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24 agosto 2004

Cogne, una piccola crepa nelle granitiche certezze della Giustizia in stile ... porta a porta... ?

Entra nel vivo l'inchiesta bis sul delitto voluta dal difensore ora il confronto con le tracce di sangue trovate nella villetta Cogne, 25 persone in Procura prese le impronte digitali L'avvocato Taormina protesta per la fuga di notizie Sopralluogo alla villetta di Cogne La Repubblica, 23 Agosto 2004 AOSTA - Ci sono 25 persone nel mirino della procura di Aosta nell'inchiesta bis sul delitto di Cogne in cui morì il piccolo Samuele Lorenzi e per il quale la madre Anna Maria Franzoni è stata condannata a 30 anni in primo grado. Le 25 persone, soccorritori e vicini di casa che entrarono nella casa subito dopo l'omicidio e tutti abitanti del paesino della Valle d'Aosta, sono sfilate in Procura e sono state costrette a lasciare le loro impronte digitali. Ma l'avvocato Carlo Taormina ha protestato per la fuga di notizie. "Abbiamo denunciato un solo presunto assassino e non 25 presunti assassini", ha commentato il difensore di Anna Maria Franzoni. "La denuncia da me presentata contempla il nome di una sola persona indicata come quella su cui indagare", ha affermato Taormina, aggiungendo che "la circostanza per cui sarebbero state prese le impronte di 25 persone è a me ignota e denota la ripresa di violazioni del segreto da parte degli organi inquirenti, cosa che sarà puntualmente denunziata". Inoltre, Taormina ha reso noto che una delle impronte trovate dal suo pool investigativo ha un segno particolare: una cicatrice sul polpastrello. Il legale ha quindi aggiunto che il fatto che l'immagine dell'impronta digitale sia stata trasmessa da una rete televisiva nazionale rischia di compromettere gli accertamenti e per questo denuncerà la violazione del segreto istruttorio. Le impronte trovate sono quelle di tre dita della stessa mano: un indice, un medio e un anulare. Sul polpastrello del dito centrale si evidenzierebbe una cicatrice. Le impronte sono state rilevate sulla porta di accesso alla camera da letto in cui fu ucciso Samuele. "Le prime due le abbiamo trovate noi, la terza i consulenti della procura in un successivo sopralluogo nella zona", ha spiegato Taormina, secondo il quale "attraverso un fermo immagine televisivo dell'immagine dell'impronta fatta vedere in tv potrebbe essere possibile riconoscerla e, magari, anche intervenire, da parte della persona interessata, per modificare il polpastrello". Tra pochi giorni si conosceranno i risultati del confronto con le tracce di sangue e le impronte trovate nella camera da letto della villetta. I tre periti nominati dalla procura di Aosta - il medico legale Roberto Testi, il colonnello dei carabinieri in congedo (ex Ris) Giovanni Lombardi e il sovrintendente della polizia scientifica Giuseppe Privitera - hanno cominciato a lavorare alle nuove comparazioni nello scorso fine settimana. E sempre la scorsa settimana i carabinieri di Aosta hanno convocato le 25 persone entrate nella villetta di Montroz il giorno in cui fu ucciso Samuele Lorenzi. "Era un atto obbligatorio, un'acquisizione necessaria - commentano in Procura - dopo il rinvenimento delle impronte sulla porta della stanza". Si tratta di impronte mai rilevate prima e che l'inchiesta-bis sollecitata dalla difesa di Anna Maria Franzoni, ha richiesto. La nuova indagine, infatti, è nata in seguito alla denuncia presentata dall'avvocato Taormina in cui si ipotizza una soluzione alternativa a quella che ha portato il gup aostano Eugenio Gramola a emettere una sentenza di condanna nei confronti della madre del piccolo Samuele. Il legale ha indicato nell'esposto la presenza di alcune macchie di sangue all'interno della villetta. Per il momento sono esclusi nuovi sopralluoghi nella casa. (23 agosto 2004)




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6 agosto 2004

Letteratura 'buona' o buona letteratura ?

viene da chiedersi leggendo la sibillina conclusione dell'articolo di Gabriele Romagnoli, su 'Repubblica' di oggi Una giornalista australiana ha svelato che la vicenda era falsa Forbidden LoveNorma Khouri sosteneva di aver narrato la morte di un' amica Una giornalista australiana ha svelato che la vicenda era falsa Bestseller choc sulle donne arabe Ma si scopre che è solo una truffa di GABRIELE ROMAGNOLI ... Quando l'inchiesta giornalistica è finita, la sua biografia è risultata la seguente: Norma Khouri è emigrata dalla Giordania agli Stati Uniti all'età di tre anni, insieme con la madre. Ha vissuto a Chicago, dove ha sposato un tal John Tolioupoulos, ricercato dall'Fbi per truffe immobiliari ed è svanita dal territorio americano nel 1999, per riapparire trionfalmente in Australia dove ha ricevuto asilo politico. Ora il suo romanzo è stato ritirato dalle librerie. E noi restiamo a girarne le pagine con sentimenti contrastanti. Il primo è l'irritazione. C'è modo e modo di barare con i lettori e i media. Quando, dopo aver elencato una serie impressionante e truculenta di delitti d'onore scrive "quello di Dalia non ha avuto una riga sui giornali" accusa giustamente il cinismo della stampa (che di storie così ne racconta una l'anno, poi si stanca), ma ehi, questo era l'unico caso di cui proprio non si poteva avere e dare notizia. E tutto passi, ma non la dedica finale "a Dalia, che mi ha fatto piangere e sarà sempre parte della mia esistenza". Il secondo sentimento è il disagio. La storia è fasulla, d'accordo, ma ha il pregio di aver fatto conoscere a migliaia di persone la condizione delle donne in Giordania e al loro movimento sono devoluti parte dei diritti (così afferma la copertina, sperando non sia un'altra bufala). La domanda che dobbiamo farci è: avrebbe ottenuto la stessa attenzione se fosse stata presentata come fiction? La risposta sincera è no, perché l'Occidente non chiede buona letteratura araba, ma autobiografie truculente condite da fatwa su autori perseguitati. (6 agosto 2004) L'Occidente non chiede ... buona letteratura araba... o non chiede letteratura buona araba ???? Andiamo un po' più a fondo nella vicenda... Author Norma Khouri to provide evidence of her life in Jordan The World Today - Thursday, 5 August , 2004 12:34:00 Reporter: Tanya Nolan EDMOND ROY: The lawyer representing the controversial author, Norma Khouri, says she's compiled crucial evidence to prove she did live in Jordan between 1973 and 2000. It's been nearly two weeks since an Australian journalist alleged that Ms Khouri grew up in the United States, casting doubt on the authenticity of her best-selling non-fiction novel Forbidden Love, which talks about the honour killing of her best friend Dalia. Her Australian publisher Random House says it's increasingly concerned about Ms Khouri's silence and hasn't heard from her in the past nine days. But her Brisbane-based lawyer Peter Black, who spoke to Ms Khouri late last week, has been telling Tanya Nolan that the author has not given a firm date on when or where she will publicly reveal her evidence. PETER BLACK: Well, she told me that it would be within days, so I suspect that it would be this week, although depending upon her progress in obtaining her documentation, that could change. TANYA NOLAN: And you say that she's been offered media deals to tell her story here in Australia. Has she said whether she will accept any of them? PETER BLACK: No, she has not, no. It's clear that this is a worldwide bestseller, and her response to the Herald's allegations might not necessarily be centred in Australia, of course. TANYA NOLAN: So you can't tell us where she is at the moment, and whether she will make public her evidence in that location? PETER BLACK: I'm not instructed to advise where she's located, no. TANYA NOLAN: You said earlier this week that Ms Khouri is sure that the book will be back on the shelf as soon as the evidence is produced. If so, if she is so sure of the story's authenticity, why wouldn't she come out and defend herself sooner? PETER BLACK: Well, I suspect that she wants to have documentation which proves her story, as opposed to simply making a statement out of her own mouth. I suppose the documentations are concrete proof of where she was at relevant times. She has told me that she has evidence to prove that she was in Jordan between 1973 and 2000, for example. TANYA NOLAN: Okay, so that's a critical piece of evidence. Is that the only piece of evidence she has to support that particular claim? PETER BLACK: Well, I think there's more to come. TANYA NOLAN: Well, the longer that she stays silent it appears there would be more allegations made against her. We heard late last week the claims that the FBI had been investigating her for alleged fraud. Will it be difficult for her to clear her name now? PETER BLACK: Well, of course. I mean, if the damage can stick, I suppose. So, yes, it will be difficult for her to clear her name, and no doubt when she is able to prove that her story is true, then she will no doubt examine her… any recourse that she may have at that time. TANYA NOLAN: What sort of recourse are you talking about? PETER BLACK: Well, certainly, initially we spoke about bringing some sort of proceedings to seek recompense for any damage to her reputation, however that was very early on in the piece, and really at the moment she's focussed purely and simply on getting together the information and the documentation to refute the allegations that have been made. TANYA NOLAN: But there is a possibility she could sue for defamation? PETER BLACK: Well, it's always a possibility, but let's wait and see what comes to light. EDMOND ROY: Norma Khouri's lawyer, Peter Black, speaking there with Tanya Nolan. ©2004 ABC On Tuesday 28/01/2003 Feature Interview: Norma Khouri Norma Khouri is a young and courageous woman from Jordan who fled her country in fear for her life - she wasn't running away from public officials or a crime she committed - instead she was running from her own family. Norma's Khouri's best friend was killed by her father for secretly meeting with a man - an act punishable be death in Jordan. She was just twenty six years old and a virgin. After her friend's death, Norma could no longer fit into a family who justified what's known as honour killings - so she fled to seek a refuge in another country. Norma Khouri has turned her amazing story into a book titled, 'Forbidden Love'. © 2004 ABC




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