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22 luglio 2004

La follia a Cogne e da Cogne: il convitato di pietra, la RAI

Già, la Rai, che fin dai primi minuti ha preteso di informarci puntualmente e capillarmente su tutti (TUTTI ?) i possibili aspetti del delitto che ha avuto per vittime il piccolo Samuele Franzoni e la sua famiglia, costruendo sulla vicenda la soap opera di inizio millennio... aggiungendo a confusione confusione, a diffamazione diffamazione, a presunzione di colpevolezza presunzione di colpevolezza, in una commedia goldoniana di maschere grottesche. Ecco come la RAI insiste sul tema il giorno dopo la condanna a 30 anni di Maria Franzoni:


22 luglio 2004 RAINEWS24 Delitto di Cogne. Come Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Il detective traccia l'identikit del presunto assassino Milano, 22 luglio 2004 Un doctor Jekyll e mister Hyde: non sarà proprio originale rifarsi al personaggio di Robert Louis Stevenson ma così Giuseppe Gelsomino, il detective privato che insieme all' avv. Carlo Taormina e alcuni medici legali sta lavorando sul delitto di Cogne, descrive "il folle" che, secondo le indagini che ha svolto, sarebbe il vero assassino del piccolo Samuele Lorenzi. Una persona normale che ha una vita normale, con non due ma addirittura tre personalità. Il detective ha lavorato anche sul rapimento Melis Gelsomino lavora giorno e notte, attorno non solo alla vicenda di Cogne. Nel suo curriculum ci sono i casi di Silvia Melis, rapita in Sardegna anni fa, di un'altra sequestrata, Laila Cavalli, di Santina Renda, la bimba sparita in Sicilia, e di "Pollicino", un giovane finito in carcere nel 2000 con l'accusa di rapina in banca e poi scagionato. Gelsomino dimostrò la sua innocenza, con una prova filmata legata ad un orecchio: a differenza del rapinatore, 'Pollicino' ne aveva uno fin dalla nascita senza lobo. L'assassino è di Cogne Il detective dice di "essere stupito" della reazione dell'avv. Taormina, difensore di Annamaria Franzoni, "perchè ho ripetuto solo quello che il professore ha sempre detto, senza aggiungere altro". Cioè che, secondo loro, chi uccise il piccolo Samuele "è di Cogne. Non si esce da Cogne". E, invece, di fronte alle sue affermazioni Taormina ha parlato di un "fraintendimento nell'individuazione dei contenuti della dichiarazione". No, nessun fraintendimento, anche se presto a Roma Taormina e il suo detective, che avevano già in programma un incontro, dovranno in qualche modo chiarirsi. "Forse qualcuno vuol mettere zizzania nella squadra, per distruggere il rapporto che si è creato fra di noi" azzarda Gelsomino. Una squadra, tiene a sottolineare, che lavora gratis. "L'abbiamo fatto tutti per amore di verità" spiega e aggiunge che finora ha speso circa 25 mila euro. "Adesso non vedo l'ora di andare dal giudice per aiutarlo nel trovare quella verità ". Il racconto degli appostamenti Gelsomino ha molti attrezzi del mestiere: microscopio e telescopi ottici, un visore per le analisi delle impronte e una vaschetta per rilevare le impronte latenti, detector per scoprire le microspie e altre apparecchiature. Si avvicina a una vetrina zeppa di binocoli, ne mostra uno: "Questo serve per vedere di notte e lo abbiamo usato a Cogne". Lì Gelsomino e un suo collaboratore per molto tempo, di nascosto, hanno "osservato il folle". Folle di cui l'investigatore svela ben poco, neppure se giovane o anziano. Si limita a dire: "E' una persona che sta male, vive male la questione, e si sente il fiato sul collo. Si tratta di un pazzo, totalmente fuori, ma perfettamente inserito nel tessuto sociale del nostro paese. Apparentemente - aggiunge - è normale: si alza la mattina, va a lavorare, ha i suoi impegni, i suoi svaghi e le sue emozioni. Ma qui stiamo parlando di dr.Jekyll e mr.Hyde". Non solo Dr. Jekyll e Mr. Hyde "Generalmente ognuno di noi - spiega - ha due facce, una pubblica e l'altra privata. Qui ne abbiamo trovate tre di facce, tre aspetti psicologici, tre personalita"'. Sul pericolo di fuga, Gelsomino parla chiaro. "No, non c'è questo pericolo , perchè non è un criminale della 'ndrangheta o della mafia protetto e assistito dai suoi. Qui si tratta di un folle". Gelsomino sottolinea che a Cogne nessuno dice niente perchè "non sanno nulla, non hanno fatto le indagini che abbiamo fatto noi". Per il nome, l'attesa è fino al 30 giugno Il nome dovrebbe essere fatto entro fine mese. Almeno, così ha promesso Taormina. E oggi il legale l'ha ribadito: "Le parole che si danno sono sempre quelle che debbono essere rispettate. Si tratta di qualcosa che corrisponde a intenzioni che da tempo e che oggi invece ci vedono ormai determinati ad andare avanti".




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22 luglio 2004

La follia a Cogne e da Cogne, tra condanne, dif-famazioni, 'boati' e smentite

L'avvocato dei Lorenzi nega credibilità alle notizie diffuse da un collaboratore che attribuisce a un "folle" il delitto Cogne, Taormina smentisce rivelazioni su presunto killer Gelsomino, investigatore privato, ribadisce: "Abbiamo elementi concreti per identificare l'assassino in uno squilibrato del paese" La casa Lorenzi a Cogne MILANO - Il presunto vero assassino di Cogne non è "un folle" del paese come sostenuto dal detective privato Giuseppe Gelsomino, che collabora con l'avvocato della famiglia Lorenzi Carlo Taormina. E' lo stesso legale a smentire "categoricamente" l'identikit fornito dall'investigatore - secondo cui l'omicida sarebbe una persona di Cogne con gravi disturbi psichici - e ad attribuire la notizia a "un fraintendimento": "Io ne sento parlare insieme a voi e soltanto adesso - ha detto Taormina, interpellato da Radio Rai 1 - smentisco in maniera categorica che queste siano cose alle quali prestare un qualche credito, probabilmente ci sarà stato un fraintendimento nell'individuazione dei contenuti della dichiarazione del professor Gelsomino". Intervenendo successivamente anche alla trasmissione '3131' su Radio Rai2, Taormina ha escluso che vi sia un "disaccordo totale" tra lui e l'investigatore privato. A chi gli chiedeva se era sua intenzione licenziarlo, l'avvocato della Franzoni ha chiarito: "C'è una notizia erroneamente diramata dal consulente, che dovrà farsi carico di correggere il tiro. Perché, quand'anche fosse vero, in un momento nel quale tutto è in itinere e la situazione deve essere oggetto di accertamenti, non è giusto comunque fare affermazioni del genere". La smentita di Taormina è arrivata dopo che il suo collaboratore, nel corso di una intervista telefonica all'Ansa nella tarda serata di ieri, aveva detto che "oltre quaranta elementi, concreti e oggettivi" raccolti nelle sue indagini lo portavano a identificare il "vero assassino" del piccolo Samuele Lorenzi in un folle di Cogne, un personaggio "al di sopra di ogni sospetto". Fiducioso nella "lunga indagine molto accurata, cominciata circa un anno fa", il detective aveva anche detto che "si tratta di una di quelle persone che ti passano accanto ogni giorno e tu non diresti mai che si tratta di un folle. Invece è proprio un folle. Noi lo abbiamo scoperto perché lo abbiamo seguito, studiato, analizzato in tutti i suoi aspetti psicologici". "Ma per arrivare subito a lui - aveva continuato Gelsomino - occorrevano anche azioni che solo la polizia può fare (ad esempio, le perquisizioni), e noi abbiamo offerto la nostra collaborazione alle forze dell'ordine. In fin dei conti, sia noi che loro cerchiamo la stessa cosa, il responsabile. Ma questa offerta di collaborazione è stata sempre respinta". "Ora il professor Taormina - aveva aggiunto l'investigatore - sta preparando tutto per presentare al giudice una situazione dettagliata. Non è una burla. Abbiamo oltre una quarantina di elementi, concreti e oggettivi, mentre quelli che hanno portato gli inquirenti non stanno in piedi". La successiva smentita di Taormina non ha scoraggiato Gelsomino che in un'altra intervista si è detto sorpreso dalla parole del legale e ha anche aggiunto particolari all'identikit già tracciato: "Gli elementi raccolti sono importanti e inchiodano alla sua responsabilità il vero responsabile del delitto, che è un folle che vive a Cogne. Sono stupito delle parole del professor Taormina - ha aggiunto Gelsomino - e mi sembra strano che ci sia una smentita, che non ha senso: non ho detto cose diverse da quelle già annunciate in passato dall'avvocato Taormina, con cui sono in buonissimi rapporti e che vedrò presto a Roma". (La Repubblica, 22 luglio 2004)




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