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Psicologia e Guerra
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17 settembre 2004

Naomi Klein si chiede chi abbia rapito Simona Torretta, Giuliano Ferrara scrive di patti blasfemi

Simona Torretta: l'ipotesi di Naomi Klein. palatino.it, venerdì 17 settembre 2004 Naomi Klein e Jeremy Scahill si lanciano dalle colonne del Guardian del 16 settembre 2004, in una inquietante ipotesi sui responsabili del rapimento delle due cooperanti italiane in Iraq. articolo tratto da The Guardian, in inglese di Naomi Klein e Jeremy Scahill Who seized Simona Torretta? This Iraqi kidnapping has the mark of an undercover police operation Naomi Klein and Jeremy Scahill The Guardian, 16 Settembre 2004 Il Foglio, direttore GIULIANO FERRARA, venerdì 17 settembre 2004 Report duro contro Riad Prima mossa di Bush per allentare il patto blasfemo con i sauditi “Nel regno non c’è libertà religiosa”, dice Foggy Bottom. Wahabiti sott’accusa: il cauto affondo in realtà è una svolta Roma. “In Arabia Saudita non esiste libertà religiosa”. Quest’affermazione segna una svolta nella politica estera americana perché è inserita nel nuovo rapporto annuale del Dipartimento di Stato sulla libertà di religione nel mondo. Il report costituisce un atto fondamentale perché Amministrazione e Congresso nelle violazioni gravi della libertà religiosa possono trovare argomenti per non sottoscrivere trattati, fornire armamenti o agevolazioni commerciali. Ma oggi l’Amministrazione notifica al Congresso che le risultano esistere solo due paesi al mondo in cui non c’è libertà religiosa: l’altro è la Corea del nord. Una compagnia obbrobriosa per uno Stato arabo che per un cinquantennio è stato considerato il più forte – e il più favorito – alleato degli Usa nell’area, dopo Israele. Il verdetto non impone a Washington scelte di rottura con Riad, come ha più volte detto l’ambasciatore John Hanford ai giornalisti, ma il segnale è dato. Non più complicità, nel dimenticatoio le amicizie tra dinastie petrolifere (a partire da quella della famiglia Bush), non più tolleranza: l’islam dei sauditi non è più “moderato”. E’ un islam intransigente e liberticida, questo dice il Dipartimento di Stato, non a caso, in piena campagna elettorale. Michael Moore coi suoi stucchevoli scoop sui Bush imprenditori così come i consiglieri di J. F. Kerry sono avvisati: l’arma delle ambiguità nei confronti degli sceicchi del petrolio non può più essere brandita contro George W. Bush. La fotografia che ritrae (vedi Foglio del 10 settembre) lo storico incontro tra il democratico F. D. Roosevelt e il fondatore del regno saudita Abdulaziz ibn Saud, sull’incrociatore Quincey il 14 febbraio ’45, mostra un generale americano inginocchiato davanti al sovrano saudita. E’ una felice sintesi di quanto sia costato a Washington il pur prezioso petrolio dei Saud. Da quell’incontro, fino a oggi, l’America ha fatto finta di non sapere che l’islam salafita o wahabita è totalitario e perseguita a morte le altre religioni e le altre scuole dell’islam. Ma l’11/9 ha chiarito che il calcolo che ha portato a tali complicità con uno dei regimi più feroci del pianeta era autolesionista. Non solo perché 15 su 19 terroristi delle Twin Towers erano sauditi, ma soprattutto perché è apparsa alla luce del sole l’inaffidabilità di Riad nella lotta al terrorismo. Inaffidabilità legata al fanatico credo della dinastia e quindi dello Stato, che della dinastia è proprietà privata. Le sottolineature dell’ambasciatore Hanford A riprova del carattere non casuale della denuncia, Hanford ha più volte detto che le violazioni più gravi dei sauditi non riguardano solo le altre religioni, ma soprattutto la minoranza del milione e più di sciiti “sottoposti a discriminazioni nelle scuole, nell’impiego e sui media, e a severe restrizioni nelle loro pratiche religiose”. Una sottolineatura tutta politica e graditissima agli sciiti iracheni. In realtà, in ossequio a una disposizione del secondo califfo Omar, cristianesimo ed ebraismo sono addirittura banditi dal regno e il loro proselitismo è punito con la morte, mentre gli sciiti sono quantomeno tollerati. Ma questa Amministrazione non intende certo ora spendersi per denunciare la persecuzione dei cristiani a opera dei wahabiti (scatenata dal Pakistan al Marocco); quel che le preme è dare un segnale forte a Riad e uno ancora più forte a Najaf, all’ayatollah sciita Ali al Sistani, per il quale il report è musica. Il wahabismo è nato nel 1700, per contrastare – anche politicamente – gli sciiti, accusati del peggiore peccato per un musulmano, il politeismo, perché celebrano una sorta di cristologia messianica nei confronti degli imam (nel 1802 il santuario di Kerbala fu distrutto dai sauditi e iniziò una faida mesopotamica che dura ancora). Oggi gli sciiti sauditi trovano i loro difensori a Washington, mentre gli ex alleati wahabiti ricevono un’accusa infamante. Mossa scaltra e giusta. Intanto la “vecchia Europa” franco-tedesca dorme in panchina. (17/09/2004) mossa scaltra e giusta ... ? sarà anche, ma questo significherebbe una scelta di campo in Iraq a fianco della parte sciita, nella guerra civile (già in corso, ma) data come prossima ventura ma... non si è anche scritto che il 'peccato originale' del Terrore attuale fu proprio la presa del potere di Komeini in Iran... mossa scaltra e ardita... o idee un po' confuse ????




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10 settembre 2004

Tra cuore e ragione...

Scritto di getto un paio d'ore fa... Due considerazioni a caldo mentre seguo su LA7 la manifestazione di Roma Giuliano Ferrara parla di cuore e ragione... e continua però a vederne una contrapposizione Nel suo breve scambio di battute con Cossutta, è come se un (UN) pensiero si dividesse in due, e il confronto aiuta a ... pensare E sentire Ferrara non crede alla riducibilità della Jhad, come la definisce lui, ad una entità (collezione di entità con una testa) criminale... perchè in più essa si pone su fondamenta ideologico-religiose, per cui il termine secondo lui più 'esatto' è GUERRA. Ma... l'azione di persone come le due Simone in Iraq... NON E' FORSE ANCH'ESSA UN MODO DI COMBATTERE QUESTA GUERRA, CON MAGGIORI POSSIBILITA' DI VINCERLA ? E' quello che trapela dalle dubbiose parole di Cossutta, che su QUESTO piano colloca la lotta 'pacifista', o meglio per il ritiro di tutti gli eserciti dall'Iraq Ovvero: COME SI COMBATTE IL TERRORISMO, CHE NON E' TERRORISMO MA CRIMINALITA', CHE NON E' 'SOLO' CRIMINALITA' MA - secondo Ferrara dall'avvento di Komeini in Iran - GUERRA DI RELIGIONE ? Con le armi (solo)? Con gli interventi umanitari (solo) ? Un fondo comune cmq c'è: un comune 'sentire' contro la barbarie e la negazione dei diritti umani, un comune riconoscere che l'UMANITARISMO non è un OPTIONAL della cd civiltà contemporanea (non penso solo 'occidentale') Il problema è come il 'cuore' possa accettare una ragionevole quota di 'dura e tagliente ratio', e quanto quella ratio non si appaghi di sè stessa e sappia anche 'dividersi', per potersi 'vedere' negli effetti che le diverse opzioni producono...




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9 settembre 2004

Se qualcuna proprio ha i fremiti vaginali di aiutare il prossimo ...

anche questo tocca leggere oggi sui commenti al Blog di Repubblica.it curato da Leonardo Coen: Anonymous Se qualcuna proprio ha i fremiti vaginali di aiutare il prossimo, non deve necessariamente andare in iraq. Abbiamo tantissimi italiani dimenticati dalle istituzioni. Barboni, anziani, anziani ospedalizzati. La gente bisognosa di aiuto in italia non manca. Anche nella scelta del destinatario del nostro aiuto, dimostriamo faziosità! l due simone erano faziose: secondo la zia della simona romana, questa considerava l'iraq la sua prima patria. Avevano già fatto le loro scelte: iraqeni buoni, occidente cattivo. L'embrago cattivo e la guerra ancora piu' cattiva. Si sentivano cosi' sicure da aver rifiutato l'aiuto dei militari italiani: avevano espressamente chiesto di non essere scortate. inviato il 09.09.2004 12:28:59 Però mi ci 'aggancio' per provare ad abbozzare un ragionamento. Intanto, penso che "Se qualcuna proprio ha i fremiti vaginali di aiutare il prossimo" non aiuta nè qui nè là. Ma una cosa a me sembra chiara: le ONG che operano per aiuti umanitari, in Italia (vedi MAFIA) come all'Estero, necessitano di 'protezione'. In Iraq, con Saddam, questa era 'garantita' dal regime dittatoriale, così come in Afganistan dai Talibani. Con l'intervento USA_UK_alleati e la disintegrazione del potere precedente, quella protezione o non puo' essere garantita (e allora l'Italia dovrebbe ritirare le truppe) oppure, se lo è, lo è dalle Forze Armate Italiane e dai famosi 'contractors' di cui si è tanto discusso in passato. D'altra parte, le ONG continuano ad affermare che NON se ne andranno. D'altra parte, Enzo Baldoni sarebbe probabilmente stato in Iraq anche senza la presenza delle Forze Armate Italiane D'altra parte Un Ponte Per... e Simonetta e Simona, stavano in Iraq dai tempi della prima guerra nel golfo. Ma allora ? O prevale il cinismo estremo e insultante (incivile e di fatto ostile ad ogni forma di solidarietà politica e sociale) del post che ho quotato, oppure ci si deve pur chiedere: a questo punto, chi vuole essere OVUNQUE, per lavorare, per portare il proprio contributo umano sotto qualunque forma (beninteso a favore e col consenso, se non con la richiesta, della popolazione residente) come puo' farlo senza rischiare la pelle e anche peggio? Ritiriamo le truppe dall'Iraq? Ma questo significa lasciare la protezione degli 'stranieri' in Iraq, Afganistan o altrove esclusivamente nelle mani dei 'famigerati' contractors... (E DEL PIU' FORTE DI TUTTI IN QUELL'AREA...) Manteniamo, anzi rafforziamo, la presenza armata col consenso e fin che dura la richiesta del Governo Iraqueno (e Afgano ecc) - che una qualche parvenza di legittimità ce l'ha pure - ma a quali condizioni ? Quelle dettate dalla 'legittima difesa' delle attività di (ri)costruzione in atto e 'umanitarie' (che significa: sanità, alimentazione, scuola ecc.) o quelle dettate da esigenze 'terze', ovvero gli interessi 'ciechi' delle Potenze del Pianeta e/o delle varie Mafie ?




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9 settembre 2004

L'assassinio di Baldoni, l'ultimo orrore in rete (di Guido Rampoldi)

La Repubblica, 9 Settembre 2004 UN volto già affondato nella sabbia che sta per inghiottirlo, gli occhi socchiusi, la bocca aperta. E sopra la testa, un gagliardetto rosso su cui sono stampati un kalashnikov e la scritta in arabo "Esercito islamico in Iraq". Esibita ieri come un trofeo di guerra dal sito Internet del misterioso "Esercito islamico", la foto di Enzo Baldoni morto non racconta tanto dell'omicidio quanto degli assassini: del loro compiacimento nell'uccidere. Per trovare altrettanta ebbrezza dell'infamia bisogna cercare negli album del Terzo Reich. Non solo perché il nazismo è l'esperienza storica a noi più familiare per intendere questo terrorismo nuovo che torna a uccidere per grandi categorie (i cristiani, gli ebrei, i musulmani 'apostati'). Le SS che si facevano fotografare sorridenti davanti alle pile di cadaveri ucraini o russi probabilmente obbedivano alla stessa cupidigia d'onnipotenza per la quale oggi il nostro orrore dovrebbe diventare la gioia degli assassini di Baldoni. Chi perlustri il sito dello stralunato "Esercito islamico" può percepire lo stesso narcisismo omicida. Resta sbigottito davanti alla miscela sinistra di modernità tecnologica e religiosità primordiale per la quale Internet diventa un altare sacrificale, una pietra lorda di sangue, il tempio d'un vorace minotauro. Ma soprattutto ha l'impressione di avventurarsi nella tana d'un serial-killer che collezioni lembi di pelle umana, souvenir delle sue vittime, e ne faccia pubblica esibizione. Può trovare le facce di rapiti quando erano vivi e quando furono uccisi. L'immagine di Enzo subito dopo il sequestro, quando apparve in un breve spot dell'"Esercito" per attestare d'essere nelle mani della banda. E la foto dopo l'assassinio, dove Enzo non è più Enzo. Le fattezze scomposte dalla violenza, un'esistenza che il tocco onnipotente degli sterminatori ha trasmutato in una sorta di legno grigio. La famiglia Baldoni ha chiesto ai mezzi d'informazione di non dare pubblicità a quella foto. Anche per questo il lettore non la troverà sulle pagine di Repubblica. È uno scherno al cadavere, un ulteriore oltraggio, la viltà definitiva. E non aggiunge nulla a quanto già ci era noto. Non abbiamo bisogno di quell'immagine per sapere che il terrorismo qaedista vuole cancellare dalla faccia della terra noialtri "impuri", quale che sia la nostra opinione sulla scriteriata avventura in Iraq, e per intanto ritiene urgente far scomparire dall'Iraq anche chi s'adopera per la popolazione. Il terrore non è soltanto il suo mezzo, ma diventa il suo fine. Ammazzando alcuni ogni tanto, soddisfa impulsi primari e allo stesso tempo si fa pubblicità: pratica la "propaganda delle armi". Può darsi che nei Paesi arabi l'umanità minore che non manca in alcuna società trovi epiche le sue imprese. Ma non dovremmo attribuirgli l'intelligenza politica che in genere gli accredita un Occidente incline a ingigantire l'ombra del nemico. Prima uccidendo Baldoni, e oggi alludendo indirettamente alla possibilità di ammazzare anche le due italiane che ha in ostaggio, l'"Esercito" non ha aumentato la propria capacità contrattuale, semmai paradossalmente ha indebolito la causa di chi vorrebbe un immediato ritiro dall'Iraq. Anche se un rapido disimpegno non sarebbe affatto sgradito neppure a tanti bellicisti pentiti, adesso quella strada è più impervia di prima, non foss'altro che per una questione di dignità nazionale. Ci sarà un giorno in cui gli assassini di Baldoni e di Quattrocchi dovranno pagare. Ed è giusto e necessario che l'Italia per prima si dedichi a stanarli, inseguirli: uno per uno, occorressero anni. Nel frattempo per una volta tacciano i tromboni che in queste occasioni sono sempre pronti a intonare la sinfonia dello "scontro tra civiltà": cristiani contro musulmani, è esattamente questo lo schema del nemico. E si ricordi Enzo non per la morte orribile ma per la sua vita appassionata e generosa. Per l'ironia e la luce che erano in quel sorriso. (9 settembre 2004)




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7 settembre 2004

Fecondazione proibita: ci rapiscono Simonetta e Simona, e la Sanità italiana affonda nel ridicolo

Per Simonetta e Simona non ci sono parole. Di troppo quelle ascoltate pochi minuti fa al TG2 delle 20:30: secondo Sergio Romano il Governo Italiano non è in grado di garantire la sicurezza alle ONG, presenti in Iraq... per il PEACE KEEPING... Ma... allora ... ? Niente PEACE KEEPING ? Facciamo rispettare la Costituzione Italiana ! -------- Staminali. Sirchia ha mentito, i radicali chiedono dimissioni immediate 7 settembre 2004 Con la normativa vigente sulla fecondazione assistita quei gemellini sani non sarebbero mai nati e Luca sarebbe stato condannato alla morte. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia, che ieri ha presentato con una conferenza stampa l'importante intervento di Pavia, ha taciuto questa circostanza, ingannando medici, malati e cittadini. Per queste ragioni i radicali hanno manifestato oggi a Montecitorio chiedendo le dimissioni immediate del ministro. Alle richieste formulate stamani da Daniele Capezzone si aggiungono in queste ore i commenti di alcuni esponenti politici ma soprattutto le critiche di molti esponenti del mondo scientifico. La notizia è stata diffusa ieri. Le cellule staminali del sangue placentare di due fratelli gemelli, nati lo scorso aprile, hanno guarito da una grave forma di talassemia il fratellino di cinque anni. Si tratta del primo trapianto al mondo di questo tipo, eseguito con successo a Pavia nel reparto di oncologia pediatrica del Policlinico San Matteo. Luca, fino al 12 agosto scorso, è stato costretto ad una trasfusione di sangue ogni 15-20 giorni e ad indossare un apparecchio elettronico che per 12 ore di seguito gli iniettava sottocute un farmaco salvavita. Ora è «perfettamente normale, completamente guarito», dicono i medici. Le cellule staminali utilizzate sono state ottenute dai due fratelli gemelli, moltiplicate in laboratorio e trapiantate con successo. L'evento è stato definito «storico» dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, al termine della conferenza stampa convocata nell'ospedale lombardo. «Non è per rinfocolare una polemica, - aveva detto Sirchia - ma per guardare in faccia ai fatti, fino ad oggi gli unici risultati clinici sono stati ottenuti utilizzando le cellule staminali adulte, ossia quelle che già ci sono nei tessuti degli organi dell'uomo e li stanno perché è loro compito riparare i tessuti, ma che per motivi strani che noi non conosciamo non riescono a ripararli». Stamani, tuttavia, il Corriere della sera scrive che l'intervento è stato possibile soltanto grazie al precedente ricorso all'analisi preimpianto, una pratica fatta all'estero perché vietata in Italia proprio dalla legge Sirchia, la legge 40 del 2004. E' ad Istanbul e non a Pavia, nel laboratorio di genetica organizzato dal biologo molecolare italiano Francesco Fiorentino, in collaborazione con un ospedale locale, che ha origine la storia felice di Luca. Sulle rive del Bosforo i suoi genitori, origini turche, da anni residenti in Italia, si sono sottoposti ad un ciclo di fecondazione artificiale e alla successiva diagnosi preimpianto degli embrioni creati in provetta. Senza questo fondamentale preliminare il bambino non avrebbe potuto essere curato. Perché proprio e soltanto grazie a questa tecnica diagnostica, vietata nel nostro paese dalla recente legge sulla procreazione medicalmente assistita, e considerata alla stessa stregua di un atto «eugenetico», è stato possibile selezionare gli embrioni sani e compatibili, da destinare ad un eventuale impiego per il trapianto. I radicali hanno chiesto subito le dimissioni di Sirchia. «Tra patetiche precisazioni, mezze ammissioni, mezze bugie e mezze verità - spiega Daniele Capezzone - si trascina una commedia degli equivoci e degli inganni ormai inostenibile. Non ci sono più scusanti. Le dimissioni di Sirchia, a questo punto, sono sempre più un atto dovuto, e non più solo un atto decoroso». A queste dichiarazioni nel corso della giornata si sono aggiunte quelle di Barbara Pollastrini e Lanfranco Turci dei Ds, ma anche quella di Alessandra Mussolini, che annuncia un esposto contro il ministro. E mentre Sirchia si difende spiegando di non essere stato informato del fatto che la gravidanza gemellare era stata generata da una pratica di fecondazione assistita con preselezione degli embrioni, nel merito interviene il commissario europeo alla Ricerca, Philippe Busquin, secondo il quale la notizia del bambino italiano curato grazie alle cellule staminali è una chiara dimostrazione che «occorre potenziare il più possibile la ricerca sulle cellule staminali embrionali». (Roberta Jannuzzi) http://www.radioradicale.it/primopiano.php




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5 settembre 2004

E a proposito di Grandi Fratelli ...

(da un sito segnalato da Ernesto Assante, di Repubblica) "Councilman configured the email processing software so that all incoming email sent from Amazon.com, a competitor, was secretly copied and sent to his personal email account before it arrived in the intended recipient's mailbox. The court ruled that this is legal. As the panel itself stated in the ruling, "it may well be that the protections of the Wiretap Act have been eviscerated as technology advances..." ... "This court decision has repercussions far beyond a single criminal prosecution," said Kevin Bankston, EFF attorney and Equal Justice Works/Bruce J. Ennis fellow. "The panel decision effectively rewrites the field of Internet surveillance law in ways that Congress never intended. If private service providers like Councilman can avoid the warrant requirements of the Wiretap Act by a technicality in the way the messages are transmitted, it follows that the government will also be able to monitor our communications without having to ask a judge for a wiretap order. If the decision is allowed to stand, it will eliminate the Wiretap Act as the primary curb against private and government snooping on the Internet." www.eff.org




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5 settembre 2004

Emergeremo da Flatland? e... se non ora, quando?

Leggo, nei commenti a Blog Trotter Il mondo e' diviso in tre. Da una parte stanno gli assassini, le jene, quelli delle Twin Towers, di Madrid, quelli che hanno fatto esplodere due aerei in Russia, quelli che hanno fatto esplodere due autobus in Israele, quelli che hanno ucciso undici poveri nepalesi e sgozzato il dodicesimo in Iraq, quelli che hanno preso in ostaggio 1500 persone in Ossezia , paese di cui nessuno conosceva l'esistenza fino a tre giorni fa quando le jene sono entrate in una scuola, l'hanno imbottita di esplosivo, hanno ammazzato bambine dopo averle stuprate, hanno ucciso centinaia di persone. Donne terroriste che uccidono bambini e donne come loro, donne-bomba che si fanno esplodere per impedire che scappino e per accopparne il maggior numero possibile. Donne-jene, spaventose, fanatiche, bestiali , che guardano gli stupri, che partecipano attivamente alle stragi. Un esercito di donne-mostri che ammazzano, naturalmente velate, per onorare i loro mariti. Non c'erano ceceni tra i terroristi di Beslan, erano arabi e questo deve far pensare perche' significa che Bin Laden e la sua ideologia ci stanno assassinando. Questa e' la parte demoniaca del mondo, quella che da 60 anni fa vivere a Israele l'inferno e che adesso sta facendo provare all'intero occidente la tragica esperienza israeliana. I demoni, le jene, gli assassini che vogliono conquistare il mondo con i loro metodi e con la loro mentalita' ferma a 500 anni fa quando impalavano la gente che gli dava fastidio. Oggi non impalano per il semplice motivo che sarebbe un sistema troppo lento per ammazzare troppo poca gente, oggi vogliono le stragi e usano la tecnologia dell'odiato occidente per sterminare quanti piu' esseri umani possibile. Quanto e' accaduto in questi giorni in Russia mi ha riportato alla memoria la strage di Maalot in Israele, nel 1975. Anche allora le jene del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina entrarono in una scuola israeliana, presero in ostaggio i bambini e gli insegnanti e li ammazzarono senza pieta'. I superstiti raccontarono che queste bestie raggiungevano i bambini che si nascondevano urlanti sotto i banchi o scappavano nei gabinetti e gli sparavano a bruciapelo. Oggi come trent'anni fa, come trecento anni fa, come mille anni fa, gli infami non sono cambiati. L'altra parte del mondo, la seconda, e' quella dei loro sostenitori, di quelli che li giustificano "e' colpa dell'occidente", di quelli che li chiamano guerriglieri, militanti, che li ammirano, che fanno manifestazioni alzando alte le loro bandiere di morte, che urlano "palestina libera e islamica, kill the jews, Israele boia", che scrivono sui loro tazebao "Una, cento, mille Nassirya" parafrasando "Una, cento mille Aushwitz". Quelli che oggi incolpano spudoratamente Putin e i soldati russi per assolvere ancora una volta la barbarie araba. Questa e' la loro cultura, la cultura di Aushwitz, la cultura di morte, dei forni, del fuoco degli aerei esplosi , degli autobus polverizzati pieni di bambini ebrei, delle Towers implose in un inferno di di fiamme, polvere e cadaveri. Il fuoco e' ricorrente. Come possono? uno si chiede. Come possono giustificarli? Cosa hanno nella testa che gli fa dire "non e' vero che vogliono conquistare l'occidente", quale tipo di depravazione li sta divorando? Infine l'ultima parte del mondo, la piu' esigua. Sto parlando di me e di quelli come me, definiti razzisti e fascisti dalle prime due parti in questione. Noi i razzisti, gli antiarabi, quelli che non credono in un islam moderato e mai visto, noi guardati con odio e con sospetto , con disprezzo dai sostenitori delle jene. Noi che piangiamo per le vittime, noi che ci disperiamo per i bambini sanguinanti portati fuori in mutande, cadaverini anche quelli vivi, dopo tre giorni di fame e sete. Maledetti, noi diciamo ai loro assassini e torturatori. Maledetti, noi diciamo agli assassini degli ebrei di Israele. Maledetti, noi diciamo a chi sgozza la gente in Iraq. Maledetti, noi diciamo a chi ammazza, stupra, taglia a pezzi i neri animisti dell'Africa. Maledetti, maledetti. Noi i cattivi perche' malediciamo le jene e la loro cultura di morte. Noi i fascisti perche' rinfacciamo ai santi pacifisti di manifestare solo contro Israele e l'America. Noi i razzisti perche' ci ribelliamo al fuoco dell'inferno che ci brucera' tutti. Quelli che urlano "kill the jews" e "America e Israele boja" e sfilano con le bandiere palestinesi e irakene (l'Iraq di Saddam), sono invece considerati i buoni , i progressiti, i liberali perche' organizzano boiate come "cento metri per la pace- Solidarieta' per i carcerati palestinesi- Gare in bicicletta per la Palestina- Marce per la pace ad Assisi", perche' fanno cortei, vergognosi cortei, dileggiando la gente innocente bruciata, sgozzata, polverizzata. Buoni e progressisti perche' odiano l'occidente nel quale sono nati e di cui godono le comodita'. Odiano se stessi e si sentono grandiosamente generosi. Il mondo e' diviso in tre parti, se vincera' la prima allora sara' uno e assassino. Non dimentichiamo i bambini di Beslan uccisi dai mostri vestiti di nero. inviato il 05.09.2004 11:37:52 e, su Repubblica.it, Eugenio Scalfari, Triste verità sulla guerra e sugli orrori che cita i Padri fondatori del Libero Pensiero... e non mi convincono, nè l'uno nè l'altro siamo sempre a Flatland, il Mondo Piatto La colpa è sempre O DI QUI O DI LA', e se sto DI QUA la vedo DI LA', se sto di LA' la vedo DI QUA C'è dell'orrore in Occidente? SI' E non andrei molto lontano: non c'è bisogno nemmeno di scomodare Bush o le guerre. Basta pensare agli sviluppi prossimi venturi dello sviluppo tecnologico (gestito, e qui ha ragione Scalfari, da ben poche mani): chi bazzica un po' la Rete fa presto a rendersi conto come ci stiamo assuefacendo a sistemi sempre più raffinati di CONTROLLO sulla nostra 'privacy': questa estate mi sono divertito a esplorare cosa 'bolle in pentola' nel campo dell' "e-learning", ovvero della Scuola Prossima Ventura gestita da 'sistemi' sempre più 'intelligenti', tali da consentire alle 'autorità' scolastiche (ma anche ad un futuro super computer) il controllo e la valutazione e l'eventuale sanzione di ogni minimo dettaglio dei 'progressi negli studi' degli allievi (ma anche dei docenti !) E' solo un piccolo esempio, che pero' fa capire che ci stiamo più o meno entusiasticamente 'scavando la fossa'! Per non parlare delle reiterate proposte di reintroduzione del nucleare sul nostro patrio e sismico e perennemente sconvolto e alluvionato suolo. QUESTO E' E SARA' L'OCCIDENTE Controllo capillare sulle coscienze (fin dentro i cromosomi, il DNA), sulle scelte personali di qualunque tipo ecc ecc Come al solito la realtà supera di molto la fantasia di un Aldous Huxley o di George Orwell ! C'è da supporre che un simile sviluppo tecnologico-economico-politico sarà riservato ai POCHI E BUONI, e che SARS, AIDS e guerre varie contribuiranno a selezionare i buoni-e-sopravvissuti Benvenuti nel FUTURO PROSSIMO VENTURO! W LA LIBERTA' ! C'è da supporre che qualcuno, in Occidente, non accetterà passivamente e in toto questo futuro... Ma questo è ciò che dovrebbe darci speranza, in questo stiamo investendo energie e lavoro, TUTTI, che ne siamo consapevoli o meno. POI C'E' IL RESTO DEL MONDO ovvero la parte di Umanità che 'per definizione' è e sarà esclusa da quel 'futuro', o che comunque sua sponte e per molteplici ragioni si colloca nel PASSATO. UN FEROCE, DISUMANO, ILLIBERALE, MOSTRUOSO, MISERABILE PASSATO Non è che il Mondo ha alle spalle il Paradiso in Terra. E' tutto il contrario! Ora mi chiedo: come e dove dovrebbe collocarsi chi non accetta nè l'una nè l'altra prospettiva? Il fatto che una simile dimensione 'terza' non sia dietro l'angolo non significa che non possa esistere, o che non debba esistere, o che non si debba fare ogni sforzo perchè esista ADESSO! SE NON ORA, QUANDO?




permalink | inviato da il 5/9/2004 alle 15:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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