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31 marzo 2005

BlogTrotter, di L. Coen, da mesi nelle mani di fascisti, bloccato per la seconda volta in 2 giorni

Il Blog di Repubblica.it gestito da Leonardo Coen (Blog Trotter) è stato bloccato per la seconda volta in due giorni da commentatori fascisti (per loro stessa esplicita ammissione e dichiarazione). Da mesi quel blog è di fatto nelle mani di commentatori che impunemente postano messaggi dichiaratamente fascisti e nazisti, spesso mascherati da post 'deliranti' o scritti da 'dementi', e di commentatori che si esprimono nei medesimi termini pur dichiarandosi 'di sinistra'. L'autore e curatore di quel blog ... non se ne cura ! E nemmeno, a quanto pare, l'intero staff di Repubblica.it (Vedi anche Blog Trotter Monitor, con ulteriori dettagli)




permalink | inviato da il 31/3/2005 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

24 marzo 2005

Nube! era il vecchio motto asburgico. Il 24% dei Siriani dice sì a matrimoni con Israeliani

Sondaggio della rivista «Black and white»: il 24 per cento degli intervistati pronto a un matrimonio «misto» «Sposeresti un israeliano?» I giovani di Damasco superano il complesso del «nemico sionista» Corriere della Sera, 24 Marzo 2005 DAL NOSTRO INVIATO DAMASCO - «Sposeresti un israeliano? Sposeresti un'israeliana?». La domanda, rivolta con provocatoria curiosità da un reporter-ricercatore della rivista siriana Black and white , che si pubblica a Damasco, era un pugno nello stomaco. Come se avesse chiesto: «Sposeresti il nemico»? Ma se il quesito pareva quasi eversivo, in un Paese che formalmente è ancora in guerra (seppur fredda) con Israele, molto più eversive sono state le risposte di una parte dei 100 giovani, di entrambi i sessi, consultati dall'intrepido ricercatore. Ventiquattro intervistati su cento hanno risposto di sì. Alcuni con convinzione, altri con qualche esitazione. Il problema era se rischiare o meno la pubblicazione del sorprendente risultato, che di sicuro avrebbe fatto discutere, ma con altrettanta certezza avrebbe procurato l'intervento della censura. Lo stesso reporter, colpito dall'esito del suo lavoro, dopo essersi consultato con colleghi ed amici, ha deciso di censurarsi da solo, riducendo da 24 a 6 la percentuale di coloro che avevano risposto affermativamente, nella convinzione di poter aggirare le forbici del censore. Quel numero di Black and white , con il sondaggio corretto al ribasso, non è mai uscito. Anche se la rivista è tornata in vendita la settimana dopo. Dicono che la Siria non sia una dittatura singolare, ma plurale. Nel senso che ciascun centro di potere agisce in parziale autonomia rispetto agli altri e, alla fine, il vertice fatica a trovare (e a comunicare) la sintesi tra volontà spesso contraddittorie. Tuttavia, ci sono temi sui quali non esistono margini di discussione. Uno di questi è ovviamente Israele e il suo attuale governo, che il regime dipinge come l'origine di quasi tutti i suoi guai. Anche se poi dichiara che è pronto a negoziare, e si premura di importare, per la prima volta in 38 anni, 7.000 tonnellate di mele, raccolte nelle alture del Golan occupato. Secondo un studio di 300 pagine, risultato di un sondaggio condotto su un campione di 1.900 intervistati, il Centro di ricerche e studi strategici dell'Università di Damasco, che lavora in stretta collaborazione con analoghe istituzioni in Giordania, Egitto, Palestina e Libano, ha scoperto che il 69,4% dei siriani «è contro le uccisioni di civili, anche se appartengono a Paesi occupanti»: esplicito riferimento a Israele e, subito dopo, agli Stati Uniti. E che il 55,5% considera «terroristi i responsabili dell'attacco, nel novembre del 2003, a due sinagoghe a Istanbul». Viene definito «sicuramente terrorismo» dal 72,4% lo spaventoso attentato alle Torri gemelle dell'11 settembre, mentre soltanto il 41,3% ritiene Al Qaeda un'organizzazione terroristica. Quasi unanime il giudizio su alcune formazioni estremiste, come Hamas, la Jihad Islamica ed Hezbollah: per il 95,9% sono «movimenti di liberazione che resistono legittimamente all'occupazione». Apertamente, però, sono sempre più numerosi coloro che non soltanto si oppongono agli «attacchi suicidi», ma ritengono che «la resistenza non violenta contro l'occupazione sarebbe molto più utile ed efficace». Tuttavia, quando è stato chiesto un parere sulle ragioni della presenza americana in Iraq, soltanto una minoranza ha optato per risposte come «mettere le mani sulle risorse naturali» (petrolio) o «migliorare il livello di vita della popolazione». Una percentuale sovietica (93,2%) considera infatti che «la presenza in Iraq della coalizione guidata dagli Stati Uniti serva soprattutto agli interessi di Israele e alla sua sicurezza». Faisal Kulthum, direttore del Centro di studi strategici e deputato al parlamento, ha pochi dubbi: «Il sentimento anti-americano è cresciuto esponenzialmente fra i popoli arabi, che manifestano un forte risentimento anche contro i loro governanti. In Egitto, Giordania e Palestina, come in Siria, la percentuale che si oppone ai piani dell'Amministrazione americana è superiore al 90%. Questa, piaccia o no, è democrazia. Tutti vogliamo la democrazia: scelta da noi, non importata». Gli intervistati sono poi convinti che nei tre Paesi occidentali presi in esame dal sondaggio (Usa, Gran Bretagna e Francia) il valore più importante sia la «libertà personale». Mentre, per la Siria, al primo posto troviamo la religione, al secondo la famiglia, al terzo la tolleranza. «Risultato assai sorprendente, nel Paese più laico del mondo arabo mediorientale», dice il professor Talal Akili, che ha studiato i risultati della ricerca. Ma per altri analisti, c'è poco da sorprendersi: «Basta vedere le moschee piene per la preghiera del venerdì». Portare il velo, per alcune, non è soltanto il desiderio di rivendicare un'appartenenza, ma è anche un atto di protesta. Tuttavia il sondaggio assicura: non ci sono pericoli di fanatismo integralista. Anzi. Il 70% ritiene infatti che il Corano si debba reinterpretare, esaltando i valori della pace e della tolleranza. Antonio Ferrari




permalink | inviato da il 24/3/2005 alle 13:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

22 marzo 2005

Fausto e Iaio: così li 'ricorda' Leonardo Coen (?) Ovvero il Giornalista (?) ed il Lapsus petulante

BlogTrotter, venerdì, 18 marzo 2005 Leonardo Coen Una maledetta sera, ventisette anni fa Milano, ventisette anni fa. Otto colpi di pistola. In via Mancinelli, una strada vicina alle case dove abitavano, nella zona del Casoretto. Vengono ammazzati così, la sera del 18 marzo del 1978, più o meno verso le venti, due ragazzi di diciotto anni - Fausto Tinelli e Lorenzo Iannuzzi detto Iaio - che frequentavano il centro sociale Leoncavallo. I bossoli, mai rinvenuti, furono certamente raccolti in un sacchetto applicato dagli attentatori alle armi per impedirne il recupero. Un espediente tipico del "modus operandi" tra i killer neofascisti del Nar. La perizia balistico accertò che a sparare furono armi piuttosto vecchie e che tali armi corrispondevano al tipo di dotazione logistica di cui l'area eversiva di estrema destra del Fuan-Nar disponeva sino all'inizio del 1979. Ciononostante, le indagini presero inizialmente una piega ben diversa, compromettendone l'esito. Qualche prova sparì, persino. Già. Perchè per anni chi doveva indagare l'ha fatto brancolando nel buio, senza ottenere granchè, alla fine i giudici che dovevano giudicare si sono arresi. L'inchiesta si è arenata su una montagna di indizi, di confidenze, di "piste" che portavano a muri di omertà, infine il 14 dicembre del 2001 il gip milanese Clementina Forleo accolse la richiesta del pm Stefano Dambruoso e archiviò l'inchiesta, "pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva". La verità è sepolta, insieme agli incartamenti giudiziari. All'inizio il sostituto procuratore Armando Spataro, il primo ad occuparsene, qualificò l'indagine ("droga") e dispose l'esame tossicologico sui corpi dei due ragazzi. Un regolamento di conti nel sottobosco del narcotraffico, fu dunque l'ipotesi iniziale, quasi un atto d'accusa nei confronti dei due ragazzi: il possibile movente (un'azione ritorsiva contro i giovani del Leoncavallo da parte di soggetti legati al traffico di droga o comunque in avvenimenti strettamente interni alla vita del quartiere ove i due giovani abitavano) si rivelò una pista fasulla. Passano gli anni. Il giudice Guido Salvini riapre il caso Fausto e Iaio, accerta elementi "di carattere comunque prettamente indiziario" (così leggo sul documento 271/80F che il giudice Guido Salvini trasmette alla Procura della Repubblica di Milano il 14 luglio 1997) "che individuerebbero gli autori del duplice omicidio in elementi dell'estrema destra romana in trasferta a Milano, mossi dall'intento di vendicare alcuni loro camerati caduti, colpendo due giovani non personalmente conosciuti ma comunque sicuramente appartenenti all'area di estrema sinistra". I sospetti di Salvini sono indirizzati verso l'estrema destra perchè, dopo l'agguato a Fausto e Iaio, viene ritrovato a Roma un volantino di rivendicazione (in zona Prati) che riporta un elenco di camerati assassinati ed è firmato "Esercito Nazionale Rivoluzionario - Brigata Combattente Franco Anselmi" (Anselmi era un elemento di spicco del Fuan-Nar di Roma ucciso nel marzo del 1978 durante la rapina all'armeria Centofanti di Roma, commessa assieme ai fratelli Fioravanti). Ma Salvini non riesce ad andar oltre questi "elementi significativi", né le rivelazioni di ex camerati aiutano a dipanare il mistero, e le stesse perizie sui proiettili lasciano il tempo che trovano. Questi indizi non reggerebbero in un'aula di tribunale, è ormai la convinzione dei magistrati. Dunque, archiviazione. Un mese fa fece scalpore la riapertura - in chiave politica - del rogo di Primavalle. La destra scatenò roventi polemiche per l'archiviazione del caso, "delitti senza un colpevole", il solito teatrino per dare addosso alle sinistre. Pochi giorni fa (ero andato ad intervistare la madre di Fausto, poi il giornale non ne fece nulla) ricevetti una e-mail dall'associazione familiari ed amici di Fausto e Iaio: "La Verità giudiziaria non c'è stata, è arrivata l'archiviazione in cui si dichiarava: esistono forti indizi su tre estremisti dell'estrema destra, ma non abbastanza elementi per un processo. Per la giustizia italiana la nostra storia finisce qua. Sono passati 27 anni e noi familiari, amici e compagni di Fausto e Iaio rivendichiamo che la verità storica su questo assassinio la conosciamo come conosciamo quella di altri casi analoghi che fanno parte della storia politica italiana, rimasti senza colpevoli. A noi non rimane che mantenere viva la memoria, non fine a se stessa, ma legata alle problematiche sociali nel contesto attuale: la casa, il lavoro, il disagio giovanile, il razzismo, il fascismo...Vogliamo che si mantenga viva la memoria affinché soprattutto i giovani diventino consapevoli e critici rispetto alla realtà attuale. "Se si vuole far luce" ci va bene ma non vogliamo essere strumento di chi usa fatti tragici del passato per i propri interessi di potere in modo demagogico. Noi chiediamo solo verità e giustizia". I COMMENTI Leonardo Coen lapsus ... Quanto al tema, un argomento che mi sta sempre più convincendo è quello delle 'memorie non condivise', un po' come in un... antico... articolo di Coen sulle Storie parallele raccontate da Israeliani e Palestinesi. A chi conviene infatti un livellamento, che non è 'a livella', delle memorie, in un freddo minestrone reso insipido da molte risciacquature? Prendiamo il caso delle Foibe: la memoria di chi vive in terre di confine colla ex-Jugoslavia è ad esempio molto diversa da quelli che vivono in altre parti d'Italia. Nei Balcani ci sono state guerre a ripetizione prima del fascismo, per cui gli odii nei confronti degli Italiani-fascisti sono successivi ad altri pre-esistenti (e di questo quasi nessuno ha scritto) tra le varie etnie e religioni e memorie di quelle parti. Un mio vicino di casa è un esule di Fiume, ultranovantenne: parlando con lui, mi dà i suoi ricordi, e non vedo perchè dovrei pretendere che siano gli stessi di qualcuno che a Fiume è rimasto a vivere... ecc. ecc. Quanto alle storie anni '70, io ho l'amaro ricordo di quanto male abbia fatto a tutti la vera e propria guerra tra irriducibili, dissociati, pentiti e compagni più o meno concordi con l'espressione 'nè con le BR nè con lo Stato': quella è stata veramente la FINE di quei formidabili anni, iniziati nei kennediani anni '60, con i Beatles, la Zanzara, Papa Giovanni ecc. ecc. (in quell'epoca, agli inizi, c'erano pure i terroristi altoatesini...) Nel 'dibattito' su Primavalle ho letto un velenoso riapparire di quei contrasti anni '80, non dissimili da quelli che, per altre più venali ragioni, hanno dissolto il PSI ... Eppure ci vuole il coraggio della verità, a tutto campo, su questo non ci piove. Purchè sia il coraggio di molte, e di tutte le verità, senza 'piegarle' ad una sorta di vicendevole annullamento. G***** per Coen vorrei aggiungere qualcosa a quanto lei scrive , anche se in fondo l'epilogo di quel tragico episodio si è rivelato uguale a tanti altri fatti accaduti negli anni '70 : nessuno è finito in galera... a parte Sofri ovviamente ( gli ex terroristi sono ormai vicini alla pensione da tutte le loro rispettive occupazioni post. carcerazione..) Innanzitutto il "contesto storico": erano i giorni del rapimento Moro ( non vorrei sbagliarmi, ma fu lo stesso giorno del rapimento o il giorno dopo, non ricordo..). All'epoca chi le scrive militava in Democrazia Proletaria di Milano ( al 1° anno universitario), e le devo confessare che il fatto a detta di tutti i "compagni" fu alquanto "misterioso". C'è chi fece( cosa molta in voga a quei tempi) una sorta di controinchiesta , come accadde in D.P. ; le conclusioni a cui arrivarono alcuni furono che i killer non erano appartenenti all'estrema destra , ma a quell'area grigia che ruotava attorno ai Centri sociali in cui gravitavano spacciatori, cani sciolti dell'autonomia operaia, sbandati. Cosiderazioni nate dal fatto che all'epoca sembrava che i due ragazzi , molto attivi al Centro Sociale Leoncavallo, "avessero scoperto chi all'interno spacciasse eroina".Ora, io non so poi come sono andate a finire tutte queste cose, mi ricordo soltanto che quegli anni erano veramente nevrotici e che all'interno dell'esterma sinistra , i nemici non erano più i fascisti ma quelli dell'autonomia operaia, con la quale le botte ( zona Piazza Vetra e altro..) erano all'ordine del giorno. Se devo essere sincero le attivtà di questi sedicenti rivoluzionari non erano proprio delle più edificanti (pensiamo ai CO.CO.RI dell'eterno rifugiato francese Scalzone), tanto per usare un eufemismo.. Anni nevrotici per non dire isterici, dove a Milano nell'estrena sinistra non sapevi chi erano gli amici e chi i nemici. E dove Prima Linea , e la colonna Walter Alasia delle BR di Sesto ci sguazzavano ... Sembra preistoria, prima della Milano da bere degli anni '80. Due ragazzi vennero uccisi, e non si è ancora capito perchè. Cordialmente G***** inviato il 18.03.2005 11:21:38 lapsus il post di g**** è una buona dimostrazione di come le memorie si intersechino e si allontanino... sesso, droga, rock&roll + ideologia anarco-marxi-maoista con un pizzico di situazionismo e una spruzzata di radicalismo (chic!) ... un'ombra di Marcuse, Sartre e Lacan ... ho ricordi più succosi, corposi e meno frammentati ad esempio sul Leoncavallo, per quel poco che ne ho conosciuto, un po' 'di striscio', alcune mamme ridurlo a covo di para-br o di drogati nei miei ricordi non collima: conoscevo persone a tutto tondo, e tra quelle, e non solo quelle (anche in DP, o prima ancora nei gruppetti o gruppuscoli) era possibile verificarsi, perchè - appunto - una cosa erano i rapporti finalizzati a qualcosa (una delle tante elencate sopra) ... un'altra il rapporto tra compagni e compagne, come si usava dire, che mi porto ancora 'nel cuore' (scusate il termine un po' enfatico) Ad ogni modo, una ricostruzione che collima abbastanza con i miei ricordi personali, trovata per caso con Google, è al seguente link http://www.retedigreen.com/faustoeiaio.htm Una ricostruzione semplice, alla buona, ma in cui ritrovo quei due ragazzi per quel che erano, DUE RAGAZZI, e basta, e prima di tutto... ammazzati da qualcuno e qualcosa più grande e potente di loro ------------------------ PS interessante anche il link segnalato da Luigi P. inviato il 18.03.2005 11:20:53 Website: http://www.ecn.org/b18/Librobiancosovvers.htm ----------------------- Questo è un sito che pare molto ben documentato http://digilander.libero.it/infoprc/faustoiaio.html ---------------------- lapsus "Fausto e Iaio vennero uccisi nel 1978 a due passi dalla vecchia sede del Centro Sociale Leoncavallo, due giorni dopo il rapimento Moro. Capillarmente i movimenti giovanili contestavano la scuola di classe, occupavano case sfitte e creavano centri sociali; i gruppi della sinistra extraparlamentare criticavano la deriva moderata del Pci e si collegavano a importanti lotte sociali e operaie. Poche ma sensibili avanguardie registravano l’irruzione dell’eroina nei luoghi del disagio giovanile, indagando sui fascisti coinvolti nello spaccio." ... 27 anni? troppi? troppo pochi? ... "ESTRATTO DAL DOSSIER SULLA MORTE DI FAUSTO E IAIO di Umberto Gay e Angela Valcavi E' capitato molte volte in questi dieci anni: nei momenti di maggiore stanchezza e sconforto era come se il duplice omicidio di Fausto e Iaio non fosse mai avvenuto. Raramente a un fatto tanto doloroso ed eclatante e' toccata tanta sottovalutazione da parte di Magistratura e Forze dell'Ordine. Raramente su un fatto con caratteristiche come queste si e' registrata una chiusura tanto ferrea nei circuiti dell'extralegalita': nulla doveva trapelare. Il 22 marzo 1978 Milano ha assistito silenziosa e forse stupita ai funerali di due ragazzi sconosciuti: il popolo di Milano, 100.000 persone commosse e forti di rabbia in piazza S. Materno per l'ultimo saluto a Fausto e Iaio..." Leonardo Coen ... Perchè oggi ho postato sulla drammatica vicenda di Fausto e Iaio? Perchè un mese fa il giornale mi ha chiesto di fare una piccola inchiesta: ho incontrato alcuni magistrati, tra cui Spataro e Salvini, ho intervistato a lungo la madre di Fausto, ho riletto il libro bianco "...che ieda morire di marzo..." (le poesie, le lettere i ricordi per Fausto e Iaio) che contiene la rassegna stampa di quei giorni, ho letto in parte gli atti del processo e la controinchiesta di Umberto Gay, Fabio Poletto, ho spulciato il libro che scrisse Daniele Bianchessi, ho letto anche alcuni interventi di Daniele Farina, Primo Moroni e altri. Il giornale ha poi cambiato idea: il dibattito politico era tutto "romano" e questa vicenda è sempre stata figlia di un dio minore, e lo trovo ingiusto. Maledettamente ingiusto. ps.: il "filtro" mi consente di lavorare meglio sul blog e di perdere meno tempo nel mettere ordine tra i post. Si tratta di cambiare abitudine: sta riuscendo a me, perchè non potrebbe riuscire a voi? Saludos una vez màs. inviato il 18.03.2005 20:16:48 lapsus per g**** santificarci? è un linguaggio che non mi appartiene. Non ho ricordi precisi del 1978, probabilmente ero preso da altre cose, appena finito il servizio militare: riprendere a lavorare ecc. I ricordi del Leoncavallo sono, relativi a quell'anno, unicamente del tipo che con amici e compagni qualche sera si andava lì per qualche spettacolo o a bersi una birra. Tutto qui. Ci si stava bene, tranquillamente, come da altre parti. In più, dato che la sera uscivo spesso con persone portatrici di handicap, era uno tra i luoghi preferiti per la sua agibilità. Di qualche anno successivo è una conoscenza più diretta e personale di qualche 'mamma'. Anche qui, niente di trascendentale. Persone 'normali', non esaltate nè in alcun modo 'aliene' (da come scrivi vien da pensare che ti sentissi tu 'alieno' in quegli anni, io no). Gente che spendeva il suo tempo, dopo il (duro) lavoro con i ragazzi del Leoncavallo, anche contro la droga. C'è qualcosa di male? o di troppo? Io ho scritto che quell'anno 1978 sono stati ammazzati due ragazzi, ragazzi e basta, per quel che ne sappiamo. Se sai cose diverse, scrivile. Quello che ha poi aggiunto Leonardo Coen, sul fatto che il suo articolo è stato rinviato a data migliore, è abbastanza eloquente sul fatto che nessuno vuole che si parli di chi li ha ammazzati e perchè. Figli di un dio minore, scrive Coen... G**** per Lapus Ognuno "interpreta" la cose per come le ha vissute , senza malinconie "wertheriane" o letture psicoanalitiche. E' indubbio che questi fatti accaddero in un periodo in cui i movimenti giovanili di estrema sinistra erano in preda alle convulsioni finali , e anche a molteplici suggestioni... "ridurlo a covo di para-br o di drogati nei miei ricordi non collima: conoscevo persone a tutto tondo, e tra quelle,".. e chi l'ha mai pensato ? Ci dovrebbe essere però, più onestà intellettuale e anche sincerità ( stiamo parlando del passato) nel riconoscere che molti in quel periodo, ,anche nelle organizzazioni dell'estrema sinistra, furono tentati di prendere strade "alternative" e "bizzarre" ( tanto per essere nel campo degli eufemismi). Ma soprattutto , per quanto riguarda quegli anni, non santifichiamoci, non è proprio il caso. Di Giannino Zibecchi o di Claudio Varalli, o di Fausto e Iaio, ciò che resta riguarda esclusivamente il ricordo e l'affetto dei loro famigliari. Tutti gli altri sono e rimangono spettatori. Anche comodi. inviato il 19.03.2005 09:05:16 lapsus per G**** sai, non credo proprio tu sia un compagno, nè ex nè attuale da come scrivi, o ti trascini uno dei tanti livori comuni a(lla fine di quella) stagione, o, più probabilmente, non sai di cosa stai parlando, nè con chi ti limiti a provocare. In ogni caso anche nella tua 'analisi' non trovo molto su cui riflettere... Nemmeno leggi, tra l'altro, anzi ad essere precisi di 'analisi' hai scritto solo tu. La memoria è soggettiva, d'accordo, ma la tua sembra di recente acquisizione. Mercatino dell'usato ? inviato il 19.03.2005 18:38:07 in risposta a G**** per Lapsus "Io ho scritto che quell'anno 1978 sono stati ammazzati due ragazzi, ragazzi e basta, per quel che ne sappiamo. Se sai cose diverse, scrivile. " - Della serie, come travisare le parole. Forse non ci capiamo, ma non ha importanza. Questa piccola polemica sorta ora su fatti che tra l'altro hanno segnato il destino di pochissime persone ( nella fattispecie i famigliari delle vittime) può soltanto risultare sterile e inutile: ognuno comunque dà della realtà , di quella realtà, vista e vissuta ,la sua interpretazione. Ti piaccia o no. E ci vuole anche più obbiettività nelle cose : dalla tua "analisi" , non l'ho vista proprio.. Sai, non si apre più un dibattito con la frase "come dice il compagno Mao Tze Tung" o con linee precostituite all'ordine del giorno . Non te l'hanno ancora detto ? inviato il 19.03.2005 15:19:03 G**** per Lapsus "...da come scrivi, o ti trascini uno dei tanti livori comuni a(lla fine di quella) stagione, o, più probabilmente, non sai di cosa stai parlando, "nè con chi" - Sei insuperabile... nel riuscire in tre righe a scrivere un concentrato di banalità come queste. "Chiunque tu sia" , ovviamente. P.s. se vuoi continua pure... un saluto inviato il 19.03.2005 19:57:02 lapsus per g***** "chiunque io sia" ? Qui ti volevo! Da come scrivi, per te, ora come allora, contano solo quelli che notoriamente si sa chi sono... io sono uno qualunque. come ce n'erano tanti, dai 20 anni in su, dal 1968 in poi, e ... dintorni non ho mai aderito a nessun gruppo, ho simpatizzato per AO, ma entravo dappertutto, trovavo amici e compagni ovunque, senza problemi; tra questi, di molti serbo un bellissimo ricordo. ti sembra poco? delle ideologie o degli slogan stile libretto rosso non me ne è mai importato molto. ho scoperto chi mi era o non era amico cogli anni di piombo, quando bastava dire di aver conosciuto qualche arrestato e continuare a serbargli affetto e amicizia per perdere il saluto dei più (eri forse tra quelli?) quanto all'insuperabilità, non sminuirti! Hai scritto credo 4-5 post... senza scrivere niente. Davvero insuperabile ! inviato il 19.03.2005 20:28:04 Anonymous "Per la giustizia italiana la nostra storia finisce qua. Sono passati 27 anni e noi familiari, amici e compagni di Fausto e Iaio rivendichiamo che la verità storica su questo assassinio la conosciamo come conosciamo quella di altri casi analoghi che fanno parte della storia politica italiana, rimasti senza colpevoli" per i fratelli mattei i colpevoli ci sono, ma restano impuniti. ah, ma non si era parlato di DROGA per Fausto e Iaio? le indagini non avevano eletto anche questa via? inviato il 20.03.2005 09:02:47 lapsus sì, di DROGA: spacciata da neofascisti ... il cui spaccio, visto il livello di deviazione e occultamento delle indagini successivo all'assassinio di Fausto e Iaio, doveva avere implicazioni e intersezioni con ben altri 'affari' Forse Fausto e Iaio, che frequentavano un Centro Sociale, il Leoncavallo, che tra le altre cose cercava di fermare lo spaccio e l'uso della DROGA, avevano capito qualcosa o individuato qualcuno... di troppo... e sono stati uccisi da qualcuno venuto, ad ammazzarli a Milano, da Roma, espressamente... ne approfitto per aggiungere che negli anni '70 la 'lotta di classe' trovava riscontro nella visibilità ben maggiore di oggi delle 'classi sociali': di classe erano le scuole, la sanità, il lavoro, la detenzione e lo spaccio di droga o il suo uso se qualcuno si prendesse la briga, su uno dei siti segnalati, di leggere le biografie proprio di Fausto e Iaio, potrebbe scrivere qui cose... 'non banali'... inviato il 20.03.2005 15:08:17 r****** lapsus se fosse vera la tua affermazione che il Leoncavallo cercava di fermare l'uso di droghe, e non è vera, allora Fausto & Laio, potrebbero essere stati uccisi dai Leoncavallini. Pero' strano il fatto delle droghe, visto l'uso che se ne faceva e se ne è sempre fatto in quel centro sociale. I siti segnalati non li leggo, troppo di parte e dimenticano tutti di dire dei precedenti per droga dei due. Quando parli di quel periodo manchi di serenità e di onestà, forse perchè eri troppo vicino a quegli ambienti e persone o forse perchè oggi vedi quegli ambienti troppo lontani. Sarà perchè ti senti colpevole per esserti imborghesito? Colpevole di essere sopravvissuto? Colpevole di irriconoscenza nei loro confronti o è semplicemente la consapevolezza di non aver avuto il coraggio di tanti altri? inviato il 20.03.2005 16:21:12 lapsus naturalmente resto in attesa, non credo unico, delle fonti e dei riscontri di quanto - anonimamente scrivi: "r****** ...Fausto & Laio, potrebbero essere stati uccisi dai Leoncavallini... ...strano il fatto delle droghe, visto l'uso che se ne faceva e se ne è sempre fatto in quel centro sociale... ...I siti segnalati non li leggo, troppo di parte e dimenticano tutti di dire dei precedenti per droga dei due... inviato il 20.03.2005 16:21:12" inviato il 20.03.2005 22:02:43 lapsus PS il coraggio chi dovrebbe insegnarmelo? chi come te nemmeno ha quello di un nick stabile e di un'email verificabile? inviato il 20.03.2005 22:06:11 F******* mongo-lapsus cerca di leggere almeno un palmo più in là del tuo naso, la frase è 'se fosse vera la tua affermazione che il Leoncavallo cercava di fermare l'uso di droghe, e non è vera, allora Fausto & Iaio, potrebbero essere stati uccisi dai Leoncavallini' che il leoncavallo sia stato è sia ancora un centro non solo di spaccio ma anche di PRODUZIONE è cosa nota e arcinota DA SEMPRE!!! inviato il 21.03.2005 12:16:22 G***** per Lapsus come rendere una discussione seria , una grottesca pantomima. Per piacere , più rispetto per le opinioni altrui, perchè nessuno qui ha la "proprietà spirituale" di quegli anni. Per il resto credo che ognuno rimarra sulle sue posizioni. inviato il 21.03.2005 12:52:37 lapsus per F*******: vedo che in mancanza di argomenti passi agli insulti... continua pure da solo! per G*****: opinioni? proprietà spirituale? Boh... In ogni caso dal momento che Leonardo Coen ha iniziato questo thread, sarebbe interessante una puntualizzazione da parte sua, visto che sicuramente è uno tra i meglio informati PS Sulla DROGA, non facciamo finta di non capire: fumo, erba, marjuana venivano in quegli anni (si parla del 1978) considerati cosa ben diversa dall'eroina o dalla cocaina, ovvero dalle droghe 'pesanti', il cui traffico era notoriamente controllato a Milano da neofascisti (e) mafiosi. inviato il 21.03.2005 13:17:56 lapsus Se il post precedente (vedi inviato il 21.03.2005 13:20:19) è di Leonardo Coen, lo pregherei, quando ha tempo, di scrivere qualcosa nel thread precedente (Fausto e Iaio) Altrimenti, succede come troppo spesso si è verificato, che le 'vittime' di assassini o attacchi razzisti (vedasi antisemitismo) vengono dati in pasto ai soliti sciacalli di turno, più o meno autodichiarantisi ex, vetero, neo compagni, in ogni caso anonimi o nick-mutanti la qualcosa è alquanto rivoltante... grazie inviato il 21.03.2005 13:33:31 D******* Giustizia per Fausto e Iaio. Giustizia per i Mattei. Guardando avanti, se possibile... Un saluto a tutti D****** inviato il 21.03.2005 14:23:47 lapsus certo D******, come no? in ogni caso ringrazio Coen della mancata risposta, ed anche del fatto che continua a permettere che vittime di assassini o aggressioni razziali, da lui stesso commemorati nei suoi post autografi, vengano liberamente insultati, loro e la loro memoria, nei commenti è rivoltante. Altro che filtri! farebbe meglio a bloccare i commenti e scrivere lui solo, almeno si leggerebbe solo quello. A che serve commemorare la Shoah o Fausto e Iaio, se poi i commenti sono un'ulteriore offesa nei confronti di chi viene commemorato e di chi osa scriverne? MI sembra un disprezzo sistematico nei confronti di chi scrive 'in tema' e di chi legge, per non parlare di chi fosse direttamente coinvolto nei fatti commemorati, che si spera non legga mai i commenti. Ad ogni modo il blog è suo - giochini su filtri e promesse di moderazione comprese - e ne faccia ciò che vuole. Bonjour ! inviato il 21.03.2005 14:39:36 lapsus anzi... bonjour tristesse... anche ai cloni dei post precedenti e futuri inviato il 21.03.2005 14:40:24 --------------------------- LA RISPOSTA DI LEONARDO COEN (?) In Commenti al suo post Preghiere Leonardo Coen A lapsus che insiste con l'aizzare polemiche inutili ricordo che questo è il mio blog e non il suo. Non gli devo nulla se non il rispetto che porto sempre a tutti. Non è la prima volta che con le sue petulanti richieste cerca di indirizzare il blog. Se si riconosce negli attacchi e li trova disgustosi problema suo, la bellezza è negli occhi di chi vede. Non sta a me giudicare come viva certi problemi nè come li recepisce; l'altro utente ha espresso una sua opinione che potrà non piacergli ma siamo in democrazia e deve anche accettare le idee altrui. Se nel post indicato non ho visto nessuna offesa lo stesso non posso dire nei continui e queruli attacchi alla mia persona da parte di taluni fomentatori, lapsus incluso. Con questo il discorso è chiuso spero per sempre. inviato il 21.03.2005 20:30:23 ---------------- Si puo' leggere il resto su Blog Trotter Monitor




permalink | inviato da il 22/3/2005 alle 1:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

17 marzo 2005

Acqua, Bibbia, Spie ed informazione sequestrata, su BlogTrotter ... col filtro!

giovedì, 17 marzo 2005 Caccia all'Oro Blu L'acqua è la vita. E' la ricchezza dei popoli. E' il bene più prezioso dell'umanità. Ma scarseggia in ottanta Paesi - dove vive il 40 per cento della popolazione mondiale - mentre il 40 per cento delle riorse idriche potabili è concentrato in Brasile, Cina, India, Russia, Stati Uniti e Canada. Più del 50 per cento degli abitanti dei Paesi poveri soffre per malattie collegate alla penuria d'acqua. Ogni otto secondi un bimbo muore per aver bevuto acqua inquinata. In assoluto, l'80 per cento delle malattie nei Paesi poveri è provocata dall'assunzione di acque non potabili. Mancanza d'acqua significa malnutrizione, pandemie, esodo rurale, lavoro massacrante per donne e bambini che vivono nelle zone aride. Il Wwf prevede che entro il 2025 i due terzi della popolazione mondiale dovrà far fronte a questo drammatico problema. Pure nei Paesi in cui l'acqua abbonda c'è il rischio di veder compromettere questa ricchezza. Le risorse d'acqua dolce, infatti, nei Paesi maggiormente industrializzati, sono inquinate da fertilizzanti, antiparassitari, reflui industriali. Negli ultimi quaranta anni in tutto il mondo è andata distrutta oltre la metà dei corsi d'acqua naturali. Stiamo correndo verso il Grande Disastro e non lo sappiamo, e chi sa attenua l'allarme. I cambiamenti climatici e lo sfascio ambientale hanno scombussolato il delicato equilibrio che regolava il bilancio idrico del pianeta: inondazioni, siccità, biodiversità ridotta del 50 per cento, queste alcune delle conseguenze. La penuria d'acqua è una bomba a tempo per lo sviluppo della nostra società: fonte di grandi tensioni e potenziale innesco delle future guerre che dilanieranno il nostro pianeta. BlogTrotter, 17 Marzo 2005, 1 Seguendo il consiglio di un blogger, preferisco una citazione letteraria, anzi biblica sto leggendo la Genesi con mio figlio, 9 anni, sul bellissimo libro pubblicato recentemente da La Repubblica (a fagiolo, perchè zeppo di riferimenti storici, archeologici, artistici ecc.) Provate a rileggere Genesi, 26 la storia di Isacco, del suo altalenante e primo (storicamente) rapporto coi Filistei (Abimelec), e la 'questione dei pozzi', con i pastori di Gerar: Isacco la risolve 'cedendo' due volte, e venendo lasciato in pace la terza... non solo, ma l'invidia dei Filistei per la sua fortuna ('benedizione celeste') si tramuta in ALLEANZA... il tutto, scritto 2500 anni fa, e riferito a qualche secolo o millennio prima... giovedì, 17 marzo 2005 Media e terrorismo: parla Georges Malbrunot Il prossimo 5 maggio uscirà in Francia il libro di Christian Chesnot e Georges Malbrunot "Memoires d'otages, notre contre-enquete" (Memorie d'ostaggio, nostra controinchiesta" (Calman-Levy). I due giornalisti francesi sono stati nelle mani dei loro rapitori iracheni per quattro mesi. La Commissione Cultura scienza e educazione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha organizzato oggi a Parigi un'audizione sui "media e terrorismo". I partecipanti valuteranno il ruolo svolto dalla copertura mediatica in una strategia terroristica, il potenziale di autoregolamentazione e deontologia dei mezzi di comunicazione e le misure giuridiche in vigore e il loro eventuale sviluppo attraverso misure politiche. Ecco quel che ha dichiarato, in proposito, Georges Malbrunot. Sei stato in ostaggio in Iraq per 124 giorni insieme a Chesnot. I terroristi che ti hanno catturato facevano un uso efficace dei media? " Dopo la nostra cattura, il 20 agosto 2004, siamo stati sottoposti a un interrogatorio nel corso del quale ci siamo resi conto che i nostri rapitori erano molto ben informati. Apparentemente, si servivano dei media e di internet in modo molto professionale. Non abbiamo mai visto i computer, ma la persona che ci ha interrogati, senza alcun dubbio una ex spia del regime di Saddam, si presentava come un "computer engineer" Padroneggiava bene l'inglese e conosceva le nuove tecnologie. Senza dubbio aveva cercato il nostro nome su "Google". Successivamente, ci hanno filmati (il 30 agosto) e hanno diffuso il video. Un modo per "andare incontro" alle autorità del nostro paese. Abbiamo visto in che modo aspettavano di vedere la reazione della Francia dopo la diffusione del video. I terroristi cercano dunque di sondare le intenzioni dei paesi ai quali appartengono gli ostaggi, e lo fanno quasi in diretta. I nostri rapitori guardavano Al Jazeera e le reti televisive arabe e avevano a disposizione un'équipe che lavorava su internet. In questo modo, avevano l'impressione di essere ascoltati grazie ai media. Ciò significa che avevano una lettura politica della situazione, certamente per fini terroristici, ma non si può dire che non abbiamo agito con logica. Coloro che ci hanno catturato seguivano giorno per girono l'impatto della faccenda. Erano completamente al corrente di tutto quello che accadeva in Francia, in tempo reale". Il fatto di essere giornalisti vi ha protetto? La mobilitazione a vostro favore ha contribuito a porre fine al vostro calvario? "Si, certamente. Un altro ostaggio, l'italiano Enzo Baldoni, aveva una condizione meno chiara, era allo stesso tempo giornalista e pubblicitario e lavorava per la Croce Rossa italiana. Tra gli altri motivi, è senza dubbio questo che ha spinto i suoi rapitori a ucciderlo. Poiché, per come vedono le cose i terroristi, "bianco" o "nero", le ONG sono dei rifugi per spie e questo li turba. Quanto alla mobilitazione in Francia, decisamente ci ha protetti e ha evitato di sentire il vuoto attorno a noi. Al contrario, le dichiarazioni politiche del genere "noi non negozieremo con i terroristi" (come quelle di Berlusconi a proposito di Enzo Baldoni), non servono a nulla". I terroristi che vi hanno catturato hanno in qualche modo raggiunto una parte dei loro obiettivi? "Si, perché per quattro mesi hanno avuto la possibilità di discutere con un paese membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu, e questo ha fornito loro visibilità". BlogTrotter, 17 Marzo 2005, 2 Come nel caso di Isacco e dei pozzi (postato stamattina nel thread precedente) le guerre si fermano se si riesce a trattare, meglio se previa separazione dei contendenti, come suggeriva ad Isacco Abimelech... andarsene via... per un po'... poi ... le paranoie di entrambi quella di chi è o si sente più grande e potente quella di chi è o si sente più piccolo e debole possono cedere il passo alle TRATTATIVE "I terroristi che vi hanno catturato hanno in qualche modo raggiunto una parte dei loro obiettivi? "Si, perché per quattro mesi hanno avuto la possibilità di discutere con un paese membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu, e questo ha fornito loro visibilità". Allora questo significa alcune cose: che non c'è pacifismo che tenga se QUESTO (LA TRATTATIVA) non è l'obiettivo da raggiungere con ENTRAMBE LE PARTI che se non si arriva ad un cessate il fuoco, difficilmente la spirale della guerra si arresta, perchè, anzi, procede accelerata che anche l'Intelligence (e dunque anche ONG e giornalismo free lance o non-embedded) ha una sua funzione insostituibile, ma solo in funzione di QUELL'OBIETTIVO, LA TRATTATIVA: se no, c'è solo il finto scandalo delle torture 'americane', che solo americane non sono, ma di tutto l'Occidente, e pure del Medio ed Estremo Oriente Il tutto, come sempre, anche su BlogTrotter Monitor


Bibbia CEI Genesi 26 Isacco a Gerar 1 Venne una carestia nel paese oltre la prima che era avvenuta ai tempi di Abramo, e Isacco andò a Gerar presso Abimèlech, re dei Filistei. 2 Gli apparve il Signore e gli disse: «Non scendere in Egitto, abita nel paese che io ti indicherò. 3 Rimani in questo paese e io sarò con te e ti benedirò, perché a te e alla tua discendenza io concederò tutti questi territori, e manterrò il giuramento che ho fatto ad Abramo tuo padre. 4 Renderò la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e concederò alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra saranno benedette per la tua discendenza; 5 per il fatto che Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ciò che io gli avevo prescritto: i miei comandamenti, le mie istituzioni e le mie leggi». 6 Così Isacco dimorò in Gerar. 7 Gli uomini del luogo lo interrogarono intorno alla moglie ed egli disse: «È mia sorella»; infatti aveva timore di dire: «È mia moglie», pensando che gli uomini del luogo lo uccidessero per causa di Rebecca, che era di bell'aspetto. 8 Era là da molto tempo, quando Abimèlech, re dei Filistei, si affacciò alla finestra e vide Isacco scherzare con la propria moglie Rebecca. 9 Abimèlech chiamò Isacco e disse: «Sicuramente essa è tua moglie. E perché tu hai detto: È mia sorella?». Gli rispose Isacco: «Perché mi son detto: io non muoia per causa di lei!». 10 Riprese Abimèlech: «Che ci hai fatto? Poco ci mancava che qualcuno del popolo si unisse a tua moglie e tu attirassi su di noi una colpa». 11 Abimèlech diede quest'ordine a tutto il popolo: «Chi tocca questo uomo o la sua moglie sarà messo a morte!». 12 Poi Isacco fece una semina in quel paese e raccolse quell'anno il centuplo. Il Signore infatti lo aveva benedetto. 13 E l'uomo divenne ricco e crebbe tanto in ricchezze fino a divenire ricchissimo: 14 possedeva greggi di piccolo e di grosso bestiame e numerosi schiavi e i Filistei cominciarono ad invidiarlo. I pozzi tra Gerar e Bersabea 15 Tutti i pozzi che avevano scavati i servi di suo padre ai tempi del padre Abramo, i Filistei li avevano turati riempiendoli di terra. 16 Abimèlech disse ad Isacco: «Vàttene via da noi, perché tu sei molto più potente di noi». 17 Isacco andò via di là, si accampò sul torrente di Gerar e vi si stabilì. 18 Isacco tornò a scavare i pozzi d'acqua, che avevano scavati i servi di suo padre, Abramo, e che i Filistei avevano turati dopo la morte di Abramo, e li chiamò come li aveva chiamati suo padre. 19 I servi di Isacco scavarono poi nella valle e vi trovarono un pozzo di acqua viva. 20 Ma i pastori di Gerar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: «L'acqua è nostra!». Allora egli chiamò Esech il pozzo, perché quelli avevano litigato con lui. 21 Scavarono un altro pozzo, ma quelli litigarono anche per questo ed egli lo chiamò Sitna. 22 Allora si mosse di là e scavò un altro pozzo, per il quale non litigarono; allora egli lo chiamò Recobòt e disse: «Ora il Signore ci ha dato spazio libero perché noi prosperiamo nel paese». 23 Di là andò a Bersabea. 24 E in quella notte gli apparve il Signore e disse: «Io sono il Dio di Abramo, tuo padre; non temere perché io sono con te. Ti benedirò e moltiplicherò la tua discendenza per amore di Abramo, mio servo». 25 Allora egli costruì in quel luogo un altare e invocò il nome del Signore; lì piantò la tenda. E i servi di Isacco scavarono un pozzo. Alleanza con Abimèlech 26 Intanto Abimèlech da Gerar era andato da lui, insieme con Acuzzat, suo amico, e Picol, capo del suo esercito. 27 Isacco disse loro: «Perché siete venuti da me, mentre voi mi odiate e mi avete scacciato da voi?». 28 Gli risposero: «Abbiamo visto che il Signore è con te e abbiamo detto: vi sia un giuramento tra di noi, tra noi e te, e concludiamo un'alleanza con te: 29 tu non ci farai alcun male, come noi non ti abbiamo toccato e non ti abbiamo fatto se non il bene e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora un uomo benedetto dal Signore». 30 Allora imbandì loro un convito e mangiarono e bevvero. 31 Alzatisi di buon mattino, si prestarono giuramento l'un l'altro, poi Isacco li congedò e partirono da lui in pace. 32 Proprio in quel giorno arrivarono i servi di Isacco e lo informarono a proposito del pozzo che avevano scavato e gli dissero: «Abbiamo trovato l'acqua». 33 Allora egli lo chiamò Sibea: per questo la città si chiama Bersabea fino ad oggi. Le donne hittite di Esaù 34 Quando Esaù ebbe quarant'anni, prese in moglie Giudit, figlia di Beeri l'Hittita, e Basemat, figlia di Elon l'Hittita. 35 Esse furono causa d'intima amarezza per Isacco e per Rebecca. The Bible: The King James Version (KJV) TORAH (HEBREW - ENGLISH) http://www.torah.it




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7 marzo 2005

Giuliana Sgrena: vittoria? fallimento? o una via di uscita da troppe contraddizioni?

C'è qualcosa di amaro e di contradditorio nelle dichiarazioni di ieri di Giuliana Sgrena in cui ripetutamente dichiara che non tornerà più in Iraq, che non ha senso per nessuno restare o tornare, perchè troppo forte è l'inaccettabile morsa del ricatto, presi in mezzo come si è tra un modo di 'fare la guerra' (tipicamente) americano, arrogante, spietato, disumano e 'alieno' nella sua meccanicità di morte, condotta con lucida follia da giovanissimi allucinati automi, in attesa degli automi veri, da una parte, e dall'altra un altrettanto spietato nichilismo di una 'resistenza' cieca e sorda, pluri-omicida e assassina, il cui unico interesse è operare nell'ombra e ridurre ad ombra chi 'ci vuole essere', a fianco della 'gente comune', di donne, bambini, uomini, in questo caso Iracheni, e non lasciarli soli e ammutoliti e acciecati, nel terribile buio della più totale assenza, se ci si arrende, di informazioni non 'embedded' e di 'assistenza', con questo intendendo tutto ciò che pertiene alla difesa e conservazione di un briciolo di dignità umana, oltre che di bisogni fondamentali soddisfatti. La liberazione di Giuliana è costata la vita a Nicola Calipari. Scrive Rossana Rossanda Non ho mai creduto ai servizi di sicurezza per il troppo potere che hanno e le immunità di cui godono: il dubbio sulla loro stessa utilità era la sola opinione che abbia condiviso con Indro Montanelli. Ma la realtà è più complessa delle supposizioni. Ci sono uomini integri in istituzioni dubbie e viceversa, e devo scusarmi di avere sospettato e scritto, durante il sequestro di Giuliana Sgrena, che i nostri servizi nulla sapevano e stavano facendo. Invece anche nel governo era prevalsa, e per la seconda volta, la scelta della trattativa; che sia avvenuto per un'etica dei doveri o per opportunità politica, l'importante è che sia prevalsa. A un pugno di uomini dei servizi e a chi li dirigeva dobbiamo Giuliana viva e libera. In sostanza, siamo di fronte all'esito, in parte tragico, di due atti convergenti di 'eroismo': quello di Giuliana, che ha voluto 'andare a vedere' fino a che punto fosse ancora possibile, in Irak, raccontare senza blindarsi dentro una stanza di albergo, e quello di Nicola, che per sottrarla al sequestro ha sapientemente mobilitato tutte le proprie risorse tecniche e umane, spendendoci la vita. Ma allora, quando Giuliana dice che dobbiamo andarcene, che tutti se ne devono andare da lì, è questa l'ammissione di una sconfitta, l'amara constatazione che il duplice eroismo si è rivelato inutile... ... oppure c'è in questo una contraddizione risolvibile in altro modo? Ovvero: è possibile 'stare' in un teatro di guerra come quello iracheno in modo diverso da quello 'americano' ? Se sì, se proprio due splendidi Italiani, come Giuliana e Nicola, hanno dimostrato che l'inverosimile è possibile, ma allora la 'soluzione' non dovrebbe piuttosto essere restare, rafforzare una presenza diversa, renderla possibile e utile alla popolazione irachena, secondo 'quella' modalità, e con risorse sufficienti a non esporre ad ulteriori 'eroismi' chi vi ci si cimenta?




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6 marzo 2005

omissioni e aggiunte non insignificanti alla notizia 'Giuliana Sgrena non tornerà in Iraq'

Segue a "Italia 2005: libertà di informazione (sempre più) abrogata" La Repubblica, 6 Marzo 2005 "L' inviata del Manifesto Giuliana Sgrena dice di non sapere se sia stato pagato un riscatto per la sua liberazione. E aggiunge che non tornerà più in Iraq, perchè, attualmente, "non ci sono condizioni per fare informazione". "Ho capito che loro - ha detti riferendosi ai suoi sequestratori - che non vogliono testimoni e che siamo tutti percepiti come possibili spie. Prima di liberarmi i miei sequestratori mi hanno chiesto scusa e mi hanno detto che avrei dovuto stare attenta agli americani che non volevano che ritornassi libera"." Reuters Italia, 6 Marzo 2005 "La giornalista ha annunciato ai microfoni di Skytg 24 che non tornerà più in Iraq, "perchè ho capito che non si può fare informazione, perché siamo ritenuti possibili spie, --- non voglio subire questi ricatti ---, non ci sono le condizioni per tornare in Iraq", ha detto, sottolineando di non escludere di essere stata lei l'obiettivo delle pallottole Usa." "non voglio subire questi ricatti" questa frase viene omessa da Repubblica e da molti altri comunicati che fanno riferimento alla medesima intervista Radio Popolare l'ha riportata integralmente, in questo passaggio, nel radiogiornale, e la cosa non mi pare affatto irrilevante ci restituisce un pensiero (quello di Giuliana, simile in questo a Florence Aubenas) a tutto tondo per questo mi è sembrato giusto segnalarlo qui lapsus ------------- Blog Trotter Monitor, 6 Marzo 2005




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