potrebbe anche essere diversa". In questo modo il senso della possibilità si potrebbe anche definire come la capacità di pensare tutto quello che potrebbe egualmente essere, e di non dare maggiore importanza a quello che è, che a quello che non è". Questa è una pillola che ci fa capire come leggere il libro, scritto da uno scrittore preoccupato per le sorti dell'umanità in un'epoca che sembra vivere le ultime ore del genere umano.

Sembra di entrare in una vasta enciclopedia in forma romanzesca sul tema della modernità, cioè di quella crisi di valori di cui aveva già parlato Nietzsche. Ulrich compie una sorta di pellegrinaggio intellettuale attraverso le idee e le tensioni del suo tempo. Scopre così le carenze delle tradizionali visioni del mondo: storia, sociologia, economia, filosofia, religione, politica, sono linguaggi che offrono punti di vista limitati, che coabitano e si respingono in una cultura che non ha più la capacità di giungere ad una sintesi complessiva e che sembra in balia di se stessa, in cui le ritornano le stesse cose. Alla trama viene a mancare un filo conduttore e non si stabiliscono legami di tipo causale o temporale. Tutto appare ordinato e finalizzato solo in apparenza: in realtà niente porta a niente e tutto è in preda al caos, in cui ogni certezza è relativa e provvisoria.


Tratto da: http://www.dooyoo.it/review/345641.html

http://web.tiscali.it/pmusilli/Robert_Musil.htm




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27 febbraio 2007

Se non taci ti taglio la lingua. Detto e fatto.

E' tempo di silenzi (auto) imposti, di azzittimenti politicamente e mediaticamente corretti. Tutti MUTI, è la parola d'ordine d'inizio 2007.

E siccome la metafora, ovvero lo spostare su un piano simbolico un dire che non è un fare, è ormai corpo estraneo nella cultura contemporanea, non solo italiana, qualcuno ogni tanto 'ci casca', e manda allo scoperto un inconscio che, per essere riconosciuto (e mantenuto) tale, richiede una mente complessa, non data 'in natura'...

Anche qui, come ho scritto poco fa, c'è un non pensiero che viene da lontano: oltre i pentimenti, i tradimenti, le dissociazioni, le irriducibilità, ci sono i cd cattivi maestri

Ora, non penso che nessuno possa dare del cattivo maestro a chi in questi giorni insiste nel protestare contro l'eccesso di parole, no?

E allora forse anche questo non concetto andrebbe incluso in un insieme di non idee che hanno come presupposto l'appiattimento della morale (preceduto da un appiattimento 'cognitivo' ed emozionale)

Il Papa attuale, Ratzinger, ha esordito nel suo pontificato auspicando la fine del Relativismo Etico (e forse anche Scientifico): anche lui un cattivo maestro?

Perchè storicamente 'relativo' va insieme con 'complesso', non riducibile ad un solo piano: di conoscenza, di sentimenti, etico e morale....

L'insegnante è stata sospesa: «Non volevo, mi dispiace». Denuncia del preside a polizia e assicurazione
Maestra taglia la lingua a un bimbo. «Un gioco»
Milano, 5 punti di sutura. Il piccolo ha 7 anni: «Ho paura, non vado più a scuola»

Corriere della Sera




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27 febbraio 2007

L'Anatra Impazzita e i Mal di Pancia della Sinistra Mediatica

Aspettavo con ansia di leggere cosa avrebbero scritto oggi i Media della Sinistra, ad esempio "il manifesto". Dopo i duri attacchi, e severi rimbrotti, a Rossi e Turigliatto, trattati alla stregua di trogloditi incapaci di comprendere la Politica Alta del Palazzo nel Terzo Millennio, e la sottoscrizione apparente del Dodecalogo prodiano, che oggi va in Parlamento, quali sono i commenti degli Alti Papaveri Neo Vetero Post Comunisti?

Inizia Vauro

Vauro 27 02 2007  e l'Editoriale esordisce:

L'anatra impazzita
Maurizio Matteuzzi
In genere si dice che nella fase finale del suo secondo mandato, il presidente degli Stati uniti è un'«anatra zoppa», lame duck. Non avendo più la possibilità di ripresentarsi, il leader del paese-guida diventa una sorta di leader dimezzato. Con George W. Bush il rischio, concreto e incombente, è che [...]

Dove si racconta (è il termine giusto, perchè un'analisi, basata su vecchie e obsolete categorie marxiste, che so, l'economia, il lavoro , le risorse planetarie, è abbandonata al secolo che fu) come il Perfido Bush nel mentre si appresta tra due anni scarsi a lasciare la Casa Bianca, si riconfermi come l'Anti Eroe, il Reggitore dell'Asse del Male, visto dall'Altra Parte dello Specchio, dove vivono Innocenti Agnellini che invano tentano di tenere testa al Gran Lupo Cattivo Americano.

L'Anti Eroe si starebbe apprestando a farsi Capro ovvero carico di tutto il Male del Globo, passato, presente e soprattutto futuro.

 Non che George Bush Jr non ci metta di suo, intendiamoci, ma uno (io) si aspetterebbe che, apprestandosi la Sinistra di Palazzo a votare i 12 Punti del probabile e forse ancora possibile Governo Prodi, anche il linguaggio mediatico si incaricasse di informare il Popolo della Sinistra, altro termine del passato che fu, me ne rendo conto, dei molteplici aspetti e dei molti interlocutori e protagonisti della Storia (non delle Storielle) dei Giorni Nostri...

Ad esempio provando a ragionare su diversi scenari:

cosa succederebbe se - seguendo le indicazioni della Sinistra Mediatica - l'Italia e altri Paesi abbandonassero l'Afganistan, e la NATO e l'ONU al proprio destino, il perfido Bush decidesse che non è più interesse USA mantenere lì le proprie armate, e dal Pakistan si scatenasse un'offensiva islamista?

sull'altro 'lato' dell'Afganistan c'è, geograficamente e nonostante Internet e i satelliti ci diano l'immagine di un Pianeta senza spazio né tempo, la geografia ancora un suo piccolo peso ce l'ha, c'è l'Iran, dove un Emulatore di Hitler lancia missili nello spazio e treni senza freni né retromarcia

un po' più in qua c'è Israele, pochi milioni di abitanti su uno strettissimo fazzoletto di terra, minacciati di annientamento (che novità!) insieme - dal momento che l'intelligenza delle super armi moderne, anche quelle sovietiche, cinesi, coreane e iraniane, è ben dimostrata, a qualche milione di Palestinesi, di cui la Sinistra Mediatica, quella di Palazzo e anche il Popolo di Sinistra si sono da sempre e giustamente molto preoccupati...

Secondo il Grande Saggio, Maurizio Matteuzzi, tutto ciò accade perchè gli Eroi del Mondo Asiatico (perchè a quelli, che so, africani, di Nigeria o Darfur non si fa cenno) vengono ringalluzziti, traggono spunto e 'coraggio', prendono a pretesto, l'Impazzimento dell'Anatra Americana, con le attuali fattezze di George Bush Jr.

Non fosse per questo, che motivi avrebbero? Quali scuse potrebbero accampare? Nessuna, se ne deduce, e il Mondo sarebbe il Migliore dei Mondi Possibili. No?

Autogol

Alle camere i gesti eroici del tipo "Muoia Sansone con tutti i filistei" buttano di regola nella morte di Sansone e i filistei più vispi di prima.
Sia detto senza offesa per nessuno, il voto dei due ribelli di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, questo è stato.
Siamo andati felicemente indietro.
Inutile strillare; ma la destra, ma Andreotti, ma Prodi, ma D'Alema - non siamo nati ieri.
Ancora più sciocco agitare la propria luminosa coscienza.
Chi vuole difendere quella in uno splendido isolamento, non si metta in politica - che è un affare collettivo, o non è.

Più seccamente, in Italia una sinistra che conti va ricostruita, e credo anche altrove.

La fine del secolo è passata su di noi come uno tsunami. Non ci ha distrutti.

Minoranze importanti crescono, ma minoranze. Vediamo di coltivarle invece di affogarle.

Anche il lievito è minoritario rispetto alla farina. Ma se non fa crescere l'impasto, che lievito è?  

si chiede Rossana Rossanda. Appunto:
fa crescere ...




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25 febbraio 2007

IRAN, un treno che non ha né freni né retromarcia

Mentre da noi, in Italia, il tempo scorre all'indietro, o non scorre affatto (solo tra qualche giorno sapremo se il GovernaLotto avrà estratto i numeri giusti per il Prodi1 con S-Palla al Centro, giusti anche per la futura (quando?) votazione sull'AFGANISTAN) nel resto del mondo sta succedendo di tutto e di più.

Ad esempio in IRAN.

Ci mette in allarme il Corriere della Sera, mentre su Repubblica qualcuno mette le mani avanti (qualche generale USA, se decideranno di attaccare preventivamente, si dimetterà, forse)

E Libération (tanto per leggere qualche quotidiano non nazionale):

Téhéran teste «avec succès» sa première fusée spatiale
L'Iran a testé avec succès sa première fusée spatiale, a rapporté dimanche la télévision d'Etat. «La première fusée spatiale a été envoyée avec succès dans l'espace», a affirmé la chaîne sans donner de détails sur sa portée et sa puissance. Les images du lancement n'ont pas été montrées non plus mais ce geste peut être interprété comme un pas supplémentaire de ce pays pour s'affirmer comme une puissance régionale incontournable.

Interessanti anche i commenti... come questo: L'Iran essaye d'attirer les américains dans un piège mortel. Les américains ont beau avoir de puissances armes ce sont des nains en terme de stratégie et si tu rajoutes à cela cette leur fausse sensation d'invulnéraibilté, qu'ils ont depuis la fin de la guerre froide, tu as un cocktail explossif qui menera le monde à sa ruine, plus qu'une bombe nucléaire iranniene.

La DIFFERENZA SOSTANZIALE pare a questo punto essere una sola:

E' MEGLIO ASPETTARE CHE L'IRAN FACCIA QUALCHE MILIONE DI MORTI IN ISRAELE E QUA E LA' ALTROVE

O

E' MEGLIO CHE ISRAELE E GLI USA FACCIANO, PRIMA,  QUALCHE MILIONE DI MORTI IN IRAN?

Questo ovviamente nei PRIMI CINQUE MINUTI. Poi temo che non saremo più qui a raccontarcelo, su Internet.

Allegria!

Nell'attesa, mi leggo l'interessante articolo di Fiamma Nirenstein, qui:

La crisi del governo Prodi vista da Israele

La politica estera oggi è un campo magnetico in attività permanente, un vulcano in eruzione, una forza che contrariamente a tutte le convinzioni della politica del passato e anche dei media che l’hanno relegata in secondo piano per decenni, è capace di portare la gente in piazza e di far cadere governi. L’Italia deve attrezzarsi a questa ... (continua)

... Per un nuovo governo,  non sono in ballo soltanto le scelte di Follini o di Casini, e tantomeno il governo di Romano Prodi è caduto solo a causa di due estremisti pazzoidi. Niente affatto. Dietro di loro c’era una piazza, un’incertezza concettuale di fondo, un’egemonia culturale e politica di un gruppo intellettuale ancora fortissimo in Italia, quello dell’antiamericanismo. La scelta di cultura e di appartenenza legata alla politica estera vibra nell’aria come tema fondamentale del nostro tempo da ben prima che questo governo nascesse: la micidiale ondata di odio antioccidentale islamista, la formazione e la messa in campo di autentici eserciti terroristi, l’odio per Israele, la questione irachena e quella afgana, la questione iraniana, dopo il primo voto che aveva messo la maggioranza in scacco sulla politica internazionale sono di nuovo, e saranno ancora e ancora un tema centrale su cui misureremo le nostre scelte politiche. La presenza di basi militari come a Vicenza, un altro ritiro o invio delle nostre truppe per aiutare nella lotta al terrorismo, la revisione di ruoli, lo schieramento all’ONU, il ripensamento di organismi internazionali come la NATO, un ulteriore passo sulla questione iraniana, saranno per anni il necessario catalizzatore, dall’aula parlamentare alla piazza, della domanda basilare: qual’è la nostra politica estera, quale la nostra disponibilità a far parte del campo occidentale, o di qua, o di là? Non ci saranno sconti, non si tratterà di sfumature. Ho sentito con le mie orecchie, in un dibattito alla trasmissione di Giuliano Ferrara “Otto e mezzo”, il capo del comunisti italiani ripetere sinceramente stupito che in ogni caso la nostra Costituzione ci vieta la guerra, meglio morti che belligeranti, meglio sparire che difendersi. E’ una concezione del mondo sincera e che mette in piazza decine di migliaia di persone che ritengono Bush una bestia umana e Israele un paese di apartheid. Il pacifismo è parte integrante di questa visione del mondo, che ritiene la guerra, qualsiasi guerra, estranea all’idea stessa di democrazia. La guerra è odiosa, ma la difesa è sacrosanta ed è anzi evidente parte di un pensiro democratico, che mette al centro i bisogni del cittadini: sembra tanto semplice.Alexis de Tocqueville [anche Jean Jacques Rousseau] dice, se si consente di riassumerne un pensiero, che quando un Paese democratico deve difendersi dai nemici, proprio a causa delle sue caratteristiche democratiche non lo fa volentieri, non lo fa bene, ma poi è in grado di disporre di  magnifiche e differenziate risorse, molto più di un nemico che non possieda l’arma della democrazia; organizzandole, mobilitandole, migliora e vince.
Ma difendersi, perchè questo è il tema, richiede una sincerità di intenti, una politica di alleanze  e una chiarezza ideale enorme di fronte alle attuali sfide della politica internazionale. Non basta certo, anche se è necessario, il desiderio di non apparire inaffidabili di fronte agli Stati Uniti, e di far parte di uno schieramento onorevole e anche conveniente. Quello che occorre è costruire la convinzione,l’ integrità e chiarezza di intenti. Insomma, una cultura della politica internazionale...






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25 febbraio 2007

Giuseppe Garibaldi, la Tenacia Ottocentesca e la Memoria Elastica, Contemporanea

Ricorrono i bicentenari, tra cui quello della nascita di Giuseppe Garibaldi.

1807, dunque. Napoleone Bonaparte ancora vivo e Imperatore, la Rivoluzione Francese, di 20 anni prima, ancora 'recente' e attuale.

Dei personaggi dell'800 colpisce la tenacia, la tenuta, la capacità di creare e mantenere una 'staffetta' ideale, tra generazioni, ponte tra '700 illuminista e rivoluzionario, e '800 neoclassicista e romantico. Secolo delle Fondazioni, degli Stati Moderni.

Ci si stupisce oggi che in ambito islamico (e non solo) la Memoria corra indietro fino a 500 o anche 1400 anni fa. Cosa collega l'Età di Maometto, o di Turchi e Veneziani all''Oggi? Nulla, sembrerebbe.

OGGI le IDEE sono trattate alla stregua di OGGETTI BIOLOGICI, CHIMICO-FISICI, e INVECCHIANO, assai precocemente.

Nell'800 invece no.

Cito a memoria alcune date, alcuni anni: 1821, 1831, 1848, 1859, 1860, 1861, 1862, 1866, 1870 ...

Tra il 1821 ("Ei fu!") e il 1870 intercorrono quasi 50 anni. 50 ANNI!

Tra il 1848 e il 1861 ne intercorrono 13 ... come dal 1992 al 2005 ... e tra il 1848 e il 1870 addirittura 22, come tra il 1985 e il 2007 ...

E dicono che a quei tempi si invecchiasse prima, e che il tempo scorresse più lento!

Cosa faceva sì che nel 1830 qualcuno trovasse il 'coraggio' di ricollegarsi a 15 anni prima, o addirittura a 20-30?

E soprattutto di sperare che dopo 18 anni (tanti ne intercorrono tra il 1830 e il 1848) si potesse tornare a sperare e a lottare? E ancora, poi, dopo la disfatta, per altri 11 anni (1859)? E poi ancora per altri 11 (1870)?




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25 febbraio 2007

Passione Politica, Apolitica e Disincanto

Non riesco a togliermi la sgradevole sensazione che qualcosa di molto brutto e ancora indecifrabile sia accaduto e stia accadendo nella vita politica italiana.

Per prima cosa però voglio rispondere a una legittima domanda che potrebbe porsi chi legge quello che scrivo: perchè uno PSICOLOGO si occupa di politica? Cosa vuol fare, psicoanalizzare la politica o i politici, dare istruzioni, ergersi a giudice e fare diagnosi?

No, niente di tutto questo. Vero che anche la psicologia, la psicoanalisi, le neuroscienze, la follia, sono mie passioni antiche, ma è anche vero che PRIMA DI QUESTO VIENE LA PASSIONE POLITICA.

Che non  ho chiamato sempre in questo modo. Cresciuto in ambiente cattolico, ma un po' decentrato rispetto alla politica praticata nelle parrocchie (parlo degli anni '60), frequentando principalmente gli Scout dell'ASCI (oggi AGESCI), in quegli anni vivevo il ruolo che via via assumevo in quel mondo, che prevede che fin da piccoli si sia 'educatori' di chi è ancora più piccolo, in termini che solo a fine anni '60 avrei avuto la consapevolezza di definire 'politici'.

Anzi, definire APOLITICA l'attività in mezzo agli adolescenti  (che comportava non solo farli divertire e giocare in un ambiente 'naturale', ma entrare nelle loro case, seguirli nella loro crescita, strapparli molto spesso alla strada - cosa che spesso le parrocchie non facevano o non riuscivano a fare: il mondo scoutistico era un mondo in qualche modo 'altro' che consentiva di 'stare dentro' le comunità, ma anche di sentirsi e progettarsi 'diversi') era un punto fermo, di cui si andava orgogliosi....

... e questo dice quale fosse allora la percezione della politica e dei politici.

Solo nella seconda metà degli anni '60 la graduale trasformazione delle idee, operata dai media, dalla moda,  dalla musica, ci e mi indusse a uscire allo scoperto ed a CAPOVOLGERE L'ASSIOMA: APOLITICI, NON POLITICI ERANO GLI ALTRI, QUELLI CHE AVREBBERO DOVUTO ESSERE I RAPPRESENTANTI DELLA VOLONTA' POPOLARE. I VERI AUTENTICI POLITICI ERAVAMO NOI, STUDENTI E GIOVANI IMPEGNATI 'NEL SOCIALE'.

A me non è mai passata per la mente l'idea che FARE POLITICA significasse arruolarmi in un partito e fare carriera 'da politico'. No, si era POLITICI IN QUANTO CITTADINI.

E questo accadeva un po' prima che il '68 facesse saltare la POLITICA ISTITUZIONALE e inaugurasse la breve stagione della DEMOCRAZIA DIRETTA. Breve perchè ne è poi rimasta solo una labile traccia, dal valore quasi unicamente simbolico.

In particolare in questi giorni.

La SGADEVOLEZZA degli ultimi eventi sta proprio qui, e anche il motivo per cui 'MI PRENDE'. E NON SOLO 'ALLO STOMACO', QUEL CHE E' SUCCESSO ED E' TUTTORA IN EVOLUZIONE.

E' emerso di colpo UNO SPACCATO DI COME LA POLITICA E' DAVVERO OGGI, DI COME E' TORNATA AD ESSERE.

Non che non lo sapessimo! Ma forse facevamo tutti finta che così non fosse, o non fosse fino in fondo.

Fino a una settimana fa potevo tranquillamente ascoltare Massimo D'Alema e ragionare tra me su cosa avrei potuto essere d'accordo, su cosa no.

Fino a una settimana fa potevo nello stesso tempo prendermela per le enormi cazzate che sentivo riproporre dalla sinistra cd 'radicale', tutta, e nello stesso tempo simpatizzare con i 200000 di Vicenza, al punto di pensare: tra 4-5 anni ci andrò con mio figlio, ma sì, si puo' fare, perchè no?

Tutto questo, da mercoledì scorso è SALTATO, ANDATO IN CRISI, DI COLPO.

Si fa presto a dire IL RE E' NUDO, I DUE RE SONO NUDI!.

Ma poi, che resta? Che si deve fare, cosa si puo' fare?

Adesso, se ascolto quelli della 'sinistra radicale' mi incazzo e basta, cambio canale, questa è la mia reazione istintiva, e se pèrò ascolto Boselli e Pannella(per cui ho votato, per via dei PACS - non dei 'dico' - e dei 'diritti civili') o Massimo D'Alema, per me il simbolo della Sinistra per come ancora ha un senso quella parola per me... mi sembra che tutto risuoni stonato, senza senso... parole vuote... campane a morto...

Esagero? Puo' essere, ma non riesco ancora a convincermi ( qui proprio il mio ME POLITICO non sta a sentire nessun ME PSICOLOGO ) che si debba STARE TRANQUILLI.

Non sono tranquillo, non mi piace, non mi è mai piaciuto starci, e non voglio tranquillizzarmi Tongue

DOBBIAMO TORNARE A DIRCI A-POLITICI ?  E' questo che vogliono, che il 'sistema' vuole?

La 'politica' agli esperti, a chi lo è 'di mestiere', e che gli altri si buttino nel 'sociale', e stiano lì buoni...!

Ma io non ci sto, non riesco ancora a capacitarmi che questa debba tornare ad essere la regola, e in termini così assoluti, perentori, dittatoriali, ANTI DEMOCRATICI.

Scrive  S*******
Per la politica, non so che dirti, ma stai un po' più sereno (che quando stai così mi fai un po' paura, devo ammetterlo!  Sad  nel senso che sono abituata a vederti più sereno...

( http://autoaiuto.forumup.it )

Tornare alle piccole gioie della vita..

scrive UnDeputatoSdegnato

Penso sia venuto il tempo di dimenticare rivoluzioni e cambiamenti epocali e tornare alle piccole gioie della vita quotidiana..
L'umile fatica quotidiana, la famiglia, i figli...
Dimenticare improbabili rivoluzioni e cambiamenti epocali ed ignorare chi le propugna stentoreo per attirare l' attenzione su di sè allo scopo di  procacciarsi così il nutrimento evitando l' umile fatica quodiana.
Godiamo delle piccole gioie quotidiane che la vita ci offre..
Per esempio quella di infierire sui furbi quando, presi con le mani nel sacco, piangono ed urlano per cercare di cavarsela..

Commento: ma non è un po' (troppo) triste, così?

E in ogni caso... basta una febbrata scrive Eugenio Scalfari:

(En passant: avete notato come i commentatori politici si siano ZITTITI sui maggiori quotidiani italiani, negli scorsi giorni?)

http://www.repubblica.it

Ne 'espungo' alcune frasi che mi sembrano significative:

La svolta programmatica del 22 febbraio (i dodici punti di Prodi "obbliganti" per tutti i partiti della coalizione) ha rintuzzato lo strappo a sinistra ed ha riportato il baricentro laddove dev'essere, se non altro per ragioni numeriche, cioè sull'Ulivo...
Politicamente questo è accaduto e l'Ulivo, che dovrebbe dar vita al più presto al partito democratico, è una forza politica riformista. La sinistra radicale rappresenta, Verdi compresi, meno del 9 per cento dell'elettorato contro il 30 dell'Ulivo. Il baricentro è dunque quello e nessuno può disconoscerlo all'interno dell'Unione. Ma è anche chiaro e noto a tutti che Prodi, Fassino, D'Alema, Rutelli e Franceschini sono riformisti e non moderati. Tantomeno rivoluzionari, ammesso ma non concesso che altri lo siano...
Purtroppo per loro i movimenti ideologici non si sentono affatto rappresentati dai loro partiti nelle istituzioni per la semplice ragione che delle istituzioni se ne infischiano totalmente. Quanto ai movimenti territoriali, a Vicenza erano ben contenti di avere in corteo due segretari di partiti nazionali perché, come dice Chiambretti, in tivù tutto fa brodo; ma la caduta del governo Prodi non è affatto piaciuta alla grande maggioranza dei vicentini di centrosinistra, tant'è che un buon numero dei messaggi arrivati ai siti Internet della sinistra radicale con proteste feroci contro chi aveva provocato la crisi è venuta da Vicenza.
Capisco che questo comportamento lede il principio di non contraddizione, ma le folle quando vanno in piazza non si pongono questioni di logica filosofica; agiscono, mandano in scena un happening e poi magari protestano contro gli effetti collaterali che hanno prodotto.

La sinistra radicale rappresenta un riformismo più spinto. Può contribuire alla volontà comune, alle scelte comuni, ma non può pretendere di dettarle senza mettere in crisi l'alleanza. La crisi del 21 febbraio ha avuto almeno il pregio propedeutico di rendere evidente questa realtà, del resto ben nota...

Dunque tutto come se la crisi del 21 febbraio non ci fosse stata? Cancelliamo quella data dal calendario e si ricomincia sulla linea dello "Heri dicebamus"?
Non credo che sia possibile...




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24 febbraio 2007

Verso il Nuovo Centro Centro Centro (Sinistra)

Leggo che Follini ha accettato di spostare il baricentro del governo di Prodi I.

Reciprocamente questo significa che tutti i partiti e parlamentari del precedente governo hanno accettato

di collocare la palla al centro.

Niente di scandaloso, o per cui stracciarsi le vesti. Anzi, il fatto che ad allargare il governo sia una forza di centro ben riconoscibile è un elemento (finalmente!) di chiarezza e di uscita da doppiezze e ipocrisia.

L'asse del prossimo governo di Prodi I è ora più largo e più saldo.

Alla Sinistra ora sta dimostrare di esserci e di contare oltre le proclamazioni di intenzioni e le purghe e le scazzottate contro i 'dissidenti'.

La Sinistra ha lo stesso difficile compito che, nell'opposto schieramento, ha la Destra: tenere insieme tutti, anche i più irriducibili, purchè non violenti, perchè tutto (tutti) resti (restino) all'interno del 'sistema', in qualche modo, anche se molto 'tirato', vi si riconoscano, per lasciare meno spazio possibile alla cosiddetta 'antipolitica'  

Tener dentro singoli, comunità locali, grandi ideali globali in un'unica cornice politicamente corretta e accettabile implica però l'esatto contrario di ciò cui abbiamo assistito negli ultimi giorni: che si rilassino! ora che stanno in sella un po' meno pericolanti, lascino perdere le paranoie e la propaganda da guerra dei pupi, e diano, ridiano voce e ascolto ai cittadini.

Anche perchè un'incognita ancora resta aperta, a tutti loro,: prima  o poi ci saranno altre elezioni, o no? E la partecipazione al voto, più che dove il voto si collocherà, sarà il segno che l'operazione è riuscita, o che viceversa lo spettacolo interessa sempre meno spettatori.

Oltretutto. sto scrivendo questo 'in rete' ed esistono oggi, globalmente, infiniti altri modi di partecipare e di 'esserci'. Lo capiscono ancora troppo pochi, si tratta indubbiamente di lasciar spazio agli anziani (la cui percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi decenni, e questo non lo si puo' ignorare) ma di darne, e a sufficienza, a giovani e giovanissimi (sempre che si decidano a dis-analfabetizzarsi!)




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